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sabato 6 marzo 2021

Sia

La cantante che voleva nascondersi dal mondo

Nome: Sia Kate Isobelle Furler
45 anni, 18 Dicembre 1975 (Sagittario), Adelaide (Australia)
Sia

Era inevitabile che Sia approdasse al musical. E lo fa con nuovi pezzi in cui esplora i generi, si lascia contaminare ma senza mai sconvolgere il solido impianto delle sue composizioni. Fino al 28 febbraio in streaming su MYmovies. GUARDA O REGALA IL FILM »

Music, nuovi e irresistibili brani inediti per una corsa sfrenata sull’ottovolante delle emozioni

mercoledì 24 febbraio 2021 - Emanuele Sacchi cinemanews

Music, nuovi e irresistibili brani inediti per una corsa sfrenata sull’ottovolante delle emozioni Era inevitabile che Sia approdasse al musical, una mera questione di tempo. Il power pop che caratterizza le composizioni della cantante australiana, d’altronde, si coniuga imprescindibilmente alla relativa controparte visiva e alle coreografie di danza che l’accompagnano.

Dal pluripremiato videoclip di "Chandelier" - che ha trasformato la carriera dell’ex cantante di Zero 7 in diva del pop - in avanti la visione del mondo secondo Sia si è imposta nell’immaginario contemporaneo grazie a ritornelli penetranti e a un desiderio di riscatto e autoaffermazione connaturato allo spirito del tempo.
 

Ora che il punto di vista trasla verso quello di Music, ragazza autistica protagonista del film omonimo, i colori si fanno psichedelici come ne Il Mago di Oz, ma la sostanza rimane la stessa, fortemente emotional, istintiva e sopra le righe.
A dar vita a Music è proprio la stessa Maddie Ziegler di "Chandelier", ballerina all’epoca pre-adolescente e oggi teenager, divenuta negli anni il volto surrogato (spesso coperto da una parrucca bicromatica) della performer australiana, secondo una strategia di oscuramento del vero volto dell’artista e moltiplicazione della sua caricatura, presa in prestito da Aphex Twin. Un antidoto ideale e di sicuro successo contro un mondo di sovraesposizione mediatica come quello odierno.

Quando Music indossa le cuffie apre i cancelli del suo universo privato a noi, spettatori curiosi, abbacinati dal bombardamento di colori psichedelici: la musica di Sia, trascinata dalla sua estensione vocale, diviene un tutt’uno con le reazioni della ragazza e con gli sconquassi del cuore, mentre desidera di esternare la propria gioia o di gridare al mondo il proprio dolore. L’apertura di Together, scritta a quattro mani con Jack Antonoff, detta il ritmo dell’album: “Together, we can take it higher”.

Music non è autosufficiente nella vita quotidiana, ma vede e sente quel che gli altri a malapena intuiscono: non chiede che amore, per restituirne altrettanto. Medesima struttura anche per "Saved My Life", scritta da Sia con Dua Lipa: strofa-powerchorus-brevissimo bridge e infine esplosione vocale. “Someone sent you here to savemy life” recita il testo, come una disperata invocazione di aiuto dal cielo. Uno schema in crescendo, ormai un marchio di fabbrica, che talora può risultare ripetitivo ma che non lascia mai indifferenti.
Con Sia d’altronde non esistono mezze misure o tentativi di razionalizzare e contenere le proprie emozioni: da "Diamonds" offerta a Rihanna a "Cheap Thrills" con Sean Paul le canzoni sono fiumi in piena, che lasciano come unica opzione quella di farsi trascinare dalla corrente. Ed è così anche per i brani della colonna sonora di Music, benché sia chiaro l’intento di mantenere una certa omogeneità di fondo.

Sia esplora altri generi, si lascia contaminare ma senza mai sconvolgere il solido impianto delle sue composizioni. In "Floating through Space" con David Guetta prevalgono i ritmi Eurodisco, ideali per esprimere la gioia sfrenata provata da Music, mentre in "Hey Boy" sono i ritmi del reggaeton ad aggiungere l’ingrediente della sensualità. "Hey Boy" rappresenta la nascita dell’attrazione impossibile tra Zu, sorellastra di Music con problemi di dipendenza da alcol e droghe, e Ebo, vicino di casa ghanese pronto ad accompagnarla nella sua redenzione. Il remix di "Hey Boy",con aggiunta delle rime di Burna Boy, rende ancora più sexy il cocktail di ritmi black. “Feel it all, just let it go and start crying” canta Sia in "Eye to Eye". E non c’è definizione più adatta per descrivere lo slancio emotive delle sue composizioni e della loro attitudine priva di compromessi, in stile “prendere o lasciare”. Se si sceglie di prendere, occorre prepararsi a una corsa sfrenata sull’ottovolante delle emozioni.

