83. Mostra del Cinema di Venezia, il programma dei 135 film. Venezia - 2/12 settembre 2026. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Le sorelle Jean e Joan Holbrooke sono inseparabili e vivono all'unisono. Un amore le porterà in tribunale e poi in fuga verso nuovi viaggi. Espandi ▽
Jean e Joan Holbrooke sono due sorelle che vivono in simbiosi, non si separano mai e parlano all’unisono, completando una le frasi dell’altra. Allineati sono anche i loro sogni e le loro aspirazioni, in particolare quelle sull’amore enorme e senza compromessi che immaginano. Credono di averlo ottenuto con la frequentazione congiunta di Gareth. La loro storia finirà in tribunale e spingerà le due sorelle a lasciare la città per rifugiarsi presso la zia, dove le attendono nuovi incontri, nuove creature e nuovi viaggi verso luoghi lontani. Ormai decano del cinema mondiale – oltre che documentarista, esploratore, filosofo – Werner Herzog tiene ancora viva la mitologia personale conservando un po’ della sua leggendaria aura enigmatica. Questo film ne segna il ritorno al cinema di finzione da cui mancava dal 2019, ed è una favola di scoperta coerente con la sua poetica, seppur di maniera e non sempre a fuoco. Recensione ❯
Un viaggio cinematografico che racconta di un gruppo di visionari e anticonformisti con un'idea per un nuovo tipo di informazione. Espandi ▽
Londra, 1969. Il giovane imprenditore Rupert Murdoch viene dall'Australia ed è deciso a conquistare il mercato britannico della carta stampata. Per questo motivo rileva il piccolo quotidiano The Sun per reinventare il modo di fare informazione, con un approccio più vicino alla pancia dei lettori. Insieme a Lamb costruisce da zero quello che diventerà il tabloid per eccellenza, e assembla una squadra che comprende Jules Davies, collega con cui ha anche una frequentazione.
Il vulcanico regista Danny Boyle indaga gli albori del fenomeno con la consueta verve stilistica e un'energia rocambolesca, adattando uno spettacolo teatrale di successo a firma di James Graham.
Si fa eco a un'ambiguità su Murdoch che permane da decenni anche nella cronaca e che Boyle non è interessato a indagare: non è questo il suo cinema, che è brillante nell'elettrizzare la superficie delle cose e a dare sensazione di profondità perfino a una materia inerte. Recensione ❯
PROGRAMMAZIONE A VENEZIA
Sala Grande
mercoledì 02 settembre 2026 ore 19:00
PalaBiennale
mercoledì 02 settembre 2026 ore 19:00
Pariser riflette in chiave maschile sulle istanze del #MeToo in un film che attraversa Parigi e le sue contraddizioni. Drammatico, Francia2026. Durata 111 Minuti.
Un film che riflette sul rapporto tra padre e figlio. Espandi ▽
Léo Saragossi deve recarsi a Ferrara per sbrigare le pratiche di successione in seguito alla morte di un padre che non ha mai conosciuto, ma un cambio di programma lo trattiene una settimana più del previsto a Parigi. Qui incontra più volte la figlia diciannovenne che non ha cresciuto e, sollecitato da lei, si mette alla ricerca delle donne con cui ha avuto una relazione in passato, per capire se davvero ha sbagliato tutto e per provare, eventualmente, a fare ammenda. Più rievoca il suo passato e più idealizza il suo primo amore.
Il lavoro di Nicolas Pariser combina cinema civile e cinema di parola ed esplora l'intimità dei personaggi in stretta correlazione con il contesto storico e culturale, nei punti in cui queste due dimensioni si incontrano e si influenzano.
