Guida per riconoscere i tuoi santi

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Un film di Dito Montiel. Con Robert Downey Jr., Shia LaBeouf, Chazz Palminteri, Dianne Wiest, Channing Tatum.
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Titolo originale A Guide to Recognizing Your Saints. Drammatico, durata 98 min. - USA 2006. - Mikado uscita venerdì 9 marzo 2007. MYMONETRO Guida per riconoscere i tuoi santi * * * - - valutazione media: 3,44 su 45 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   

Un intenso R.Downey Jr divide la scena con LaBeouf Valutazione 4 stelle su cinque

di Giorpost


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lunedì 21 settembre 2015

Dito Montiel è un quindicenne sensibile e pieno di sogni con un talento da scrittore, ma vive in un quartiere difficile del Queens, "costretto" a frequentare adolescenti sbandati e amicizie infruttuose. Tra queste c'è Antonio, personalità deviata e carattere difficile, molto affezionato al papà di Dito, essendo il suo brutalmente violento. Della comitiva fanno parte Nerf e Giuseppe, inclini a problematiche psicologiche, e tre ragazze estroverse tra le quali c'è Laurie, per cui Dito nutre una sincera passione.
Un giorno, al liceo, fa la conoscenza di Mike, coetaneo irlandese con la stessa passione per la letteratura e i due, insofferenti allo status attuale, decidono di racimolare soldi per partire quanto prima alla volta della California, trovando un lavoro part-time. Di conseguenza le giornate per Dito si accorciano sempre più, esattamente come il tempo dedicato ai vecchi amici e così Antonio prima finirà per ingelosirsi per la sua nuova frequentazione (e relative trasferte a Manhattan ove lavora come dog-sitter per uno spacciatore gay), per poi difenderlo dalle angherie di un bullo di quartiere, arrivando ad ucciderlo. L' escalation diverrà incontrollabile con la prevedibile vendetta che porterà alla morte di Mike: Dito sarà costretto a prendere quel bus da solo abbandonando tutto e tutti senza voltarsi, neanche per salutare quel padre che non l' ha mai compreso fino in fondo.
Tra vari flasback, dolcemente sovrapposti, vediamo il Dito ultratrentenne, scrittore di successo, costretto a tornare da Los Angeles per assistere il padre malato e a combattare i suoi demoni una volta per tutte, rivivendo quella parentesi della sua vita che l' ha visto, in realtà, più scappare dall' inferno che inseguire il paradiso. Sarà questa la circostanza nella quale la sua fragilità subirà una svolta allorquando, in una delle sequenze più drammatiche ed intense del film, chiederà piangendo al padre se davvero l' avesse mai amato. Anche se con 15 anni di ritardo, Montiel, grazie alla spiazzante quanto semplice risposta del papà (un fantastico Palminteri) capisce che ogni singolo individuo ha un suo modo per mostrare affetto; allo stesso tempo realizzerà che Antonio, pur essendo a quei tempi nient' altro che un bulletto di periferia, aveva solo bisogno di una vera famiglia, ed oggi si ritrova in carcere, adulto, proprio per aver difeso quello che considerava un fratello. Il ravvedimento e la rivalutazione delle persone a lui care si percepisce, nel finale, dalla voce fuori campo e dal ringraziamento che precede i titoli di coda.

Dito Montiel è anche lo sceneggiatore ed il regista di questa pellicola, tratta dal suo romanzo autobiografico. Per portare una vicenda così personale sul grande schermo decide di affidarsi a Robert Downey Jr e Shia LaBeouf (rispettivamente Dito adulto e giovane), due interpreti lontani per stile e fisionomia, oltre che anagraficamente, ma accomunati da una grande sensibilità artistica, fatta soprattutto di sguardi mai banali, di frenesia dialettale e scatti di passione (ira, gioia, delusione). Onestamente stravedo per il brillante Robert che negli ultimi anni è letteralmente rinato riprendendosi una carriera che stava prematuramente scemando e, seppur con un minutaggio ridotto, in questo lavoro ci mostra tutto il suo talento e quella rabbia interiore che lo riguarda, tra l' altro, molto da vicino nella realtà e che riesce a palesare anche grazie ad un volto che non lascia mai indifferenti. In questo caso, però, deve dividere la scena e gli applausi con un efficacissimo LaBeouf, davvero intenso e convincente nei panni di un adolescente intrappolato in una vita che non sente sua. Splendidi i suoi duetti con Palminteri (qui il caratterista è ritornato ai suoi livelli), soprattutto nella sequenza che vede i due parlarsi e litigare, nel bagno, per l' ultima volta prima della partenza del giovane Dito.

Bel film questo Guida per riconoscere i tuoi santi (USA, 2006), sorpendente opera prima impregnata di elementi da street-movie anni '70 con una New York che fa da sfondo-ombra, in una storia dura dove il lieto fine è tra le righe e nella quale vedi da un lato l' american dream realizzato e, dall' altro, l' incubo di un' America violenta, incapace di ascoltare tutti.

Voto: 8

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