La cantautrice australiana esordisce alla regia con Music, musical ipercolorato candidato a due Golden Globes. In streaming dal 22 al 28 febbraio su MYmovies. GUARDA O REGALA IL FILM »

Sia, popstar iconica dalla creatività e dall’energia straripanti

venerdì 19 febbraio 2021 - Raffaella Giancristofaro cinemanews

Sia, popstar iconica dalla creatività e dall’energia straripanti “Non sono vecchia, sono un’adolescente riciclata” è scritto sulla t-shirt di Kate Hudson in Music, il primo lungometraggio scritto, diretto e prodotto da Sia. Frase che forse coglie in un’immagine la songwriter e cantante australiana nata nel 1975, dall’energia e creatività straripanti, quasi compulsive. Non poteva essere altrimenti, perché Sia Kate Isabelle Furler è cresciuta nell’intrattenimento: madre artista, padre chitarrista blues, si divisero quando lei era piccola. Dopo una gavetta piuttosto lunga, anche come corista per la band australiana Crisp, Sia però ha scelto di girare il mondo, volando da Adelaide a Londra, fino a New York e Los Angeles.

Con piglio entusiasta ha scalato rapidamente lo show business prima come songwriter di brani elementari che inchiodano, composti per David Guetta, Rihanna, Katy Perry, Britney Spears, Beyoncé, Shakira, Kylie Minogue, tra i tanti, e poi di nuovo come interprete, con voce possente e plastica.


Oggi l’adulta di successo che ha un canale YouTube da 19 milioni di iscritti si contraddistingue sempre per originalità e stranezza, quella queerness tipicamente degli Antipodi, nell’accento come nella fluidità di genere.
A questo contribuisce anche il suo aver individuato un alter ego adolescente (che lei chiama “la mia musa a tempo pieno”): Maddie Ziegler, co-protagonista di Music insieme a una Kate Hudson in splendida forma e a Leslie Odom Jr (Hamilton).

Maddie è la ballerina precocissima  – che vedremo presto anche nel remake di West Side Story di Steven Spielberg – che Sia ha conosciuto undicenne e reso protagonista delle coreografie dei suoi video, da Chandelier a Elastic Heart, con lei e Shia La Beouf a studiarsi dentro una gabbia gigante. Oggi diciottenne, la Ziegler è ancora una proiezione per Sia, attraverso la quale può connettersi con il proprio lato più istintivo, lasciare a briglia sciolta il gusto per un cromatismo acceso, un gusto infantile per l’eccentricità, lo stupore, l’effetto speciale: tutti elementi alla base dell’estetica e delle molte scene di ballo di Music.

Progetto cullato da diversi anni, Music non è per Sia il primo passo nel mondo del cinema: oltre ad aver diretto una dozzina dei suoi video ufficiali, a partire dal 2004 con Numb, animazione indie dal suo terzo album Colour the Small One, è stata anche produttrice esecutiva, con Natalie Portman e Jude Law, di Vox Lux di Brady Corbet, progetto molto originale su una popstar traumatizzata e in fuga dal successo. Campo in cui Sia è suo malgrado un’autorità, avendo attraversato la morte di un fidanzato, la dipendenza da alcolici, farmaci, droghe, la tentazione del suicidio. Sopravvissuta a tutto questo, ha dettato la propria linea, nascondendosi per lungo tempo, nelle performance dal vivo e sui set fotografici, dietro parrucche e copricapi o fiocchi vistosi. Per preservare la privacy e spostare l’attenzione di chi guarda ai performer che l’accompagnano, che si tratti di coristi o ballerini.
Tentata anche dalla carriera di attrice (negli anni australiani era stata ammessa alla prestigiosa scuola nazionale di recitazione, il NIDA) Sia ha anche recitato, più spesso solo in voce che in presenza, doppiando un episodio della diciottesima stagione di Southpark e alcune serie o film per bambini: da My Little Pony a Peter Rabbit, da C’era una volta il principe azzurro a da Nobodies, fino al corto d’animazione Lil Dicky: Earth (con altre star) e Scooby!. Se i suoi crediti musicali nel cinema sono ormai innumerevoli – da Breathe Me per Six Feet Under a Elastic Heart in Hunger Games - La ragazza di fuocoSia ha centellinato le sue apparizioni in carne ed ossa, apparendo fuggevolmente in Piccadilly Jim e in un episodio della serie Transparent, mentre il cameo in Annie - La felicità è contagiosa, in cui interpreta una volontaria al canile, rispecchia il suo amore viscerale per i quadrupedi. E anche in Music regala ai fans un’apparizione speciale molto fuori dagli schemi.

Già candidato a due Golden Globes (come film nella categoria miglior film musicale /commedia e per la migliore attrice a Kate Hudson), Music arriva in streaming dal 22 al 28 febbraio su MYmovies, accompagnato da un’attesa colonna sonora. Per avere un assaggio del film c’è il video di "Together", con Maddie Ziegler, Kate Hudson e Leslie Odom Jr. che giocano in una danza di ragazzini arcobaleno. Un’altra hit motivazionale, che emana energia, amore e positività e invita a superare ogni ostacolo. 
   

