Music

Film 2021 | Drammatico, Musical +13 107 min.

Anno2021
GenereDrammatico, Musical
ProduzioneUSA
Durata107 minuti
Regia diSia
AttoriKate Hudson, Leslie Odom Jr., Maddie Ziegler, Mary Kay Place, Beto Calvillo Juliette Lewis, Kathy Najimy, Tig Notaro, Henry Rollins, Ben Schwartz, Hector Elizondo.
TagDa vedere 2021
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Sia. Un film Da vedere 2021 con Kate Hudson, Leslie Odom Jr., Maddie Ziegler, Mary Kay Place, Beto Calvillo. Cast completo Genere Drammatico, Musical - USA, 2021, durata 107 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Argomenti:  Cantanti e pop star alla regia

Un film pieno di musica, emozioni e colori. Un film sulla magia che può nascere quando chi non è in grado di esprimersi a parole incontra persone capaci di ascoltare col cuore. Il film ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Trailer in italiano

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Un film ipercolorato dove la magia della musica è la chiave per superare il dolore e salvare se stessi.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 15 febbraio 2021
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 15 febbraio 2021

Music, un'adolescente con un disturbo dello spettro autistico, vive con la nonna dopo che la madre è morta e la sorellastra Zu se ne è andata di casa. Quando la nonna muore tocca a quest'ultima prendersi cura di lei. La sua vita però non è delle migliori visto che è appena uscita dal carcere e spaccia psicofarmaci oltre a tentare di uscire dall'alcolismo. Le responsabilità che ora l'attendono potrebbero sopraffarla se non trovasse l'aiuto di Ebo, un vicino di casa che conosce bene Music. Ma anche a lui i problemi non mancano.

Le polemiche che hanno accompagnato le, per ora limitate, uscite del film hanno riguardato la mancata scelta di una vera adolescente autistica per il ruolo di Music, la proposta di uno specifico livello di gravità con il rischio di una superficiale generalizzazione e due scene in cui il contenimento di crisi della protagonista sono state ritenute troppo rudi. Le polemiche si sono poi rinfocolate quando il film ha ricevuto due nomination ai Golden Globe (per Kate Hudson quale Migliore attrice e al film come miglior Musical) spingendo la regista, sceneggiatrice, cantante e attrice per un cameo role nel film, a rendere conto delle proprie scelte.

Era giusto citare tutto ciò per dovere di cronaca così come vanno citati i primi versi della canzone che potremmo considerare come la main theme song: "La musica è un magico beneficio/usami per sentire il tuo dolore". È racchiuso in queste parole il senso di un film che, anche qualora si dovessero considerare valide le contestazioni di cui sopra, conserva comunque il coraggio di osare di affrontare una disabilità utilizzando il veicolo delle note del pentagramma.

In Music si avvertono echi, anche sul piano della composizione, della Bjork di Dancer in the Dark, film in cui un'altra disabilità (sul piano della vista) veniva portata sullo schermo da Lars Von Trier forzando le regole del musical.

Qui tutte le volte in cui il canto interviene entriamo in un mondo parallelo che non riguarda solo la protagonista ma anche chi le sta intorno. Si tratta di spazi descritti con una scenografia minimalista ma carica di cromatismo che ci fa 'sentire' quanto sia reale quanto scrive un commentatore al "Miserere me Deus" di Gregorio Allegri diretto da Nigel Short su You Tube: "Sono autistico e questo canto è una delle poche cose in grado di calmarmi quando ho una crisi. Non so il perché ma funziona".

In una trama che vede inizialmente Zu cercare di scaricare su altri la responsabilità di Music come faceva il tramp chapliniano con il monello neonato, Sia trova lo spazio per ricordarci che, come diceva Franco Basaglia "Visto da vicino nessuno è normale" affiancando alla giovane protagonista degli adulti che, ciascuno a suo modo, vivono delle insicurezze che non possono superare da soli.

