L'attività poliedrica di un grande intellettuale: critico cinematografico, produttore, autore teatrale e scrittore. Espandi ▽
Recensore per Sipario, Cinema Nuovo, Settimo giorno, Panorama, tra le prime firme di La Repubblica alla sua fondazione, e poi dal 1989 per Il Corriere della Sera. Autore di pubblicazioni sulla realizzazione di film, saggi di settore, opere teatrali. Produttore cinematografico con la 22 dicembre, in società, tra gli altri, con Ermanno Olmi, che nonostante il buco economico fece debuttare Lina Wertmüller ed Eriprando Visconti e produsse
Il terrorista di Gianfranco De Bosio; ma anche, "per motivi fortuiti", produttore per il servizio pubblico, tramite il quale fece conoscere l'opera di Italo Svevo e altri suoi concittadini (realizzando per esempio nel 1977, per la regia di Franco Giraldi,
Un anno di scuola di Giani Stuparich, lo stesso testo a cui si è ispirata Laura Samani per il suo film omonimo).
Amico e consulente di tanti talenti del teatro e del cinema italiani, tra cui Federico Fellini e Giorgio Strehler, solo per citare i più noti. Tullio Kezich, nato a Trieste nel 1928 e scomparso a Roma nel 2009, è stato tutto questo nei decenni più ricchi della nostra arte e industria cinematografica. E sapendoli cavalcare.
Il macrogenere del documentario, che negli ultimi decenni si applica a qualsiasi campo dello scibile umano, si estende quindi anche al campo della critica cinematografica, anche se gli esempi sono ancora pochi (uno, per chi scrive ancora ineguagliato, è
Life Itself su Roger Ebert).