Il ricordo di un evento che sconvolse l'Italia. Con la voce narrante di Bruno Pizzul. Al cinema.
di Giancarlo Zappoli
Mancano pochi mesi al cinquantenario della terribile scossa di terremoto che devastò il Friuli il 6 maggio 1976. La voce narrante e la presenza di Bruno Pizzul accompagnano un documentario che ricostruisce l'accaduto in un viaggio a cui partecipano numerosi testimoni del tempo.
Il ricordo di un evento che sconvolse l'Italia che assolve alla duplice funzione di fare memoria e ammonimento. Federico Savonitto riesce a unire in modo armonico diverse occasioni di riflessione. Lo fa grazie alla voce che non si dimentica del friulano Bruno Pizzul scomparso nel 2025 e che qui non solo legge i testi di accompagnamento ma si fa testimone insieme a Fabio Capello, a Manuela Di Centa, a Paolo Rumiz (solo per citare i più noti) e molti altri.
Nel doc, quando poi ci viene fatto notare che troppo superficialmente (oppure scientemente) ci si dimentica che l'Italia è una nazione a rischio sismico e che la prevenzione finirebbe con il costare come la ricostruzione, ma evitando dolore e disperazione, si avverte che con questo documentario non si è trattato solo di fare memoria ma si è voluto invitare a non chiudere gli occhi dinanzi alla realtà.