Il regista non ha timore di radicare il suo film nella stretta attualità: più che il valore universale del discorso sulle relazioni sentimentali, gli preme farlo vibrare di tutte le contraddizioni e le forzature del nostro tempo. Recensione ❯
Un film ambientato tra passato e presente, che intreccia diverse stori incentrate su lutto e memoria. Espandi ▽
Nel 1975 Evelyn, seppure inattesa e sconosciuta, viene accolta come ospite all’interno di una casa dove si festeggia il Natale. Evelyn racconta agli invitati la storia di un’altra ospite, un’attrice che nel 1953 bussa alla porta di una casupola nelle montagne del Colorado dove vive da solo l’anziano Tom. A sua volta Alice, l’attrice, racconta a Tom le vicende di una coppia degli inizi del secolo, Rebecca ed Emmett, due contadini che un giorno trovano il giovane Caleb riverso nella neve e lo portano all’interno per riscaldarsi. Nella zona ci sono state di recente delle brutali uccisioni senza apparente motivo, e così Emmett chiede al ragazzo di rimanere con loro per aiutarli a proteggere la fattoria. La terza regia di Casey Affleck è una riuscita incursione nel genere gotico che seppellisce storie dentro altre storie come in una gelida matrioska innevata, e dipinge l’arte del racconto come unica possibile modalità di mediazione umana. Orgogliosamente “contro” per costituzione – sia da attore che in questa veste di regista – Affleck dà quindi l’idea di lavorare esclusivamente a modo suo e secondo i suoi termini, restituendo un ammirevole senso di coesione per un film la cui lavorazione è stata invece un po’ sconnessa e avventurosa, e che è sperimentale nella struttura ma al tempo stesso rispettoso di generi che affondano nella tradizione più nobile dell’arte narrativa nordamericana. Recensione ❯
Tratto dal manga omonimo di Fujimoto Tatsuki. Espandi ▽
Fujino è un'adolescente talentuosa e determinata. Kyomoto è riservata e solitaria. Dal loro incontro, nato dalla passione per il disegno, inizia un percorso lungo tredici anni per realizzare il sogno di diventare due autrici manga. Recensione ❯
Il cinema - orgogliosamente indipendente - di Tsukamoto sul tema della guerra. Con un'intensità che non lascia indifferenti. Guerra, Giappone, USA2026. Durata 116 Minuti.
Il ruolo della guerra nella vita di un uomo di origini povere. Espandi ▽
Nelson crebbe a New York, si arruolò nei Marines a 18 anni per sfuggire alla povertà e prestò servizio in Vietnam nel 1966. Traumatizzato, divenne senzatetto prima di ricevere cure dal Dipartimento per gli Affari dei Veterani (VA). Dedicò la sua vita alla lotta contro la guerra, tenendo oltre 1200 conferenze in Giappone. Recensione ❯
Davide provoca involontariamente una tragedia e, sopraffatto dal senso di colpa, compie scelte estreme che lo segnano profondamente, cercando infine redenzione. Espandi ▽
La vita di Davide viene sconvolta da un tragico evento, involontariamente causato da lui stesso. Questo fatto dirompente spinge Davide, devastato dal senso di colpa, a intraprendere una serie di azioni apparentemente irragionevoli che lo porteranno a pagare delle gravi conseguenze. Grazie anche al forte legame affettivo con Elsa, Davide forse riuscirà a ritrovare una serenità inaspettata. Recensione ❯
Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accadeduti, il racconto mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere. Espandi ▽
Nel cuore del '600 c'è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia che racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque. Un clamore che porta il Papa ad affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prende direzioni inattese.
È il film più ambizioso e riuscito del regista Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino in uno dei vertici della sua carriera insieme a Silvio Orlando che, con il personaggio del cardinale Maculani, aggiunge un tassello ai suoi sempre più convincenti ruoli ecclesiastici.
Veronesi abbandona gli stilemi della sua amata commedia all'italiana e del suo maestro Mario Monicelli per coniugare un racconto che ha il respiro del cinema popolare insieme a una tensione storica, religiosa ma anche civile, che arriva diretta allo spettatore. Recensione ❯
Gli Oasis tornano insieme in un racconto intenso e appassionato che celebra la musica, il legame viscerale con il pubblico e la ritrovata pace fra i fratelli Gallagher. Documentario, Regno Unito2026. Durata 122 Minuti.
