Il fondamentalista riluttante

Film 2012 | Thriller 130 min.

Regia di Mira Nair. Un film Da vedere 2012 con Riz Ahmed, Kate Hudson, Liev Schreiber, Kiefer Sutherland, Om Puri, Shabana Azmi. Cast completo Titolo originale: The Reluctant Fundamentalist. Genere Thriller - USA, Gran Bretagna, Qatar, 2012, durata 130 minuti. Uscita cinema giovedì 13 giugno 2013 distribuito da Eagle Pictures. - MYmonetro 2,88 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Mira Nair, dopo il cortometraggio del film collettivo 11 settembre 2001, torna ad affrontare le conseguenze di quella tragedia. In Italia al Box Office Il fondamentalista riluttante ha incassato 123 mila euro .

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martedì 24 aprile 2018 ore 21,15 su RAI5

Il fondamentalista riluttante è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
2,88/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,53
PUBBLICO 3,10
CONSIGLIATO SÌ
Un film fondato sul terreno della costruzione del sentimento che non mancherà di suscitare contrasti.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 29 agosto 2012
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 29 agosto 2012

Lahore, Pakistan 2010. Le manifestazioni che vedono coinvolti studenti fondamentalisti islamici sono in aumento. Al loro centro sta il giovane professore Changez Khan. Il sequestro di un suo collega americano fa precipitare la situazione. È proprio in questo momento delicato che Khan accetta di farsi intervistare dal giornalista americano Bobby Lincoln al quale decide di raccontare la propria vita di giovane professionista rampante nel campo della finanza, cooptato dal capo di un grosso studio newyorchese che ne individua le notevoli capacità. Nell'ambiente della upper class Changez sembra aver anche trovato l'amore nell'artista fotografica Erica. Tutto va bene per lui quindi fino a quando l'11 settembre 2001 cambia di colpo le prospettive. La sua vita comincia a mutare di segno: è diventato improvvisamente l'islamico da amare od odiare, non più una persona.
Chi ricorda il film collettivo 11.09.01 in cui si raccoglievano corti di eguale durata che facessero riferimento all'attentato alle Twin Towers non può aver dimenticato l'episodio diretto da Mira Nair in cui si raccontava di uno studente in medicina pakistano residente a New York scomparso dopo il crollo e sospettato di legami con Al Qaeda. Fino a quando il suo corpo non venne ritrovato e si capì che era morto nel prestare soccorso. Lì si trovano le radici di questo film che non mancherà di suscitare contrasti. A partire da uno del tutto interno al subcontinente indiano perché un'indiana si permette di girare un lungometraggio sulla cultura di un Paese confinante ma ostile (in cui il padre della regista era stato giovane). Tutto ciò non passerà senza polemiche. C'è poi la riflessione su come si può diventare integralisti vista non più attraverso il reclutamento nelle fasce più incolte della popolazione di una manovalanza pronta anche ad immolarsi. Changez proviene da una famiglia non più abbiente ma di classe medio alta. Ha un padre poeta con un suo seguito nel Punjab e si inserisce, grazie alle sue doti, in uno Studio di valutazione finanziaria che lo mette in contatto con settori del establishment newyorkese.
Più che nell'esplicito confronto/scontro/tentativo di comprendersi tra Changez e Bobby, la chiave di lettura del film sta nel sottoplot sentimentale. È proprio nel territorio apparentemente tutto da costruire del sentimento che si rivelano le crepe più insidiose destinate a far crollare un'integrazione possibile. Perché inizialmente il giovane pakistano deve compiere una sorta di mimesi nella relazione per cercare di far superare una difficile elaborazione del lutto. Si troverà amato, anche dopo l'11 settembre. Ma come diverso, quasi nonostante. Come se la colpa di alcuni si rovesciasse su tutti. Mira Nair non dimentica poi di sottolineare come l'eliminazione dal mondo del lavoro di migliaia di persone sia una forma di omicidio in guanti bianchi. Ce lo ricorda con una breve scena in cui il padre di Changez, uomo di lettere ma ben radicato nella realtà, gli fa notare come un sentimento di empatia possa nascere dal confronto diretto con la realtà. I licenziati invece sono solo numeri in una statistica. Così come un ostaggio eliminato brutalmente o un giovane ucciso accidentalmente possono essere immagini che il mondo potrà utilizzare per continuare ad alimentare l'odio oppure superficialmente dimenticare in fretta.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 22 giugno 2013
lucblaks

