Hope

Film 2019 | Drammatico, +13 126 min.

Regia di Maria Sødahl. Un film Da vedere 2019 con Andrea Bræin Hovig, Stellan Skarsgård, Terje Auli, Ingrid Bugge, Hala Dakhil. Cast completo Titolo originale: Håp. Genere Drammatico, - Norvegia, Svezia, 2019, durata 126 minuti. Uscita cinema giovedì 12 maggio 2022 distribuito da Movies Inspired. Oggi tra i film al cinema in 4 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,25 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 13 maggio 2022

La vita di una donna viene stravolta quando le viene diagnosticato un tumore al cervello. Il film ha ottenuto 2 candidature agli European Film Awards,

Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un cinema ampio e adulto che sfida la tentazione dell'abbandono alla malattia.
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 11 maggio 2022
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 11 maggio 2022

La cinquantenne Anja è una regista teatrale norvegese e danni vive con Tomas, un produttore dal quale ha avuto tre figli, che si sono uniti agli tre nati da un precedente matrimonio dell'uomo: insieme formano una famiglia allargata numerosa e serena. La vigilia di Natale, tornata da una trasferta di lavoro, Anja si fa visitare per un fastidioso problema all'occhio e scopre così di avere un tumore al cervello. Nei giorni che porteranno all'inizio dell'anno nuovo, tra cene con i figli, regali e visite di parenti, Anja attraverserà con Tomas il calvario di consulti medici, esami e discussioni sul loro futuro che la avvicineranno all'inevitabile confronto con l'idea della morte.

La malattia al cinema è da sempre un tema scivoloso, a rischio di patetismo o di ricatto morale. Maria Sødahl riesce però a restare a debita distanza dai pericoli del genere, raccontando non il decorso del male, ma i pensieri, le paure, i conflitti interiori di chi sa di dover affrontare l'imponderabile.

L'arco narrative di Hope va dal 23 dicembre al 2 gennaio, dal ritorno a casa di Anja all'operazione al cervello che le dovrebbe asportare il tumore che l'ha colpita: dieci giorni in cui la vita della donna cambia e forse comincia il suo ultimo tratto, ma in cui gli obblighi familiari e sociali del periodo - affrontati con la fatica e al tempo stesso la tranquillità di chi in fondo ha trovato un pezzo di felicità - impediscono di abbandonarsi alla disperazione e affrontare gli eventi con lucidità.

Si potrebbe dire che i numerosi colpi di scena della sceneggiatura (scritta della stessa regista), invece di dare al film un andamento a singhiozzo, con continui e possibili rilanci della trama, crei all'opposto una narrazione piana, orizzontale, in cui ogni scoperta o evento (la possibilità di operare nonostante la delicatezza dell'intervento, la rivelazione della malattia ai figli, l'improvvisa decisione di Tomas di sposare Anja, la richiesta della donna di confessarsi gli eventuali e reciproci tradimenti...) allarga semplicemente l'ampiezza di un racconto al tempo stesso semplice e stratificato.

Semplice perché girato con uno stile realistico, senza particolari artifici formali e contando sulla bravura degli interpreti Andrea Bræin Hovig e Stellan Skarsgård; stratificato perché attento alla relazione onesta ma difficile fra Anja e Tomas; al loro rapporto con i figli, alcuni già adulti, altri ancora bambini; alla reazione di una artista che oppone alla fatalità della malattia la maturità di una visione intellettuale.

Scandendo il tempo giorno per giorno, il film procede in modo inesorabile e preciso, gestendo in maniera efficace le informazioni e soprattutto le reazioni dei personaggi: lo shock della scoperta è sempre ritardato, il dramma è lasciato fuoricampo, le lacrime sono intraviste, mai sottolineate. Tale senso del pudore è certamente figlio di una cultura nordica inevitabilmente ovattata, ma è anche e soprattutto frutto di una riflessione sulla giusta distanza da cui affrontare un tema delicato come la malattia mortale.

L'abilità di Maria Sødahl sta nel costruire situazioni - una telefonata in macchina, una cena, un dialogo in una stanza d'ospedale - in cui le parole e le azioni degli interpreti, assecondate dalla macchina da presa, definiscono poco a poco conflitti e sentimenti. Nonostante Anja e Tomas siano ricchi, colti, professionalmente realizzati, non c'è mai uno sguardo accusatore o vagamente derisorio; il privilegio sociale semplicemente decade di fronte alla verità della malattia, che spinge le persone a chiedere verità, in assenza di tempo: alla dottoressa che spiega le prospettive di vita, Anja risponde di non volersi estraniare dalla realtà; eppure la scoperta di un probabile e rapido decorso del male lascia l donna attonita. E nella distanza fra il coraggio e la paura c'è tutta la forza del film.

