Storia di un genio ribelle
Tra le mani dei registi indipendenti come Gus Van Sant ne è uscito vincitore di un Oscar. Era un teenager che amava le pellicole leggere, romantiche e un po' stupide e si è trasformato in un attore da paura, oggi più che mai alla disperata ricerca di quei martiri il cui dolore è messo in scena fin dalla prima inquadratura in cui appare. Un corpo che molti obiettano possa appartenere benissimo a un fotomodello ma che, intelligentemente, non è stato condannato a una carriera di tappezzeria, come molti si aspettavano e con l'andare del tempo, maturando, sta mostrando al mondo di che pasta è fatto.
Fratello dell'attore Casey Affleck, figlio di un assistente sociale e di un'insegnante (che successivamente divorzieranno) Ben Affleck conosce fin dalla più tenera età colui che sarà il suo migliore amico, un bambino di due anni più grande di lui e che abita nel suo stesso quartiere. Di nome fa Matthew e di cognome Damon… Ma Ben fu il primo a poterlo chiamare semplicemente "Matt".
Ha la sua prima esperienza recitativa in uno spot per Burger King, ma il debutto sul grande schermo avviene nella pellicola The Dark End of the Street (1981) di Jan Egleson, mentre a otto anni entra nella miniserie della PBS The Voyage of the Mimi (1984). Dopo aver frequentato l'Università del Vermont e il California's Occidental College, senza però aver terminato gli studi, cerca di proseguire la carriera di attore, affiancandosi all'amico del cuore, senza però grandi risultati. Fin da ragazzo è un rubacuori, la sua prima fidanzatina è Cheyenne Rothman, con la quale rimane legato per diversi anni. Provinato per il ruolo di Corey Haim in Licenza di guida (1988), entra invece del cast del pessimo Buffy – L'ammazzavampiri (1992) nel ruolo di un anonimo giocatore di basket e poi successivamente, affiancato a Matt Damon in Scuola d'onore (1992) di Robert Mandel.
Nel 1993, sviluppa anche la passione per la narrazione audiovisiva che lo spingerà a correre dietro la cinepresa per firmare I Killed My Lesbian Wife, Hung Her on a Meat Hook, and now I Have a Three-Picture Deal at Disney, il suo film d'esordio come regista, dal titolo wertmulleresco. Tre anni più tardi si guadagna il suo primo ruolo da protagonista in Ultimo appello (1996) di Rich Wilkes, un film mediocre che sarà seguito da un altrettanto scostumato Pigs Today – Porcelli oggi (1997). Il successo di Ben Affleck emerge tutto nei film indipendenti, dove con il fratello Casey e Matt Damon danno il meglio di loro stessi, ed è appunto con Will Hunting – Genio ribelle (1997) di Gus Van Sant, che tratta la storia di un ragazzo che fa il bidello in una scuola, ma che allo stesso tempo è un genio della matematica, che si conquista un Oscar e un Golden Globe per la migliore sceneggiatura che Affleck ha scritto a quattro mani con Damon.
Attore che interpreta un attore in Shakespeare in love (1998) di John Madden, è su quel set che conosce la sua nuova fidanzata, l'attrice Gwyneth Paltrow. Si apre un momento d'oro per Affleck, che richiestissimo da Hollywood partecipa a pellicole commerciali come: il fantascientifico e catastrofico Armageddon – Giudizio finale (1998) di Michael Bay, il romantico Piovuta dal cielo (1999) di Bronwen Hughes (accanto a una più sempre strepitosa Sandra Bullock), il thriller Trappola criminale (2000) di John Frankenheimer, ma soprattutto il kolossal bellico Pearl Harbor (2001). Dopo la Paltrow, perde la testa per l'attrice Famke Janssen che poi lascia altrettanto velocemente dopo una scappatella con la lap-dancer Tammy Morris. Il successo però produce anche degli effetti collaterali e la sua passione per il bere diventa una dipendenza dall'alcol fin troppo preoccupante. Dopo aver recitato per Billy Bob Thornton in Daddy and Them (2001) si fa volontariamente rinchiudere al Promises Rehabilitation Center di Malibù, California.
Tornato sui grandi schermi un anno dopo, è scelto da John Woo per affiancare Uma Thurman nella pellicola di fantascienza Paycheck (2003) e poi per impersonare il supereroe cieco della Marvel Daredevil (2003) di Mark Steven Johnson, dividendo il set con Jennifer Garner. Ma prima di capitolare ai piedi della Garner, piomberà fra le gambe di un'altra Jennifer, la pop star nota come J.Lo: Jennifer Lopez. Come ammetterà lui stesso, la Lopez nuocerà gravemente alla sua carriera, provocando un collasso così pericoloso per il suo mestiere d'attore che neanche la canzone "Dear Ben", che lei ha scritto per lui, avrebbe potuto fargli fare marcia indietro. Fidanzati per due anni, talmente inseparabili da essere soprannominati dal gossip mondiale con il nomignolo di "Bennifer", i due appariranno in due flop terribili: Gigli (2003) di Martin Brest e Jersey Girl (2004) di Kevin Smith, che segneranno il tracollo di una tutta sommata buona carriera, costruita fino a quel momento.
Lasciata la Lopez, dopo qualche avventura con l'attrice Krista Allen e con la presentatrice di televendite Enza Sambataro, comincia a frequentare la sua ex compagnia di set, Jennifer Garner. Poco devota al glamour, molto più riservata dalla precedente Jennifer, la Garner porterà all'altare il bel Affleck e avrà da lui una figlia: Violet Anne Affleck. Rifiutato il ruolo di Bobby Mercer in Four Brothers – Quattro fratelli (2005) perché il suo ruolo (che poi sarebbe andato a Mark Wahlberg) era ultraviolento per i suoi gusti, sceglie un più pacato George Reeves, interprete suicida di un Superman televisivo nella pellicola Hollywoodland (2006) di Allen Coulter, aggiudicandosi una meritata Coppa Volpi a Venezia e la conseguente nomination ai Golden Globe come miglior attore, mentre pensa già di ritornare dietro la cinepresa dirigendo il fratello, Morgan Freeman ed Ed Harris in Gone, Baby, Gone (2007). Uno dei più bravi ed emergenti attori americani da molte stagioni a questa parte, che non sbaglia una battuta, padroneggia ottimamente lo spazio esattamente come un predatore della savana farebbe con la vittima di turno (in questo caso la cinepresa). I suoi occhi, che solo apparentemente sembrano inespressivi, lanciano sguardi da fiamma ossidrica, colpendo la sensibilità dello spettatore, aldilà di ogni effetto possibile.
The Company MenRegia di John Wells. Genere Drammatico, produzione USA, 2010.L'impatto di un ridimensionamento aziendale e le sue conseguenze, su chi ne è sopravissuto e chi no. |
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The TownRegia di Ben Affleck. Genere Thriller, produzione USA, 2010. |
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The Blade ItselfRegia di . Genere Drammatico, produzione , 2010. |
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