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martedì 2 giugno 2020

Jude Law

Jude law non va in vacanza

Nome: David Jude Law
47 anni, 29 Dicembre 1972 (Capricorno), Londra (Gran Bretagna)
occhiello
Le cose che non sai non ti possono ferire…
dal film Tutti gli uomini del re (2006) Jude Law  Jack Burden
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Jude Law
Golden Globes 2018
Nomination miglior attore in una serie televisiva drammatica per il film The Young Pope di Paolo Sorrentino

European Film Awards 2013
Nomination miglior attore europeo per il film Anna Karenina di Joe Wright

Golden Globes 2004
Nomination miglior attore per il film Ritorno a Cold Mountain di Anthony Minghella

Premio Oscar 2004
Nomination miglior attore per il film Ritorno a Cold Mountain di Anthony Minghella

Golden Globes 2002
Nomination miglior attore non protagonista per il film A.I. Intelligenza artificiale di Steven Spielberg

Premio Oscar 2000
Nomination miglior attore non protagonista per il film Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella

Golden Globes 2000
Nomination miglior attore non protagonista per il film Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella



Il regista racconta a MYmovies intenzioni e ispirazioni che hanno dato vita alla serie sequel di The Young Pope. Dal 10 gennaio in esclusiva su Sky Atlantic e NOW TV. 

The New Pope, Sorrentino non è interessato a fare qualcosa di provocatorio: «É troppo semplice»

domenica 5 gennaio 2020 - Paola Casella cinemanews

The New Pope, Sorrentino non è interessato a fare qualcosa di provocatorio: «É troppo semplice» Un Papa giovane e ambizioso, un Papa più adulto e più fragile: Paolo Sorrentino ce li racconta entrambi nella serie The New Pope, seguito di quel The Young Pope che ha inventato un modo tutto nuovo per raccontare il Vaticano e il papato contemporaneo. “In realtà io in Vaticano ci sono stato mezza volta”, afferma Sorrentino. “Quindi me lo sono inventato basandomi sui libri e su tutto il materiale di documentazione che c’è”.

Aggiungendo sesso e musica, però.
L’uso delle musiche fa parte di un approccio stilistico che di volta in volta ha un significato diverso - e a volte non ha proprio significato. Il sesso c’è dappertutto, fa parte della vita degli individui, e sarebbe ipocrita pensare che non ci sia anche in Vaticano. Partendo dal presupposto che un racconto di finzione vuole provare a riprodurre le cose della vita, il sesso ne deve fare parte.

Che tipo di sfide pone la scrittura seriale?
Dipende dallo sceneggiatore. Io tendo a scrivere più di quanto serva, di conseguenza quando scrivo un film mi devo trattenere e mi sforzo di tagliare. Tuttavia non scrivo così tanto da riempire una serie, dunque in quel caso devo sforzarmi di aggiungere. La mia misura ideale è un film o una serie da tre ore. Peccato che i film durino due ore e le serie dieci. 

Perché in The New Pope c’è più attualità rispetto a The Young Pope?
Perché nella prima serie avevamo un Papa che predicava la chiusura, dunque era sufficiente raccontare il Vaticano dall’interno. Invece The New Pope comincia con un Papa che dice: “Apriamo le porte”, quindi tutte le questioni di fuori dovevano entrare dentro. 

Il nuovo Papa predica la fragilità. 
È un tema che mi commuove, un uomo che rivendica per sé e per gli altri il diritto al non farcela rispetto alle aspettative degli altri: penso che sia una cosa da cattolici, nel senso più bello del termine.  Nella serie Malkovich fa un discorso che riscuote un consenso enorme, perché stabilisce che la sua fragilità è esattamente quella di tutti quanti noi, ci riguarda tutti e ha differenti gradazioni e motivazioni, a seconda anche del fatto che si sia maschio o femmina, giovane o vecchio.
Il Papa di Jude Law era una sorta di semidio, quello di John Malkovich è “umano troppo umano”. C’è bisogno di entrambi?
Sicuramente c’è bisogno di figure che possiamo stimare e considerare autorevoli, che sappiano guidarci in questo diritto ad essere fragili e vulnerabili, al non farcela, e al sentirci a disagio. 

