Manchester by the Sea

Film 2016 | Drammatico +16 135 min.

Regia di Kenneth Lonergan. Un film Da vedere 2016 con Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Lucas Hedges, Gretchen Mol. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2016, durata 135 minuti. Uscita cinema giovedì 16 febbraio 2017 distribuito da Universal Pictures. Oggi al cinema in 24 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,89 su 53 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Manchester by the Sea
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Un idraulico di Boston è obbligato a tornare a casa a Manchester quando apprende la notizia della morte del fratello. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 6 candidature ai Golden Globes, 6 candidature e vinto 2 BAFTA, 1 candidatura ai Cesar, 5 candidature e vinto 2 London Critics. In Italia al Box Office Manchester by the Sea ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 1,6 milioni di euro e 456 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,89/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,10
PUBBLICO 3,58
ASSOLUTAMENTE SÌ

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Un film emozionante e stilisticamente maturo. Lonergan si fa duro, senza perdere la tenerezza.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 17 ottobre 2016
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 17 ottobre 2016

Lee Chandler conduce una vita solitaria in un seminterrato di Boston, tormentato dal suo tragico passato. Quando suo fratello Joe muore, è costretto a tornare nella cittadina d'origine, sulla costa, e scopre di essere stato nominato tutore del nipote Patrick, il figlio adolescente di Joe. Mentre cerca di capire cosa fare con lui, e si occupa delle pratiche per la sepoltura, rientra in contatto con l'ex moglie Randy e con la vecchia comunità da cui era fuggito. Allontanare il ricordo della tragedia diventa sempre più difficile.

Ambientato sulle coste settentrionali del Massachusetts, dove la natura ha la meglio sull'uomo, per l'ampiezza e la profondità delle sue acque e per l'inospitalità e la rigidità delle sue temperature invernali, Manchester by the sea è il rovescio drammatico di You can count on me: Lonergan si è fatto duro e maturo, senza perdere la tenerezza.

Non più la malinconia, ma la tragedia massima, il destino irreparabile, e la vita che, testarda, domanda comunque di essere vissuta, attraverso la gioventù di Patrick e la sua fame di esperienza, di calore umano, che incrinano il ghiaccio del dramma come piccole crepe a forma di sorriso.

È una maturità stilistica vera, quella del nuovo Lonergan, tangibile in ogni scelta di dialogo, stacco di montaggio, attacco musicale, e responsabile del respiro autentico e contemporaneamente quasi letterario del film. D'altronde, la parola - la sua insufficienza e la sua estrema, umanissima necessità- sono parte fondamentale dell'impasto di Manchester by the sea. È il silenzio di Lee, nella prima parte, a costruire il suo personaggio: un'assenza di espressione verbale che lascia il posto solo episodicamente alla fuoriuscita di un turpiloquio che è furia repressa, disperazione compressa sotto vuoto. La vicinanza col ragazzo, alla quale Lee non può e non si vuole sottrarre, lo costringe a ritrovare lentamente la pratica del dialogo, ad uscire dal proprio sepolcro ambulante per mettersi nuovamente in relazione con qualcuno.
L'incontro cruciale con Randy, e le parole di lei, bucheranno la protezione facendo saltare la tesa copertura. Ma Lonergan non è mai sbrigativo, mantiene saldo fino in fondo il passo del film e non apre mai del tutto, nemmeno in coda, all'ipotesi del superamento definitivo. Con grandissima finezza, accenna solo al fatto che qualcosa possa ripartire nella vita di Lee, qualcosa di diverso, che affonda solo una parte di radice nel passato, ma va verso un'altra direzione, cominciando in curva e leggermente in salita. Come il gioco con la pallina di Patrick, che parte in maniera stentata, che Lee vorrebbe subito lasciar perdere, ma che pian piano, proprio su quella curva leggermente in salita, comincia invece a funzionare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 4 febbraio 2017
Eugenio