Il documentario sulla leggendaria band britannica. Espandi ▽
2025. I fratelli Noel e Liam Gallagher, ovvero il cuore della band Oasis, non si sono parlati per 15 anni e non sono apparsi insieme in concerto per 16, ma decidono di partire in un tour attraverso varie parti del mondo. I fan in delirio riempiono gli stadi da Cardiff a Manchester, dal Brasile all'Argentina, dal Giappone agli Stati Uniti. I due fratelli hanno personalità diverse e per certi versi contrastanti: Liam è il frontman carismatico e umorale, una mina vagante con un passato di assuefazione ad alcol e droghe ma anche dotato di un talento puro che esprime cantando con le mani dietro la schiena, per proiettare in avanti tutta la rabbia e l'aggressività di cui è capace; Noel è il solido professionista che ha firmato tutti i successi della band, guadagnando una fortuna in royalties, e facendo fronte alle bizze del fratello minore.
Fra i due torna sul palco del tour il chitarrista Bonehead, "parte del suono e della dinamica della band", che non suonava più con i Gallagher dal 1989 ma che per questa reunion si mette in mezzo a loro, un po' farcitura del panino, un po' ago possibile paciere (ricordiamo che a Parigi nel 2009 Liam prese a chitarrate Noel, evento che portò il fratello maggiore a sciogliere la band). Recensione ❯
Un illustratore anziano torna a Napoli per badare al nipote e scopre fragilità, ricordi e tensioni tra generazioni diverse. Espandi ▽
Daniele è un anziano illustratore di romanzi, da poco uscito da un ricovero ospedaliero, a cui viene chiesto dalla figlia di occuparsi per tre giorni del nipote di cinque mentre lei e il marito parteciperanno a un convegno. L'uomo si ritrova così a vivere nell'abitazione in cui è cresciuto e in cui avverte ancora la presenza, non sempre benevola, dei familiari. Il rapporto con il bambino sarà gioioso ma anche problematico.
Martone fa proprio il romanzo di Starnone che coglie come occasione per riflettere su di sé e sul proprio cinema.
Ciò che consente la comunicazione tra esterno ed interno può anche divenire ciò che divide. È quanto accade nella vita di ognuno in cui si può restare in contatto senza essere davvero 'vicini'. È ciò che qui si verifica tra genitori e figlio, tra marito e moglie, tra padre e figlia, tra presente e passato. Recensione ❯
Raccontare gli alberi per dimostrare che il connubio tra cinema e scienza merita di essere esplorato. Documentario, Italia, Spagna, Germania2026. Durata 100 Minuti.
Un viaggio poetico nel mondo degli alberi: immagini e suoni raccontano, in modo visionario, vita e morte del regno vegetale da una prospettiva nuova. Espandi ▽
Nell'ottobre del 2018 la tempesta Vaia che ha colpito l'Italia Nord-orientale ha provocato la caduta di milioni di alberi in una sola notte. Il paesaggio che ha lasciato dietro di sé, e di cui il territorio delle Dolomiti porta ancora le tracce, assomiglia a un campo di battaglia al termine di un sanguinoso combattimento, con morti e feriti stesi a terra, sparsi un po' ovunque.
Il documentarista russo Victor Kossakovsky e il biologo e divulgatore scientifico italiano Stefano Mancuso uniscono le forze in Holy Wood Dust per ricordarci che il legno prodotto dalle piante è il materiale più prezioso che abbiamo: il marcatore di quella vita complessa che distingue il nostro pianeta da tutti gli altri pianeti ad oggi conosciuti.
Cambiare prospettiva sugli alberi, spostarli dallo sfondo nel quale tendiamo a relegarli, quasi fossero oggetti, per portarli al centro del nostro orizzonte di pensiero e tornare a riconoscerne l'importanza, è questione di sguardo, dunque il cinema può essere il mezzo giusto per promuovere questo appello. Recensione ❯
Un ritratto intimo di due persone legate dall’amore, dall’ambizione e dalla ricerca dell’impossibile. Documentario, USA, Cina, Nepal2026. Durata 115 Minuti.
