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Il gioco di Ripley
Un film di Liliana Cavani.
Con John Malkovich, Dougray Scott, Ray Winstone, Chiara Caselli.
continua»
Titolo originale Ripley's Game.
Thriller,
durata 110 min.
- Italia, Gran Bretagna 2002.
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![]() Liliana Cavani porta sullo schermo il romanzo di Patricia Highsmith
Giancarlo Zappoli
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Dal romanzo di Patricia Highsmith. Mr. Ripley è un raffinato quanto crudele trafficante in opere d'arte. Concluso alla sua maniera un affare per lui vantaggioso, si ritira nella sua villa in Veneto con la compagna di una musicista. Qui lo raggiunge il suo ex braccio destro che chiede aiuto per eliminare a Berlino dei potenti rivali slavi. Ripley non vuole entrare in gioco in prima persona ma vuole mettere alla prova l'onestà di fondo di un corniciaio che non lo stima. È sicuro che costui, gravemente ammalato, cederà dinanzi alla prospettiva di forti guadagni e si trasformerà in killer. Liliana Cavani gira un film come qualsiasi altro professionista del genere. Il suo tocco personale non compare mai mentre è evidente il piacere con cui Malkovich delinea un personaggio già portato sullo schermo in precedenza e cerca di distanziarsi il più possibile dall'immagine che ne ha dato di recente il cinema americano. Il film ruota totalmente intorno a lui. Ed è bene che sia così, anche perché l'attore ci aggiunge quel tanto di "hannibalesco" che non guasta. |
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| Ti vesti come uno che compra preservativi per la mafia. | |
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DVD | Il gioco di RipleyUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 15 giugno 2005
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Il gioco di Ripley lo conoscono già i lettori del romanzo di Patricia Highsmith e gli spettatori del filmL'amico americano, che Wenders ne trasse nel '77. Dandy amorale e gran conoscitore d'arte, Ripley trasforma in killer a pagamento un onesto corniciaio condannato dalla leucemia. Liliana Cavani ha riambientato l'azione nelle ville palladiane del Veneto, l'ha "attualizzata" mettendoci dentro la mafia russa e ha affidato la parte del titolo a John Malkovich. Se l'ambientazione (valorizzata dalla fotografia di Alfio Contini) è bella, il film resta languido malgrado le scene di violenza e le allusioni al lato oscuro degli esseri umani. » |
di Emiliano Morreale Film TV
Questo romanzo di Patricia Highsmith al cinema è già arrivato. Era il 1977, il film si chiamava L’amico americano, il regista era Wim Wenders, e ancona faceva un cinema d’emozione e citazione, rarefatto e arrabbiato. Dimenticate Wenders e le suggestive ambiguità di molti altri film tratti dalla Highsmith. Con questo Il gioco di Rípley siamo nella calma piatta del Tv movie, nonostante gli ammiccamenti, i tic, le vocine di John Malkovich (che dopo un po’ trascina nella scia della sua insopportabile recitazione anche il quieto Dougray Scott) e nonostante le presunzioni artistiche e letterarie della sceneggiatura. » |
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Ripley è più convincente con il volto di Malkovich
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Prima di parlare di Il gioco di Ripley cerchiamo un po' di scoprire il gioco di Liliana Cavani, che sembra preoccupata di collocare questa sua ultima fatica in uno scaffale particolare, quello dei film su commissione, lontano da quello dei «film d'autore». Liliana si sbaglia perché, come ha scritto Harold Pinter, non c'è gran differenza fra la drammaturgia «di» e la drammaturgia «da»; e qualche volta c'è più invenzione in un film derivato da qualcos'altro che in una pellicola di ispirazione «originale». » |
di Paolo Boschi Scanner
Dopo un lungo periodo di stasi Liliana Cavani è tornata dietro la macchina da presa per dirigere Il gioco di Ripley, quarto adattamento dei romanzi di Patricia Highsmith sul grande schermo, un sequel rispetto a Il talento di Mr. Ripley diretto da Anthony Minghella nel 1999 (rifacimento di Delitto in pieno sole di René Clément, del 1959), un remake rispetto a L'amico americano, indiscusso capolavoro di Wim Wenders datato 1977. Protagonista del film è ovviamente la versione adulta di Tom Ripley, raffinato e letale dandy del delitto, da tempo a riposo dall'attività criminale, convertito ad una quieta ed agiata esistenza da mercante d'arte in una splendida villa palladiana di Vicenza. » |
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