| Anno | 2018 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Paolo Sorrentino |
| Attori | Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette, Elena Cotta, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Roberto Herlitzka, Yann Gael, Erica Basso, Angelica Cacciapaglia, Duccio Camerini, Fabiola Cimminella, Marina Evangelista, Antigone Kouloukakos, Chiara Carlotta Leonetti, Thomas Mazzotta, Valeria Nardilli, Tatjana Nardone, Giulia Pagnacco, Alina Person, Giulia Rinallo, Carlotta Rondana, Giulia Todaro. |
| Uscita | giovedì 10 maggio 2018 |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,10 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 17 maggio 2018
La conclusione del rapporto tra Silvio e Veronica, sempre più distanti e sempre più soli, nello splendore allucinato di Villa Certosa. In Italia al Box Office Loro 2 ha incassato 2,6 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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È il momento dei confronti: fra Silvio ed Ennio, imprenditore del nordest testimone della prima ascesa di Berlusconi, tra Silvio e Sergio Morra, fra Silvio e Cupa Caiafa, fra Silvio e Veronica. Al centro c'è sempre Lui, proiezione delle speranze di riscatto di quelli (e quelle) che lo circondano, incarnazione materiale (e impudentemente materialista) dei sogni di (quasi) tutti. Loro2 si conferma superficie eternamente riflettente, come il font cromato in cui è inciso il titolo sulle locandine. E la sua estetica inane veicola visivamente un vuoto così pieno di sé da apparire come un intero perfetto, pura materia deprivata di ogni parvenza di spirito.
Nell'Olimpo di Villa Certosa siedono Giove e Giunone, i primi a rendersi conto di essere solo divinità pagane, rifrazioni dei desideri dei sicofanti e delle veneri minori che portano costantemente doni al loro altare.
Silvio costruirà un tempio per Veronica perché lei possa continuare la sua ricerca di quegli dèi nullatenenti cui lei chiede una personale redenzione, mentre Lui si aggira domandando "Sei tu Dio?", e ipotizza che Dio sia "colui che sa le cose": il che, per un uomo che "conosce il copione della vita" ma non la sua reale sostanza, corrisponde a quel Dio femmina, bella e giovane, attraverso il quale il regista di Youth cercava di sottrarsi all'avanzare della propria vecchiaia.
Lui è l'uomo di Teflon su cui anche le offese rimbalzano perché non ha alcun contatto con la sua interiorità, e nel suo essere pura esteriorità consente agli altri l'infinita possibilità di specchiarsi. Il suo autore preferito non è tanto il Buzzati del Deserto dei Tartari, che ha percezione dell'inutilità dell'attesa, ma quello dei cinquanta racconti dove un solo Colombre non perde la speranza di incontrare l'unico che lo vede davvero. Saranno due (male)femmine a rivelare Lui a se stesso, e non sarà uno spettacolo piacevole. Pietoso, è l'aggettivo che entrambe trovano per lui: ma in quell'aggettivo è contenuta anche la parola pietas con la quale entrambe si accomiatano.
Di nuovo, è l'uso della luce il linguaggio narrativo più efficace di Loro2: inizialmente ancorato a quelle sagome che si stagliano sul niente come cartonati pubblicitari, a poco a poco approfondisce le ombre, arriva a mangiarsi metà del volto di Lui, e scava solchi nei visi di quei Loro che hanno perso tutto quando la Terra (non gli uomini) si è ribellata alla creazione di un Eden fasullo. Alla fine resterà un solo Dio dissotterrato dalle macerie in cui Noi ci ritroviamo, ma anche quel Dio è un corpo lucido sul quale rimbalza una luce cruda e muta: un ennesimo specchio del nostro (dis)valore.
Loro2 è una continua inversione di campo, in cui riconosciamo il tempo che ci ha plasmati, volenti o nolenti. Quando Silvio, per rispolverare il suo talento di venditore di sogni, telefona ad una donna qualsiasi, è a noi spettatori che parla, direttamente in camera, trasformandoci in quel pubblico che ha seguito per anni le sue televendite con un misto di ribrezzo e fascinazione. "Quella fiction che stiamo guardando" è la sua storia, ma è anche la nostra, e Villa Certosa è il museo di storia naturale che custodisce impagliati i nostri avi per darci il modo di capire perché Noi, oggi, siamo quello che siamo.