Manchester by the sea, ultima fatica diKenneth Lonergan candidata all’Oscar convince e conquista con un dramma scavato nelle luci e ombre di un passato mai destinato a divenire presente, fatto di solitudine, di un dolore che non riesce a trovare requie, di un paesaggio funzionale allo scopo, grigio che ricorda tanto il  Mare del Nord ma che ci colloca in una piccola comunità costiera [...] Vai alla recensione »

domenica 19 marzo 2017
Writer58

Dalle recensioni lette, mi aspettavo un film cupo e freddo, dominato da colori grigi e smorti. Invece, "Manchester by the sea", terzo lungometraggio di Lonergan, è un'opera dai colori chiari e dagli ampi spazi, ambientata sulla costa del Massachussets, non lontano da Boston. E' inverno, la temperatura è gelida, ma il cielo diffonde una luce smorzata che si riflette sulla [...] Vai alla recensione »

sabato 18 febbraio 2017
Ashtray_Bliss

Manchester by the Sea è un film cupo e grigio, dove regna il dolore e la rassegnatezza ad esso degli individui, dove pochi e singolari spiragli di luce e felicità non rappresentano che dei momenti fugaci, dei bagliori pronti a svanire l'attimo dopo. In questo contesto di disperazione e grigiume, sia interiore che esteriore dato dalla fotografia naturale del posto (che si sposa [...] Vai alla recensione »

martedì 21 febbraio 2017
robertalamonica

Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan è come un quadro di Edward Hopper. L'arte è     l'unione di due grandi elementi: realismo e grande irrealtà, scriveva Nietzsche. E in questo meraviglioso, intimo film ci sono tutti gli elementi che caratterizzano le opere del pittore americano. Hopper dipinge la solitudine di luoghi che dovrebbero essere affollati.

sabato 18 febbraio 2017
Maurizio Meres

Splendido film,questo è vero cinema in un montaggio che rasenta la perfezione cinematografica,il dramma perché questo è,mette lo spettatore difronte ad una realtà essenziale,un modo di vita statico ripetitivo senza nulla che possa entusiasmare chi vive in quel tipo di ambiente,ma soltanto una logica esistenziale di sopravvivenza,in una onesta semplicità,la vita che [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 febbraio 2017
Zarar

C’è in questo film spiazzante l’atmosfera dei racconti di Elizabeth Strout: un paesaggio (il Maine della Strout, il Massachusetts di Lonergan) dai toni chiari e freddi, un mare gelido e spazzato dal vento, un ambiente di piccola città molto americano, dove consuetudini e riti e codici di comportamento sembrano organizzati per  controllare, mediare, rimuovere qualsiasi [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
Giampituo

Difficile restare seduto per rimanere a guardare questo film. Molto più facile andarsene via a respirare, all'aria aperta. Mi manca un po' il respiro. Sento una cappa di negatività su di me. Mi incavolo sempre di più. Ma resto seduto di fronte a tanta sofferenza. Perdere tre bambine nellincendio incendio della propria casa per andare a prendere da bere.

martedì 21 febbraio 2017
fabriziog

 “Manchester by the sea” di Kenneth Lonergan, candidato a sei nomination agli Oscar 2017 e vincitore di due Bafta, è la traduzione in linguaggio cinematografico di molta letteratura psichiatrica sulla elaborazione della morte, a partire dal bel libro “Il lutto” di Antonio Onofri e Cecilia La Rosa (Giovanni Fioriti editore).

