Light of My Life

Film 2019 | Drammatico +13 119 min.

Titolo originaleLight of My Life
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata119 minuti
Al cinema3 sale cinematografiche
Regia diCasey Affleck
AttoriAnna Pniowsky, Casey Affleck, Tom Bower, Elisabeth Moss, Hrothgar Mathews Timothy Webber, Monk Serrell Freed, Kory Grim, Patrick Keating.
Uscitagiovedì 21 novembre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneNotorious Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,29 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Casey Affleck. Un film Da vedere 2019 con Anna Pniowsky, Casey Affleck, Tom Bower, Elisabeth Moss, Hrothgar Mathews. Cast completo Titolo originale: Light of My Life. Genere Drammatico - USA, 2019, durata 119 minuti. Uscita cinema giovedì 21 novembre 2019 distribuito da Notorious Pictures. Oggi tra i film al cinema in 3 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,29 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un padre deve proteggere la figlia dai pericoli di un mondo distrutto da un'epidemia. In Italia al Box Office Light of My Life ha incassato 219 mila euro .

Consigliato sì!
3,29/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,38
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Un disaster movie senza le rovine di palazzi sgretolati, ma ambientato tra le macerie morali dell'umanità.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 14 febbraio 2019
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 14 febbraio 2019

Un padre e la sua unica figlia, di undici anni, si nascondono tra boschi e case disabitate, dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile. La giovanissima Rag è costretta ad un vagabondaggio continuo e a fingersi maschio ogni volta che non può evitare il contatto con altri esseri umani, tutti uomini, resi brutali e senza scrupoli dalla mancanza di femmine.

Casey Affleck debutta nella regia di finzione con piccolo film, teso come una corda, che sfiora temi imponenti senza mai eccedere la misura che si è dato: una misura intima ma non per questo modesta.

Con l'eco nelle orecchie di precedessori importanti, come The Road o I figli degli uomini, ma anche di tanti titoli del sotto-genere fantascientifico del contagio, Light of my Life è un disaster movie senza le rovine di palazzi sgretolati, ma ambientato tra le macerie morali dell'umanità; un film di genere che dal genere resta distaccato, preferendo la libertà del modello indipendente.

Affleck stesso interpreta un padre che incarna anche l'eredità materna, costruendo un cordone ombelicale fatto di storie, che inventa per la figlia ogni sera dentro una tenda-utero. In questo ventre da campeggio, col solo strumento delle parole (tutte quelle che non ha proferito in Manchester by the Sea, vien da dire) le offre il mondo e la Storia che non può avere di prima mano, ricostruendone i miti di fondazione per adattarli al loro universo a due. Grande spazio è dato alla recitazione, verbale e non verbale, e alla natura, in una dimensione insieme estremamente realistica e primordiale, fatta di istinti e ricordi, desideri e soprattutto paure. Perché Rag sta crescendo e con lei il suo problema: ce lo dice l'inquadratura in cui si ribaltano, nel solito nido, prima del sonno, le posizioni dei due protagonisti, e lo ribadisce l'accenno alla pubertà imminente, che arriva poi sotto forma di intelligente metafora.

Un film essenziale e commovente, come il vincolo che mette in scena, che mira più allo stomaco che al cervello, e ci fa fare la conoscenza di Anna Pniowsky in una performance di grande intensità, all'insegna di silenzi eloquenti e un uso parco e acuto della parola, quasi a tracciare un'eredità filmografica anziché biografica sulla linea di Affleck. E anche un film-manifesto, per un'epoca che di femminicidi ha cominciato a parlare diffusamente, su scala globale, ma per i quali non possiede ancora un antidoto.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 24 novembre 2019
Giulio Saetta

Un presente distopico dove l’uomo è regredito a maschio animale. L’assenza del genere femminile, pressoché sterminato da una pandemia, ha rotto l’equilibrio sociale e scaraventato la civiltà in una preistoria tribale dove gruppuscoli di maschi si aggirano famelici nelle foreste nordamericane, lupi alla ricerca di una femmina.

