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sabato 23 marzo 2019

Casey Affleck

Tutti attori a casa Affleck

Nome: Caleb Casey Affleck
43 anni, 12 Agosto 1975 (Leone), Falmouth (Massachusetts - USA)
occhiello
Le cose che ti fanno diventare quello che sei sono quelle che non scegli…
dal film Gone Baby Gone (2007) Casey Affleck è Patrick Kenzie
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Casey Affleck
Golden Globes 2017
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan

Golden Globes 2017
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan

London Critics 2017
Nomination miglior attore per il film Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan

London Critics 2017
Premio miglior attore per il film Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan

Premio Oscar 2017
Nomination miglior attore per il film Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan

BAFTA 2017
Nomination miglior attore per il film Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan

BAFTA 2017
Premio miglior attore per il film Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan

Premio Oscar 2017
Premio miglior attore per il film Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan

Golden Globes 2008
Nomination miglior attore non protagonista per il film L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik

Premio Oscar 2008
Nomination miglior attore non protagonista per il film L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik



Il film di Scott Cooper in streaming su MYMOVIESLIVE! il 18 agosto.

Il fuoco della vendetta, un cast che fa la differenza

venerdì 15 agosto 2014 - Paola Casella cinemanews

Il fuoco della vendetta, un cast che fa la differenza Che differenza fa un cast di caratteristi? Tutta la differenza del mondo, come dimostra Il fuoco della vendetta (dal 27 agosto al cinema e lunedì 18 agosto in streaming su MYMOVIESLIVE!), malinconico film di Scott Cooper che fa leva tanto sulle atmosfere struggenti quanto sul gioco di squadra di un gruppo di attori abituati a lasciare il segno anche in ruoli minori: Casey Affleck, Woody Harrelson e Willem Dafoe. Continua »

   

Old Man & the Gun

* * * - -
(mymonetro: 3,17)
Un film di David Lowery. Con Robert Redford, Casey Affleck, Danny Glover, Tika Sumpter, Isiah Whitlock jr..
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Genere Commedia, - USA 2018. Uscita 20/12/2018.

Manchester by the Sea

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,89)
Un film di Kenneth Lonergan. Con Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Lucas Hedges, Gretchen Mol.
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Genere Drammatico, - USA 2016. Uscita 16/02/2017.

Codice 999

* * * - -
(mymonetro: 3,14)
Un film di John Hillcoat. Con Casey Affleck, Chiwetel Ejiofor, Anthony Mackie, Aaron Paul, Clifton Collins Jr..
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Genere Thriller, - USA 2016. Uscita 21/04/2016.

L'ultima tempesta

Un film di Craig Gillespie. Con Chris Pine, Josh Stewart, Kyle Gallner, Casey Affleck, Holliday Grainger.
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Genere Drammatico, - USA 2016. Uscita 31/03/2016.

Interstellar

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,87)
Un film di Christopher Nolan. Con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, John Lithgow.
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Genere Fantascienza, - USA 2014. Uscita 06/11/2014.
Filmografia di Casey Affleck »

domenica 17 febbraio 2019 - Un palmarès eccellente: Orso d'oro a Synonymes e il trionfo italiano de La paranza dei bambini.

Berlinale 2019, il festival guarda al futuro e incorona nuovi artisti

Tommaso Tocci cinemanews

Berlinale 2019, il festival guarda al futuro e incorona nuovi artisti Alle ONG che salvano vite nel Mediterraneo è dedicato da Saviano il premio per la miglior sceneggiatura a La paranza dei bambini (guarda la video recensione), rimettendo in circolo nella capitale tedesca quei valori che nel 2016 videro premiato (con l'Orso d'Oro) Fuocoammare di Gianfranco Rosi. Tre anni dopo, la Berlinale si avvia alla conclusione di un percorso già programmato da tempo, tra qualche acciacco strutturale e una serie di vincitori tra i più meritevoli degli ultimi anni.
È stata una Berlino stranamente assolata a dare un caloroso arrivederci al festival cittadino, facendo rimpiangere l'assenza di occhiali da sole in valigia. Chissà, forse un'anticipazione climatica di una delle novità del prossimo anno, che vedrà l'evento spostato in avanti di un paio di settimane per occupare uno slot post-Oscar che arriverà fino a inizio Marzo.

Il cambiamento più grande, però, sarà l'avvento di una coppia di nuovi direttori e di conseguenza la fine del regno del leggendario Dieter Kosslick, occhialini e sciarpa rossa saldamente al timone dal 2001: ha salutato la sua Berlino nel modo che gli è più consono, dando giocosamente spettacolo tra i cartelli "Danke Dieter" e il regalo finale di un orsacchiotto gigante con cui ballare sul palco. L'abbraccio per le telecamere all'italiano Carlo Chatrian è il sigillo dell'organizzazione ferrea della Berlinale, che ha avuto solo quattro direttori dalla sua nascita e a lunghe leadership fa seguire transizioni efficienti e ben pianificate. Chatrian, in uscita da Locarno, avrà ora il compito di pilotare la kermesse tedesca verso il nuovo decennio insieme a Mariette Rissenbeeksi.
Nel frattempo, l'edizione 2019 si è chiusa con un palmarès eccellente, che la giuria presieduta da Juliette Binoche ha saputo ritagliare da un programma risicato dando rilievo ai film più coraggiosi e radicali. Sia l'Orso d'Oro che il premio per la Miglior Regia - rispettivamente Synonymes e I Was at Home, But - si sono distinti per un cinema aggressivo, dissonante, che non a caso ha ricevuto critiche anche dure; ma si tratta senza dubbio delle due opere più vive viste in concorso, per mano di due registi già noti al circuito festivaliero ma in attesa della consacrazione. Con la sua energia tattile e sferzante, il regista Nadav Lapid (dedica toccante alla madre Era Lapid, sua montatrice abituale scomparsa proprio durante il montaggio del film) ha messo insieme una corposa riflessione sulla natura del suo paese d'origine, Israele, e una satira sottile dell'essenza parigina. La voragine aperta a forza tra questi due mondi è merito di una performance demolitrice di Tom Mercier, volto e corpo nuovo che in Synonymes ha creato un personaggio folgorante.

Così come folgorante in senso opposto è la prova di Maren Eggert in I Was at Home, But, che ha visto premiata con la miglior regia Angela Schanelec (prima donna tedesca a riceverla). Scavando nel familiare laddove Mercier corre verso l'ignoto, Eggert mette in mostra una vulnerabilità simile in un film angolare, che tratta in modo complesso una vicenda semplice di elaborazione del lutto.

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