sabato 18 febbraio 2017
ElPaneZ

 Manchester by the sea. Conosciamo Lonergan, un regista speciale, con uno stile tutto suo che ci fa immedesimare completamente nei personaggi scavando nella propria psicologia. Quando andrete al cinema non andate con l’aspettativa di vedere un dramma qualunque, ma con l’aspettativa di vedere un film che si prende tempo per caratterizzare i personaggi con riprese lente e primi piani [...] Vai alla recensione »

domenica 19 febbraio 2017
vanessa zarastro

Un film che tratta decisamente la sfera del “maschile”. È descritto il modo di star male maschile in un mondo quasi primitivo, nordico, attraverso l’assenza di dialogo e di apertura nei confronti degli altri e dove è importante l’immagine dell’uomo forte. Il “maschio” non dimostra il suo dolore, non piange, non si lamenta, ma attraverso la [...] Vai alla recensione »

sabato 18 febbraio 2017
Alex62

Ci sono attrici del panorama attuale che evocano direttamente il ricordo di altre, magari più titolate ed illustri, del passato; ma c'è n'è un ristretto numero, non riesco a superare nella conta le dita delle mie due mani, che appartiene all'Olimpo. È un luogo etereo, impervio, è una vetta inespugnabile, l'Olimpo delle migliori attrici di tutti i tempi: [...] Vai alla recensione »

domenica 12 marzo 2017
loland10

“Manchester by the Sea” (id., 2016) è il terzo lungometraggio del regista-sceneggiatore newyorkese Kenneth Lonergan. Un film corposamente nullo, un film altamente sottrattivo, un film di dramma nascosto. Una storia di dolore intimo e infimo che nessuno riesce a scalfire: ogni volto, ogni luogo, ogni inquadratura, ogni notte e ogni via non vogliono prenderne una parte ma tutto il [...] Vai alla recensione »

sabato 25 febbraio 2017
Cristian

Con 6 candidature agli imminenti Oscar 2017, Manchester by the sea di Kenneth Lonergan (Conta su di me,; Margaret) darà senz’altro del filo da torcere ad altri film più gettonati in quanto opera costruita con minuzia e attenzione particolare alla caratterizzazione dei personaggi, ognuno con una propria e ben definita complessità.

martedì 21 febbraio 2017
Flyanto

"Manchester by the Sea" presenta il dramma profondo di un uomo che, colpito da una gandissima tragedia familiare,  non riesce a superarla essendone, anzi,  sempre turbato dall'indelebile ricordo. Il protagonista (Casey Affleck) vive ormai solitario ed assai scontroso nella città di Boston come custode e uomo tuttofare in un complesso di quattro edifici.

sabato 18 febbraio 2017
DeborahM

Lee Chandler (Casey Affleck), idraulico di Boston, conduce una vita alquanto difficile, dolorosa e sofferente, una vita troppo opprimente. Affronta tutto con aria di sufficienza, la sua mente è tormentata da un passato troppo crudo e straziante e ciò non gli permette di vivere al meglio. Durante le uscite è avvicinato da belle donne che, però, non attirano la sua attenzione, [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 febbraio 2017
angelo umana

 Joe Chandler, l’attore è un Chandler per davvero, Kyle, pescatore 45enne sofferente di cuore, muore a Manchester by the sea nel Massachusetts e lascia il figlio adolescente Patrick: aveva pensato a tutto Joe, nel testamento aveva previsto che suo fratello Lee tornasse da Boston e facesse da tutore al figlio minorenne. Aveva nelle sue volontà riunito due deprivati dei loro [...] Vai alla recensione »

sabato 25 febbraio 2017
Andrea1974

Non si riesce a seppellire il padre, troppo gelato è il terreno; non si riesce a rielaborare il lutto di un padre, troppo immenso il senso di colpa, il vuoto, inutili le parole, si chiede solo di non essere visti, di non essere più toccati, ma dimenticati; non riesce a dare risposta la pacca sulla spalla dell'amico o del coach, non riesce ad essere significativa la fede, nè [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
amgiad

Il dolore di una perdita cambia la vita specialmente se la colpa di ciò che l' ha causato è dentro di se. Gli altri continuano una vita normale e i ragazzi superano meglio i lutti con la voglia di vivere, di fare, di amare. Ed è giusto che sia così. Per il personaggio principale non sembra possibile superare il ricordo della sua colpa e delle vite che ha perduto.