domenica 6 ottobre 2019
Rose_Immortal

Casey Affleck scrive, interpreta e dirige un film dal respiro opprimente e dall'atmosfera pessimista, al centro del quale vi è la barbarie, la grettezza e la regressione dell'essere umano ma specificatamente dell'uomo, in senso letterario, dopo che un'epidemia ha sterminato la maggior parte della popolazione femminile. In questo futuro post apocalittico, grigio, incerto e pericoloso [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 novembre 2019
Sabri92

Un virus uccide la quasi totalità delle persone di sesso femminile. Sopravvive, fra le poche, una ragazzina di 11 anni, che il padre cerca di proteggere dagli uomini, o meglio dai maschi, resi brutali, violenti, proprio dalla mancanza della controparte femminile. L'idea è oggettivamente buona. Il problema, non di poco conto, è che la pellicola si trascina stancamente per [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Taty23

Casey Affleck debutta alla regia con il film Light of my life In Light of my life ci ritroviamo in un mondo distopico e post-pandemico. Un virus ha ucciso la maggior parte degli esseri femminili nel mondo. Un padre (Casey Affleck) ed una figlia si nascondono nei boschi del midwest americano. L’uomo cerca in tutti i modi di proteggere l’undicenne Rag(Anna Pniowsky), in un continuo [...] Vai alla recensione »

sabato 23 novembre 2019
fabioalef

Devo ringraziare Ashtray_Bliss (bel nickname!) per l'acuta, esplicativa analisi letteraria del film, oltre che per l'uso  sapiente e ineffabile degli eufemismi ("tempi diluiti", "costante seppur debole suspence ", "opprimente angoscia", "storia lineare espartana. A mio avviso Ashtray_,Bliss, preterintenzionalmente, forse, riesce a giungere dove Casey [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
lunedì 4 novembre 2019
Paola Casella

Light of my life, il film che chiude la 17esima edizione di Alice nella città, è la storia di un padre e una figlia 11enne, Rag, che attraversano un mondo distopico dove un virus ha ucciso quasi tutte le persone di sesso femminile. Al padre non resta che cercare di proteggere la ragazzina dalle mire dei maschi predatori a caccia delle pochissime sopravvissute. Casey Affleck è regista, sceneggiatore, coproduttore e coprotagonista del film, accanto alla stella nascente Anna Pniowsky nei panni di Rag.

Come le è venuto in mente di raccontare una società in cui un virus ha reso il mondo inospitale per le bambine?
Ho avuto l'idea di una piaga che colpisce solo le femmine dal virus Zika, che è letale solo nel caso venga contratto da una donna incinta. Dunque la sfida per il padre che interpreto nel film era la più alta: non solo difendere un figlio, ma difenderlo da una minaccia di genere.

Crede che anche il mondo reale sia un luogo ostile alle femmine?
Sì, certo, anche se molto dipende da dove vivi. Ci sono parti del mondo in cui è molto pericoloso essere una donna. E di media, anche nei Paesi più evoluti, è più pericoloso per una donna che per un uomo: e questa è una cosa terribile. Il mio film non aveva come specifico obiettivo quello di mandare un messaggio sociopolitico in questa direzione, ma ho preso qualcosa che esiste nel mondo reale e l'ho messo sotto la lente di ingrandimento. E spero che faccia riflettere il pubblico.

In Light of My Life lei afferma che un genitore non dovrebbe mai dire a un figlio: "Si fa così perché lo dico io!". Lo pensa anche nella vita?
Il padre che interpreto si domanda sempre: "che effetto ha sua mia figlia ciò che dico e il modo in cui lo dico?" perché è l'unica persona con cui la figlia interagisce. Nella vita reale un bambino ascolta la voce dei propri genitori ma anche quella degli insegnanti, degli amici, dei fratelli, e dunque ciò che dicono mamma e papà ha un'influenza relativa. Per il protagonista del film invece dire: "Fai così perché te lo dico io" rischia di essere un modo per impedire a Rag di sviluppare un'opinione autonoma.