Il dio fasullo alla ricerca di quello vero è condannato a chiedere a chiunque "Tu cosa vorresti?" e ad illuderlo con l'ennesima promessa che non verrà mantenuta. L'opposizione fatica a metterlo a fuoco perché non si capacita che in Lui non ci sia nulla di complesso, e che la sua forza persuasiva stia proprio nel far apparire semplice ciò che non lo sarà mai, nel negare l'evidenza di una cacca pestata, financo l'esistenza di quella cacca, e nello sfuggire all'inevitabile domanda, la stessa che Nanni Moretti gli poneva ne Il Caimano: da dove vengono i soldi con i quali ha cominciato la sua scalata al potere? Ed è sintomatico che sia proprio il potere immobiliare a crollargli sotto i piedi, che i suoi prefabbricati, quelli per cui una generazione di nouveau riches ha acceso un mutuo nei lontani anni Ottanta, non soddisfino invece gli sfollati che conservano un ricordo del bello autentico, non plastificato. Perché Lui è in grado di regalare solo denti finti, ed è il sapore del suo Polident quello che ci rimane in bocca a fine visione.
Quanti di Loro, corte di "nani e ballerine" intorno a Silvio Berlusconi, e quanto di Lui abiteranno Loro 2, parte seconda del film di Paolo Sorrentino? È probabile che anche la seconda parte sia equamente distribuita, dando una conclusione tanto alla parabola del faccendiere Sergio Morra e della sua amante Tamara, della luciferina Kira e del ministro Recchia, quanto all'allontanamento progressivo l'uno dall'altra di Silvio e Veronica, sempre più distanti (e sempre più soli) nello splendore allucinato di Villa Certosa.
Ma sulla carta sono altri due i personaggi più interessanti di Loro 2: Crepuscolo, interpretato da Roberto Herlitzka, e un secondo personaggio che avrà il volto di Toni Servillo, denominato Ennio - come Flaiano, che faceva già capolino nel personaggio interpretato da Carlo Verdone in La grande bellezza.
Ennio sarà l'ennesimo "uomo in più" dell'universo sorrentiniano? E quale ruolo potrà avere Crepuscolo, se non di nunzio di una decadenza inarrestabile - anagrafica, personale o politica?
Il trailer di Loro 2 insiste sull'aspetto metafisico, sull'importanza della musica e della luce, sulla geometria degli spazi che isolano Silvio e Veronica dentro un vuoto pneumatico. Nel trailer Lui si aggira per casa in accappatoio bianco, in piena estetica sorrentiniana, come Cesare alla vigilia della congiura, e in una clip racconta in Malafemmena la sua attrazione per l'altra metà del cielo come una forma di condanna. Ed è evidente che Sorrentino preferisce questa figura "fra farsa e tenerezza" alla marmaglia che gli gira intorno, con l'eccezione di Veronica, cui il regista attribuisce l'anima del racconto.
Loro 2 confema le sensazioni positive che mi aveva procurato Loro 1 . Sorrentino ha fatto , ancora una volta un film eccellente, in ogni sua parte , curioso , intrigante , personale . Dimostrandosi uno dei pochi veri autori del cinema italiano . Un suo film è suo e può essere immaginato e costruito solo da lui . Dopo questa visione rimane il quesito sul perchè il film [...] Vai alla recensione »
Dopo qualche giorno dall'uscita - mi sono dunque concesso una metabolizzazione - ri-scrivo di Sorrentino. Come tutti anch'io non ho capito le due puntate di Loro: in realtà l'ho capito benissimo, trattasi di marketing, di doppio incasso. Un problema poteva essere la durata che è di 104' di Loro 1 (guarda la video recensione) e di 100' del 2 (guarda la video recensione), ma se l'opera complessiva fosse durata un'ora in meno e non divisa, Loro sarebbe risultato un capolavoro da classifica nobile del cinema. Sarebbe bastato rinunciare a quell'ora di catalogo volgare di escort nella prima parte e scremare, nella seconda parte, qualche altro "ragazze-moment", meglio, sfumarlo, perché è notorio che le belle ragazze disponibili fanno parte della vicenda del "presidente". Ma, se stiamo alle proporzioni, cioè alla metà del tempo dedicato al caravanserraglio, risulterebbe che a Silvio restava davvero poco tempo per tutto il resto.
