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A torto o a ragione
Un film di István Szabó.
Con Harvey Keitel, Stellan Skarsgård, Moritz Bleibtreu, Ulrich Tukur
Titolo originale Taking Sides.
Storico,
durata 100 min.
- Francia 2002.
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![]() La Germania e la denazificazione. Politica e arte a confronto.
Giancarlo Zappoli
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Dopo il crollo del Terzo Reich, l'ingresso delle truppe alleate in Berlino dà avvio, oltre che alla spartizione della città, al processo di denazificazione. Chiunque abbia collaborato coi nazisti deve essere epurato. Cio' avviene in tutti i settori, nessuno escluso. Un alto graduato americano, interpretato da Harvey Keitel, ha l'incarico di occuparsi di Wilhelm Furtwangler, il famoso direttore d'orchestra. Il Maestro è principalmente accusato di aver diretto un concerto in occasione del compleanno di Hitler. Lo scontro tra l'accusatore e l'accusato occupa ampia parte del film. Ma non si tratta né di un film biografico, né, ancor meno, di una di quelle opere che mutuano dal cinema processuale le loro figure retoriche. Grazie alla recitazione dei protagonisti il confronto tra due uomini si tramuta in uno scontro tra culture. Su un tema facilmente manipolabile come è quello dell'acquiescenza alla dittatura, Szabó innesta una riflessione sulla chiusura mentale del militare statunitense. Anche nel compiere un'azione utile e necessaria dimostra i limiti di una cultura con radici troppo recenti per potersi addentrare in territori 'alti'. Quando poi la giovane assistente dice all'americano: "Sono stata interrogata dalla Gestapo e i metodi erano come i suoi" la memoria non può non andare alla prigione di Guantanamo. Coraggiosa la Berlinale a programmarlo. |
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Arte e patria
sabato 16 settembre 2006
di domenico maria
Ricordo bene quando venne proiettato questo film.In una sala del centro di Roma,di medie dimensioni,c'era,si e no,una dozzina di persone.Nondimeno,il giudizio della critica di molti autorevoli quotidiani fi ottimo,nella media,con punte di vera ammirazione.Noto che su questo sito,la valutazione appare più povera come numero e,mi si consenta,parecchio meno motivata,dal profondo.Wilhelm Furtwaengler(1886-1954)è stato uno dei più grandi direttori di orchestra del 20°Secolo e,come giustamente osserva continua » |
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DVD | A torto o a ragioneUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 25 ottobre 2005
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
forse anche per questi, la risposta sta nelle parole del colonnello Dymshitz (Oleg Tabakov). All’inizio si diffida del potere, spiega, poi se ne intravedono i vantaggi, in seguito ci si lascia sedurre dagli onori, alla fine ci si ritrova "a dirigere il più grande museo del mondo". Così suona il lapsus del sovietico Dymshitz, che con ogni evidenza parla di sé e dello stalinismo. La si può chiamare corruzione morale, questa resa progressiva e muta della coscienza. Si comincia con un no non detto, perduto nel silenzio, e poi ci si chiude in un circolo vizioso di sì, ormai complici. » |
Il maestro che strinse la mano a Goebbels
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Il difficile rapporto fra arte e dittatura: la storia di Furtwängler. Torna sugli schermi il film «Fototeatrale». Non saprei definire in altro modo A torto o a ragione, dove il regista ungherese Istvan Szabò si sforza invano di dare aria a un dramma ambientato tutto in una stanza: Taking Sides di Ronald Howard. Un copione tenuto a battesimo nel 1995 a Londra da Pinter e ripreso a Broadway con lo stesso interprete, Daniel Massey, somigliantissimo al personaggio evocato, il grande direttore d’orchestra Wilhelm Furtwängler (1886 - 1954). » |
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Fuori cadono le bombe, ma nulla sembra turbare il direttore d’orchestra: poco prima della fine della Seconda guerra mondiale, Wilhelm Furtwangler dirige, nella prima sequenza di A torto o a ragione di István Szabó, l’ennesimo concerto davanti a una folla di gerarchi nazisti. Lui non fa politica, lui non vuole occuparsi di queste piccolezze terrene: lui è il Genio, l’interprete sublime della più straordinaria tradizione musicale, un uomo che crede di avere il diritto di vivere al di sopra delle contigenze storiche, anche le più terribili. » |
di Enrico Magrelli Film TV
Cultura e politica. Responsabilità dell’artista e dittatura. Restare nella propria patria o fuggire. Servire la musica, non perdere alcuni privilegi o opporsi al regime. Beethoven e Bruckner o Betty Grable e Bob Hope. Spartiti e polizze assicurative. Mercato dei talenti e ragion di Stato. Nel duello tra il grande direttore d’orchestra Wilhelm Furtwangler (Skarsgàrd) e il maggiore Steve Arnold (Keitel) sono questi gli intricati temi del dibattito. Arnold ha l’incarico di interrogare il musicista per conto del Comitato Americano per la Denazificazione, tra le macerie di una Berlino da quinta teatrale, in una stanza in cui si “processa” un uomo e si espongono le tesi e le antitesi di un problema morale e politico. » |
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