giovedì 23 febbraio 2017
maumauroma

IL Destino non ha certo fatto sconti a Lee Chandler per gli errori che ha commesso. Una vita un po' da spiantato, un matrimonio e una famiglia trascurata, abbondanti bevute di birra al pub, continue battute di pesca sulla bella barca di famiglia a largo  di Manchester, sulla costa a nord est degli Stati Uniti,  in compagnia del fratello Joe e del nipotino Patrick , ma soprattutto [...] Vai alla recensione »

martedì 21 marzo 2017
Stefano Pariani

Lee Chandler (Casey Affleck) lavora a Boston come custode e factotum di un palazzo, è sempre disponibile per qualsiasi servizio di manodopera, lavora bene ed è di poche parole. Vive in un piccolissimo monolocale, non ha amici e non ha una vita sociale, se si esclude qualche bevuta solitaria al pub. In seguito alla morte del fratello maggiore, deve tornare per qualche giorno al paese d’origine, una [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 marzo 2017
valeverte

Ci sono molti modi in cui una persona tenta di sopravvivere e di sotterrare per quanto possibile il proprio passato, ma prima o poi è inevitabile un ritorno. Lee, ex marito, ex padre, che si rifugia nel suo guscio di solitudine, viene scaraventato di nuovo nel suo passato, costretto in un posto che ormai odia, e non riesce più a chiamare casa.

giovedì 9 marzo 2017
Geagia

Non ve lo perdete. È uno di quei film che ti resta dentro. La storia di quest'uomo che vuole restare ai margini, che vuole pagare qualcosa e si ficca nelle situazioni peggiori pur di scontare la sua colpa. Casey Affleck è perfetto, noi lo guardiamo e non capiamo cosa gli passa per la testa, ma vediamo disagio e dolore. Quando scopri cosa è successo alla sua vita la compassione [...] Vai alla recensione »

domenica 5 marzo 2017
Soleilmoon

Dopo aver appreso la tragedia, il film diventa irrimediabilmente lento e un pò noioso. Il personaggio principale è antipatico, a tratti odioso, perchè lui non si redime dal tormento esistenziale, non ascolta nessuno di quelli che vogliono aiutarlo. Capisco che questo è l'intento del regista, mostrarci un uomo costretto a vivere con i sensi di colpa e nella depressione, [...] Vai alla recensione »

martedì 28 febbraio 2017
FabioFeli

Lee Chandler (Casey Affleck) spala la neve caduta a Boston tra condomini di anonime palazzine a mattoni rossi che ricordano le città operaie britanniche. Con impegno ostinato libera tubazioni intasate restando in silenzio e con lo sguardo perso; una riparazione complicata lo dispone di cattivo umore come le parole della signora della middle class proprietaria dell’appartamento: si sente [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 febbraio 2017
Francesca

 Lee è un tuttofare solitario che vive a Boston dove si è rifugiato per cercare di dimenticare una tremenda tragedia. La morte del fratello Joe, però, lo costringe a tornare a Manchester, una cittadina sul mare dove è cresciuto, per fare da tutore al nipote Patrick.  Qui incontra anche l’ex moglie Randy e si trova a dover affrontare i vecchi fantasmi del [...] Vai alla recensione »

martedì 21 febbraio 2017
FabioFeli

Lee Chandler (Casey Affleck) spala la neve caduta a Boston tra condomini di anonime palazzine a mattoni rossi che ricordano le città operaie britanniche. Con impegno ostinato libera tubazioni intasate restando in silenzio e con lo sguardo perso; una riparazione complicata lo dispone di cattivo umore come le parole della signora della middle class proprietaria dell’appartamento: si sente provocato e [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
fsromait