La solidarietà diventa allora una necessità così come un brano musicale non può esistere se non avvicinando tra loro le note. Senza dimenticare poi, ancora una volta, la riflessione alleniana di Tutti dicono I Love you in cui ci veniva ricordato che il musical è il perfetto involucro di finzione in cui farci assumere con un tocco di levità riflessioni sul senso della vita. In Music non mancano e in questi tempi di distanziamento sono particolarmente utili.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
FOCUS
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venerdì 26 febbraio 2021
Giovanni Bogani

Due nomination ai Golden Globes, l’esordio alla regia di una tra le popstar più iconiche del pianeta. La prima occasione cinematografica per una teen star la cui vita è già un romanzo. Music è il film lungamente voluto, scritto, prodotto e diretto da Sia Furler, semplicemente Sia: icona del pop, regina del songwriting, australiana, quarantacinque anni, il viso spesso nascosto da enormi parrucche bionde. L’autrice di un successo planetario come "Chandelier", la coautrice di "Titanium". Racconti di cadute in picchiata nell’abisso e ritorno: espressioni di un’anima forte, tenace, dura come il diamante. Sia ha scritto per Madonna, Rihanna, Katy Perry, Shakira, Adele: il pop mondiale passa dalle sue dita.  


Ora Music approda in Italia, in streaming su MYmovies. Con due candidature scintillanti ai Globes: quella per il miglior film commedia/musical e quella per la migliore attrice in un film commedia/musicale, Kate Hudson.  

A questa storia, Sia ci pensava da anni: dal 2007. "Avevo scritto un breve racconto su una persona che avevo conosciuto", dice Sia, in un’ampia videointervista concessa a "Variety". "Pensavo a un film, ma non mi sognavo di dirigerlo. Mi sentivo una cantante, magari con qualche idea visiva. Poi quando nel 2014 ho diretto il video di ‘Chandelier’, nel 2014, ho preso coraggio: forse ce la potevo fare".  

Nel video di "Chandelier" appariva la ragazzina che tre anni dopo avrebbe interpretato Music, l’adolescente che vive in simbiosi con un enorme paio di cuffie, guarda il mondo con un perenne sorriso e gli occhi come fanali blu. La ragazzina si chiama Maddie Ziegler, è nata il 30 settembre 2002 a Pittsburgh, Pennsylvania. Non esattamente il centro del mondo. Ma lì giravano il reality sulla danza Mamme sull’orlo di una crisi da ballo. Lei, Maddie, ha imparato a ballare prima ancora che a camminare, e di quel reality è diventata la star. A 11 anni ha dovuto chiudere il profilo Facebook per i troppi fan, a tredici la rivista "Time" l’ha inserita fra i teenager più influenti al mondo, a quindici ha scritto la sua autobiografia – naturalmente un best seller.

Aveva solo dodici anni quando Sia l’ha scelta per il video di "Chandelier". Da allora, le due non si sono mollate più. Nel frattempo, si è accorto di lei anche Steven Spielberg, che la ha voluta nel cast del suo remake di West Side Story.  Quando balla, Maddie ha delicatezza e aggressività insieme, tenerezza e sfrontatezza. Anche nel film, in cui danza in molte sequenze surreali, la rappresentazione di come Music sente la realtà. Per ogni sequenza, una canzone originale di Sia.  

Detta così, sembra semplice. Ma non è stato facile, per Sia, mettere insieme il puzzle del film. Per prima cosa, ha dovuto trovare un produttore: Vincent Landay, l’uomo dietro ai capolavori folli di Spike Jonze, da Essere John Malkovich a Her. Poi, lo sceneggiatore. Ha scritto il film con Dallas Clayton, uno scrittore di libri per bambini che ha chiamato suo figlio "Audio". E allora, Music sembra un battesimo suo. Poi, le coreografie, create col coreografo dei suoi video Ryan Heffington. I costumi li ha disegnati lei stessa.  

E alla fine, il cast. Convocato via social, come già aveva fatto con Maddie: "Per ‘Chandelier’, l’ho contattata sul suo profilo Twitter", rivela Sia. "Leslie Odom jr., che interpreta Ebo, il protagonista maschile, lo avevo visto in ‘Hamilton’, ho cercato subito il suo profilo Twitter: dopo qualche giorno eravamo a pranzo. Kate Hudson cantava su Instagram una canzone di Natale. Le ho scritto lì". E ha fatto bene: la figlia di Goldie Hawn nel film fa scintille.  

Poi le riprese. "È come girare un videoclip, con la stessa intensità, ma per 40 giorni di fila", dice. Infine il montaggio. Tre anni, prima di una versione definitiva. "Ora voglio andare in pensione, perché sono esausta".  