Hope sfida la tentazione dell'abbandono, del silenzio e della resa di fronte alla progressione del male: lo fa con un cinema ampio, adulto, tradizionale - anzi "borghese", come si sarebbe detto un tempo - quasi interamente parlato e in grado di rappresentare le imperfezioni dell'esistenza - la necessità di esserci per gli altri e, come dimostra il finale forse speranzoso, di avere gli altri al proprio fianco.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 15 maggio 2022
Alessandro De Simone
Ciak

Hope, ovvero speranza, quella che Anja, moglie in un matrimonio ormai da tempo spento, madre dei suoi figli e anche di quelli di suo marito Tomas, pensava d'avere ritrovato dopo essersi salvata dal cancro. Ma dopo appena un anno l'incubo ritorna, proprio il giorno prima di Natale. E di speranza, questa volta, sembra essercene davvero poca. Hope è il secondo film di Maria Sødahl, talentuosa regista [...] Vai alla recensione »

domenica 15 maggio 2022
Marco Minniti
Asbury Movies

Il cinema legato alla malattia, e in particolare ai fantasmi del fine vita, rappresenta un sottogenere sempre fecondo, per quanto scivoloso e a costante rischio di cadere nella retorica. Un rischio di cui sembra consapevole la regista Maria Sødahl, che racconta con questo Hope una vicenda di derivazione autobiografica. Il film, datato 2019 e uscito in questi giorni nelle sale con Movies Inspired, è [...] Vai alla recensione »

sabato 14 maggio 2022
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

E' cosa nota e universalmente ribadita (purtroppo) che i film con la parola "hope" nel titolo siano sempre tristissimi. Bene ha fatto Shalom Auslander, per chiarire la faccenda, a intitolare un suo romanzo "Hope: A Tragedy" ( diventato peri lettori italiani dal cuore sensibile "Prove per un incendio"). Vale anche per la parola "vita": in "Lif e itself" -il film di Steve Jam estratto dalla serie tv [...] Vai alla recensione »

sabato 14 maggio 2022
Nicola Falcinella
L'Eco di Bergamo

È un film del 2019 che ha ricevuto diversi riconoscimenti e arriva solo ora nelle nostre sale. «Hope», secondo lungometraggio della norvegese Maria Sodahl, parla di malattia, tema molto ricorrente nel cinema di questi anni, nella prospettiva del titolo, di una «speranza». Questo sentimento fa però fatica a farsi spazio nei dieci giorni su cui si dipana la storia.

venerdì 13 maggio 2022
Jeannette Catsoulis
The New York Times

Non è il film ideale per un pubblico in cerca di evasione. Ma bisogna dire che Hope, dramma autobiografico della regista e scrittrice norvegese Maria Sødahl, non è né pietistico ne sentimentalista e sdolcinato. Al contrario è un'analisi brutalmente onesta delle difficoltà di un rapporto già stanco, di fronte a una terribile nuova realtà. Anja (Andrea Braæin Hovig) e Tomas (Stellan Skarsgård) hanno [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 maggio 2022
Massimiliano Schiavoni
Quinlan

La malattia è un'esperienza liminare. Lo è ovviamente nei casi più gravi, nella scoperta più conclamata della propria fragilità, fisica e psicologica. La malattia interrompe. Non necessariamente la vita stricto sensu, ma sicuramente interrompe un'idea della vita, uno stile di vivere, una routine assodata e magari soddisfacente. Intervengono brutalmente la paura, l'incertezza, il terrore di abbandonare [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 maggio 2022
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Anja scopre di avere un cancro al cervello. Ma attenzione, dal momento che la regia riesce a trattenerci in una sorta di fenomenologia delle relazioni familiari durante le feste di Natale, isolando anche il rapporto arenato tra Anja e il marito, la verità di questa tragica condizione arriva diretta, se possibile fredda, certo priva di ricatti e con una dote di esperienza esistenziale non comune.

giovedì 12 maggio 2022
Alessandra De Luca
Avvenire

Cosa succede all'amore e alla famiglia quando una donna di mezza età scopre di avere solo tre mesi di vita? È la vigilia di Natale e Anja e Tomas non sanno come dire ai loro figli che alla madre è appena stato diagnosticato un cancro terminale al cervello. La vita di tutti subisce un durissimo colpo ed emerge la realtà di un amore trascurato, ma anche la forza dei legami familiari.

giovedì 12 maggio 2022
Matteo Di Maria
Sentieri Selvaggi

Scritto dalla regista Maria Sødahl, Hope si basa sulla sua storia di vita personale quando, sette anni prima, riceve una diagnosi terminale di cancro. Un dramma intimo in sette giorni che scorre fluido in avanti, ripercorrendo l'iter di Anja-Maria per ricrearne lo spiazzamento e restituire le rivelazioni incontrate lungo la via attraverso l'analisi dei sentimenti di una coppia in precedenza negati, [...] Vai alla recensione »

martedì 10 maggio 2022
Emanuela Martini
Film TV

Sta chiuso tra dieci giorni, dal 23 dicembre al 2 gennaio, nel pieno delle feste natalizie, trionfo di riunioni e celebrazioni famigliari, soprattutto per un nucleo allargato come quello di Anja e Tomas, lei coreografa quarantenne e lui teatrante sessantenne, con tre figli, più i due avuti da Tomas nel matrimonio precedente. Ma il 23 dicembre, quando Anja è appena tornata da una tourné all'estero, [...] Vai alla recensione »

martedì 25 febbraio 2020
Matteo Galli
Close-Up

Anche se recitasse in un cine panettone Stellan Skarsgård conferirebbe, ai nostri occhi, un plusvalore indiscutibile a un film che lo vede protagonista. Qui a Berlino, che lo ha consacrato poco più che trentenne con un Orso d'Argento (era il 1982 e il film, mai uscito in Italia, s'intitolava The simple-minded murderer) Skarsgård torna quasi ogni anno, per lo più in concorso, protagonista assoluto dei [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
giovedì 21 aprile 2022
 

Basato sulla vera storia della regista, un'opera emozionante sul dolore di una malattia che stravolge gli equilibri. Dal 12 maggio al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
giovedì 21 aprile 2022
 

La vita di una donna viene stravolta quando le viene diagnosticato un tumore al cervello. Vai all'articolo »

Con Andrea Bræin Hovig nella parte di Anja
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