Tra gli artisti più promettenti in circolazione, capace di coniugare un’energia affilata come un rasoio con una vulnerabilità che gli viene da una forte spiritualità personale, l'attore interpreta Ebo in Music, film d'esordio della cantautrice Sia disponibile dal 22 al 28 febbraio su MYmovies. PRENOTA O REGALA IL FILM »

Leslie Odom Jr., l’uomo nuovo e la voce antica del cinema americano

venerdì 12 febbraio 2021 - Tommaso Tocci cinemanews

Leslie Odom Jr., l’uomo nuovo e la voce antica del cinema americano Le nomination ai Golden Globes di quest’anno hanno certificato un’ascesa che si conosceva da tempo: Leslie Odom Jr. ha preso parte sia a Music, il primo film della popstar Sia disponibile dal 22 al 28 febbraio su MYmovies, che a One night in Miami di Regina King, in cui il suo Sam Cooke è il cuore di una storia in cui abbondano i pesi massimi, da Malcolm X a Muhammad Ali. Music ha sorpreso tutti con la sua candidatura nella categoria Miglior film musical o commedia, mentre One night in Miami ha elevato il performer al di sopra di un ottimo cast corale grazie alle nomination come miglior attore non protagonista e a quella per la miglior canzone originale (“Speak now”).
 

Entrambi i film hanno a che fare con la musica, che per il nativo del Queens è ormai il motivo ricorrente di un’intera carriera; al tempo stesso elemento propulsivo e fattore da tenere a una certa distanza, per non ritrovarsi limitato ai musical o ai ruoli di cantante.
Prima di Sia e di Regina King (donne dal percorso artistico molto diverso ma i cui film rappresentano curiosamente due esordi alla regia), infatti, a far scattare la scintilla per Odom era stato Lin-Manuel Miranda con l’ormai celeberrimo Hamilton, la cui febbre si è sparsa dal palcoscenico teatrale agli angoli più remoti della cultura popolare. Fino all’inevitabile versione per il grande schermo, in cui Odom riprende il ruolo dell’antagonista di Hamilton, Aaron Burr, che aveva interpretato come parte del cast originale, off-Broadway, a partire dal 2015. L’incredibile rilevanza socio-culturale dell’opera, assieme a un personaggio che può vantare alcuni tra i momenti canori più significativi e la determinazione unica di Odom, prima nell’inseguire e poi nel far germogliare la parte, gli hanno spalancato la soglia di Hollywood.

E pensare che Odom, oggi quasi quarantenne, aveva vissuto una gavetta “d’altri tempi”, come d’altri tempi sono i ruoli che lo caratterizzano in attesa di spiccare il volo verso la contemporaneità. Si era diviso, da ragazzo, tra l’amato teatro, per il quale aveva studiato e in cui aveva esordito diciassettenne a Broadway, e quelle comparsate televisive che all’epoca (primi anni duemila) consentivano di arrotondare ma che vivevano in un mondo segregato rispetto a quello del cinema. Neanche vent’anni fa, ma un altro mondo rispetto a quello di oggi, molto più permeabile tra i diversi settori.

E se allora la dicotomia per il giovane attore era tra l’essere una star del palcoscenico (nel 2016 arriva a vincere il prestigioso Tony per Hamilton) e un volto televisivo (tra i CSI, Grey’s Anatomy e Law&Order di questo mondo) oggi è diventata quella ben più eccitante che lo vede destreggiarsi tra l’essere un grande talento musicale o una star tout court, pronta a mettersi sulle spalle grandi film senza che gli sia richiesto di cantare (Odom ha anche pubblicato un album jazz nel 2014).
La sottile inquietudine mostrata dall’attore nei panni di Sam Cooke in One night in Miami lascerebbe pensare che sia pronto per quest’ultima strada. L’anima del cantante, nel chamber piece di Regina King, diventa la posta in palio tra due diverse interpretazioni del movimento per i diritti civili americani, che attraverso Malcolm X si chiede se sia più giusto opporsi alle strutture del potere economico bianco o prenderne possesso dall’interno. Il film è anche uno studio sulla mascolinità afroamericana e i suoi stereotipi, e anche qui il Cooke di Odom è quello con più margine di manovra: soave interprete musicale, ma anche imprenditore determinato e astuto osservatore a distanza delle altre tre grandi personalità sportive con cui è chiuso in una stanza.

Artista che sa coniugare un’energia affilata come un rasoio con una vulnerabilità che gli viene da una forte spiritualità personale, Leslie Odom Jr. si è costruito una carriera sui generis, e da ormai cinque anni lascia un segno profondo in ogni progetto a cui partecipa. Con Music, con Hamilton e con One night in Miami il suo 2021 è già ricco, e lascia presagire un prossimo salto verso un ruolo da assoluto protagonista che possa isolarne i contorni attoriali con precisione ancora maggiore.
   