Non so ancora come ho fatto a sorprendermi del perchè questo film è stato fortemente criticato,soprattuto in America. Tutte recensioni di critici che hanno corrotto se stessi ancor prima di entrare in sala,che giustificavano il tutto attaccando la modalità registica della Nair. A dir poco ridicolo. La verità è che questo film mostra una realtà,amara,soprattuto [...] Vai alla recensione »

domenica 16 giugno 2013
Filippo Catani

Un giovane ragazzo pachistano vive ormai da anni negli USA e se da una parte è rimasto affascinato e stregato dal "sogno americano" d'altra parte tiene ben viva la memoria sulle proprie origini. Il ragazzo inizierà a fare carriera in una società di consulenze finanziarie demarcando un certo talento come "ottimizzatore dei costi" o "tagliatore di teste" [...] Vai alla recensione »

martedì 2 luglio 2013
astromelia

l'atteggiamento mentale nell'approcciarsi a film con temi così importanti e di valenza profonda deve esulare da qualsiasi preconcetto personale,liberare i pregiudizi cercando di assimilare il contenuto dello stesso,con questo spirito si può vedere questo capolavoro,sia da un punto di vista della sceneggiatura che dal tema trattato ovvero da due opposti modi di affrontare la contemporan [...] Vai alla recensione »

domenica 30 giugno 2013
angelo umana

Changez è la personificazione del sogno americano. Pachistano 27enne, da 8 anni negli Stati Uniti, deciso ad ottenere il lavoro di analista finanziario. Dice al professionista affermato che lo esamina: “Che lei mi assuma o meno io di sicuro vincerò!”. E’ proprio per questa affermazione e per la sua “fame di essere il migliore” riconosciutagli dal reclutatore, insieme ad una dimostrazione di rara intelligenz [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 giugno 2013
Flyanto

 Film in cui si narra di un giovane di origini pakistane che vive e lavora come analista contabile presso una grossa società newyorkese. Dopo l'attacco alle Torri Gemelle dell'11 Settembre 2001 la sua esistenza però cambia notevolmente in quanto per lui inizia una serie di persecuzioni in quanto sospettato, poichè appartenente al mondo islamico,  di essere in [...] Vai alla recensione »

sabato 12 dicembre 2015
enzo70

  Tratto da un libro di Hamid Mohsin, il fondamentalista riluttante è un’intensa e profonda analisi degli effetti collaterali del terrorismo. Changez Khan è un giovane talento pakistano che studia e si afferma negli Stati Uniti inseguendo il sogno americano. Ma l’attentato alle torri gemelle cambia inesorabilmente la sua vita; gli Stati Uniti mostrano improvvisamente [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 luglio 2013
Vincenzo Iennaco

Changez Khan è un giovane pakistano trasferitosi a New York, dove si è laureato ed ha intrapreso una promettente carriera come consulente finanziario, oltre a trovare un legame affettivo con una giovane fotografa. Il terreno è quindi ben fertile per inseguire il suo personale "sogno americano" restando pur sempre in contatto con la sua famiglia a Lahore.

domenica 30 giugno 2013
pensierocivile

Effettivamente si sentiva proprio la mancanza di una voce come quella del film, in grado di far riflettere sugli elementi “fondamentali” che costituiscono e “uniscono” l'Oriente e l'Occidente. Una voce davvero originale che invoca quasi il perdono per due pedine innocenti, vittime di circostanze e poteri nei confronti dei quali possono solo fingere disinteresse.

mercoledì 19 giugno 2013
Zummone

L'America, prima, durante e dopo l'11 settembre, vista con gli occhi di un pakistano. Nel film di Mira Nair (già Leone d'Oro a Venezia con "Monsoon Wedding"), la vicenda è raccontata su un doppio binario: il giovane Changez Khan (Riz Ahmed), professore universitario a Lahore, racconta al giornalista americano Bobby Lincoln ( [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 giugno 2013
Domenico Astuti

Abbiamo visto “ Il fondamentalista riluttante “ regia di Mira Nair. Mira Nair è una regista indiana che dopo il suo primo film “ Salaam Bombay “, film evento del 1988, è andata a vivere a New York.   Da allora ha realizzato una serie di filmoni in  parte incompiuti, in parte fermi nel mezzo del guado per troppo voler raccontare.

