Manchester by the Sea

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Un film di Kenneth Lonergan. Con Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Lucas Hedges, Gretchen Mol.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 135 min. - USA 2016. - Universal Pictures uscita giovedė 16 febbraio 2017. MYMONETRO Manchester by the Sea * * * 1/2 - valutazione media: 3,89 su 76 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
writer58 domenica 19 marzo 2017
l'inverno dentro Valutazione 4 stelle su cinque
91%
No
9%

Dalle recensioni lette, mi aspettavo un film cupo e freddo, dominato da colori grigi e smorti. Invece, "Manchester by the sea", terzo lungometraggio di Lonergan, è un'opera dai colori chiari e dagli ampi spazi, ambientata sulla costa del Massachussets, non lontano da Boston. E' inverno, la temperatura è gelida, ma il cielo diffonde una luce smorzata che si riflette sulla neve e su un mare increspato.. L''inverno dei personaggi, soprattutto del protagonista - un eccellente Casey Affleck, premio Oscar per la migliore interpretazione maschile- è interiore, una miscela paralizzante di sensi di colpa, traumi non elaborati, distacco dal mondo e ripiegamento su se stessi che li  rende quasi afasici e incapaci di relazioni autentiche. [+]

[+] immenso (di unaditorino)
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eugenio sabato 4 febbraio 2017
cicatrici non cauterizzate Valutazione 4 stelle su cinque
84%
No
16%

Manchester by the sea, ultima fatica diKenneth Lonergan candidata all’Oscar convince e conquista con un dramma scavato nelle luci e ombre di un passato mai destinato a divenire presente, fatto di solitudine, di un dolore che non riesce a trovare requie, di un paesaggio funzionale allo scopo, grigio che ricorda tanto il  Mare del Nord ma che ci colloca in una piccola comunità costiera di provincia del nord est degli Stati Uniti, quella del titolo per l’appunto.
Casey Affleck interpreta Lee, un tuttofare che con silenzio atarassico svolge lavori manuali  lontano da quel passato che lo ha visto colpevole là sulla costa. Vive ora a Boston da solo e  in sé nasconde le ceneri di un dolore troppo grande da sopportare, la perdita di figli in un tragico incidente di cui si sente colpevole come l’inevitabile dissoluzione del legame con la moglie, causato dalla sua stessa indolenza. [+]

[+] ben scrittro (di vanessa zarastro)
[+] matura e profonda opera sulle ferite del cuore (di antoniomontefalcone)
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adelio domenica 7 maggio 2017
la coscienza interiore luogo senza spazio nč tempo Valutazione 5 stelle su cinque
80%
No
20%

 “E il navigar mi è dolce in questo mare...” così si apre il film gettando lo spettatore immediatamente in una dimensione spazio-temporale che non esiste, la dimensione della coscienza cioè di un mare grigio, piatto senza confini tutto da vivere, tutto da esplorare e delimitare. Siamo dunque nel viaggio dentro l’uomo, la sua tragedia e il dolore che ne discende di fronte al quale cala la morte reale o apparente, cala l’inverno con il suo gelo in un luogo indifferente ed anonimo che ci costruiamo. Da qui parte il percorso del protagonista, dalla vita insipida, superficiale e coperta di neve di una Boston che altro non è che il “non luogo” dove l’uomo si abbandona, la sua ibernazione in attesa di un riscatto di una motivazione per reagire, non con i pugni (come spesso fa il Lee), ma con la mente e la coscienza. [+]

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ashtray_bliss sabato 18 febbraio 2017
l'insostenibile peso dei sensi di colpa. Valutazione 4 stelle su cinque
74%
No
26%

Manchester by the Sea è un film cupo e grigio, dove regna il dolore e la rassegnatezza ad esso degli individui, dove pochi e singolari spiragli di luce e felicità non rappresentano che dei momenti fugaci, dei bagliori pronti a svanire l'attimo dopo. In questo contesto di disperazione e grigiume, sia interiore che esteriore dato dalla fotografia naturale del posto (che si sposa benissimo con la psicologia dei protagonisti stessi) seguiamo la tragica storia di Lee. Un'uomo segnato dalla perdita e dal dolore per aver provocato accidentalmente un incendio costato la vita dei suoi figli. Un uomo spezzato, quindi, nell'anima e nel corpo, un antisociale depresso con tendenze autolesioniste che vive quasi da eremita e si mantiene come tuttofare a Boston, lontano dalla sua piccola città natale (Manchester by the sea è il nome di una piccola località marittima fuori Boston) teatro della tragedia pochi anni prima. [+]

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samanta domenica 26 marzo 2017
manchester nella noia Valutazione 3 stelle su cinque
88%
No
13%

Ho visto alcuni giorni fa Manchester Sea che tra l'altro è dato in pochissime sale e non ho avuto un'impressione molto positiva, intendiamoci rispetto a Moonlight è un capolavoro, ma non mi sembra che meriti una particolare attenzione. Innanzitutto la trama:  Lee Chandler (Casey Affleck) vive a Boston in un seminterrato fa il custode in un gruppo di condomini, le sue incombenze riguardano particolarmente lavoretti urgenti nei diversi appartamenti. E' un tipo, più che scontroso, asociale, non parla se non con monosillabi va al bar la sera a bere birra e se qualcuno non gli è simpatico lo prende a pugni. Ha alle spalle una tragedia, alcuni anni prima (5 o 6) era sposato con  tre figli piccoli e viveva a Manchester cittadina sul mare, per una tremenda disgrazia di cui in parte si sente colpevole (era ubriaco) una notte la casa va a fuoco e i tre piccoli muoiono tra le fiamme. [+]