Lei ha due figli maschi: vale anche per loro?
Un'affermazione chiude il mondo, una domanda lo apre, dunque come padre preferisco chiedere: "Perché secondo te non voglio che tu faccia questa cosa?", o spiegare perché ho dato un certo comando, così possono capire la mia preoccupazione, avviare un dialogo, e formare la propria identità. Una frase come: "Si fa così e basta" li farebbe sentire piccoli e impotenti. Come schermare una piantina dal sole: non può più crescere.

Nel film il padre deve fare discorsi intimi alla figlia, che sta per andare incontro all'adolescenza. Nella vita le è capitato con i suoi ragazzi?
Il discorso degli uccelli e delle api gliel'ho fatto quando avevano appena tre anni, perché se aspetti troppo diventa imbarazzante. Quando ho tentato di riprenderlo in tempi recenti mi hanno liquidato con: "Lo sappiamo papà".

Frasi
Sono l'unica ragazza della mia specie. Ho la peste?
Una frase di Rag (Anna Pniowsky)
dal film Light of My Life - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 29 novembre 2019
Daniela Ceselli
Left

Premio Oscar come miglior attore per Manchester by the Sea nel 2017, Casey Affleck, dopo la regia del controverso I'm Still Here - mockumentary, in cui l'amico Joaquin Phoenix, oggi in odore di Oscar per Joker, fingeva di lasciare la recitazione per diventare cantante hip hop scrive, dirige ed interpreta il suo secondo lavoro, Light of my Life, presentato a Berlino e nella sezione Alice nelle cittá [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 novembre 2019
Gianni Canova
We Love Cinema

Inquadratura verticale dall'alto. Un padre e una figlia adolescente sono sdraiati in posizione supina l'uno accanto all'altra. Lui ha le braccia allargate accanto alla testa, lei le ha composte nel grembo. Non si capisce bene dove siano. "Ti va se ti racconto una storia?", chiede lui. E lei: "Non voglio che la storia racconti di me...". Il padre prende tempo.

sabato 23 novembre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Siamo per i film in lingua originale (i migliori doppiatori si, i posti di lavoro anche, ma perché dobbiamo continuare nell'illusione che recitare sia fare le facce, e che le voci siano intercambiabili?). Siamo però per i titoli comprensibili, specialmente quando si possono tradurre a ricalco. "Luce dei miei occhi", ebbene si, cosa si poteva trovare di meglio per un padre e una figlia undicenne rimasti [...] Vai alla recensione »

sabato 23 novembre 2019
Beatrice Fiorentino
Il Piccolo

Un padre, una figlia, un mondo distopico in un futuro non troppo lontano dal quale le donne sono quasi del tutto scomparse, annientate da un'epidemia. Sono le coordinate dell'esordio alla regia di Casey Affleck nel regno della finzione (nel 2010 aveva già diretto il mockumentary "Joaquin Phoenix - Io sono qui") in una sorta di chiave western-fantascientifico umanista e minimale.

sabato 23 novembre 2019
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Dopo l'Oscar per la sua interpretazione in "Manchester by the Sea", Casey Affleck scrive, dirige, interpreta e produce "Light of My Life", film di genere, in molti sensi. Da un lato, l'ambientazione in un futuro post-pandemico dopo che una pestilenza ha ucciso quasi tutte le donne sul pianeta. Dall'altro, il genere, quello femminile, ormai quasi cancellato, fatta eccezione per la piccola Rag (Anna [...] Vai alla recensione »

sabato 23 novembre 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Bel racconto di formazione dentro uno scenario(post) apocalittico. Casey Affleck in triplice veste (sceneggiatore, regista e protagonista) assegna a «Light of My Life» l'ambientazione insolita di un mondo incattivito, infido e quasi privo di donne (sterminate da una misteriosa epidemia), per osservare da vicino il rapporto padre/figlia. In termini di ispirazione la storia deve non poco al futuro distopico [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Un padre e una figlia contro un mondo nemico di ogni donna dal creato. Lui la protegge, la educa, le sussurra nottetempo fiabe improbabili inventate al momento che lei, 11enne, ascolta e sovverte, perché ne capisce il significato "altro". In totale complicità i due si nascondono nel bosco, una tenda per abitazione, l' allerta alla fuga sempre accesa, la paura di non farcela ma la forza a resistere, [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Alessandra De Luca
Avvenire

Dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile mondiale, un padre e la sua unica figlia, di undici anni, si nascondono tra boschi e case disabitate. La piccola Rag, costretta a un incessante vagabondaggio, deve fingersi maschio ogni volta che entra in contatto con altri esseri umani, tutti uomini, resi brutali dalla mancanza di donne.

venerdì 22 novembre 2019
Gaetano Vallini
L'Osservatore Romano

Un uomo e una bambina, padre e figlia, sono stesi l'uno accanto all'altro, illuminati da una semplice torcia. Il primo racconta una storia, inventata sul momento. La cinepresa li riprende dall'alto in primo piano. Una sequenza iniziale di dieci minuti che già nella favola narrata una fantasiosa rivisitazione della storia dell'arca di Noè introduce metaforicamente quello che sarà lo sfondo del film [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 novembre 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Fuggiaschi nei boschi al gelo, padre e figlia adolescente cercano salvezza: un virus sconosciuto ha ucciso quasi tutte le donne, ogni femmina è una minaccia. Tra The road di Hillicoat, padre-figlio nel dopo bomba (da McCarthy) e I figli degli uomini di Cuaron, lotta ai neonati, anche questo futuro distopico seleziona un mondo possibile per mettere a fuoco metafore su Storia e attualità.

venerdì 22 novembre 2019
Giulia Bianconi
Il Tempo

C'è un momento nella vita in cui un genitore deve lasciar andare il proprio figlio. Anche se il mondo che lo aspetta è brutale e orribile. Casey Affleck scrive, dirige e interpreta l'intenso e toccante "Light Of My Life", dramma ambientato in un futuro distopico, post-apocalittico, nel quale un virus ha sterminato la maggior parte della popolazione femminile.

venerdì 22 novembre 2019
Carlos Aguilar
The Los Angeles Times

La giovanissima Anna Pniowsky illumina il film scritto, diretto e interpretato da Casey Affleck, una straziante storia di sopravvivenza, via di mezzo tra la piccola perla indie di Debra Granik, Senza lasciare traccia, e il romanzo postapocalittico di Cormac McCarthy, La strada. Dieci anni dopo che un misterioso virus ha sterminato la maggior parte della popolazione femminile, Rag, a undici anni è costretta [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Anna Chiara Bertoli
Cult Week

Nella lunga scena d'apertura di Light of My Life, scritto, diretto e interpretato da Casey Affleck, oscar 2016 come protagonista di Manchester by the Sea, un padre (Affleck stesso) e la sua giovane figlia Rag (Anna Pniowsky) giacciono in una tenda, la notte, e lui le racconta un favola spingendola a ridere con piccoli dettagli che sembrano intimi e familiari.

giovedì 21 novembre 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

In un futuro post-apocalittico, un padre e una figlia vivono nel bosco, con una tenda da campeggio come rifugio. Da tempo il mondo ha visto quasi la scomparsa delle donne, colpite da una malattia che le ha portate velocemente alla morte. Per questo oggi essere una donna indifesa è un pericolo assoluto: logico quindi che il padre, all'occorrenza, finga di avere un figlio maschio.

giovedì 21 novembre 2019
Alice Sforza
Il Giornale

Casey Affleck teneva a questo film, che ha scritto, prodotto, diretto e interpretato. Il titolo è tratto da una frase dell'Andromaca e il succo è raccontare come faccia un padre a preparare sua figlia a proteggersi dal mondo. Un dramma post-apocalittico dove si immagina che una malattia abbia sterminato quasi tutte le donne. Un papà, quindi, gira con la figlia di 11 anni, camuffandola da maschio, per [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Un padre e una figlia nella fine del mondo, l'atmosfera è un po' quella di La strada (il film di Hillcoat tratto dal celebre romanzo di Cormac McCarthy) ma declinato al femminile - con qualche suggestione alla Handmaid's Tale. L'umanità disumanizzata che lì lottava per la sopravvivenza a ogni costo - «liberandosi» come accade e non solo in una realtà di guerra di ciò che permette una convivenza quotidiana [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Futuro prossimo. Un padre e una figlia si aggirano per un'America selvaggia, attraversando boschi, nevi, case abbandonate. Lei è vestita da uomo: è l'unico modo di proteggerla. Un'epidemia ha infatti fatto quasi estinguere il genere femminile, e una bambina può essere preda di maschi feroci. Il film diretto e interpretato da Casey Affleck è un paradossale esempio di "minimalismo apocalittico".