FOCUS
venerdì 19 febbraio 2021
Raffaella Giancristofaro

“Non sono vecchia, sono un’adolescente riciclata” è scritto sulla t-shirt di Kate Hudson in Music, il primo lungometraggio scritto, diretto e prodotto da Sia. Frase che forse coglie in un’immagine la songwriter e cantante australiana nata nel 1975, dall’energia e creatività straripanti, quasi compulsive. Non poteva essere altrimenti, perché Sia Kate Isabelle Furler è cresciuta nell’intrattenimento: madre artista, padre chitarrista blues, si divisero quando lei era piccola. Dopo una gavetta piuttosto lunga, anche come corista per la band australiana Crisp, Sia però ha scelto di girare il mondo, volando da Adelaide a Londra, fino a New York e Los Angeles.

Con piglio entusiasta ha scalato rapidamente lo show business prima come songwriter di brani elementari che inchiodano, composti per David Guetta, Rihanna, Katy Perry, Britney Spears, Beyoncé, Shakira, Kylie Minogue, tra i tanti, e poi di nuovo come interprete, con voce possente e plastica.


Oggi l’adulta di successo che ha un canale YouTube da 19 milioni di iscritti si contraddistingue sempre per originalità e stranezza, quella queerness tipicamente degli Antipodi, nell’accento come nella fluidità di genere.

A questo contribuisce anche il suo aver individuato un alter ego adolescente (che lei chiama “la mia musa a tempo pieno”): Maddie Ziegler, co-protagonista di Music insieme a una Kate Hudson in splendida forma e a Leslie Odom Jr (Hamilton).

Maddie è la ballerina precocissima  – che vedremo presto anche nel remake di West Side Story di Steven Spielberg – che Sia ha conosciuto undicenne e reso protagonista delle coreografie dei suoi video, da Chandelier a Elastic Heart, con lei e Shia La Beouf a studiarsi dentro una gabbia gigante. Oggi diciottenne, la Ziegler è ancora una proiezione per Sia, attraverso la quale può connettersi con il proprio lato più istintivo, lasciare a briglia sciolta il gusto per un cromatismo acceso, un gusto infantile per l’eccentricità, lo stupore, l’effetto speciale: tutti elementi alla base dell’estetica e delle molte scene di ballo di Music.

Progetto cullato da diversi anni, Music non è per Sia il primo passo nel mondo del cinema: oltre ad aver diretto una dozzina dei suoi video ufficiali, a partire dal 2004 con Numb, animazione indie dal suo terzo album Colour the Small One, è stata anche produttrice esecutiva, con Natalie Portman e Jude Law, di Vox Lux di Brady Corbet, progetto molto originale su una popstar traumatizzata e in fuga dal successo. Campo in cui Sia è suo malgrado un’autorità, avendo attraversato la morte di un fidanzato, la dipendenza da alcolici, farmaci, droghe, la tentazione del suicidio. Sopravvissuta a tutto questo, ha dettato la propria linea, nascondendosi per lungo tempo, nelle performance dal vivo e sui set fotografici, dietro parrucche e copricapi o fiocchi vistosi. Per preservare la privacy e spostare l’attenzione di chi guarda ai performer che l’accompagnano, che si tratti di coristi o ballerini.

FOCUS
mercoledì 17 febbraio 2021
Giancarlo Zappoli

Quasi ogni volta che il cinema porta sullo schermo una disabilità le polemiche accompagnano l’uscita del film. Perché il tema è di quelli che toccano le diverse sensibilità e provocano inevitabili reazioni. Troppi sono i pregiudizi in materia ancora da sconfiggere e viene in mente quanto raccontato da Francesca Porcellato vincitrice di 11 medaglie nei Giochi Paraolimpici in due diverse discipline. Nel 1988 la Nazionale era in partenza per Seul dove si era ottenuta una prima conquista potendo utilizzare lo stesso villaggio utilizzato per le Olimpiadi della tradizione. Mentre gli atleti paraolimpici attendevano al bar la chiamata del volo, si avvicinò a loro un signore serio e distinto che, una volta conosciuta la meta asiatica, chiese, con convinzione e  senza alcuna ironia, quale santuario ci fosse a Seul. La reazione degli atleti non fu delle più amichevoli.