Quando scrive sa già quello che vuole aggiungere o togliere?
So di non essere interessato a fare qualcosa di provocatorio, irriverente o trasgressivo: è troppo semplice, rispetto a un’istituzione seria e ingessata, comportarsi da spregiudicato. È un gioco antico e infantile. 

The New Pope racconta un attentato al Vaticano: un argomento tabù che lei ha affrontato senza nemmeno far vedere l’esplosione. 
Intanto non le so fare le esplosioni: ci sono scene che so che non sono proprio in grado di girare, e poi le esplosioni non mi piacciono neanche tanto. Ma credo che si possa raccontare tutto: come si racconta poi è un tema un po’ più complicato. In The New Pope raccontare un attentato in Vaticano è anche un modo per esorcizzare quel pericolo, per sperare che non succeda mai. 

Attraverso il personaggio di Lenny Berardo emerge la connessione fra due opposti: santità e divismo. 
Non per essere irriverente, ma io non vedo le due cose molto distanti fra loro. Nella prima serie Pio XII diventa un divo perché attua una strategia mediatica legata all’unico grande obiettivo che c’è nella Chiesa, ovvero l’incremento del numero dei fedeli.  

Come ha gestito il risveglio di Lenny Berardo?
Sono ripartito dall’evoluzione del carattere di Jude Law alla fine della prima stagione: un uomo più dolce, meno intransigente, cambiato rispetto alle posizioni radicali dell’inizio, con più dubbi e meno sicurezze. 

C’è un altro film su Netflix che si chiama I due Papi. È una strana coincidenza che nel parlare di due figure papali l’accento sia sulla dualità.
Non ho visto il film di Meirelles, purtroppo, e posso rispondere solo per me, ma sicuramente il fatto che all’improvviso un giorno abbiamo visto due Papi anziché uno è stravagante, un po’ come quando abbiamo visto la pecora Dolly. E questo ha stimolato l’inventiva degli sceneggiatori. 
Ci racconta il suo incontro con John Malkovich?
Avevo cominciato a scrivere il suo personaggio ma non ero soddisfatto. Poi ho incontrato John e ho riscritto completamente non solo il suo personaggio ma l’intera serie. Siamo stati una sera e buona parte della notte a parlare – è un parlatore importante, Malkovich - e ho trovato affascinante quell’ambiguità che conoscete tutti, ma anche il suo modo di essere rassicurante. A me delle persone affascinano le contraddizioni, un po’ come nelle relazioni sentimentali: quando qualcosa ti spiazza cominci a diventare sensibile. Malkovich è così, spiazzante in maniera positiva, è leggero ma sa anche dare importanza alle cose, è ironico ma sa anche essere molto serio, ha un’eleganza naturale: man mano che lo osservavo pensavo che la mia fantasia sul suo personaggio era più debole di ciò che è lui, e mi sono detto: “Sai che c’è di nuovo? Mi prendo quello che percepisco di lui e lo faccio diventare il personaggio”.

I suoi Papi fanno testimonianza di Fede?
Essendo inevitabilmente anche dei politici, nel corso del racconto i due Papi prendono consapevolezza del fatto che, per il bene sia della Chiesa e dei fedeli, si può prendere in considerazione senza sforzo, anzi, con gioia, la possibilità di togliersi di mezzo, di fare un passo indietro. In questo senso sono ammirevoli, sanno rinunciare al personalismo, alla vanità, alla voglia di esserci: sanno fare quello che i politici forse non sanno più fare, cioè rendersi conto che noi e il nostro bene dovremmo essere più importanti di loro. Invece lo dimenticano sistematicamente: lo vediamo tutti i giorni, si ostinano a rimanere anche quando il mondo dice loro: “Non c’è bisogno che resti, fatti da parte”. 