mercoledì 20 novembre 2019
Mattia Carzaniga
Vanity Fair

Storie della buonanotte per bambine ribelli. Cosi comincia Light of My Life, al cinema dal 21 novembre. La favola la racconta papà Casey Affleck a sua figlia (Anna Pniowsky: bravissima) che ribelle lo è per davvero: deve fingersi maschio, in uno scenario di scifi prossima in cui un'imprecisata piaga ha decimato la popolazione femminile. Al suo debutto in un film di finzione (nove anni fa c'era stato [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 novembre 2019
Simona Santoni
Maxim

Un amore tenero, devoto e assoluto tra padre e figlia, e ritorno. È Light of My Life (dal 21 novembre al cinema con Notorious Pictures), film opera seconda di Casey Affleck che l'attore statunitense - premio Oscar per Manchester by the sea - dirige, sceneggia e interpreta. Un racconto intenso ed emozionante, che si costruisce pazientemente su un ritmo deliberatamente riflessivo, di suspense ragionata: [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 novembre 2019
David Fear
Rolling Stone

"Vuoi che ti racconti una storia?". Potrebbe essere qualsiasi padre che chiede al figlio se vuole sentire una favola prima di addormentarsi. In questo caso, è un padre (il regista Casey Affleck) - non sappiamo il suo nome, è semplicemente Papà - che racconta a sua figlia Rag (Anna Pniowsky) una fiaba lunga e contorta che coinvolge volpi, un furfante perdigiorno, un mare di gente e una grande zattera. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 novembre 2019
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

"Come si può amare qualcuno che non vediamo mai?" chiede Rag al padre. Il lutto in Light of My Life diventa espanso. Non c'è elaborazione perché non c'è freno. Ma per sopravvivere è meglio dimenticare invece di ricordare. Light of My Life è un film immediato, d'impatto, sotto questo aspetto. In quei flashback velocissimi con la moglie deunta. La felicità, la morte.

martedì 19 novembre 2019
Katia Dell'Eva
Cineforum

È difficile, guardando Light of My Life, non ripensare al film del 2009 di John Hillcoat, The Road. Torna l'ambientazione apocalittica, torna un duo padre-figlio (di cui il primo conosciuto solamente come dad, "papà") alle prese con la sopravvivenza in un mondo ostile e - almeno apparentemente - privo di ogni cosa. Eppure, Casey Affleck, che firma sceneggiatura, regia, produzione e interpreta in ruolo [...] Vai alla recensione »

martedì 19 novembre 2019
Valeria Vignale
Tu Style

Tutto inizia con una fiaba che un papà racconta alla figlia, una sera, in tenda. Ma non siamo in campeggio e neppure in vacanza. Questo è il mondo post-apocalittico dove una misteriosa epidemia ha decimato la quasi totalità della popolazione femminile. Per questo Rag, che ha 11 anni, deve fingersi maschio e il padre la costringe a un continuo vagabondaggio tra boschi e case disabitate: i due fuggitivi [...] Vai alla recensione »

martedì 19 novembre 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

Come per fare ordine nel caos, come per ristrutturare gerarchie nell'eccesso godereccio di stimoli del presente, capita che il cinema contemporaneo riduca ai minimi termini. Che tolga. Che tagli. Che cerchi il cuore delle cose, e che lo metta alla prova. Che si inventi mondi futuri dopo il mondo, che costruisca scene di una postapocalissi dove resti poco o nulla.

domenica 17 novembre 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Un uomo racconta a sua figlia una complicata storia di volpi e d'amore. C'è di mezzo anche l'arca di Noè, ma c'entrano soprattutto la lealtà, il tradimento, l'ingegno con cui si affrontano le prove più estreme. Tempo dopo sarà la figlia a raccontare quella storia, ma con un finale diverso che lascerà il padre - e lo spettatore - a bocca aperta. Persi in un mondo imbarbarito da una misteriosa epidemia [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 novembre 2019
Serena Nannelli
Il Giornale

