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sabato 8 agosto 2020

Shia LaBeouf

Zio Spielberg mi ha trasformato in un eroe

Nome: Shia Saide LaBeouf
34 anni, 11 Giugno 1986 (Gemelli), Los Angeles (California - USA)
occhiello
Mamma: Perché sei tutto sporco e sudato?
Sam: È normale. Sono un Teenager!

dal film Transformers (2007) Shia LaBeouf  Sam Witwicky
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Shia LaBeouf
Spirit Awards 2020
Nomination miglior attore non protagonista per il film Honey Boy di Alma Har'el

Spirit Awards 2017
Nomination miglior attore non protagonista per il film American Honey di Andrea Arnold

London Critics 2017
Nomination miglior attore non protagonista per il film American Honey di Andrea Arnold

Razzie Awards 2012
Nomination peggior coppia sullo schermo per il film Transformers 3 di Michael Bay



Shia LaBeouf dà qualche notizia alla BBC.

Indiana Jones 5 potrebbe essere una realtà

mercoledì 17 giugno 2009 - Marlen Vazzoler cinemanews

Indiana Jones 5 potrebbe essere una realtà Durante un'intervista alla BBC, l'attore Shia LaBeouf ha detto che “Steven Spielberg mi ha informato che aveva trovato una storia prima che me ne andassi e penso che la stia preparando”. Il film a cui si riferiva l'attore è il tanto discusso Indiana Jones 5.
Sin dall'uscita di Indiana Jones e il regno del teschio di Cristallo, George Lucas dice che lui e Steven Spielberg stanno lavorando al quinto capitolo. L'unica cosa che gli serviva per andare avanti era trovare il MacGuffin, ovvero l'oggetto che Indiana dovrà cercare. Harrison Ford aveva precedentemente rivelato che sarebbe tornato per un nuovo film e sembra che anche LaBeouf tornerà anche lui.

È l'iperattivo erede di Indiana Jones.

5x1: Shia LaBeouf, ragazzino terribile

martedì 17 febbraio 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Shia LaBeouf, ragazzino terribile Shia Labeouf dovrebbe utilizzare come suoneria del proprio telefonino "Ragazzo fortunato" di Jovanotti. Nessun altro come lui può dire di essere stato baciato dalla fortuna e di aver potuto, film dopo film, conquistarsi uno spazio fino a diventare uno dei "favoriti" del grande Steven Spielberg. Il regista premio Oscar lo ha imposto nelle sue ultime produzioni, oltre che nell'ultimo capitolo della saga dell'archeologo più famoso della storia. Come LaBeouf sia riuscito in tutto questo è storia nota: Spielberg ha ammirato Shia in Guida per riconoscere i tuoi santi e ha cominciato a proporlo nei suoi film, ad iniziare da Disturbia, in cui figurava come produttore, passando per Transformers e arrivando a Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. In effetti, a ben guardarlo il segreto del suo successo è ben celato: Shia non sembra avere un talento specifico, i suoi personaggi sono sempre adolescenti o giovani sopra le righe ed un po' schizzati, non è particolarmente bello e tanto meno prestante. Anche le sue passioni, raccontano di un ragazzo semplice che adora lo sport, la musica e i videogames. LaBeouf torna a metà febbraio in Eagle Eye, di nuovo diretto dal DJ Caruso di Disturbia, sempre in una produzione firmata Spielberg e affiancato da Michelle Monaghan.

In viaggio verso un sogno - The Peanut Butter Falcon

In viaggio verso un sogno - The Peanut Butter Falcon

* * * - -
(mymonetro: 3,39)
Un film di Tyler Nilson, Michael Schwartz. Con Shia LaBeouf, Dakota Johnson, Zack Gottsagen, John Hawkes, Bruce Dern.
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Genere Avventura, - USA 2019. Uscita 15/06/2020.
Borg McEnroe

Borg McEnroe

* * * - -
(mymonetro: 3,39)
Un film di Janus Metz Pedersen. Con Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Tuva Novotny, Ian Blackman.
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Genere Drammatico, - Svezia, Danimarca, Finlandia 2017. Uscita 09/11/2017.
Fury

Fury

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,79)
Un film di David Ayer. Con Brad Pitt, Shia LaBeouf, Logan Lerman, Michael Peña, Jon Bernthal.
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Genere Azione, - USA 2014. Uscita 02/06/2015.
Nymphomaniac - Volume 2

Nymphomaniac - Volume 2

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,71)
Un film di Lars von Trier. Con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Willem Dafoe, Mia Goth.
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Genere Drammatico, - Danimarca 2014. Uscita 24/04/2014. 18
Nymphomaniac - Volume 1

Nymphomaniac - Volume 1

* * * - -
(mymonetro: 3,35)
Un film di Lars von Trier. Con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Christian Slater.
continua»

Genere Drammatico, - Danimarca 2013. Uscita 03/04/2014. 14
Filmografia di Shia LaBeouf »

martedì 28 luglio 2020 - La Mostra di Venezia (2-12 settembre) punta tutto su un programma ricco e sfaccettato.