Il rischio del pietismo e della retorica assistenzialista è sempre presente nella società e può quindi facilmente annidarsi anche nella rappresentazione cinematografica o nella sua lettura. Ebbe modo di rendersene conto di persona Tod Browning quando nel 1932 realizzò Freaks con dei disabili reali, un film che venne valutato dal prestigioso Hollywood Reporter come “un oltraggio ai sentimenti, ai sensi, al cervello e allo stomaco degli spettatori”. Freaks fu vietato dalla Germania nazista dal 1933 al 1945, nel Regno Unito la visione fu impedita fino al 1964. In Italia il film debuttò direttamente in prima visione televisiva su Rai 3 il 6 settembre 1983, preceduto da un'introduzione di Enrico Ghezzi.

Si pensi poi al Quasimodo de Il gobbo di Notre Dame nelle due versioni del 1923 e del 1939 (Lon Chaney, William Laughton) in cui si raggiungono le caratteristiche del grottesco con una concezione che finisce con il condannare la disabilità ad un destino di infelicità e di morte. Bisognerà attendere gli Anni Sessanta con Anna dei miracoli diretto da Arthur Penn per avere un film che ottiene 5 nomination agli Oscar vincendone due e proponendo una lettura liberata da gran parte delle convenzioni.  

Negli Anni Settanta il documentario collettivo Matti da slegare provoca un ampio dibattito sulle teorie di Franco Basaglia in relazione al trattamento del disagio psichico. Era stato preceduto da un film di Dalton Trumbo che solo nel 1971 era riuscito a tradurre in immagini una suo romanzo del 1938 con E Johnny prese il fucile. Al centro c’era un protagonista colpito da una cannonata nell’ultimo giorno della Prima Guerra Mondiale che lancia un appello doloroso ad un pubblico adulto, ora forse più pronto ad ascoltarlo che non nel passato.  

Da quel momento si assisterà ad un susseguirsi di titoli che conseguiranno riconoscimenti sul piano della critica ma anche polemiche in più di un caso. Qualcuno volò sul nido del cuculo, Oltre il giardino, Figli di un dio minore, Rain Man, Forrest Gump, A Beautiful Mind nonché, con traslazione in ambito semifiabesco Edward Mani di forbice. Su tutti domina l’Elephant Man di David Lynch per l’assoluto rigore della messa in scena.  

FOCUS
domenica 14 febbraio 2021
Pino Farinotti

Music è un film che si afferma e si contraddice nel titolo. Presenta contenuti molto seri. Del musical Sinatra diceva:  “Lui e lei si amano, litigano e fanno pace cantando e ballando. È sempre così”. Sia, l’artista australiana ha davvero progredito, ha stravolto il (non)genere, lo ha reso a propria immagine e somiglianza. E ha scovato una formula che è soltanto sua: ha raccontato un dramma di disabilità contenendolo nella musica e nel ballo. La grande tristezza a fronte dell’evasione e della felicità. La musica e il ballo come deterrente. 

Kazu (Kate Hudson) è una ragazza con problemi, a cominciare dalla droga e dai disequilibri relativi. Fatica a gestire stessa, nonostante un paio di amici fedeli. Improvvisamente, tra capo e collo si ritrova a badare a Music (Maddie Ziegler), la sua sorellastra autistica, rimasta sola dopo la morte della nonna. Music non è persona facile, l’autismo ti pone momenti e problemi improvvisi: un muro impenetrabile che non riesci a scalfire. Ma la vita può riservare sorprese, soprattutto se ti mette di fronte a responsabilità da cui non ti puoi sottrarre. E così le due sorelle, insieme, risalgono la china. Ci sono momenti del racconto molto forti. Sia va dritta per la sua strada, non fa sconti. Niente viene mediato o addolcito.

E così ecco l’intuizione. Spaccare il racconto drammatico con un inserto felicemente scioccante, la musica. Un contrasto che arriva improvviso e inatteso, che sembrerebbe anomalo, un astuto stratagemma strumentale. Un metodo che ti fa camminare sul filo del rasoio e puoi cadere nel grottesco in ogni momento. Ma Sia no, governa bene. Tocca corde surreali e oniriche. Applica la sua vocazione estrema, ironica e visionaria, alle regole di un film, e riesce a... non-conciliarle. Glielo permette la sua storia di cantante fra le maggiori di questa epoca. E il suo talento versatile e ispirato.

