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Da Freaks a Music, l'impervio percorso del cinema che racconta il diverso

Al suo esordio alla regia, Sia racconta in forma di musical la storia di una giovane con autismo che trova nella musica la chiave per aprirsi al mondo. Dal 22 al 28 febbraio solo su MYmovies. GUARDA O REGALA IL FILM »
di Giancarlo Zappoli

Music

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Maddie Ziegler (Madison Nicole Ziegler) (18 anni) 30 settembre 2002, Pittsburgh (Pennsylvania - USA) - Bilancia. Interpreta Music nel film di Sia Music.
mercoledì 17 febbraio 2021 - Focus

Quasi ogni volta che il cinema porta sullo schermo una disabilità le polemiche accompagnano l’uscita del film. Perché il tema è di quelli che toccano le diverse sensibilità e provocano inevitabili reazioni. Troppi sono i pregiudizi in materia ancora da sconfiggere e viene in mente quanto raccontato da Francesca Porcellato vincitrice di 11 medaglie nei Giochi Paraolimpici in due diverse discipline. Nel 1988 la Nazionale era in partenza per Seul dove si era ottenuta una prima conquista potendo utilizzare lo stesso villaggio utilizzato per le Olimpiadi della tradizione. Mentre gli atleti paraolimpici attendevano al bar la chiamata del volo, si avvicinò a loro un signore serio e distinto che, una volta conosciuta la meta asiatica, chiese, con convinzione e  senza alcuna ironia, quale santuario ci fosse a Seul. La reazione degli atleti non fu delle più amichevoli.

Il rischio del pietismo e della retorica assistenzialista è sempre presente nella società e può quindi facilmente annidarsi anche nella rappresentazione cinematografica o nella sua lettura. Ebbe modo di rendersene conto di persona Tod Browning quando nel 1932 realizzò Freaks con dei disabili reali, un film che venne valutato dal prestigioso Hollywood Reporter come “un oltraggio ai sentimenti, ai sensi, al cervello e allo stomaco degli spettatori”. Freaks fu vietato dalla Germania nazista dal 1933 al 1945, nel Regno Unito la visione fu impedita fino al 1964. In Italia il film debuttò direttamente in prima visione televisiva su Rai 3 il 6 settembre 1983, preceduto da un'introduzione di Enrico Ghezzi.

Si pensi poi al Quasimodo de Il gobbo di Notre Dame nelle due versioni del 1923 e del 1939 (Lon Chaney, William Laughton) in cui si raggiungono le caratteristiche del grottesco con una concezione che finisce con il condannare la disabilità ad un destino di infelicità e di morte. Bisognerà attendere gli Anni Sessanta con Anna dei miracoli diretto da Arthur Penn per avere un film che ottiene 5 nomination agli Oscar vincendone due e proponendo una lettura liberata da gran parte delle convenzioni.  

Negli Anni Settanta il documentario collettivo Matti da slegare provoca un ampio dibattito sulle teorie di Franco Basaglia in relazione al trattamento del disagio psichico. Era stato preceduto da un film di Dalton Trumbo che solo nel 1971 era riuscito a tradurre in immagini una suo romanzo del 1938 con E Johnny prese il fucile. Al centro c’era un protagonista colpito da una cannonata nell’ultimo giorno della Prima Guerra Mondiale che lancia un appello doloroso ad un pubblico adulto, ora forse più pronto ad ascoltarlo che non nel passato.  

Da quel momento si assisterà ad un susseguirsi di titoli che conseguiranno riconoscimenti sul piano della critica ma anche polemiche in più di un caso. Qualcuno volò sul nido del cuculo, Oltre il giardino, Figli di un dio minore, Rain Man, Forrest Gump, A Beautiful Mind nonché, con traslazione in ambito semifiabesco Edward Mani di forbice. Su tutti domina l’Elephant Man di David Lynch per l’assoluto rigore della messa in scena.  


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