The New Pope affronta anche il tema delle donne nella Chiesa.
Tutte le volte che mi sono potuto aggrappare al femminile l’ho fatto, ma parlando del Vaticano, che è un mondo molto chiuso e molto maschile, gli spazi sono risicati. In The New Pope ho affrontato il tema delle richieste o rivendicazioni da parte delle suore nei confronti degli alti prelati affinché ci sia una maggiore parità, che arrivano fino al Papa, in uno scenario purtroppo ancora non molto realistico nella Chiesa, ma verosimile. Sono abbastanza sicuro che questa sarà la prossima grande questione all’interno della Chiesa, una volta che si risolveranno quelle più pressanti legate alla pedofilia. È un processo irreversibile, così come è irreversibile ciò che sta accadendo nel rapporto fra uomini e donne. La Chiesa si muove sempre un po’ a rilento ma arriverà sicuramente anche là, e questa serie prova ad occuparsene. 

The New Pope, una serie originale Sky creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, prodotta da The Apartment - Wildside, parte di Fremantle. Dal 10 gennaio in esclusiva su Sky Atlantic e NOW TV.

Doppiatore nel nuovo cartone Dreamworks e per la prima veramente cattivo.

Jude Law contro le 5 leggende

lunedì 12 novembre 2012 - Gabriele Niola cinemanews

Jude Law contro le 5 leggende La faccia del cattivo Jude Law proprio non ce l'ha. Al massimo il doppio giochista, l'ingannatore, ma il perfido e maligno cattivo no. Solo un cartone animato poteva dargli la possibilità di interpretarne uno e anche uno dei più biechi e malvagi. L'attore inglese è infatti la voce e, come spiega lui per primo, buona parte dell'interpretazione dell'Uomo Nero, il principale nemico in Le 5 leggende, il nuovo cartone animato Dreamworks in uscita in Italia il 30 Novembre.
Le leggende del titolo sono i personaggi mitologici del folclore occidentale: Babbo Natale, il coniglietto pasquale, la fatina dei denti, sandman (l'omino del sonno) e Jack Frost (lo spirito dell'inverno). Riletta in una chiave post-Avengers i ruoli di queste figure vanno ben oltre la consegna di regali, montine o uova e hanno a che vedere con la tutela dal pianeta, minacciato dall'unico di loro universalmente legato alla paura invece che alla gioia: l'Uomo Nero. Cioè Jude Law.

   

Jude Law sul set di Contagion a San Francisco.

Una pandemia alimentata da Twitter e dall'H1V1

martedì 15 febbraio 2011 - Marlen Vazzoler cinemanews

Una pandemia alimentata da Twitter e dall'H1V1 Sono cominciate la settimana scorsa a San Francisco, California, le riprese del film Contagion, il thriller d'azione diretto da Steven Soderbergh, basato sulla sceneggiatura di Scott Z. Burns (The Informant, The Bourne Ultimatum), che racconta della diffusione di un virus mortale a livello mondiale. Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow hanno già terminato le riprese tenutesi a Hong Kong, Chicago, Atlanta, Londra, Ginevra e Marocco.