Music ha suscitato critiche persino aggressive in nome dell’opportunità e del politicamente corretto. Che la Ziegler sia un’attrice non autistica ha provocato la reazione dei puristi che hanno interpretato quella finzione come un uso strumentale della disabilità. Fesserie. A tagliare la testa al toro basterebbe Jean-Luc Godard che nel suo La chinoise propone un personaggio con gli occhi bendati macchiati di sangue che protesta in un corteo. Qualcuno lo smaschera, la benda è un trucco. Lui dice “Ma che c’entra, sono un attore”. Diciamo che il cinema può permettersi le licenze, anche quelle estreme. Certo, se c’è qualità e nell’opera di Sia c’è tutta.

Sono legittimi un inserto e una  retrospettiva.
I numeri evocano molti degli stili musicali: le geometrie caleidoscopiche di Busby Berkeley; i quadri  ultracromatici del Mago di Oz; il design strabiliante del Boy Friend di Ken Russell; una parte di frenesia di Rocky Horror; certi schemi di collettivi  giapponesi; le invenzioni ironiche e dinamiche dei Momix; le eredità sempre spendibili delle profetesse Grahame e Baush.

Frasi
Io la aiuterò ma è lei che sta aiutando me. Sto davvero imparando ad amare perchè le voglio bene.
Una frase di Zu (Kate Hudson)
dal film Music - a cura di MYmovies
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 14 febbraio 2021
Gianluca Nicoletti
La Stampa

Il film d'esordio alla regia e sceneggiatura della popstar australiana Sia è la storia di Music, una ragazza con una seria forma di autismo (interpretata da Maddie Ziegler), di cui la sorellastra Zu (Kate Hudson) si trova a essere, suo malgrado, la tutrice. Il filo narrativo è spesso interrotto, senza alcun apparente nesso logico, da sprazzi di multicolore e surreale uscita dal mondo.

giovedì 18 febbraio 2021
Alice Sforza
Il Giornale

Music, adolescente con disturbo dello spettro autistico, vive con la nonna. Quando questa muore, si ritrova con la sorellastra Zu, ex tossica e alcolizzata che spaccia stupefacenti. Una, insomma, che non sa badare a sé; figuriamoci quando è alle prese con le esigenze della ragazzina. Per sua fortuna, la aiuta Ebo, vicino di casa, mentre la mente di Music fantastica scene musical.

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martedì 23 febbraio 2021
 

In anteprima i primi 7 minuti del film candidato a due Golden Globes. Disponibile fino al 28 febbraio in streaming su MYmovies. Guarda l'inizio »

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Con i nuovi brani inediti Sia esplora i generi e si lascia contaminare. Fino al 28 febbraio in streaming su MYmovies. Vai all'articolo »

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Positività, gentilezza, risate e famiglia. Tratti che appartenevano a sua madre, l'attrice Premio Oscar e star di Soldato Giulia agli ordini, Goldie Hawn, e che ora sembrano essere stati trasmessi anche a lei, Kate Hudson, cinematograficamente e non. [...]

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lunedì 22 febbraio 2021
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Disponibile fino al 28 febbraio su MYmovies un musical emozionante e coloratissimo, una parabola edificante pensata per gli amanti della musica, e del cinema. Guarda il film »

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mercoledì 10 febbraio 2021
 

La storia ha inizio quando Zu (Hudson), in rotta con la propria famiglia e con una propensione a rovinarsi la vita con le proprie mani, si ritrova a essere nominata unica tutrice della sorellastra adolescente, Music (Ziegler).

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mercoledì 10 febbraio 2021
 

Un travolgente musical che racconta come emozioni e relazioni possano salvare la vita. Disponibile dal 22 al 28 febbraio su MYmovies. Guarda il trailer »

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Autore e illustratore, Dallas Clayton vuole condividere con l'infanzia quelle che lui chiama "piccole lezioni per bambini". Insegnamenti che dovrebbero aiutare a migliorare la loro vita e quelle delle persone che li circondano.

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giovedì 4 febbraio 2021
 

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