La cantante australiana debutta con Music, candidato a due Golden Globes. Disponibile dal 22 al 28 febbraio solo su MusicilFilm.it. GUARDA O REGALA IL FILM »

Sia e il suo debutto dietro alla macchina da presa con Music

venerdì 5 febbraio 2021 - Fabio Secchi Frau cinemanews

Sia e il suo debutto dietro alla macchina da presa con Music Cantautrice nata e cresciuta in Australia, conosciuta per brani come "Clap Your Hands", "Wild Ones" cantata con Flo Rida, ma soprattutto "Titanium" (che è diventata celebre grazie al Dj francese David Guetta) e "Chandelier", che è stato uno dei suoi più grandi successi mainstream, Sia è rimasta a lungo nell'ombra, oscurata dalle sue stesse canzoni, che venivano puntualmente interpretate da grandi nomi sulla cresta dell'onda come Rihanna ("Diamonds") e Beyoncé ("Pretty Hurts").

Sente improvvisamente il coraggio e la volontà di mettersi sotto i riflettori quando realizza due album: "We are Born" del 2010 e "1000 Forms of Fear" del 2014. La sua voce, dal tipico accento australiano e piena di sentimento, viene scoperta dal mondo che incuriosito segue le sue incursioni nell'hip hop, nel funk e nel soul. I suoi singoli balzano ai primi posti delle classifiche e non c'è persona che non abbia visto i videoclip di "Chandelier" e di "Elastic Heart".

A questo punto, si apre per lei la luminosa e definitiva consacrazione musicale, costituita da altri album e singoli di successo, grazie ai quali collaborerà con altri importanti artisti come Adele e Sean Paul. Arriverà persino a formare una band, gli LSD, composta dal musicista britannico Labrinth, da lei stessa e dal produttore americano Diplo.

Inaspettatamente, decide persino di cambiare campo di gioco e si butta nel cinema dirigendo Kate Hudson, Leslie Odom Jr. e la ballerina (e amica) Maddie Ziegler nel musical Music.
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venerdì 26 febbraio 2021 - Candidato a 2 Golden Globes, il film della cantautrice Sia con Kate Hudson e Maddie Ziegler è disponibile in streaming fino al 28 febbraio su MYmovies. GUARDA O REGALA IL FILM »

Sia e Maddie Ziegler, dal successo di Chandelier al film insieme. Brillano alte le stelle di Music

Giovanni Bogani cinemanews

Sia e Maddie Ziegler, dal successo di Chandelier al film insieme. Brillano alte le stelle di Music Due nomination ai Golden Globes, l’esordio alla regia di una tra le popstar più iconiche del pianeta. La prima occasione cinematografica per una teen star la cui vita è già un romanzo. Music è il film lungamente voluto, scritto, prodotto e diretto da Sia Furler, semplicemente Sia: icona del pop, regina del songwriting, australiana, quarantacinque anni, il viso spesso nascosto da enormi parrucche bionde. L’autrice di un successo planetario come "Chandelier", la coautrice di "Titanium". Racconti di cadute in picchiata nell’abisso e ritorno: espressioni di un’anima forte, tenace, dura come il diamante. Sia ha scritto per Madonna, Rihanna, Katy Perry, Shakira, Adele: il pop mondiale passa dalle sue dita.  


Ora Music approda in Italia, in streaming su MYmovies. Con due candidature scintillanti ai Globes: quella per il miglior film commedia/musical e quella per la migliore attrice in un film commedia/musicale, Kate Hudson.  
A questa storia, Sia ci pensava da anni: dal 2007. "Avevo scritto un breve racconto su una persona che avevo conosciuto", dice Sia, in un’ampia videointervista concessa a "Variety". "Pensavo a un film, ma non mi sognavo di dirigerlo. Mi sentivo una cantante, magari con qualche idea visiva. Poi quando nel 2014 ho diretto il video di ‘Chandelier’, nel 2014, ho preso coraggio: forse ce la potevo fare".  

Nel video di "Chandelier" appariva la ragazzina che tre anni dopo avrebbe interpretato Music, l’adolescente che vive in simbiosi con un enorme paio di cuffie, guarda il mondo con un perenne sorriso e gli occhi come fanali blu. La ragazzina si chiama Maddie Ziegler, è nata il 30 settembre 2002 a Pittsburgh, Pennsylvania. Non esattamente il centro del mondo. Ma lì giravano il reality sulla danza Mamme sull’orlo di una crisi da ballo. Lei, Maddie, ha imparato a ballare prima ancora che a camminare, e di quel reality è diventata la star. A 11 anni ha dovuto chiudere il profilo Facebook per i troppi fan, a tredici la rivista "Time" l’ha inserita fra i teenager più influenti al mondo, a quindici ha scritto la sua autobiografia – naturalmente un best seller.

Aveva solo dodici anni quando Sia l’ha scelta per il video di "Chandelier". Da allora, le due non si sono mollate più. Nel frattempo, si è accorto di lei anche Steven Spielberg, che la ha voluta nel cast del suo remake di West Side Story.  Quando balla, Maddie ha delicatezza e aggressività insieme, tenerezza e sfrontatezza. Anche nel film, in cui danza in molte sequenze surreali, la rappresentazione di come Music sente la realtà. Per ogni sequenza, una canzone originale di Sia.  