È  notorio l’area territoriale di Boston essere quella degli USA dove, storicamente, si è concentrata, e probabilmente ancora si concentra (pur se tale affermazione, ai denigratori di ogni aspetto del mondo americano, potrà apparire comunque fallace), buona parte dell'intellighenzia statunitense: me lo disse, tanti anni fa, anche una collega americana, a torto o [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
Vincenzo Ambriola

Lee vive a Boston, nell'ammezzato di un condominio. Uomo triste, solo, un po' violento ma preciso nel suo lavoro di tuttofare. Un giorno di inverno deve tornare a Manchester by the sea, cittadina sul mare in cui è nato ed è vissuto per tanti anni. La storia inizia in questo momento e continua lentamente fino all'estate. I dettagli della vita di Lee ci sono presentati in flashback, [...] Vai alla recensione »

domenica 5 marzo 2017
astromelia

trovo casey affleck un'attore monocorde ,le sue interpretazioni  risultano sempre inespressive,in tutti i suoi film ha sempre la stessa faccia,un pò come il fratello, cioè ti può cascare il mondo addosso ma tu non ti scansi,la cosa che meriterebbe l'oscar più di moonlight è la sceneggiatura che regge per tutto il film,le scenografie anche quelle naturali,anche [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 febbraio 2017
ANTONIO RUGGIERO

Il commento di un PENSIONATO AL CINEMA Se andate a vedere Manchester by the Sea, fate attenzione alla scena iniziale, quando ancora scorrono i titoli di testa. C'è una barca da pesca che solca il mare, con a bordo tre esseri viventi, appartenenti alla specie Homo Sapiens. Tre maschi, due adulti ed un ragazzino. Il capo-branco guida la barca, il cucciolo è suo figlio.

domenica 19 febbraio 2017
Flaw54

Film profondamente malinconico e di una tristezza a momenti insopportabile. Lento, silenzioso dominato dal colore grigio del cielo e del mare riflette il dramma indopportabile del protagonista un Casey Afflek bene in parte, anche se accompagnato  da un doppiaggio discutibile. La monotonia e la ripetitività  dei gesti e delle situazioni riflettono l' incapacità e anche l'impos [...] Vai alla recensione »

martedì 28 febbraio 2017
gigioncino

Memorabile questa pellicola di Lonergan, quasi irriverente metterla in gara con le altre candidate all'Oscar. Un film che si fa veramente fatica a raccontare tante sono le sensazioni, i sentimenti, gli stati d'animo che lo spettatore vive durante la visione. Casey Affleck è un gigante in un ruolo difficile e complicato. Non c'è proprio nulla di " americano" in questo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 febbraio 2017
Cateri

...  Che è bellissimo e pieno di emozione lo hanno già scritto tutti,  ed è anche molto lento: bene così, proprio nei secondi in più di un'inquadratura,  dell'espressione di un viso,   si nasconde la grandezza del regista e degli attori straordinari.   Nel doppiaggio italiano non ho apprezzato la voce del protagonista (nell' originale [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
g_andrini

E' piuttosto elegante anche se tratta di problemi tradizionali della giovinezza e più in generale della vita. Non è facile da capire fino in fondo, ma si lascia guardare.

domenica 19 febbraio 2017
Mariagraziadean

noioso lento triste. Ridondante. Racconta con pretesti banali il dolore che non porta a nulla. Dall'inizio alla fine solo una tristezza dietro l'altra. qualche bella foto da cartolina furba e qualche musica di sottofondo. non mi fiderò più della critica . sconsigliato vivamente. 

sabato 25 febbraio 2017
darthinvader

Fuggire dal dolore è irrispettoso. Denota l’illusione tipica dell’assenza di riflessione, della vita priva di intersezioni, di una bla bla bla senza alcun tipo di ohi ohi. Dove le proporzioni non sono casuali. Raccontare il dolore è un fardello insieme sottovalutato e abusato, si tende a credere che solo la spettacolarizzazione possa renderlo fruibile.

