Pieces of a Woman

Film 2020 | Drammatico 128 min.

Regia di Kornél Mundruczó. Un film Da vedere 2020 con Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Ellen Burstyn, Molly Parker, Iliza Shlesinger. Cast completo Genere Drammatico - Canada, 2020, durata 128 minuti. - MYmonetro 3,47 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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A seguito di un evento traumatico, Maya avverte su di sè una crescente pressione. Come deve reagire? Il film è stato premiato al Festival di Venezia,

Consigliato sì!
3,47/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,93
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un dramma umano di rara intensità che si muove su un terreno quanto mai sensibile..
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 7 settembre 2020
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 7 settembre 2020

Nonostante la madre sia contraria, Martha sceglie di partorire in casa, assistita dal compagno Sean e dall'ostetrica Barbara. Quest'ultima però non riesce a raggiungerli durante il travaglio ed è rimpiazzata da Eva. Nonostante l'esperienza pluriennale e i modi rassicuranti dell'ostetrica, avviene qualcosa di imprevisto e la neonata muore, pochi minuti dopo il parto. Mentre Martha e Sean cercano di convivere con il dolore della perdita e provano a ripartire, la madre di Martha intende fare tutto quanto è in suo potere affinché Eva sia condannata per negligenza dall'opinione pubblica e da una corte giudiziaria.

Per anni Pieces of a Woman è stata una pièce in evoluzione, presentata in Polonia e scritta da Kata Wéber, autrice e partner del regista ungherese Kornél Mundruczó.

Finché quest'ultimo non l'ha trasformata nel suo primo lungometraggio girato in lingua inglese, una coproduzione tra Canada e Ungheria con un cast in prevalenza statunitense. L'ambientazione è divenuta Boston, nello stato del Massachusetts, luogo che a quanto pare - la memoria va a Manchester by the Sea - si accompagna al dolore più intenso e alla perdita irreversibile, incorniciata dal gelo invernale che ghiaccia le acque dell'oceano.

L'iniziale scansione in due atti del lavoro teatrale si articola in un film dalla struttura più complessa, ma che ruota comunque attorno a due scene principali: il parto e la cena del Giorno del ringraziamento. È la prima delle due a catturare da subito l'attenzione del pubblico e a lasciare un segno indelebile sul piano emotivo. Mundruczó evita di ricorrere alla camera a mano e rende più fluido il pianosequenza che segue la coppia, dall'eccitazione per l'attesa iniziale al terrore dell'esito finale.

La macchina da presa, memore della lezione di Cassavetes, si incolla ai volti dei personaggi, in particolare a quello della protagonista Vanessa Kirby, per carpire ogni sussulto e ogni reazione a eventi che, dopo una tragedia come quella avvenuta, sembrano non avere più alcuna importanza. La piccola Yvette resta al mondo solo per pochi minuti, ma con la sua assenza riempie e sconquassa le vite di Martha, di Sean e della famiglia di lei. Gli equilibri faticosamente raggiunti vanno in frantumi, in cerca di una nuova configurazione sensata, mentre si acuisce la contrapposizione tra il carattere della figlia - consapevole che non esistono compensazioni per quanto avvenuto - e quello della madre - sopravvissuta all'Olocausto quando era ancora bambina e incapace di accettare ogni forma di rassegnazione di fronte a un destino avverso.

Raccogliendo le esperienze personali e quelle di madri colpite da questa forma di tragedia, Mundruczó e Wéber riescono a rendere credibile e toccante in ogni suo aspetto, anche minimo e all'apparenza insignificante, la vicenda di Martha e il divario incolmabile tra l'identità di un individuo e di una coppia prima e dopo aver subito un trauma simile. Muovendosi su un terreno quanto mai sensibile, riescono a realizzare un dramma umano di rara intensità, che prova a interrogarsi su come sia possibile sopravvivere a una tragedia e quale sia il prezzo da pagare per poter rinascere.