Detta così, sembra semplice. Ma non è stato facile, per Sia, mettere insieme il puzzle del film. Per prima cosa, ha dovuto trovare un produttore: Vincent Landay, l’uomo dietro ai capolavori folli di Spike Jonze, da Essere John Malkovich a Her. Poi, lo sceneggiatore. Ha scritto il film con Dallas Clayton, uno scrittore di libri per bambini che ha chiamato suo figlio "Audio". E allora, Music sembra un battesimo suo. Poi, le coreografie, create col coreografo dei suoi video Ryan Heffington. I costumi li ha disegnati lei stessa.  

E alla fine, il cast. Convocato via social, come già aveva fatto con Maddie: "Per ‘Chandelier’, l’ho contattata sul suo profilo Twitter", rivela Sia. "Leslie Odom jr., che interpreta Ebo, il protagonista maschile, lo avevo visto in ‘Hamilton’, ho cercato subito il suo profilo Twitter: dopo qualche giorno eravamo a pranzo. Kate Hudson cantava su Instagram una canzone di Natale. Le ho scritto lì". E ha fatto bene: la figlia di Goldie Hawn nel film fa scintille.  

Poi le riprese. "È come girare un videoclip, con la stessa intensità, ma per 40 giorni di fila", dice. Infine il montaggio. Tre anni, prima di una versione definitiva. "Ora voglio andare in pensione, perché sono esausta".  
E infine, le polemiche. Sul sito del "Guardian", esce lo scorso 26 gennaio la stroncatura di una giornalista pluripremiata, Clem Bastow, essa stessa autistica. Bastow parla di stereotipi e se la prende con la performance di Maddie Ziegler. Si chiede che guida abbia ricevuto, per arrivare a rappresentare un "autismo alla Rain Man, tutto tic e movimenti convulsi". E sostiene che Sia avrebbe potuto ingaggiare un’attrice autistica per davvero. "Se ha davvero scritturato tredici artisti ‘neuro-atipici’ in ruoli di contorno, perché non estendere l’approccio al ruolo di Music?".  

Questione delicata e complessa. Forse, due sono i motivi. Occorreva, per le sequenze di danza, chi potesse eseguire la complessa coreografia di Ryan Heffington, tutta simmetrie e asimmetrie, scatti e delicati equilibri. Maddie Ziegler poteva farlo.  

Ma soprattutto, si tratta – come sempre – di interpretare, con maggiore o minore autenticità. Non è obbligatorio essere autistici per interpretare un personaggio autistico. Non lo sono Leonardo DiCaprio, che si rivelò con il ragazzino di Buon compleanno Mr. Grape; né Tom Hanks che interpreta Forrest Gump, o lo Sean Penn di Mi chiamo Sam, né il Dustin Hoffman di Rain Man. Non lo è il bimbo protagonista di Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry. Non lo è Keir Gilchrist, il protagonista diciottenne della serie Atypical distribuita da Netflix e sviluppata in collaborazione con il centro ricerca sull’autismo dell’UCLA.  

Non vive sulla sua pelle questa condizione neppure Luigi Fedele, che interpreta con delicatezza un ragazzo autistico in Quanto basta di Francesco Falaschi, né Giulio Pranno, protagonista di Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores. Tutti loro fanno ciò che sono chiamati a fare, in ogni film, in ogni ruolo, gli attori: entrare nella pelle, nella storia, nella vita e anche nella condizione psicologica di un personaggio. Si chiama interpretazione. Si chiama cinema.   

Oppure, mettiamola così: è abbastanza assurdo pensare che un attore debba avere una certa malattia o disturbo per avere una certa parte.  

E infine, non tutti si sono accorti che Music non è la storia della ragazzina Music, che corre nel suo mondo di colori e suoni, quanto la storia della sorella maggiore, Zu. È lei che è chiamata a rimettere insieme i cocci della sua vita, è lei che – come Sia – ha un passato di dipendenza dall’alcol e dalle droghe. È lei che sta a guardare, fra meraviglia e sconcerto, quella ragazzina venuta da un altro pianeta. Proprio come Sia avrà guardato la sua protegée Maddie Ziegler, ogni volta che si accende nella danza.    
   

giovedì 25 febbraio 2021 - Il film di Sia «riempie il cuore» degli spettatori di MYmovies. E la «magnifica» Kate Hudson li conquista. Ecco i commenti. GUARDA O REGALA IL FILM »

Music, il pubblico non ha dubbi: il film è «assolutamente da vedere»

a cura della redazione cinemanews

Music, il pubblico non ha dubbi: il film è «assolutamente da vedere» Duramente criticato in America e non solo, il debutto alla regia di Sia ha creato un appassionato dibattito che ha indotto la platea mondiale ad una fervida riflessione. Music, forte delle polemiche che lo hanno preceduto, è uscito in Italia, in streaming su MYmovies (il film è disponibile fino al 28 febbraio), e ha conquistato il pubblico. Che non ha dubbi, il film “è assolutamente da vedere”.

