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venerdì 10 luglio 2020

John Malkovich

Essere (colpiti al cuore da) John Malkovich

Nome: John Gavin Malkovich
66 anni, 9 Dicembre 1953 (Sagittario), Christopher (Illinois - USA)
occhiello
"Folle volere troppo... Un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore può amare".
dal film Educazione siberiana (2013) John Malkovich  Nonno Kuzja
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John Malkovich
SAG Awards 1995
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Cuore di tenebra di Nicolas Roeg

Golden Globes 1994
Nomination miglior attore non protagonista per il film Nel centro del mirino di Wolfgang Petersen

Premio Oscar 1994
Nomination miglior attore non protagonista per il film Nel centro del mirino di Wolfgang Petersen

Premio Oscar 1985
Nomination miglior attore non protagonista per il film Le stagioni del cuore di Robert Benton



Il regista racconta a MYmovies intenzioni e ispirazioni che hanno dato vita alla serie sequel di The Young Pope. Dal 10 gennaio in esclusiva su Sky Atlantic e NOW TV. 

The New Pope, Sorrentino non è interessato a fare qualcosa di provocatorio: «É troppo semplice»

domenica 5 gennaio 2020 - Paola Casella cinemanews

The New Pope, Sorrentino non è interessato a fare qualcosa di provocatorio: «É troppo semplice» Un Papa giovane e ambizioso, un Papa più adulto e più fragile: Paolo Sorrentino ce li racconta entrambi nella serie The New Pope, seguito di quel The Young Pope che ha inventato un modo tutto nuovo per raccontare il Vaticano e il papato contemporaneo. “In realtà io in Vaticano ci sono stato mezza volta”, afferma Sorrentino. “Quindi me lo sono inventato basandomi sui libri e su tutto il materiale di documentazione che c’è”.

Aggiungendo sesso e musica, però.
L’uso delle musiche fa parte di un approccio stilistico che di volta in volta ha un significato diverso - e a volte non ha proprio significato. Il sesso c’è dappertutto, fa parte della vita degli individui, e sarebbe ipocrita pensare che non ci sia anche in Vaticano. Partendo dal presupposto che un racconto di finzione vuole provare a riprodurre le cose della vita, il sesso ne deve fare parte.

Che tipo di sfide pone la scrittura seriale?
Dipende dallo sceneggiatore. Io tendo a scrivere più di quanto serva, di conseguenza quando scrivo un film mi devo trattenere e mi sforzo di tagliare. Tuttavia non scrivo così tanto da riempire una serie, dunque in quel caso devo sforzarmi di aggiungere. La mia misura ideale è un film o una serie da tre ore. Peccato che i film durino due ore e le serie dieci. 

Perché in The New Pope c’è più attualità rispetto a The Young Pope?
Perché nella prima serie avevamo un Papa che predicava la chiusura, dunque era sufficiente raccontare il Vaticano dall’interno. Invece The New Pope comincia con un Papa che dice: “Apriamo le porte”, quindi tutte le questioni di fuori dovevano entrare dentro. 

Il nuovo Papa predica la fragilità. 
È un tema che mi commuove, un uomo che rivendica per sé e per gli altri il diritto al non farcela rispetto alle aspettative degli altri: penso che sia una cosa da cattolici, nel senso più bello del termine.  Nella serie Malkovich fa un discorso che riscuote un consenso enorme, perché stabilisce che la sua fragilità è esattamente quella di tutti quanti noi, ci riguarda tutti e ha differenti gradazioni e motivazioni, a seconda anche del fatto che si sia maschio o femmina, giovane o vecchio.
Il Papa di Jude Law era una sorta di semidio, quello di John Malkovich è “umano troppo umano”. C’è bisogno di entrambi?
Sicuramente c’è bisogno di figure che possiamo stimare e considerare autorevoli, che sappiano guidarci in questo diritto ad essere fragili e vulnerabili, al non farcela, e al sentirci a disagio. 

Quando scrive sa già quello che vuole aggiungere o togliere?
So di non essere interessato a fare qualcosa di provocatorio, irriverente o trasgressivo: è troppo semplice, rispetto a un’istituzione seria e ingessata, comportarsi da spregiudicato. È un gioco antico e infantile. 

The New Pope racconta un attentato al Vaticano: un argomento tabù che lei ha affrontato senza nemmeno far vedere l’esplosione. 
Intanto non le so fare le esplosioni: ci sono scene che so che non sono proprio in grado di girare, e poi le esplosioni non mi piacciono neanche tanto. Ma credo che si possa raccontare tutto: come si racconta poi è un tema un po’ più complicato. In The New Pope raccontare un attentato in Vaticano è anche un modo per esorcizzare quel pericolo, per sperare che non succeda mai. 