Il virus si diffonde in tutto il mondo
La storia comincia durante il week-end del Ringraziamento, uno dei periodi più caotici dell'anno in America, tra gente che torna a casa per celebrare la festa e il Black Friday, il giorno in cui i negozi vengono letteralmente presi d'assalto dai clienti a causa delle super offerte proposte in occasione del lancio del periodo natalizio. Beth Emhoff (Gwyneth Paltrow) torna in America, dopo un viaggio di lavoro. Sul suo aereo sono presenti una lavoratrice di un casinò di Hong Kong, Li fai, e una supermodella ucraina che vive a Londra, Irina Modelskova. Tutte e tre vengono colpite, quasi immediatamente, da una misteriosa affezione. Li Fai dopo aver contratto delle allucinazioni, muore per le strade del centro di Hong Kong. Nel frattempo Thomas (Matt Damon), il marito di Beth, si prende cura della moglie ammalata, le cui condizioni continuano a peggiorare.
Il virus comincia a diffondersi dapprima a Minneapolis, la città in cui vive Beth, poi si sposta a Chicago e nel resto degli Stati Uniti. Il contagio non si ferma alle sole Americhe e si diffonde anche in Cina, a Dubai, in Giappone, in Svizzera, in Gran Bretagna, in Iran, in Brasile, in Russia e in Malaysia.
Il dottor Ellis Cheever (Laurence Fishburne), il capo del CDC (Centro di Controllo delle Malattie) e la sua collega, la dottoressa Erin Mears (Kate Winslet), stanno cercando di trovare una cura. La Mears viene mandata a visitare la casa di Beth in Minnesota. Nel frattempo una dottoressa del Centro Mondiale della Salute, Leonora Orantes (Marion Cotillard), si dirige a Hong Kong ad investigare quello che sembra il punto in cui è nata la diffusione della malattia.
La situazione viene ulteriormente complicata dalla diffusione, in tutto il mondo, di notizie vere e false riguardanti il virus per mezzo di un giornalista, Alan Krumwiede (Jude Law), fissato con le teorie sulle cospirazioni. Mentre i dottori cercano una cura, collidono sulla loro strada interessi politici e quelli economici di grandi aziende, tutti interessati al vaccino.

Una detective story più che un film d'azione
Le pandemie sono state già trattate più volte sul grande schermo, Virus Letale con Al Pacino è uno degli ultimi esempi. Da quello che si evince dalla prima stesura della sceneggiatura di Burns, Contagion non si prospetta come una pellicola in cui l'azione è una componente molto marcata come nel film di Wolfgang Petersen, ma più un thriller/giallo in cui i protagonisti possono essere comparati a dei detective che devono cercare il vaccino e il paziente X.

3D o non 3D? La scelta delle RED camera
Soderbergh inizialmente aveva pensato di utilizzare il nuovo formato delle RED camera, le EPIC, per girare Contagion in 3D, ma lo scorso settembre il regista aveva dichiarato di non essere soddisfatto del nuovo prodotto a causa di alcuni inceppi tecnici, ed ha così deciso di utilizzare le RED ONE e conseguentemente ha abbandonato la scelta di filmare in 3D. Nel frattempo i problemi sembrano siano stati risolti visto che Jackson userà le EPIC per girare The Hobbit.

Le riprese a San Francisco
Nei giorni scorsi le riprese si sono concentrate in alcune città limitrofe di San Francisco, tra cui North Beach che domenica scorsa ha visto le sue strade ricoperte di biancheria e immondizia.
Le riprese a San Francisco, ultimo luogo in cui verranno girati degli esterni, si concluderanno mercoledì con una scena ambientata a Candlestick Park, trasformato in un gigantesco centro per il vaccino, dove per l'occasione sono stati fatti entrare veicoli militari, sono state erette delle tende, saranno presenti mille comparse e verrà fatto atterrare un elicottero. Le foto pubblicate in questi giorni da Just Jared, Accidental Sexiness e Laughuinsquid ritraggono per lo più il personaggio interpretato da Law, il giornalista Alan Krumwiede, vestito con una tuta hazmat e alcuni scorci di North Beach.

I progetti di Soderbergh per il futuro
Contagion è il terzultimo film che Soderbergh progetta di girare prima di ritirarsi dalle scene. I suoi prossimi lavori saranno il film biografico Liberace con Michael Douglas e The Man from U.N.C.L.E. probabilmente interpretato da George Clooney. “Qualsiasi cosa può accadere in questo ambiente” ha raccontato il regista durante un podcast per NFL Total Access, “Sono stato anche licenziato, chi lo sa”, ha aggiunto Soderbergh lasciando così una porta aperta sul suo ritiro programmato.