FOCUS
INCONTRI
giovedì 30 agosto 2012
Giancarlo Zappoli

Incontriamo Mira Nair nel corso di una lunga sessione di interviste e poco prima del momento in cui dovrà raggiungere l’hotel per prepararsi alla proiezione che aprirà la 69. Mostra con il suo The Reluctant Fundamentalist. Dovrebbe essere affaticata e invece le brilla negli occhi la luce di chi sente di aver realizzato un film in cui credeva e in cui ha affrontato tematiche spinose con lo spirito giusto.

Frasi
Erano bambini cristiani, catturati dagli Ottomani, per diventare soldati dell'esercito musulmano. Una volta maggiorenni li mandavano ad uccidere le loro famiglie d'origine e a distruggere le loro case. Una volta uomini erano devoti ai loro rapitori, pronti a servire il loro impero d'adozione. I giovani non sono dei buoni mercenari, vogliono una causa per combattere. Quando deciderai da che parte stare, il tuo mondo riavrà il suo colore.
Bobby (Liev Schreiber)
dal film Il fondamentalista riluttante - a cura di Gianluca
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

All'inizio di settembre del 2001 Mira Nair era a Venezia, e viveva uno dei momenti più alti della sua carriera: Leone d’Oro per «Monsoon Wedding», film grazioso e molto fortunato. «Finita quella Mostra, presi l’aereo e andai al festival di Toronto. Mentre ero in Canada, ancora felicissima per la vittoria, giunse la notizia dell’attentato alle Twin Towers.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il pakistano è seduto nel caffè. Vuole parlare ma vuole anche bere il suo tè, con calma. E soprattutto vuole raccontare la sua storia per intero, senza interruzioni. Da professore abituato a essere ascoltato. E da straniero abituato a essere frainteso. L’americano è seduto davanti a lui. È un giornalista, il fisico massiccio, l’occhio attento. Vive lì in Pakistan da anni.

Paola Casella
Europa

La necessità per religioni e nazionalità diverse di dialogare trovando un linguaggio comune che sappia andare al di là delle parole è al centro dei due film che hanno inaugurato ieri la 69esima edizione della Mostra del cinema, la prima diretta da Alberto Barbera nell’era post Muller. Si comincia, fuori concorso, con il film della regista indiana Mira Nair The reluctant fundamentalist, basato sul romanzo [...] Vai alla recensione »

Curzio Maltese
La Repubblica

Come chiamarla? Nostalgia per la politica? C' era più politica in due film di Venezia, Il fondamentalista riluttante di Mira Nair e Water di un collettivo di israeliani e palestinesi, di quanta ne abbiamo vista agitarsi nell' ultimo anno di risse televisive e in rete. Quella vera, intendo. Non il gioco di potere fra burocrati e demagoghi, politicanti e antipoliticanti in gara per esibire l' ego più [...] Vai alla recensione »

Manohla Dargis
The New York Times

Le parole "islamico" e "fondamentalismo" sono spesso associate nelle teste degli americani. Nel suo romanzo del 2007, Il fondamentalista riluttante, lo scrittore pachistano Mohsin Hamid ha preso quelle parole e le ha sfregate tra loro fino a fargli sprizzare scintille intellettuali. Nel romanzo Changez, un ragazzo pachistano (interpretato nel film da Riz Ahmed), racconta a un uomo misterioso i sogni [...] Vai alla recensione »

Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Siamo tra gli Usa e il Pakistan nei dieci anni dall'attacco alle Torri gemelle del 2001 ai giorni nostri. Bobby, un giornalista-scrittore americano (Liev Schreiber) riesce finalmente a ottenere un'intervista con il professor Changez Khan, punto di riferimento del fondamentalismo islamico. Mira Nair Nair prosegue il suo percorso da grandi platee e scarse emozioni.