Venezia 77, un’edizione particolare tra tanti italiani e parità di genere

Paola Casella cinemanews

Venezia 77, un’edizione particolare tra tanti italiani e parità di genere Che la 77esima edizione della Mostra del cinema di Venezia sarà particolare è evidente fin dalla conferenza stampa di presentazione, che si è svolta in streaming dal sito della Biennale e ha visto il nuovo Presidente della Biennale Roberto Cicutto seduto accanto al Direttore artistico Alberto Barbera, uomini soli al tavolo dei conferenzieri, senza nemmeno una possibilità di domanda da parte del pubblico interamente online.
Del resto, cos’altro ci si poteva aspettare in un anno in cui la pandemia sta mietendo vittime in tutto il mondo, e al Lido sono attesi talent e spettatori provenienti soprattutto da Italia ed Europa, disposti a sottoporsi alle tante misure di distanziamento per evitare ogni rischio di contagio. 

I TANTI ITALIANI 

Italiani saranno dunque sia il film di apertura che quello di chiusura della Mostra, entrambi fuori concorso: rispettivamente Lacci di Daniele Luchetti, basato sul romanzo di Domenico Starnone, protagonisti Luigi Lo Cascio, Alba Rohrwacher e Linda Caridi nel racconto amaro di una vita di coppia segnata da un tradimento; e Lasciami andare di Stefano Mordini, thriller psicologico girato proprio a Venezia “in piena acqua alta”, protagonisti Stefano Accorsi, Valeria Golino, Maya Sansa e Serena Rossi.

Quattro i titoli italiani in Concorso: Notturno di Gianfranco Rosi (già Leone d’oro per Sacro GRA), ambientato in Siria, che secondo Barbera mostrerà “non immagini di combattimento e cadaveri ma la devastazione che la guerra ha lasciato negli individui. Ancora una volta Rosi alzerà l’asticella delle ambizioni estetiche perseguendo un linguaggio puro ed essenziale”.
Miss Marx è il biopic di Susanna Nicchiarelli, già vincitrice di Orizzonti con Nico, 1988, dedicato alla figlia di Karl Marx, intenta a far “convergere istanze femministe e socialiste”, mentre Emma Dante, già in concorso con Via Castellana Bandiera, torna in gara con Le sorelle Macaluso, “tratto da una pièce teatrale da lei scritta che riassume i temi della sua poetica: la famiglia, la violenza dei legami di sangue, il confine tra la vita e la morte”. Last but not least Claudio Noce con Padrenostro, prodotto e interpretato da Pierfrancesco Favino: “una storia padre-figlio che ribalta la dinamica di Padre padrone e affida genialmente il ruolo del padre a Gavino Ledda, autore del romanzo da cui era tratto il film dei fratelli Taviani”.

PARITÀ DI GENERE

I quattro italiani in gara sono già esemplificativi di un altro leit motif di questa 77esima edizione: la presenza (quasi paritaria) di genere dietro la cinepresa, che quest’anno per le donne si attesta al 45%. Se due su quattro film italiani in concorso sono diretti da mano femminile, nella stessa sezione troviamo anche Nomadland della regista cinese Chloe Zhao, in proiezione simultanea con i festival di Toronto, Telluride e New York secondo il patto di solidarietà post Covid; And Tomorrow The Entire World della tedesca Julia Von Heinz, in cui un movimento di giovani reagisce alle provocazioni dei gruppi neonazisti in ascesa; Quo Vadis Aida che segna il ritorno della regista bosniaca Jasmila Zbanic dopo l’Orso d’oro per Il segreto di Esma, e che “ripercorre il genocidio di Srebrenica con grande intensità emotiva”; Never Gonna Snow Again della polacca Malgorzata Szumowska è una “storia di insoddisfazione esistenziale” con protagonista un ambiguo massaggiatore che opera all’interno di un misterioso compound; Lovers di Nicole Garcia racconta, sulla base del testo teatrale scritto dall’attrice-regista, un pericoloso triangolo erotico, protagonisti Pierre Niney, Stacy Martin e Benoit Magimel; e The World To Come dell’americana Mona Fastvold, moglie di Brady Corbet, che mostra l’innamoramento fra due donne sposate a vicini di casa in una zona isolata. “L’ambientazione ottocentesca in realtà allude al presente”, afferma Barbera, e il cast è di tutto rispetto: Katherine Waterston, Vanessa Kirby e Casey Affleck
LA RICERCA DELLA VERITÀ