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robertalamonica martedė 21 febbraio 2017
manchester by the sea come un quadro di hopper Valutazione 5 stelle su cinque
65%
No
35%

Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan è come un quadro di Edward Hopper. L'arte è     l'unione di due grandi elementi: realismo e grande irrealtà, scriveva Nietzsche. E in questo meraviglioso, intimo film ci sono tutti gli elementi che caratterizzano le opere del pittore americano. Hopper dipinge la solitudine di luoghi che dovrebbero essere affollati. Lee Chandler, un Casey Affleck in stato di grazia, è alla ricerca disperata di una solitudine che faccia tacere le urla che affollano la sua mente. Quando un evento luttuoso lo richiama alla sua vita precedente, appare chiaro che per lui non ci sarà 'redenzione'. Manchester, La città costiera, le sue case coloniche di legno bianche e azzurre, la sua gente, la lentezza inesorabile con cui il tempo scorre, l' Adagio di Albinoni che detta i ritmi sonori, segnano 'l'ora eterna' di Lee, un'ora in cui il passato, presente e futuro si fondono in un flusso fluido, eterno, spirale. [+]

[+] hopper č anche luce, vita , relazione e colore (di fudalcor)
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ninoraffa venerdė 2 giugno 2017
la fatica delle parole Valutazione 4 stelle su cinque
85%
No
15%

 Che la vita non sia lineare è un classico: Edipo, per una banalissima precedenza stradale, innesca una tale catena di tragedie che ancora se ne parla. Piccoli accadimenti hanno una sproporzione catastrofica che offende il nostro senso di giustizia, in uno degli aspetti più irragionevoli del mondo. Lee Chandler abita con la famiglia in una cittadina sulla costa del Massachusetts; una notte, per qualche birra di troppo e il parafiamma del camino fuori posto, carbonizza in un colpo solo la casa, i suoi bambini, il matrimonio con Randy e in definitiva la sua vita. Fallisce pure il suicidio riparatore, finendo mezzo sbandato a Boston. Ritornerà malvolentieri nei suoi luoghi, qualche anno dopo, chiamato dalla morte del fratello Joe e dalle reticenti responsabilità verso il nipote Patrick, liceale abbandonato anche dalla madre. [+]

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zarar venerdė 24 febbraio 2017
sopravvivere Valutazione 4 stelle su cinque
71%
No
29%

C’è in questo film spiazzante l’atmosfera dei racconti di Elizabeth Strout: un paesaggio (il Maine della Strout, il Massachusetts di Lonergan) dai toni chiari e freddi, un mare gelido e spazzato dal vento, un ambiente di piccola città molto americano, dove consuetudini e riti e codici di comportamento sembrano organizzati per  controllare, mediare, rimuovere qualsiasi eccesso o estremo:  gioie e dolori, esuberanza giovanile e famiglie disfunzionali, drammi e lacerazioni, malattia e morte.  Come la Strout, anche Lonergan esplora questo mondo con sguardo penetrante e ‘onesto’, senza sentimentalismi,  attraverso gente qualunque, storie quotidiane, comportamenti adeguati alle aspettative, che tuttavia in momenti chiave scoprono abissi vertiginosi, rivelando  – come direbbe Emily Dickinson,  “how red the fire rocks below, how insecure the sod…”. [+]

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vanessa zarastro domenica 19 febbraio 2017
il dolore del "maschio" Valutazione 4 stelle su cinque
71%
No
29%

Un film che tratta decisamente la sfera del “maschile”. È descritto il modo di star male maschile in un mondo quasi primitivo, nordico, attraverso l’assenza di dialogo e di apertura nei confronti degli altri e dove è importante l’immagine dell’uomo forte. Il “maschio” non dimostra il suo dolore, non piange, non si lamenta, ma attraverso la violenza palesa la sua disperazione. I sensi di colpa lo possono portare a tentare suicidio mentre la violenza sugli altri è l’espressione della sua impotenza e frustrazione.
La vicenda è una storia ambientata del nord dove freddo, neve, tempesta e mareggiate sono il pane quotidiano. [+]

[+] leggere un libro sul settore (di fabriziog)
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mauriziomeres sabato 18 febbraio 2017
non si puō raccontare,si deve vedere Valutazione 5 stelle su cinque
62%
No
38%

Splendido film,questo è vero cinema in un montaggio che rasenta la perfezione cinematografica,il dramma perché questo è,mette lo spettatore difronte ad una realtà essenziale,un modo di vita statico ripetitivo senza nulla che possa entusiasmare chi vive in quel tipo di ambiente,ma soltanto una logica esistenziale di sopravvivenza,in una onesta semplicità,la vita che spesso nasconde dei lati impensabili,quasi irreali,ma profondamente umani,dove prendere una decisione diventa una sofferenza interiore senza una via d'uscita,il dolore,la perdita di tutta una famiglia in un isolamento e allontanamento da tutti,sono sentimenti di tutti e questo il film rimarrà nella mente dello spettatore per lungo tempo,non si può raccontare questo film ma si deve solo vedere. [+]

[+] si deve raccontare per evitarne la noia! (di giannaccio)
[+] che spottone (di paolorol)
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