C’è chi ha ammesso di “non aver mai pianto così tanto per un film!”. Chi lo considera “una piccola gemma per chi non se ne vorrà privare” e chi ha sottolineato l’originalità dell’opera “unica nel suo genere”. Su Kate Hudson, in corsa per il Golden Globe come miglior attrice protagonista, uno spettatore esprime la sua ammirazione definendola “magnifica”. E anche sull’altra attrice coinvolta, Maddie Ziegler, al centro delle polemiche, c’è chi è rimasto colpito e ha dichiarato che la ballerina musa e alter ego di Sia “ha affrontato in modo esemplare una prova importante”.

Tanti di loro hanno sentito l’urgenza di affermare il proprio disaccordo con le critiche fatte al film. “Davvero non capisco tutte le critiche che ha ricevuto”. Uno spettatore, dopo aver letto le “recensioni terribili” sul film, era dubbioso se vederlo, ma ha affermato: “fortunatamente non l'ho perso”.
 
Ecco alcuni dei commenti arrivati finora sul film:

«Mi ha riempito il cuore. Grazie Sia»

«Una bella prova per Sia, sicuramente un progetto interessante. L'amore sopra ogni cosa, un messaggio semplice ma che molto spesso diamo per scontato. Musica e amore. Gli attori non hanno bisogno di presentazioni e sicuramente la giovane Maddie ha affrontato in modo esemplare una prova importante»

«Un film bello, commovente, colorato. Fa sicuramente riflettere. Consiglio di non lasciarsi sopraffare dalle critiche negative, ma di guardarlo e giudicare personalmente»

«Non ho mai pianto così tanto per un film! Davvero non capisco tutte le critiche che ha ricevuto. Bellissima storia, bellissimi personaggi, senza parlare della musica e delle coreografie. Ottimo lavoro Sia!»

«Meraviglioso, emozionante, bellissima sceneggiatura originale. Una storia drammatica e dolcissima, testi e musica coinvolgenti, coloratissimo e profondamente toccante»

«Critiche ingiustificate ed una magnifica Kate Hudson!»

«Ho letto delle recensioni terribili su questo film, ero dubbioso se vederlo, ma fortunatamente non l'ho perso. Credo di poter comprendere parte delle critiche sull'usare una persona non autistica in un ruolo così importante, tuttavia sono sicuro che l'intenzione non fosse quella di offendere nessuno perché il tutto viene mostrato col massimo del rispetto. Dal punto di vista artistico c'è un enorme potenziale, forse non sfruttato fino in fondo, e a parere mio manca l'inconfondibile voce di Sia che ritroviamo solamente nel finale. Costumi, coreografie e colori semplicemente stupendi. Una piccola gemma per chi non se ne vorrà privare. Mi chiedo se in questi ultimi anni siamo ancora capaci di apprezzare qualcosa di bello senza per forza trovarci un lato negativo. Brava Sia!»

«Bellissimo film! Pensato e realizzato con il cuore dove c'è tutta la sensibilità che Sia ha sempre messo in musica e testi. Le critiche che sono state fatte e le opinioni negative di cui abbiamo sentito in questi giorni possono venire solo da persone che si fermano alle apparenze, pronte a puntare il dito e mancanti della sensibilità ed il cuore per comprenderlo e apprezzarlo»

«Bellissimo film. Assolutamente da vedere!»

«Unico nel suo genere»

«Il film più bello di sempre, e peccato che la gente in America sia così polemica e non badi ai vari dettagli invece che criticarli tutti; è spiegato bene nel film, ma piuttosto che guardare il film, si segue una lunga catena di odio invece che guardare e dire la propria! Io basito. Detto questo, magnifico, peccato che per il covid non si possa guardare al cinema!»

«Uno dei film più belli che abbia mai visto, non capisco questa polemica inutile che si è creata sul film di Sia. Ho pianto durante il film, chi guarda e ascolta con l'anima il significato lo comprende appieno. Film meraviglioso»
   

martedì 23 febbraio 2021 - In anteprima i primi 7 minuti del film candidato a due Golden Globes. Disponibile fino al 28 febbraio in streaming su MYmovies. GUARDA O REGALA IL FILM »

Music, guarda l'inizio del film di Sia

a cura della redazione cinemanews

Music, guarda l'inizio del film di Sia L'immaginazione libera lo spirito. I primi sette minuti del film Music (disponibile in streaming su MYmovies fino al 28 febbraio) sono un invito a trascendere la realtà - e le difficoltà che la identificano - per immergersi in un mondo altro. Colorato e a tratti ipercinetico, il mondo della protagonista del film, interpretata da Maddie Ziegler, è uno spazio dove le sfide della quotidianità hanno un peso diverso, sono più leggere, volano in alto e a scatti ridiscendono. E si muovono sempre a ritmo di musica. Questo sogno onirico è una fantasia senza i limiti intrinsechi del corpo perchè la realtà è troppo, come suggeriscono le parole della canzone di Sia che accompagnano la prima scena.

Music, una ragazza con un disturbo dello spettro autistico non verbale, si risveglia e comincia la sua giornata, perfettamente organizzata dalla nonna Millie che si occupa di lei a tempo pieno. Mangia due uova, ascolta le bizzarre storie della nonna e scende in strada: dall'edicolante, al banchetto della frutta e in biblioteca. Il suo percorso avviene sotto la rigida sorveglianza della nonna e dei suoi vicini di casa.
 

