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Guida per riconoscere i tuoi santi
Un film di Dito Montiel.
Con Robert Downey Jr., Shia LaBeouf, Chazz Palminteri, Dianne Wiest, Channing Tatum.
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Titolo originale A Guide to Recognizing Your Saints.
Drammatico,
durata 98 min.
- USA 2006.
- Mikado
uscita venerdì 9 marzo 2007.
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![]() Una storia vera raccontata in un film commovente prodotto da Sting. Un trionfo al Sundance e a Venezia
Letizia della Luna
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Guida per riconoscere i tuoi santi
venerdì 30 novembre 2007
di Alessio Novarelli
Dito Montiel,scrittore,sceneggiatore ed infine regista della sua opera prima autobiografica. Premiato e acclamato al Sundance Film Festival 2006 per la migliore regia e alla Mostra del Cinema di Venezia durante la Settimana della Critica. “Sono Dito Montiel ed abbandonerò tutti in questo film”, con questa verità assoluta si apre questo lungometraggio, che come tutti del resto, poi ci lasciano. Dito giovane (Shia LaBeouf) cerca di fuggire dal suo violento quartiere del Queens, tra l’anaffettività continua » |
Mondo inquinato
venerdì 3 agosto 2007
di Riccardo
Montiel diventa regista per la trasposizione cinematografica del suo stesso libro autobiografico. Dito, adolescente residente nella periferia di Manhattan, a Queens, sogna di evadere dall'opprimente e malsano mondo in cui dimora, da quel circolo vizioso che lo trascina solo in drammi familiari e lo scaraventa in un vortice d'inquietudine a causa delle rivalità tra le gangs di periferia e delle conseguenti morti e criminalità. I buoni sentimenti circolano nell'aria ma nonostante ciò il protagonista continua » |
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| Dito | |
| Alla fine ho lasciato tutto e tutti, ma nessuno....nessuno mi ha mai lasciato… | |
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DVD | Guida per riconoscere i tuoi santiUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 10 luglio 2007
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di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Certi film diventano di culto perché sono belli, originali, sorprendenti. Altri diventano di culto perché hanno tutti gli ingredienti per diventare di culto, pur essendo riusciti a metà (anzi, una certa sconnessione o sgangheratezza contribuisce ad alimentare l'entusiasmo). Guida per riconoscere i tuoi santi appartiene alla seconda categoria. Viene dal libro autobiografico di Dito Montiel, nato nel Queens da padre nicaraguegno e madre irlandese: uno dei tanti luoghi che un ragazzo dovrebbe evitare, se vuole un'adolescenza senza grane. » |
Dio salvi Queers e la sua peggio gioventù
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Tutto l'amore e la violenza della giovinezza in un film che ci riporta al cinema libero e folle dell'America anni 70 con una storia di memoria e tradimento, di fuga e riconciliazione. Tutti i salti, gli strappi, le incoerenze, le improvvisazioni, le cose già fatte mille altre volte ma sempre così belle ed emozionanti che sembrano nascere sotto i nostri occhi, in un esordio che non può non far pensare al primo Scorsese e a Spike Lee Anche se Dito Montiel, ex-musicista punk, ex-modello per Bruce Weber, ex-galoppino dei gangster greci e italiani di Queens, scrittore acclamato per un libro ancora non tradotto che porta lo stesso bellissimo titolo del film, Guida per riconoscere i tuoi santi, ha una voce tutta sua; così come appartengono solo a lui questa storia divagante come un brano free jazz e i tanti personaggi che la popolano, a cui il film accenna appena ma che danno ampiezza e profondità a questa rievocazione appesa al filo della memoria. » |
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Ricordi e nostalgie di un ribelle di Queens nel cult di Montiel
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Dito, uno scrittore affermato, torna dalla California a New York, che ha lasciato vent'anni prima. Ve l'ha richiamato la madre: sta male suo padre con cui non aveva avuto più rapporti perché contrario alla sua partenza a suo parere immotivata. Dito, invece, anche se incompresi, i suoi motivi li aveva avuti. Astoria, la zona dei Queens dove viveva, era infestata da bande giovanili dedite alla violenza omicida. Dito, in mezzo, si era trovato una ragazza e un amico cui si era molto legato ma un seguito di circostanze avverse e, attorno, quel degrado sociale cui nessuno sembrava poter porre rimedio, avevano finito per indurlo a tagliare i ponti con tutto e con tutti, dedicandosi presto, a Los Angeles, alla scrittura, con successo. » |
La rabbia giovane
di Marco Bertolino Nick
Robert Downey Jr. è indiscutibilmente un attore maledetto, tutto genio e sregolatezza: è per questo che piace. E anche per quel suo talento recitativo, esibito purtroppo solo saltuariamente: colpa di un carattere difficile, ma ancor più di un'annosa dipendenza dall'alcol e dalla cocaina, che lo tiene regolarmente lontano dai set. Di recente Downey Jr. ha fatto una scoperta: quella di Dito Montiel, regista talentuoso quanto sconosciuto, che ai produttori aveva da offrire "solo" una storia, dolorosamente autobiografica, di adolescenza difficile sulle strade del Queens di vent'anni fa. » |
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