Produce (e benedice) Martin Scorsese, già con Burstyn in Alice non abita più qui, mentre partecipa in qualità di attore Benny Safdie (Good Time, Diamanti grezzi), uno dei registi protagonisti della scena newyorchese di inizio millennio.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 11 settembre 2020
Peter Debruge
Variety

Non si fa fatica a immaginare registi come Norman Jewison o Sidney Lumet dirigere un film su una giovane coppia in attesa (Vanessa Kirby e Shia LaBeouf) che dopo la tragedia decide di portare in tribunale la loro ostetrica (Molly Parker). Ma invece di concentrarsi sul processo il regista ungherese Kornél Mundruczó ha scelto di puntare l'attenzione su marito e moglie, devastati dall'esperienza vissuta, [...] Vai alla recensione »

domenica 6 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

La trasferta Usa dell'ungherese Mundruczó finisce a Boston, dove Martha (l'ottima Vanessa Kirby) attende con Sean la nascita della loro prima bambina. Ma qualcosa va storto nel parto domiciliare, la neonata muore, la coppia va in crisi e Sean - inviso dalla perfida suocera (Ellen Burstyn) - abbandona la città. Tra elaborazioni del lutto, conflittualità di classe (Sean è un operaio in un ambiente intellettu [...] Vai alla recensione »

domenica 6 settembre 2020
Carlo Valeri
Sentieri Selvaggi

Un inverno freddo, freddissimo a Boston. Martha e Sean hanno deciso di far nascere la loro figlia in casa. Lui vuole sbrigarsi a costruire il ponte della città affinché la figlia sia la prima ad attraversarlo. Ma a volte, come dirà lui stesso, i ponti crollano senza alcuna spiegazione. Così la notte del parto una serie di imprevisti fanno in modo che la neonata muoia tra le braccia di Martha.

domenica 6 settembre 2020
Cristina Piccino
Il Manifesto

Il film di Kornél Mundruczo hanno creato grande interesse e raccolto premi fin dall' esordio Delta al più recente White Dog complesso e durissimo scenario contemporaneo dove non manca di avere un preciso riferimento una Budapest desolata e assediata dai cani randagi, così come da una ferocia incontrollabile. Film ispirato all' umanesimo di Coetzee, ci raccontava, contro le discriminazioni di qualunque [...] Vai alla recensione »

domenica 6 settembre 2020
Adriano De Grandis
Il Messaggero

La trasferta Usa dell' ungherese Mundruczó finisce a Boston, dove Martha (l' ottima Vanessa Kirby) attende con Sean la nascita della loro prima bambina. Ma qualcosa va storto nel parto domiciliare, la neonata muore, la coppia va in crisi e Sean inviso dalla perfida suocera (Ellen Burstyn) abbandona la città. Tra elaborazioni del lutto, conflittualità di classe (Sean è un operaio in un ambiente intellettuale [...] Vai alla recensione »

sabato 5 settembre 2020
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

Spudorato? Probabilmente sì. Sfiancante? Certo non aiuta in apertura il travaglio ripreso in un lunghissimo e magari disturbante piano sequenza. Fin troppo simbolico con tutte quelle mele che germogliano, i cani fuori posto, i ponti che cedono? D'accordo. Isterico? Asfissiante? Ridondante? Sarà. Tutto condivisibile e, va bene, la finezza non appartiene a Kornél Mundruczó, figuriamoci se gli interessa [...] Vai alla recensione »

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
sabato 12 settembre 2020
 

L'attrice si è aggiudicata il Premio per la miglior interpretazione femminile.
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MOSTRA DI VENEZIA
lunedì 7 settembre 2020
Emanuele Sacchi

Cronaca di un dolore che si muove su un terreno quanto mai sensibile. In concorso a Venezia 77.  Vai all'articolo »

winner
coppa volpi migliore int. femminile
Festival di Venezia
2020
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