sabato 25 febbraio 2017
Giannaccio

senza parole

mercoledì 22 febbraio 2017
ittivocai

Ho visto questo film con grandi aspettative dopo aver letto le recensioni su questo sito. Si, Casey Affleck è bravo, si, Michelle Williams è straordinaria, si, il film è ben fatto ma a parte il fatto che nella vita ti possono capitare una serie di drammi e che tu difficilmente ti riprenderai...cosa ci vuole dire di preciso questo film? Io l'ho trovato abbastanza banale, racconta [...] Vai alla recensione »

domenica 19 febbraio 2017
darkmage1975

Che po, per carità, è un film girato bene. Bella la fotografia, bella la regia. Ma la storia è di una noia mortale. Drammatica, quanto vuoi. Con personaggi compressi e raccontati bene. Ma non c'è altro. Pura esaltazione estetica, tanto nelle immagini quanto nelle descrizioni. Ed evidentemente è proprio questo che piace ai critici ed alla maggior parte del pubblico. [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
venerdì 10 febbraio 2017
Paola Casella

È quasi impossibile, per chiunque abbia una memoria cinematografica abbastanza lunga, non paragonare Manchester by the Sea, scritto e diretto da Kenneth Lonergan, a Gente comune, il dramma diretto da Robert Redford nel 1980 e basato sul best seller omonimo di Judith Guest.

Le somiglianze sono molte, a partire dal tema del lutto come forza distruttrice all'interno della famiglia, per proseguire con l'intensità emotiva del racconto e il tono sommesso e straziante delle interpretazioni.

"Some films you watch, others you feel", era lo slogan sulla locandina di Gente comune, e anche questa caratteristica accomuna i due drammi, che richiedono una partecipazione emotiva viscerale non limitata allo sguardo ma estesa a tutti e cinque i sensi. Ci sono però anche molte differenze fra i due film, ed è su queste che vale la pena soffermarsi perché aiutano a capire come siano cambiati gli Stati Uniti dai primi anni Ottanta ad oggi.

Frasi
- Se dovessi portare con te una sola persona, un uomo in gamba che ti fa sentire protetto e felice... tra me e tuo padre, chi sceglieresti?
- Mio padre!
- Secondo me è la scelta sbagliata!
Dialogo tra Lee Chandler (Casey Affleck) - Patrick da bambino (Ben O'Brien)
dal film Manchester by the Sea - a cura di MYmovies.it
- Tutti i miei amici sono qui, ho due fidanzate e suono in una band. Tu fai il custode a Quincy! Che diavolo ti importa dove vivi?
Una frase di Patrick (Lucas Hedges)
dal film Manchester by the Sea - a cura di MYmovies.it
- Ci fai sesso con queste ragazze?
- Be', diciamo che sto gettando le basi!
- Che significa?
- Significa che ci sto lavorando...
Dialogo tra Lee Chandler (Casey Affleck) - Patrick (Lucas Hedges)
dal film Manchester by the Sea - a cura di MYmovies.it
Non riesci a parlare di stronzate per una mezz'ora come tutti gli adulti?
Patrick (Lucas Hedges)
dal film Manchester by the Sea - a cura di angelo umana
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 13 febbraio 2017
Marco Scognamiglio
Il Venerdì di Repubblica

Lee Chandler vorrebbe scomparire. Si è messo ai margini della vita, in una stanzetta alla periferia di Boston. Per sbarcare il lunario fa lavoretti da idraulico, non parla con nessuno, la sera si ubriaca nei bar e alza le mani contro chiunque lo fissi un po' più a lungo del dovuto. Cinquanta chilometri a nord, su una baia sepolta dalla neve, la cittadina di Manchester by the Sea ospita quella che un [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

C'è una metafora centrale, bella e triste in Manchester by the sea, il dramma prodotto dagli studi Amazon e candidato a sei premi Oscar (tra cui miglior film, regia, attore protagonista, sceneggiatura originale). Il cadavere di un uomo deve essere conservato in una cella frigorifera, attendendo il disgelo perché sia possibile scavare il terreno dove depositare la bara.