Sul viso di Music si riflettono i raggi del sole. Una luce intensa che proviene dall'alto, che la illumina fino ad abbagliarla. E forse ad imprigionarla.

Candidato a due Golden Globes (miglior film commedia o musicale e miglior attrice protagonista a Kate Hudson), il film è realizzato da un cast artistico e tecnico di straordinarie eccellenze. La protagonista è l'attrice candidata all'Oscar e vincitrice di un Golden Globe per Quasi famosi Kate Hudson ed è accompagnata dal vincitore dei premi Tony e Grammy Leslie Odom Jr. Maddie Ziegler, amica e musa creativa di Sia, è una delle ballerine più popolari al mondo, diventata famosa quando Sia la diresse nel videoclip del suo brano di enorme successo mondiale "Chandelier". E infine Sia, qui al suo debutto alla regia, star mondiale multi-platino nominata nove volte ai Grammy Award, due ai BRIT Awards e due ai Golden Globe, una delle più importanti popstar del nuovo millennio.

La storia di Music e dell'incontro con la sorella interpretata da Kate Hudson che, dopo una vita passata allo sbando, deve assumersi improvvisamente la responsabilità della ragazza, è un omaggio agli individui che combattono tutti i giorni e che, nella difficoltà, riescono a creare un fortissimo senso di comunità. Il tutto assemblato da una travolgente colonna sonora e dagli intermezzi ballati e cantati che rendono il film un musical originale e audace.
   

lunedì 22 febbraio 2021 - In streaming su MYmovies fino al 28 febbraio, il primo film da regista della cantautrice australiana è un musical emozionante e colorato, una parabola edificante pensata per gli amanti della musica e del cinema. 
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Music, è ora in streaming il film d'esordio della popstar Sia

Roberto Manassero cinemanews

Music, è ora in streaming il film d'esordio della popstar Sia «Imagination sets my spirit free», l'immaginazione libera il mio spirito, canta Sia in "Oh Body", il numero musicale che apre il suo primo film da regista e produttrice, Music, in uscita in streaming-evento su MYmovies dal 22 al 28 febbraio.

Il film racconta la storia di un’adolescente con problemi fisici e mentali, incapace di comunicare e perennemente con la musica pop in cuffia (da cui il soprannome col quale tutti le si rivolgono, “Music” per l’appunto), che esprime la sua vera natura solo nelle elaborate e immaginarie coreografie che crea nella mente durante l’ascolto.

Music, interpretata dall’attrice e ballerina Maddie Ziegler, già protagonista di altri video di Sia, ha un corpo affetto da paresi spastica, è bloccata, nervosa («Oh body, oh body, don't fail me now», o corpo non mi deludere proprio ora, canta ancora Sia), ma fin dalla prima sequenza del film ha il potere di sciogliere i propri impedimenti con la musica: il montaggio porta da una camera da letto a uno schermo, poi al volto di Music trasformata in star (acconciatura elaborata, volto truccato, scritta del nome come sulla copertina di un album) e infine all’universo ideale e coloratissimo di un videoclip.

Music è la protagonista del suo mondo interiore, una fantasia dai toni pop che la cantautrice australiana (all’anagrafe Sia Furler) ha creato ispirandosi idealmente a Michel Gondry e assecondando il ritmo sincopatico e trascinante dei suoi pezzi. In questo senso, il suo film è un musical in piena regola, costruito cioè sull’accostamento di mondo reale e mondo immaginario e sulla vittoria del secondo sul primo. Music è un’eroina da romanzo d’appendice, una disabile che comunica solamente con la forza delle immagini che crea dentro di sé; come si vede nell’ultima inquadratura dell’anteprima, ha il volto baciato dal sole perché dentro di sé nasconde immaginazione e libertà: ma solo la musica, e con essa il cinema, attraverso una sinfonia di colori e movimenti, possono far emergere la sua bellezza.

Spietata e indifferente, la realtà impone a Music un prezzo molto alto da pagare: la nonna viene a mancare, l’incontro-scontro con la sorella Zu (interpreta da Kate Hudson), perduta di vista anni prima,è carico di tensione; l’amicizia del vicino Ebo (Leslie Odom Jr.) aiuterà le due donne a trovare un dialogo. E sarà comunque solo il mondo immaginario di Music, che poco alla volta entrerà anche nelle vite di chi vivi con lei, a liberare i personaggi e offrire loro una possibile redenzione.

Ideato e scritto dalla stessa Sia con l’aiuto di Dallas Clayton, Music, il film, è una parabola edificante pensata per un pubblico di adolescenti e amanti del pop. Per l’autrice è l’occasione per sperimentare una forma espressiva nuova, ma anche per ribadire l’identità di popstar senza confini identitari e stilistici, grazie ai tanti pezzi presenti nel film (17 in tutto), scritti ed eseguiti da lei stessa, in alcuni casi arrangiati con artisti come Pink e David Guetta o cantati dagli interpreti del film.  