Attraverso il personaggio di Lenny Berardo emerge la connessione fra due opposti: santità e divismo. 
Non per essere irriverente, ma io non vedo le due cose molto distanti fra loro. Nella prima serie Pio XII diventa un divo perché attua una strategia mediatica legata all’unico grande obiettivo che c’è nella Chiesa, ovvero l’incremento del numero dei fedeli.  

Come ha gestito il risveglio di Lenny Berardo?
Sono ripartito dall’evoluzione del carattere di Jude Law alla fine della prima stagione: un uomo più dolce, meno intransigente, cambiato rispetto alle posizioni radicali dell’inizio, con più dubbi e meno sicurezze. 

C’è un altro film su Netflix che si chiama I due Papi. È una strana coincidenza che nel parlare di due figure papali l’accento sia sulla dualità.
Non ho visto il film di Meirelles, purtroppo, e posso rispondere solo per me, ma sicuramente il fatto che all’improvviso un giorno abbiamo visto due Papi anziché uno è stravagante, un po’ come quando abbiamo visto la pecora Dolly. E questo ha stimolato l’inventiva degli sceneggiatori. 
Ci racconta il suo incontro con John Malkovich?
Avevo cominciato a scrivere il suo personaggio ma non ero soddisfatto. Poi ho incontrato John e ho riscritto completamente non solo il suo personaggio ma l’intera serie. Siamo stati una sera e buona parte della notte a parlare – è un parlatore importante, Malkovich - e ho trovato affascinante quell’ambiguità che conoscete tutti, ma anche il suo modo di essere rassicurante. A me delle persone affascinano le contraddizioni, un po’ come nelle relazioni sentimentali: quando qualcosa ti spiazza cominci a diventare sensibile. Malkovich è così, spiazzante in maniera positiva, è leggero ma sa anche dare importanza alle cose, è ironico ma sa anche essere molto serio, ha un’eleganza naturale: man mano che lo osservavo pensavo che la mia fantasia sul suo personaggio era più debole di ciò che è lui, e mi sono detto: “Sai che c’è di nuovo? Mi prendo quello che percepisco di lui e lo faccio diventare il personaggio”.

I suoi Papi fanno testimonianza di Fede?
Essendo inevitabilmente anche dei politici, nel corso del racconto i due Papi prendono consapevolezza del fatto che, per il bene sia della Chiesa e dei fedeli, si può prendere in considerazione senza sforzo, anzi, con gioia, la possibilità di togliersi di mezzo, di fare un passo indietro. In questo senso sono ammirevoli, sanno rinunciare al personalismo, alla vanità, alla voglia di esserci: sanno fare quello che i politici forse non sanno più fare, cioè rendersi conto che noi e il nostro bene dovremmo essere più importanti di loro. Invece lo dimenticano sistematicamente: lo vediamo tutti i giorni, si ostinano a rimanere anche quando il mondo dice loro: “Non c’è bisogno che resti, fatti da parte”. 

The New Pope affronta anche il tema delle donne nella Chiesa.
Tutte le volte che mi sono potuto aggrappare al femminile l’ho fatto, ma parlando del Vaticano, che è un mondo molto chiuso e molto maschile, gli spazi sono risicati. In The New Pope ho affrontato il tema delle richieste o rivendicazioni da parte delle suore nei confronti degli alti prelati affinché ci sia una maggiore parità, che arrivano fino al Papa, in uno scenario purtroppo ancora non molto realistico nella Chiesa, ma verosimile. Sono abbastanza sicuro che questa sarà la prossima grande questione all’interno della Chiesa, una volta che si risolveranno quelle più pressanti legate alla pedofilia. È un processo irreversibile, così come è irreversibile ciò che sta accadendo nel rapporto fra uomini e donne. La Chiesa si muove sempre un po’ a rilento ma arriverà sicuramente anche là, e questa serie prova ad occuparsene. 

The New Pope, una serie originale Sky creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, prodotta da The Apartment - Wildside, parte di Fremantle. Dal 10 gennaio in esclusiva su Sky Atlantic e NOW TV.

L'attore sostituisce John C. Reilly in Red.