Ma "quel" racconto offre al regista l'opzione per scatenare la sua strepitosa, incontrollata creatività, per affondare la sua vocazione in quelle immagini e azioni e fare quel tipo di cinema. Di cui, lo ribadisco ancora, Sorrentino è un campione che non ha niente da invidiare ai grandi sciamani del visionario, gente come Welles e Kubrick, Lynch e Gilliam, Cronenberg, Burton e Anderson. E, naturalmente, Fellini.
Loro 2 introduce "Ennio", il banchiere socio di Silvio, che si esprime in un'analisi e in una captatio quasi untuosa: sei il più grande venditore mai esistito, non dimenticarlo. E per non dimenticarlo il venditore sceglie a caso un numero di telefono e vende a una signora sconcertata un appartamento ancora da costruire. Un ritorno al talento primario, quando tutto doveva ancora accadere. E poi i rapporti: con politici, ruffiani, questuanti, ragazze, moglie. Sorrentino è persino profetico nella vicenda dei sei senatori da convincere a cambiare schieramento per far cadere il governo. Era una delle opzioni, anche se i numeri erano diversi, per mettere insieme, in questi giorni, un governo della maggioranza. Nel film li trova e fa cadere il governo. Quando un'amica, commossa, gli dice "vedrai, potrai tornare a fare il primo ministro", c'è qualcosa di adesso, la riabilitazione giudiziaria, il ritorno alla candidabilità parlamentare dell'ex presidente. E poi i dialoghi, che sono efficaci, "espressionisti", magari con un eccesso ma reso quasi simpatico dalla cifra ironica.
Se qualcuno spera che Loro 2 giunga a compensare squilibri creativi e dinamiche centrifughe del primo episodio, si sbaglia di grosso. E forse non conosce Paolo Sorrentino. Ci sono almeno due atteggiamenti possibili e opposti all'uscita di Loro 2: insoddisfazione per l'atteggiamento indecifrabile del regista di fronte a Berlusconi e all'enorme mole di materia narrativa che gli gira intorno; oppure desiderio di vedere ancora, di volerne di più, come se si facesse quasi strada il rammarico che Loro non sia stato concepito come serie televisiva.
Sembra ancora più chiaro che The Young Pope ha costituito uno spartiacque per l'autore napoletano. Ingolosito dall'abbondanza narrativa permessa dai tempi lunghi e della serialità, sembra non aver concepito (volontariamente o meno) questa operazione in maniera compatta.
Si tratta di un film aperto, convulso, dichiaratamente discontinuo, dove i destini dei personaggi sembrano entrare e uscire dall'interesse di Sorrentino con la stessa imprevedibilità con cui il Cavaliere concede o sottrae la sua protezione e collaborazione ai tanti questuanti. La gran parte di Loro 2 si svolge in Sardegna, il vero e proprio luogo di riflessione e di meditazione per Silvio, sia quando sfiora la più profonda malinconia (gli serve Ennio Doris per avere l'elementare idea di fare pressioni sui sei senatori della maggioranza di centro-sinistra) sia quando viene preso dall'euforia (le feste, certo, ma anche l'impagabile sequenza dove si finge piazzista telefonico e rimette alla prova il suo talento di venditore). Tutt'intorno i destini dei personaggi che gravitano intorno alla corte del re sono al tempo stesso drammatici e ininfluenti. Potenza e ricchezza continuano, in Loro 2, a produrre non solo opportunismo ma anche fascino carismatico, innamoramento, seduzione.
Giulio Andreotti come metafora del potere che si nutre di segreto, questo era Il divo (2008). Ma non c'è segreto in Loro, nemmeno nella sua seconda parte (Loro 2, Italia, 2018,100'). Tutto vi è ostentato, senza ombra. Il potere vero non c'è, nel mondo del Silvio Berlusconi (Toni Servillo) raccontato da Paolo Sorrentino e dal cosceneggiatore Umberto Contarello.