Altra tendenza di questa edizione è il desiderio di fare leva sulla realtà: è il caso dei già citati Padrenostro, Nomadland e Notturno, ma anche di Laila in Haifa di Amos Gitai, in concorso con “una riflessione sulla convivenza insensatamente divisa dalla politica” ambientata in un locale frequentato da israeliani e palestinesi nella città natale del regista, o di Dear Comrades di Andrey Konchalovskiy, sempre in concorso, che ripercorre un episodio poco noto della storia russa avvenuto all’epoca del governo Breznev: “una protesta operaia repressa nel sangue da cecchini istruiti dal KGB”. 
Anche Sun Children di Majid Majidi, uno dei tre film iraniani presenti alla Mostra e ora in concorso, ha “un approccio realista alla vita dei ragazzi cresciuti in strada che si intreccia ad un racconto avventuroso”. L’ispirazione è "Oliver Twist", e gli adolescenti protagonisti, assicura Barbera, sono da tenere d’occhio. Infine The Disciple, firmato dal regista indiano Chaitanya Tamhane, già vincitore di Orizzonti e Leone del futuro con Court nonché assistente di Alfonso Cuaron su Roma (guarda la video recensione), parla del “tentativo da parte della musica tradizionale indiana di sopravvivere alla volgarità del presente”. 

ESORDI E FILM DI GENERE

Molti gli esordi, molti i ritorni al Lido, “a conferma del rapporto di fiducia fra la Mostra e gli artisti presenti qui in passato”. Qualche film di genere in concorso: come il fantascientifico distopico Nuevo Orden del messicano Michel Franco, “cupo e privo di speranza, con un occhio ai regimi totalitari che fanno finta di non esserlo – e in questo senso ci riguarda tutti, anche in Italia”; o il film di spionaggio in salsa melò Wife of a Spy firmato da Kiyoshi Kurosawa, una delle new entry veneziane più attese, ambientato “alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e ricco di false piste e colpi di scena”. 
Sempre in concorso Pieces of a Woman è il primo film girato negli Stati Uniti in inglese dal regista ungherese Kornel Mundruczo, secondo Barbera un “dramma famigliare di rara potenza” con un cast che comprende Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Ellen Burstyn e Molly Parker; e In Between Dying del regista azero Hilal Baydarov (segnalato alla Mostra da Carlos Reygadas, ricorda Barbera), che “non assomiglia a nessuno: mistico, lirico, poetico e struggente”. 

FUORI CONCORSO

Fuori concorso, oltre a Lacci e Lasciami andare, ci sono Salvatore – Shoemaker of Dreams su Salvatore Ferragamo di Luca Guadagnino; il “surreale, grottesco, implausibile ed esilarante” Mandibules del bizzarro Quentin Dupieux; Love After Love di Ann Hui, che a Venezia riceverà il Leone d’oro alla carriera; Assandira di Salvatore Mereu, che secondo Barbera “avrebbe meritato il concorso” se le traversie produttive sul suo cammino non l’avessero ostacolato; The Duke di Robert Mitchell con un cast stellare capitanato da Helen Mirren e Jim Broadbent; il gansgster movie coreano Night in Paradise di Park Hoon-Jung; l’horror fantascientifico Mosquito State del polacco Filip Jan Rymsza su “isolamento urbano e malattie”; Sportin’ Life di Abel Ferrara con il sodale Willem Dafoe; Crazy, Not Insane di Alex Gibney su come funziona il cervello dei serial killer; e il documentario Greta, ovviamente sulla Thunberg, di Nathan Grossman

E poi le Proiezioni speciali: la serie HBO spagnola 30 Monedas di Alex De La Iglesia; Princesse Europe in cui Camille Lotteau, collaboratrice storica di Bernard Henri-Levi, racconta il tour spettacolo del filosofo francese; e Omelia contadina, corto di Alice Rohrwacher diretto insieme al performance artist francese JR. Fra i corti in Mostra si segnalano anche l’esordio alla regia di Jasmine Trinca Being My Mom e The Return of Tragedy di Bertrand Mandico, “scoperto” a Venezia dalla Settimana della Critica.

ORIZZONTI

In Orizzonti alcuni volti noti, da Lav Diaz che torna al suo consueto bianco e nero con Genus Pan al duo Parenti-D’Anolfi, già in concorso a Venezia con Spira Mirabilis, ora in questa sezione con Guerra e pace; fino a Uberto Pasolini che, dopo aver vinto Orizzonti con Still Life, torna con Nowhere Special. Incuriosirà I predatori, esordio alla regia di Pietro Castellitto anche sceneggiatore e interprete di un film “ricco di cattiveria, satira e coraggio di andare sopra le righe”. E Mainstream, seconda prova di Gia Coppola, nipote di Francis, passata in Orizzonti con Palo Alto, attirerà il pubblico giovane per il cast che comprende Andrew Garfield e Maya Hawke, figlia di Ethan e di Uma Thurman. Sperando che i giovani abbiano accesso numerosi alla Mostra, anche in un anno così difficile.

   

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