Light of My Life

Film 2019 | Drammatico, +13 119 min.

Regia di Casey Affleck. Un film Da vedere 2019 con Anna Pniowsky, Casey Affleck, Tom Bower, Elisabeth Moss, Hrothgar Mathews. Cast completo Titolo originale: Light of My Life. Genere Drammatico, - USA, 2019, durata 119 minuti. Uscita cinema giovedì 21 novembre 2019 distribuito da Notorious Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,24 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento sabato 23 novembre 2019

Argomenti:  Virus

Un padre deve proteggere la figlia dai pericoli di un mondo distrutto da un'epidemia. In Italia al Box Office Light of My Life ha incassato 285 mila euro .

Consigliato sì!
3,24/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,38
PUBBLICO 2,85
CONSIGLIATO SÌ
Un disaster movie senza le rovine di palazzi sgretolati, ma ambientato tra le macerie morali dell'umanità.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 14 febbraio 2019
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 14 febbraio 2019

Un padre e la sua unica figlia, di undici anni, si nascondono tra boschi e case disabitate, dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile. La giovanissima Rag è costretta ad un vagabondaggio continuo e a fingersi maschio ogni volta che non può evitare il contatto con altri esseri umani, tutti uomini, resi brutali e senza scrupoli dalla mancanza di femmine.

Casey Affleck debutta nella regia di finzione con piccolo film, teso come una corda, che sfiora temi imponenti senza mai eccedere la misura che si è dato: una misura intima ma non per questo modesta.

Con l'eco nelle orecchie di precedessori importanti, come The Road o I figli degli uomini, ma anche di tanti titoli del sotto-genere fantascientifico del contagio, Light of my Life è un disaster movie senza le rovine di palazzi sgretolati, ma ambientato tra le macerie morali dell'umanità; un film di genere che dal genere resta distaccato, preferendo la libertà del modello indipendente.

Affleck stesso interpreta un padre che incarna anche l'eredità materna, costruendo un cordone ombelicale fatto di storie, che inventa per la figlia ogni sera dentro una tenda-utero. In questo ventre da campeggio, col solo strumento delle parole (tutte quelle che non ha proferito in Manchester by the Sea, vien da dire) le offre il mondo e la Storia che non può avere di prima mano, ricostruendone i miti di fondazione per adattarli al loro universo a due. Grande spazio è dato alla recitazione, verbale e non verbale, e alla natura, in una dimensione insieme estremamente realistica e primordiale, fatta di istinti e ricordi, desideri e soprattutto paure. Perché Rag sta crescendo e con lei il suo problema: ce lo dice l'inquadratura in cui si ribaltano, nel solito nido, prima del sonno, le posizioni dei due protagonisti, e lo ribadisce l'accenno alla pubertà imminente, che arriva poi sotto forma di intelligente metafora.

Un film essenziale e commovente, come il vincolo che mette in scena, che mira più allo stomaco che al cervello, e ci fa fare la conoscenza di Anna Pniowsky in una performance di grande intensità, all'insegna di silenzi eloquenti e un uso parco e acuto della parola, quasi a tracciare un'eredità filmografica anziché biografica sulla linea di Affleck. E anche un film-manifesto, per un'epoca che di femminicidi ha cominciato a parlare diffusamente, su scala globale, ma per i quali non possiede ancora un antidoto.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 24 novembre 2019
Giulio Saetta

Un presente distopico dove l’uomo è regredito a maschio animale. L’assenza del genere femminile, pressoché sterminato da una pandemia, ha rotto l’equilibrio sociale e scaraventato la civiltà in una preistoria tribale dove gruppuscoli di maschi si aggirano famelici nelle foreste nordamericane, lupi alla ricerca di una femmina.

FOCUS
INCONTRI
lunedì 4 novembre 2019
Paola Casella

Light of my life, il film che chiude la 17esima edizione di Alice nella città, è la storia di un padre e una figlia 11enne, Rag, che attraversano un mondo distopico dove un virus ha ucciso quasi tutte le persone di sesso femminile. Al padre non resta che cercare di proteggere la ragazzina dalle mire dei maschi predatori a caccia delle pochissime sopravvissute. Casey Affleck è regista, sceneggiatore, coproduttore e coprotagonista del film, accanto alla stella nascente Anna Pniowsky nei panni di Rag.

