|
|
|
| Kids | iPhone | Scrivere di Cinema | La bocca del lupo new! | | |||||
|
|||||
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
|
|
|||
Il nemico alle porte
Un film di Jean-Jacques Annaud.
Con Jude Law, Ed Harris, Rachel Weisz, Joseph Fiennes, Bob Hoskins.
continua»
Titolo originale Enemy at the Gates.
Guerra,
durata 129 min.
- Germania, Gran Bretagna, Irlanda 2000.
|
Accedi
|
Registrati
|
||||||||||
|
|||||||||||
|
|
|
|
||||
![]() Da vedere anche se è impossibile fare un film di guerra senza stereotipi
Giancarlo Zappoli
|
|
Stalingrado è stretta nella morsa nazista e ogni metro di terreno viene conteso armi in pugno. Il tiratore scelto Vassili Zaitsev abbatte uno dopo l'altro i tedeschi. Il commissario politico Danilov fa di lui un potente mezzo di propaganda. È l'eroe sovietico per eccellenza che non sbaglia un colpo. Un maggiore tedesco, König, decide di sfidarlo sul suo stesso terreno: la precisione nella mira. I due si inseguono a lungo fino a che il tiratore russo l'avrà vinta. Annaud, grande organizzatore di scene di massa, non è in grado di conferire epicità ad alcunché. Così come per Il nome della rosa aveva scelto il taglio giallistico, elidendo qualsiasi altra interpretazione, qui sceglie la linea western. |
|
|||||
|
Gran bel film
mercoledì 28 febbraio 2007
di federico
Quando ho letto il sottotitolo del film ("ogni guerra ha i suoi eroi" o qc di simile) ho subito pensato a un film americanoide della serie Chuck Norris in cosacco. Invece non manca di riflessioni dure sulla propaganda nel patriottismo, sulla canalizzazione delle masse, sugli ideali del socialismo e la loro traduzione contraddittoria nella pratica (molto bella la "resa" del compagno innamorato della ragazza). Avvincente e godibile, senza punti morti, ha vari momenti di suspance, belle scene, ottime continua » |
Amore tra i fuochi
domenica 15 marzo 2009
di Fighter
Film di guerra che ritrae molto bene le scene della seconda guerra mondiale (precisamente la battaglia a Stalingrado)e che in questa cornice di morte e distruzione inserisce una storia d'amore tra un cecchino abilissimo e una giovane "soldatessa" che non vuole in nessun modo rinunciare al campo di battaglia. L'amore come barlume di speranza e luce in mezzo al fumo e alle tenebre della guerra, è vissuto comuqnue con grande intensità e passione. Vengono introdotti inoltre i forti temi di patria, continua » |
|
| Nikita Sergeyevich Khrushchev | |
| La vodka è un lusso che ci possiamo permettere, il caviale è un lusso che ci possiamo permettere, il tempo no! | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| Danilov (Joseph Fiennes) | |
| Sono stato così sciocco Vassili. L'uomo sarà sempre l'uomo. Non esiste l'uomo nuovo. Con tanta fatica abbiamo provato a creare una società che fosse giusta, dove non c'è niente da invidiare al tuo compagno, ma ci sarà sempre qualcosa da invidiare: un sorriso, un'amicizia... qualcosa che non hai e di cui ti vuoi appropriare. In questo mondo, perfino nel mondo sovietico, ci saranno sempre i ricchi e i poveri. Ricchi di talento, poveri di talento. Ricchi d'amore... poveri d'amore. | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| Maggiore Konig (Ed Harris) a Sasha (Gabriel Thomson) | |
| Buongiorno Sasha… Ancora una volta lui sapeva esattamente dove trovarmi, non credi che sia strano, a parte me soltanto tu lo sapevi. Non ho niente contro di te Sasha, tu hai fatto una cosa molto coraggiosa, hai scelto il tuo campo di battaglia e io questo lo rispetto però non è il mio. Siamo entrambi soldati, siamo entrambi nemici quindi io so che capirai. Sono in collera con te piccolo Sasha perché non sei rimasto a casa come avevi promesso, sono in collera con te perché mi obblighi a fare quello che devo fare. | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| Aggiungi una frase | |
DVD | Il nemico alle porteUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 25 maggio 2005
|
|
di Alessandra Levantesi La Stampa
Il problema di un film come Il nemico alle porte, il kolossal europeo da 90 milioni di dollari firmato dal regista Jean-Jacques Annaud e finanziato con soldi tedeschi (soprattutto) e inglesi è proprio l'argomento: ovvero la battaglia di Stalingrado, con cui i sovietici rovesciarono le sorti della seconda guerra. Infatti se nella vicenda ai tedeschi tocca il ruolo di cattivi, c'era il rischio di far passare per buoni i loro antagonisti, ovvero gli stalinisti e, visto quello che hanno combinato, non era proprio il caso. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Rivisitazione della battaglia di Stalingrado (1942-'43), che durante la seconda guerra mondiale ebbe importanza militare e politica essenziale, perché segnò sia il momento di massimo successo delle forze tedesche in Europa, sia la loro prima sconfitta di portata strategica e l'inizio della riscossa del fronte antifascista. I tedeschi posero l'assedio alla città, fiduciosi in una rapida vittoria; ma i sovietici difesero Stalingrado con eroica tenacia. Ispirandosi a un romanzo di William Craig, riprendendo un progetto che era stato carissimo a Sergio Leone, il regista Jean-Jacques Annaud ( Il nome della rosa, L'orso, Sette anni in Tibet) ha cercato di tenere le distanze dall'episodio storico, impasticciando una specie di parità tra i cattivi nazisti e i cattivi sovietici, e simboleggiando lo scontro in un conflitto tra due tiratori scelti, uno sovietico e uno nazista. » |
|
La rivelazione di Annaud: Il mio film su Stalingrado ispirato da Sergio Leone
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Da domani «Il nemico alle porte». «Il regista italiano prima di morire chiese al mio produttore di affidarmi quel progetto». La Seconda Guerra Mondiale e la battaglia di Stalingrado (novembre 1942- febbraio '43) ritorneranno sui nostri schermi da domani in «Il nemico alle porte» di Jean Jacques Annaud, un film formato kolossal bellico coniugato sui temi dell’amore, della morte, dell’orgoglio patriottico e della propaganda dell’allora Unione Sovietica. Rivela il regista: «Ci sono nel film citazioni del cinema di Sergio Leone, specie nel duello finale tra il cecchino russo e quello tedesco. » |
Perché il pubblico non sempre sta con il vincitore
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Un paio di mesi fa, all’inaugurazione della Berlinale, ero proprio curioso di vedere come il pubblico tedesco avrebbe accolto «Il nemico alle porte», ovvero il kolossal sulla battaglia di Stalingrado. Recita l’enciclopedia: «Nel febbraio 1943 questa disfatta segnò per la Germania la svolta decisiva della Seconda guerra mondiale, non tanto per le sue immediate conseguenze militari quanto per la sua ripercussione psicologica, che diffuse in campo alleato la certezza della vittoria». Insomma la resa dell’armata del feldmaresciallo Friedrich von Paulus segnò per il Terzo Reich il principio della fine: e anche trascorso oltre mezzo secolo il nome di Stalingrado (oggi Volgograd nella stinta vulgata destalinizzante) a orecchi tedeschi suona funesto. » |
|