Senza grande sforzo di fantasia il bello e tenebroso Law deve il suo nome alla celebre canzone dei Beatles.

5x1: hey Jude!

martedì 6 novembre 2007 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: hey Jude! Tanto gossip, un bel faccino, una discreta attitudine a scegliere dei buoni ruoli, soprattutto un grande talento. L'inglese Jude Law è da circa un paio d'anni nella top ten degli attori nella lista "A", ovvero di coloro che ad Hollywood possono chiedere ingaggi multimilionari. Merito forse dei pettegolezzi che hanno alimentato pagine e pagine sulla sua presunta love story con Nicole Kidman, un divorzio alle spalle e una storia importante implosa sulla stampa anglosassone (quella con Sienna Miller, tradita con la baby sitter); soprattutto, le tante affermazioni professionali hanno costruito una reputazione di rilievo a un attore che, in particolare negli ultimi anni, sta dando il meglio di sé. Merito anche della solida impostazione, i buoni studi e buone amicizie, come quelle con il regista Anthony Minghella, che l'ha voluto con sé per Il talento di Mr. Ripley, Ritorno a Cold Mountain e Complicità e sospetti.
Presto nelle sale con Sleuth, Law si confronta per l'ennesima volta con un mito della recitazione "british", quel Michael Caine da lui già incrociato con Alfie: stesso ruolo ricoperto con qualche decennio di distanza.
Nel film di Branagh, sono rivali e intraprende una intricata guerra psicologica dai risvolti imprevedibili.

Il nuovo film di Kenneth Branagh (non) è un remake de Gli insospettabili.

Sleuth, il dramma della gelosia

giovedì 30 agosto 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Sleuth, il dramma della gelosia Basato sull'opera teatrale di Anthony Shaffer - che era già stato adattato per il grande schermo nel 1972 - il nuovo film di Kenneth Branagh mette in luce l'animo umano di fronte al tradimento e all'umiliazione utilizzando il gioco come oggetto di rivalità fra uomini. Lo sceneggiatore Harold Pinter riprende in mano il lavoro di Shaffer per gettare le basi di un film - completamente diverso dall'originale - dove si esplora un nuovo mondo con nuove dinamiche, come ha spiegato Jude Law (co-produttore e interprete di Sleuth) nell'incontro che si è tenuto a poche ore dalla presentazione del film.

Un giorno di pioggia a New York

Un giorno di pioggia a New York

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,49)
Un film di Woody Allen. Con Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna.
continua»

Genere Commedia, - USA 2019. Uscita 28/11/2019.
Vox Lux

Vox Lux

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,80)
Un film di Brady Corbet. Con Natalie Portman, Jude Law, Stacy Martin, Christopher Abbott, Raffey Cassidy.
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Genere Drammatico, - USA 2018. Uscita 12/09/2019.
Captain Marvel

Captain Marvel

* * * - -
(mymonetro: 3,25)
Un film di Anna Boden, Ryan Fleck. Con Brie Larson, Samuel L. Jackson, Ben Mendelsohn, Djimon Hounsou, Lee Pace.
continua»

Genere Azione, - USA 2019. Uscita 06/03/2019.
Animali Fantastici - I Crimini di Grindelwald

Animali Fantastici - I Crimini di Grindelwald

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,65)
Un film di David Yates. Con Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller.
continua»

Genere Fantasy, - Gran Bretagna, USA 2018. Uscita 15/11/2018.
King Arthur - Il potere della spada

King Arthur - Il potere della spada

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,61)
Un film di Guy Ritchie. Con Charlie Hunnam, Jude Law, Katie McGrath, Annabelle Wallis, Eric Bana.
continua»

Genere Avventura, - USA 2017. Uscita 10/05/2017.
Filmografia di Jude Law »
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