   

domenica 14 febbraio 2021 - La popstar australiana spacca il racconto drammatico con un inserto felicemente scioccante, la musica. In streaming dal 22 al 28 febbraio su MYmovies. GUARDA O REGALA IL FILM »

Music, Sia stravolge il (non)genere musical attraverso una formula che è soltanto sua

Pino Farinotti cinemanews

Music, Sia stravolge il (non)genere musical attraverso una formula che è soltanto sua Music è un film che si afferma e si contraddice nel titolo. Presenta contenuti molto seri. Del musical Sinatra diceva:  “Lui e lei si amano, litigano e fanno pace cantando e ballando. È sempre così”. Sia, l’artista australiana ha davvero progredito, ha stravolto il (non)genere, lo ha reso a propria immagine e somiglianza. E ha scovato una formula che è soltanto sua: ha raccontato un dramma di disabilità contenendolo nella musica e nel ballo. La grande tristezza a fronte dell’evasione e della felicità. La musica e il ballo come deterrente. 

Kazu (Kate Hudson) è una ragazza con problemi, a cominciare dalla droga e dai disequilibri relativi. Fatica a gestire stessa, nonostante un paio di amici fedeli. Improvvisamente, tra capo e collo si ritrova a badare a Music (Maddie Ziegler), la sua sorellastra autistica, rimasta sola dopo la morte della nonna. Music non è persona facile, l’autismo ti pone momenti e problemi improvvisi: un muro impenetrabile che non riesci a scalfire. Ma la vita può riservare sorprese, soprattutto se ti mette di fronte a responsabilità da cui non ti puoi sottrarre. E così le due sorelle, insieme, risalgono la china. Ci sono momenti del racconto molto forti. Sia va dritta per la sua strada, non fa sconti. Niente viene mediato o addolcito.

E così ecco l’intuizione. Spaccare il racconto drammatico con un inserto felicemente scioccante, la musica. Un contrasto che arriva improvviso e inatteso, che sembrerebbe anomalo, un astuto stratagemma strumentale. Un metodo che ti fa camminare sul filo del rasoio e puoi cadere nel grottesco in ogni momento. Ma Sia no, governa bene. Tocca corde surreali e oniriche. Applica la sua vocazione estrema, ironica e visionaria, alle regole di un film, e riesce a... non-conciliarle. Glielo permette la sua storia di cantante fra le maggiori di questa epoca. E il suo talento versatile e ispirato.
Music ha suscitato critiche persino aggressive in nome dell’opportunità e del politicamente corretto. Che la Ziegler sia un’attrice non autistica ha provocato la reazione dei puristi che hanno interpretato quella finzione come un uso strumentale della disabilità. Fesserie. A tagliare la testa al toro basterebbe Jean-Luc Godard che nel suo La chinoise propone un personaggio con gli occhi bendati macchiati di sangue che protesta in un corteo. Qualcuno lo smaschera, la benda è un trucco. Lui dice “Ma che c’entra, sono un attore”. Diciamo che il cinema può permettersi le licenze, anche quelle estreme. Certo, se c’è qualità e nell’opera di Sia c’è tutta.

Sono legittimi un inserto e una  retrospettiva.
I numeri evocano molti degli stili musicali: le geometrie caleidoscopiche di Busby Berkeley; i quadri  ultracromatici del Mago di Oz; il design strabiliante del Boy Friend di Ken Russell; una parte di frenesia di Rocky Horror; certi schemi di collettivi  giapponesi; le invenzioni ironiche e dinamiche dei Momix; le eredità sempre spendibili delle profetesse Grahame e Baush.
Comanda sempre una cifra di colori diffusi e potenti. Un’espressione  di evasione e di felicità, un deterrente che fa da contrappeso, ribadisco,  alla vicenda drammatica delle due protagoniste.

Il genere “disabili” se vogliamo chiamarlo così, ha prodotto grandi film. Certo... politicamente scorrettissimi, secondo la visione dei detrattori di MusicAnna dei miracoli, ispirato alla storia vera della sordo-cieca Helen Keller e della sua insegnante Anne Sullivan, fece epoca, le protagonista erano Patty Duke e Anne Bancroft. Entrambe premio Oscar. Stando su quel riconoscimento per una selezione propizia: è stato attribuito a Dustin Hoffman (Rain Man), a Daniel Day Lewis (Il mio piede sinistro), a Tom Hanks (Forrest Gump). Sean Penn (Mi chiamo Sam) e Leonardo DiCaprio (Buon compleanno mr. Grape) hanno avuto la nomination. E come dimenticare François Cluzet, il tetraplegico di Quasi amici. E siamo solo, come si dice, alla punta dell’iceberg.

Che facciamo di questa roba, la mettiamo al rogo?

Un dato non da poco: le ultime parole di Music che si sentono, sussurrate nel “nero”, terminati i titoli finali: I’m Happy. Anche questo è scorretto? Ritengo doveroso nominare alcuni artisti: il coreografo Ryan Heffington: la costumista Christie Wada; il compositore Craig Deleon.

   

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