"Light of My Life", scritto, diretto e interpretato da Casey Affleck, attore premio Oscar per il bellissimo "Manchester by the sea", ha una cornice da survival movie ma è fondamentalmente il racconto intimo e delicato del rapporto tra un padre e sua figlia. Ambientato in un futuro prossimo in cui una pandemia ha spazzato via quasi tutta la popolazione femminile, il film vede la preadolescente Rag [...] Vai alla recensione »

sabato 2 novembre 2019
Gianlorenzo Franzì
Ciak

Rag è una ragazzina a cui il padre taglia i capelli da uomo e che veste con abiti maschili. In realtà, lei è una delle poche donne immuni a un virus che ha sterminato il genere... Io sono qui!, mockumentary del 2010 con Joaquin Phoenix., avrebbe dovuto far suonare più di un campanello critico: oggi invece ci si ritrova spesso con chi non sa che Casey Affleck non è (solo) il fratello meno conosciuto [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 ottobre 2019
Daria Pomponio
Quinlan

Arthur e César sono due uomini legati tra loro da una profonda amicizia di lunga data. In conseguenza di un grosso malinteso, che porta ognuno di loro a essere convinto che l'altro sia in fin di vita, decidono di recuperare tutto il tempo perduto e di trascorrere insieme i giorni che verranno. Un impianto teatrale e un vecchio canovaccio possono paradossalmente trasformarsi in punti di forza se a [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 ottobre 2019
Emanuele Rauco
La Rivista del Cinematografo

I momenti più belli di Light of My Life, il secondo film da regista di Casey Affleck (dopo il mockumentary dedicato a Joaquin Phoenix), sono quelli in cui la macchina da presa indugia su Affleck - anche protagonista - e Anna Pniowsky mentre sono sdraiati, mentre si raccontano storie o confidenze in tenda poco prima di dormire, un padre e una figlia in lotta per sopravvivere in un mondo in cui un'epidemia [...] Vai alla recensione »

domenica 10 febbraio 2019
Simone Soranna
Duels.it

Un padre, una figlia da nascondere, nessuno di cui potersi fidare e un mondo distopico dove una sorta di virus ha intaccato tutte le donne del pianeta. Sono questi gli ingredienti utilizzati da Casey Affleck per dar vita alla metafora cinematografica più "contemporanea" possibile. Non è un film di fantascienza, Light of My Life, non è un thriller né un panegirico mirato a indagare la brutalità della [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 8 novembre 2019
A cura della redazione

Un padre e la sua unica figlia si nascondono tra boschi e case disabitate, dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile. La ragazza è costretta a fingersi maschio ogni volta che non può evitare il contatto con altri esseri umani.Case [...]

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venerdì 11 ottobre 2019
 

Regia di Casey Affleck. Un film con Anna Pniowsky, Casey Affleck, Tom Bower, Elisabeth Moss, Hrothgar Mathews. Da giovedì 21 novembre al cinema. Guarda il trailer »

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lunedì 7 ottobre 2019
 

Un padre e la sua unica figlia, di undici anni, si nascondono tra boschi e case disabitate, dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile. La giovanissima Rag è costretta ad un vagabondaggio continuo e a fingersi maschio ogni [...]

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venerdì 30 agosto 2019
 

Un padre deve proteggere la figlia dai pericoli di un mondo distrutto da un'epidemia. Vai all'articolo »

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mercoledì 24 luglio 2019
 

Regia di Casey Affleck. Un film con Casey Affleck, Elisabeth Moss, Tom Bower, Timothy Webber, Kory Grim. Guarda il trailer »

FESTA DI ROMA
giovedì 11 luglio 2019
Paola Casella

"Abbiamo deciso di recuperare il buon cinema: per il pubblico giovane, che non ha mai visto certi film, sono tutte anteprime mondiali". Con questa frase Gianluca Giannelli, condirettore artistico di Alice nella città, centra il bersaglio della scarsa [...]

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