Come le è venuto in mente di raccontare una società in cui un virus ha reso il mondo inospitale per le bambine?
Ho avuto l'idea di una piaga che colpisce solo le femmine dal virus Zika, che è letale solo nel caso venga contratto da una donna incinta. Dunque la sfida per il padre che interpreto nel film era la più alta: non solo difendere un figlio, ma difenderlo da una minaccia di genere.

Crede che anche il mondo reale sia un luogo ostile alle femmine?
Sì, certo, anche se molto dipende da dove vivi. Ci sono parti del mondo in cui è molto pericoloso essere una donna. E di media, anche nei Paesi più evoluti, è più pericoloso per una donna che per un uomo: e questa è una cosa terribile. Il mio film non aveva come specifico obiettivo quello di mandare un messaggio sociopolitico in questa direzione, ma ho preso qualcosa che esiste nel mondo reale e l'ho messo sotto la lente di ingrandimento. E spero che faccia riflettere il pubblico.

In Light of My Life lei afferma che un genitore non dovrebbe mai dire a un figlio: "Si fa così perché lo dico io!". Lo pensa anche nella vita?
Il padre che interpreto si domanda sempre: "che effetto ha sua mia figlia ciò che dico e il modo in cui lo dico?" perché è l'unica persona con cui la figlia interagisce. Nella vita reale un bambino ascolta la voce dei propri genitori ma anche quella degli insegnanti, degli amici, dei fratelli, e dunque ciò che dicono mamma e papà ha un'influenza relativa. Per il protagonista del film invece dire: "Fai così perché te lo dico io" rischia di essere un modo per impedire a Rag di sviluppare un'opinione autonoma.

Lei ha due figli maschi: vale anche per loro?
Un'affermazione chiude il mondo, una domanda lo apre, dunque come padre preferisco chiedere: "Perché secondo te non voglio che tu faccia questa cosa?", o spiegare perché ho dato un certo comando, così possono capire la mia preoccupazione, avviare un dialogo, e formare la propria identità. Una frase come: "Si fa così e basta" li farebbe sentire piccoli e impotenti. Come schermare una piantina dal sole: non può più crescere.

Nel film il padre deve fare discorsi intimi alla figlia, che sta per andare incontro all'adolescenza. Nella vita le è capitato con i suoi ragazzi?
Il discorso degli uccelli e delle api gliel'ho fatto quando avevano appena tre anni, perché se aspetti troppo diventa imbarazzante. Quando ho tentato di riprenderlo in tempi recenti mi hanno liquidato con: "Lo sappiamo papà".

Frasi
Sono l'unica ragazza della mia specie. Ho la peste?
Una frase di Rag (Anna Pniowsky)
dal film Light of My Life - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 21 novembre 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Un padre e una figlia nella fine del mondo, l'atmosfera è un po' quella di La strada (il film di Hillcoat tratto dal celebre romanzo di Cormac McCarthy) ma declinato al femminile - con qualche suggestione alla Handmaid's Tale. L'umanità disumanizzata che lì lottava per la sopravvivenza a ogni costo - «liberandosi» come accade e non solo in una realtà di guerra di ciò che permette una convivenza quotidiana [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 8 novembre 2019
A cura della redazione

Un padre e la sua unica figlia si nascondono tra boschi e case disabitate, dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile. La ragazza è costretta a fingersi maschio ogni volta che non può evitare il contatto con altri esseri umani.Case [...]

TRAILER
venerdì 11 ottobre 2019
 

Regia di Casey Affleck. Un film con Anna Pniowsky, Casey Affleck, Tom Bower, Elisabeth Moss, Hrothgar Mathews. Da giovedì 21 novembre al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
lunedì 7 ottobre 2019
 

Un padre e la sua unica figlia, di undici anni, si nascondono tra boschi e case disabitate, dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile. La giovanissima Rag è costretta ad un vagabondaggio continuo e a fingersi maschio ogni [...]

NEWS
venerdì 30 agosto 2019
 

Un padre deve proteggere la figlia dai pericoli di un mondo distrutto da un'epidemia. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 24 luglio 2019
 

Regia di Casey Affleck. Un film con Casey Affleck, Elisabeth Moss, Tom Bower, Timothy Webber, Kory Grim. Guarda il trailer »

FESTA DI ROMA
giovedì 11 luglio 2019
Paola Casella

"Abbiamo deciso di recuperare il buon cinema: per il pubblico giovane, che non ha mai visto certi film, sono tutte anteprime mondiali". Con questa frase Gianluca Giannelli, condirettore artistico di Alice nella città, centra il bersaglio della scarsa [...]

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