Un Papa giovane e ambizioso, un Papa più adulto e più fragile: Paolo Sorrentino ce li racconta entrambi nella serie The New Pope, seguito di quel The Young Pope che ha inventato un modo tutto nuovo per raccontare il Vaticano e il papato contemporaneo. “In realtà io in Vaticano ci sono stato mezza volta”, afferma Sorrentino. “Quindi me lo sono inventato basandomi sui libri e su tutto il materiale di documentazione che c’è”.
Aggiungendo sesso e musica, però.
L’uso delle musiche fa parte di un approccio stilistico che di volta in volta ha un significato diverso - e a volte non ha proprio significato. Il sesso c’è dappertutto, fa parte della vita degli individui, e sarebbe ipocrita pensare che non ci sia anche in Vaticano. Partendo dal presupposto che un racconto di finzione vuole provare a riprodurre le cose della vita, il sesso ne deve fare parte.
Che tipo di sfide pone la scrittura seriale?
Dipende dallo sceneggiatore. Io tendo a scrivere più di quanto serva, di conseguenza quando scrivo un film mi devo trattenere e mi sforzo di tagliare. Tuttavia non scrivo così tanto da riempire una serie, dunque in quel caso devo sforzarmi di aggiungere. La mia misura ideale è un film o una serie da tre ore. Peccato che i film durino due ore e le serie dieci.
Perché in The New Pope c’è più attualità rispetto a The Young Pope?
Perché nella prima serie avevamo un Papa che predicava la chiusura, dunque era sufficiente raccontare il Vaticano dall’interno. Invece The New Pope comincia con un Papa che dice: “Apriamo le porte”, quindi tutte le questioni di fuori dovevano entrare dentro.
Il nuovo Papa predica la fragilità.
È un tema che mi commuove, un uomo che rivendica per sé e per gli altri il diritto al non farcela rispetto alle aspettative degli altri: penso che sia una cosa da cattolici, nel senso più bello del termine. Nella serie Malkovich fa un discorso che riscuote un consenso enorme, perché stabilisce che la sua fragilità è esattamente quella di tutti quanti noi, ci riguarda tutti e ha differenti gradazioni e motivazioni, a seconda anche del fatto che si sia maschio o femmina, giovane o vecchio.