John Malkovich conferma alla Ventura che sarà Avvoltoio

lunedì 11 gennaio 2010 - Marlen Vazzoler cinemanews

John Malkovich conferma alla Ventura che sarà Avvoltoio Ieri pomeriggio John Malkovich era in collegamento da Firenze con Simona Ventura durante la trasmissione di Quelli che il Calcio per presentare una linea di abbigliamento disegnata da lui stesso per Pitti Uomo. Durante l'intervista la Ventura ha chiesto a Malkovich del suo coinvolgimento in Spider-man 4, al momento sospeso dallo studio fino a data da destinarsi. L'attore non solo non ha negato la sua partecipazione alla pellicola nei panni di Avvoltoio, ma ha confermato di essere in attesa che gli venga spedita la sceneggiatura finale una volta completata. Malkovich ha confermato che il film è stato sospeso ed ha aggiunto che spera che le riprese comincino il prima possibile.
Al momento non si trovano online delle clip riguardanti l'intervista o una trascrizione completa, ma quanto detto dall'attore conferma le voci di quasi un mese fa che riportavano che Raimi voleva Malkovich come interprete di Avvoltoio. La Sony ovviamente non ha confermato il coinvolgimento dell'attore e non ha fatto alcun cenno sul fatto che Avvoltoio potrebbe essere il cattivo del film.
THR riporta invece oggi che Malkovich sostituirà l'attore John C. Reilly nel thriller d'azione Red di Robert Schwentke, l'adattamento cinematografico dell'omonimo comic della DC Comics creato da Warren Ellis. Malkovich interpreterà un imprevedibile agente della CIA in pensione e paranoico che crede che tutti stiano cercando di ucciderlo. Quando finalmente corregge le sue preoccupazioni, si unisce alla ricerca del personaggio interpretato da Bruce Willis nel scoprire chi li vuole morti.
Le riprese cominceranno questa settimana a Toronto e Malkovich si unirà al nutrito cast formato da Morgan Freeman, Helen Mirren, Mary-Louise Parker, Julian McMahon, Richard Dreyfuss, Ernest Borgnine e Brian Cox. La pellicola uscirà nei cinema americani il 22 ottobre.

   

Nel nuovo film di Clint Eastwood interpreta la parte del Reverendo Gustav Briegleb.

5x1: Pensando John Malkovich

martedì 11 novembre 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Pensando John Malkovich Bello, bravo, preparato: John Malkovich rappresenta l'aristocrazia intellettuale di Hollywood con i suoi studi raffinati, la sua passione per il teatro e anche l'attitudine anticonformista nei confronti della politica. Infatti, contrariamente a molti suoi colleghi, è un acceso sostenitore della pena di morte, tanto da organizzare uno champagne – party per l'esecuzione di John Wayne Gacy e spesso ha scosso l'opinione pubblica con i suoi giudizi sul Medio Oriente. Tanto influente e carismatico è Malkovich che Spike Jonze gli ha dedicato un film, Essere John Malkovich, in cui i personaggi letteralmente impazziscono alla possibilità di poter entrare nei suoi panni per almeno 15 minuti. Un po' quello che deve aver provato l'attore dell'Illinois quando, durante le riprese de Le relazioni pericolose, perse la testa per Michelle Pfeiffer, lasciò la moglie e per mesi divennero una delle coppie più "hot" di Hollywood. Sebbene in questo caso non gli si possa veramente dare torto, da quell'epoca Malkovich è scampato un po' più saggio, ritornando a coltivare l'amore per il suo piccolo teatro fondato negli anni dell'università insieme all'amico e collega Gary Sinise, e sposando Nicoletta Peyran una studiosa di cultura orientale.
Oggi Malkovich ha imparato forse a prendersi meno sul serio e rompere la nebbia da asceta e attore impegnato concedendosi a innocenti evasioni come Guida galattica per autostoppisti o Eragon. Intanto ce lo godiamo al fianco di Angelina Jolie nell'ultimo e attesissimo film di Clint Eastwood, Changeling.

Ted Bundy - Fascino Criminale

Ted Bundy - Fascino Criminale

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,75)
Un film di Joe Berlinger. Con Zac Efron, Lily Collins, Kaya Scodelario, John Malkovich, Jim Parsons.
continua»

Genere Biografico, - USA 2019. Uscita 09/05/2019.
Red Zone - 22 Miglia di Fuoco

Red Zone - 22 Miglia di Fuoco

* * - - -
(mymonetro: 2,03)
Un film di Peter Berg. Con Mark Wahlberg, Lauren Cohan, Iko Uwais, John Malkovich, Ronda Rousey.
continua»

Genere Azione, - USA 2018. Uscita 15/11/2018.
Codice Unlocked - Londra sotto attacco

Codice Unlocked - Londra sotto attacco

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,55)
Un film di Michael Apted. Con Noomi Rapace, Orlando Bloom, Michael Douglas, John Malkovich, Toni Collette.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 04/05/2017.
Deepwater - Inferno sull'Oceano