lunedì 20 febbraio 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Lo scorso novembre, il National Board of Review, importante associazione americana di cinefili (quelli che se ne intendono, verrebbe da aggiungere), ha premiato Manchester by the Sea come miglior film del 2016. Meglio, per dire, di La La Land, annunciato trionfatore agli ormai imminenti Oscar. Un premio che, però, di solito, non porta bene. come viatico, per la notte delle statuette, visto che negli [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Insidiosa sfida con la disponibilità dello spettatore scrivere una sceneggiatura e girare il film sul lutto dei genitori. Letteratura, teatro e cinema hanno performato nei millenni profondi risultati e presuntuose esibizioni, da Sofocle a Philip Forest, da "Beautiful" alla cosiddetta tv del dolore. Immagini e parole passano alla selezione di memoria e istinto: stai raccontando senza barare? Prodotto [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Guardando con lo spirito giusto «Manchester by the Sea», giustamente plurinominato agli Oscar, è facile valutare il baratro che corre tra un film triste e commovente e un altro ricattatorio e strappalacrime (il riferimento a «Collateral Beauty» è voluto). Acclarato che il termine melodramma serve per fornire un orientamento al pubblico, ma certo non per mettere una pietra su contenuti, stili e valori, [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Considera l'aragosta. Parola del compianto David Foster Wallace, e vale anche per il regista Kenneth Lonergan, con un'aggiunta: considera il panino con l'aragosta. È raro trovare note di regia, che al netto di sprezzature arbasiniane o diversioni hipster, parlino di cibo anziché di cinema, ma Lonergan fa golosa eccezione: "Il mio ristorante preferito era il Clam Box, a Ipsvvich, che prepara il miglior [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Esordendo nella regia con Conta su di me, il drammaturgo e sceneggiatore Kenneth Lonergan si era subito assicurato due nomination. Le cose sono andate ancora meglio con Manchester by the Sea, film in gara per sei Oscar che conferma la vena intimista-minimalista dell'autore newyorchese, l'interesse per i travagliati interni familiari. Qui nel paesaggio invernale della cittadina del titolo - siamo [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Sembra incredibile che un cinema ricco e vario come quello americano nasconda autori "maledetti" come Kenneth Lonergan, commediografo e sceneggiatore (anche per Scorsese) prima che regista, 54 anni e appena tre film al suo attivo. Uno solo dei quali, Conta su di me, 2000, con Mark Ruffalo e Laura Linney, uscito in Italia. Eppure è così: ed è bello sapere che dopo l'estenuante battaglia legale che nel [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2017
Cristina Piccino
Il Manifesto

Melò familiare e al maschile con due fratelli, il maggiore dal cuore matto per una malattia congenita, persona splendida e amatissima dall'intera comunità di Manchester, che muore lasciando solo il figlio adolescente, Patrick detto Patty (Lucas Hedge). La madre del ragazzo è andata via da tempo, per questo nel testamento l'uomo ha nominato tutore del ragazzo suo fratello minore, Lee (Casey Affleck), [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Frammenti complessi della cognizione del dolore. Giorno dopo giorno. Nulla sarà più come prima quando il destino si riduce all'elaborazione dei lutti, mentre la vita preme ancora per approdare ad una normalità, ormai impossibile, di un tempo (quasi felice). È cinema da melò, algido come la bellezza del suo paesaggio sotto zero, irsuto e ispido come la solitudine del protagonista, che ricrea, con magistrale [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attore
Premio Oscar
2017
winner
miglior scenegg.ra originale
Premio Oscar
2017
winner
miglior attore
BAFTA
2017
winner
miglior scenegg.ra originale
BAFTA
2017
winner
miglior attore
London Critics
2017
winner
miglior scenegg.ra
London Critics
2017
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