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Un pakistano, laureatosi a Princeton, diventa un brillante analista finariziario. Tutto sembra sorridergli, ma dopo l'11 settembre il suo sogno americano diventa un incubo. Basta un po' di barba per fare di lui un «potenziale terrorista». Meglio lasciare tutto e tornare a casa; anche qui, però, le cose non sono migliori. Mira Nair riflette sullo sconto tra culture ma in modo equidistante, senza attribuire [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

All'inizio di sttembre del 2001 Mira nair era a Venezia, e riceveva il Leone d'oro per il suo «Monsoon Wedding». «Finita quella Mostra, presi l'aereo e andai al festival di Toronto. Mentre ero in Canada, ancora felicissima per la vittoria, giunse la notizia dell'attentato alle Twin Towers. La mia famiglia stava a New York, dove tuttora viviamo, e non nascondo che la primissima preoccupazione fu per [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Ispirato al romanzo di Mohsin Hamid (Einaudi), Il fondamentalista riluttante affronta un nodo cruciale della guerra al terrore: quel fondamentalismo di ritorno che, anche nei musulmani più laici, può venir indotto dalle incomprensioni di un Occidente chiuso in difesa della propria incolumità. È un terreno quanto mai ambiguo: dove iniziano ragioni e torti di entrambe le parti? Qui il confronto è giostrato [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

La metafora che offre la chiave di interpretazione è quella sui giannizzeri, spiegata a Changez Khan dall'editore di Istanbul che il protagonista è stato inviato a liquidare per scarsità di profitti. Lei sa chi erano i giannizzeri? Gli chiede questo fine intellettuale dagli impeccabili modi levantini e dalla piega amara e sprezzante. No, Changez non lo sa.

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Qualche anno fa un gruppo composito di 11 registi di origini diverse era stato chiamato a dirigere un film collettivo sull'11 settembre. Tra loro Mira Nair che decise di raccontare la storia vera di Salmani, un giovane statunitense di origine pakistana scomparso proprio quella mattina. Col passare dei giorni viene indicato come terrorista e la sua famiglia guardata con diffidenza.

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Un talentuoso pakistano, Changez (Ahmed) si laurea a Princeton e sale i piani che contano a Wall Street da analista finanziario di punta. Ma siamo nell’era pre 9/11 e all’accadimento della tragedia tutto si frantuma, incluso l’American Dream di chi — come lui — ha sembianze “med”. La sua vita cambierà, fino a trovarsi dentro un complotto a Lahore, tra Cia e agenti sotto mentite spoglie (Schreiber). [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Il Riformista

«Preferisco i film che fanno dimenticare i problemi del mondo», scherza con la moglie il pacifico professore americano uscendo da un cinema di Lahore, Pakistan, nella prima scena di “The Reluctant Fundamentalist”. Un attimo dopo dei brutti ceffi col turbante lo rapiscono. Perché? Mira Nair, regista indiana, Leone d’oro col mediocre “Monsoon Wedding”, ha portato ieri alla Mostra il suo nuovo film, scelto [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Il successo del film di apertura di un grande festival internazionale del cinema dipende da due fattori: il tema e le toilettes. Il primo cerca l’applauso, le seconde lanciano il tappeto rosso. Lasciamo stare le toilette; certamente ammalianti. “Il fondamentalista riluttante”, fuori concorso in apertura di Venezia 69, ha strappato l’applauso, lungo, partecipe, non inatteso, con la sua ecumenica e corretta [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

C'è un'America che può essere generosa per chi ci vive, anche se straniero, carica di opportunità e di futuro; c' è un' America che può essere pericolosa fuori dai suoi confini, quando decide di occuparsi degli altri paesi e piegarli alla sua potenza e arroganza. Nel film di Mira Nair, che ha inaugurato fuori concorso la 69ª Mostra di Venezia, il giovane pachistano Changez vive queste due Americhe [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

I minatori del Sulcis occupano i loro posti di lavoro sottoterra, pericolosamente, e arriva la solidarietà di Daniele Segre, il cineasta che anni fa raccontò in un documentario la loro lotta. In Sardegna sia che si facciano profitti sia che non se ne facciano, si chiudono tutti gli stabilimenti in attesa che i lavoratori abbassino ogni pretesa e si lascino schiavizzare.

NEWS
VIDEO
venerdì 7 giugno 2013
Chiara Renda

La regista Mira Nair, Leone d'oro nel 2001 per Monsoon Wedding - Matrimonio indiano e candidata all'Oscar nel 1989 con la sua opera prima Salaam Bombay!, torna dietro alla macchina da presa per Il fondamentalista riluttante, adattamento dell'omonimo romanzo [...]

GALLERY
giovedì 30 agosto 2012
Nicoletta Dose

Kate Hudson è arrivata al Lido vestita come una teenager, ha sorriso e ammaliato i giornalisti, spiegando le sfaccettature del suo personaggio controverso in The Reluctant Fundamentalist (Fuori Concorso) e definendosi un'outsider che, come il ruolo che [...]

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