Deepwater - Inferno sull'Oceano

* * * - -
(mymonetro: 3,34)
Un film di Peter Berg. Con Mark Wahlberg, Kurt Russell, John Malkovich, Gina Rodriguez, Dylan O'Brien.
continua»

Genere Azione, - USA 2016. Uscita 06/10/2016.
I pinguini di Madagascar

I pinguini di Madagascar

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,64)
Un film di Simon J. Smith, Eric Darnell. Con John Malkovich, Benedict Cumberbatch, Tom McGrath, Christopher Knights, Chris Miller (II).
continua»

Genere Animazione, - USA 2014. Uscita 27/11/2014.
Filmografia di John Malkovich »

martedì 7 luglio 2020 - La consegna avverrà al Teatro Antico il 19 luglio.
Dal 9 luglio aperta la campagna accrediti per seguire il festival su MYmovies. 

Taormina 66, a Vittorio Storaro il Cariddi d’oro alla Carriera

a cura della redazione cinemanews

Taormina 66, a Vittorio Storaro il Cariddi d’oro alla Carriera È trascorso quasi un ventennio dal 2001, quando una suggestiva eruzione dell’Etna ha accompagnato la proiezione al Teatro Antico dell’anteprima di Apocalypse Now Redux, presentata al pubblico festivaliero dal suo straordinario Autore della Fotografia. E dopo il debutto italiano di A Rose in Winter di Joshua Sinclair alla 65ª edizione, il festival diretto da Leo Gullotta con la Selezione diretta da Francesco Calogero – prodotto e organizzato da Videobank S.p.A. su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia – è lieto di festeggiare gli ottant’anni di Vittorio Storaro e i primi cinquant’anni di attività del Maestro che per venticinque ha fregiato, con l’impareggiabile e sapiente potenza delle sue immagini, anche i film di Bernardo Bertolucci e quelli di Francis Ford Coppola, Warren Beatty, Carlos Saura e Woody Allen (Cafè Society, La Ruota delle Meraviglie e Un giorno di pioggia a New York).La stella di Vittorio Storaro è, ormai da mezzo secolo, una delle più luminose della cinematografia internazionale e ha scritto con la luce grandi successi italiani e planetari, conquistando ben tre Academy Awards per Apocalypse Now (1980), Reds (1982) e L’ultimo imperatore (1988). Con la sua arte ha palesato le verità dell’erotismo di un appartamento vuoto, ha restituito con raffinata eleganza figurativa il ballo in maschera del fascismo ne Il conformista, ha narrato l’epopea italica della lotta di classe in Novecento, ha descritto la parabola discendente dell’imperatore Pu Yi dal buio della nevrosi alla luce della quotidianità, ha illuminato il cranio rasato di Marlon Brando nell’apocalisse dell’imperialismo americano a Saigon, ha trasformato il deserto in cui si perdono John Malkovich e Debra Winger in un luogo dell’anima così come la ruota di Coney Island in un caleidoscopio per Woody Allen.

Storaro che proprio ieri sera è stato insignito del Nastro d’oro ha vinto, tra gli altri riconoscimenti, anche un BAFTA, un Grand prix tecnico a Cannes, un Premio Goya, un David di Donatello, sette Nastri d’argento e un Globo d’oro.
 
Il 66° Taormina FilmFest lo vedrà protagonista della cerimonia di chiusura al Teatro Antico il 19 luglio prossimo, in occasione della quale riceverà il Cariddi d’Oro alla Carriera per aver illustrato l’arte cinematografica con l’insieme della sua opera e per aver saputo incarnare al meglio le esigenze espressive dei prestigiosi autori con i quali ha frequentemente collaborato, apportando un personale contributo tecnico ed estetico-figurativo alla creazione luministica dell’immagine sul grande schermo.
 
Si svolgerà in diretta streaming il 9 luglio prossimo, alle ore 11, la conferenza stampa di presentazione del 66° Taormina FilmFest e sarà quindi possibile acquistare – al costo di €9,90 – l’abbonamento per i film della Selezione Ufficiale, integralmente fruibile sulla piattaforma MYmovies.it.

Solo i titoli del Concorso internazionale e alcuni eventi speciali verranno proiettati anche in sala, al Palazzo dei Congressi di Taormina, a ingresso libero e su prenotazione alla chat whatsapp 3358431804.
 
Sono invece da oggi disponibili, su OOOH.Events e sul sito www.taorminafilmfest.it al costo di €29, i biglietti per la cerimonia di chiusura che il 19 luglio al Teatro Antico – alla presenza della giuria e di tutti gli ospiti internazionali, con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana – vedrà incoronare i vincitori dell’edizione.

   

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