Jim Morrison e Hilaree Nelson inseguono il sogno di scalare e sciare la parete nord dell'Everest, sfidando i limiti dell'alpinismo. Espandi ▽
I due sciatori alpinisti Jim Morrison e Hilaree Nelson si sono profondamente innamorati mentre raggiungevano l'apice della loro carriera sportiva. La loro determinazione si è concretizzata in un sogno comune: scalare e sciare lungo la Parete Nord Diretta del Monte Everest, la scalata più difficile e pericolosa della montagna e la discesa sciistica più ambita al mondo. Migliaia di persone hanno raggiunto la vetta della montagna attraverso la cresta sud-orientale del Nepal, ma solo in pochi sono riusciti ad arrivare in cima seguendo questo percorso e nessuno è mai stato in grado di compiere la discesa con gli sci. Già noti per le loro straordinarie imprese in montagna e non estranei al dolore della perdita, Morrison e Nelson puntano tutto su questa sfida ardua. Recensione ❯
Un documentario che racconta il rapporto di Russell Crowe con la musica. Espandi ▽
Celebre come attore di Hollywood dalla fine degli anni '90, Russel Crowe, nato in Australia, a Wellington, nel 1964, si considerata soprattutto un musicista e fin dai primi anni '80 (ma anche prima, quando nel 1970 gli regalarono una chitarra e contemporaneamente mise piede su un set cinematografico) si esibisce come cantante rock. «Tutto comincia con la musica. Qualsiasi cosa io faccia nella mia vita creativa nasce, in realtà, con la musica», dice in apertura di questa autobiografia per immagini: il racconto in parallelo di una doppia carriera, con il rock che assume un valore ben più importante del cinema.
Il film è un monumento che l'attore ha eretto a sé stesso. Concepito come un classico documentario televisivo, il film nasce dal desiderio del suo autore di ribadire a tutti che, prima di ogni altra, lui è e si percepisce un musicista.
Il diretto interessato forse se ne avrebbe a male, ma anche dopo la visione di questo film resta migliore come attore che come rocker. In fondo, la cosa che in What Love Builds gli riesce meglio è proprio mettere in scena la migliore versione di sé stesso. Recensione ❯
Ambientato anni dopo la caduta di Saddam e l'ascesa dell'ISIS, il film segue una cecchina curdo-norvegese che torna in guerra per vendetta e per salvare la sorella prigioniera a Mosul. Espandi ▽
Mosul, 2014. Vyan è una giovane donna curda emigrata con la famiglia in Norvegia. Insieme alla sorella minore e ai genitori decide di visitare il Kurdistan appena prima che l'Isis ne assuma il controllo. I fondamentalisti uccidono padre e madre e rapiscono le due figlie, mettendole in vendita come spose. Vyan, che ha perso i contatti con la sorella, riesce a sfuggire al proprio marito violento e si imbatte in una squadra di combattenti Peshmerga, le forze armate del Kurdistan iracheno, che è tutta al femminile, e che con l'aiuto dei Caschi Blu delle Nazioni Unite cerca di contrastare la dominazione dell'Isis.
Col tempo Vyan diventa una cecchina eccezionale e sulla sua testa viene posta una taglia da un milione di dollari. Le autorità norvegesi vorrebbero che cambiasse nome e identità per proteggerla, ma lei rifiuta perché teme così di perdere definitivamente le tracce della sorella. La sua missione è infatti quella di ritrovarla e sottrarla al matrimonio che ha contratto forzatamente con un combattente svedese dell'Isis. Questo significa dover tornare nel Kurdistan, a suo rischio e pericolo.
Mustafa mescola femminismo, action movie e rivendicazione identitaria in modo caotico e pretestuoso, rivelando ad ogni passo non necessariamente una malafede, ma un artificio e un'agenda ideologica che si abbina a un'inclinazione per il mercato internazionale più commerciale. Recensione ❯
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