83. Mostra del Cinema di Venezia, il programma dei 37 filmfuori concorso. Venezia - 2/12 settembre 2026. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Davide provoca involontariamente una tragedia e, sopraffatto dal senso di colpa, compie scelte estreme che lo segnano profondamente, cercando infine redenzione. Espandi ▽
La vita di Davide viene sconvolta da un tragico evento, involontariamente causato da lui stesso. Questo fatto dirompente spinge Davide, devastato dal senso di colpa, a intraprendere una serie di azioni apparentemente irragionevoli che lo porteranno a pagare delle gravi conseguenze. Grazie anche al forte legame affettivo con Elsa, Davide forse riuscirà a ritrovare una serenità inaspettata. Recensione ❯
Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accadeduti, il racconto mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere. Espandi ▽
Nel cuore del '600 c'è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia che racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque. Un clamore che porta il Papa ad affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prende direzioni inattese.
È il film più ambizioso e riuscito del regista Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino in uno dei vertici della sua carriera insieme a Silvio Orlando che, con il personaggio del cardinale Maculani, aggiunge un tassello ai suoi sempre più convincenti ruoli ecclesiastici.
Veronesi abbandona gli stilemi della sua amata commedia all'italiana e del suo maestro Mario Monicelli per coniugare un racconto che ha il respiro del cinema popolare insieme a una tensione storica, religiosa ma anche civile, che arriva diretta allo spettatore. Recensione ❯
Gli Oasis tornano insieme in un racconto intenso e appassionato che celebra la musica, il legame viscerale con il pubblico e la ritrovata pace fra i fratelli Gallagher. Documentario, Regno Unito2026. Durata 122 Minuti.
Il documentario sulla leggendaria band britannica. Espandi ▽
2025. I fratelli Noel e Liam Gallagher, ovvero il cuore della band Oasis, non si sono parlati per 15 anni e non sono apparsi insieme in concerto per 16, ma decidono di partire in un tour attraverso varie parti del mondo. I fan in delirio riempiono gli stadi da Cardiff a Manchester, dal Brasile all'Argentina, dal Giappone agli Stati Uniti. I due fratelli hanno personalità diverse e per certi versi contrastanti: Liam è il frontman carismatico e umorale, una mina vagante con un passato di assuefazione ad alcol e droghe ma anche dotato di un talento puro che esprime cantando con le mani dietro la schiena, per proiettare in avanti tutta la rabbia e l'aggressività di cui è capace; Noel è il solido professionista che ha firmato tutti i successi della band, guadagnando una fortuna in royalties, e facendo fronte alle bizze del fratello minore.
Fra i due torna sul palco del tour il chitarrista Bonehead, "parte del suono e della dinamica della band", che non suonava più con i Gallagher dal 1989 ma che per questa reunion si mette in mezzo a loro, un po' farcitura del panino, un po' ago possibile paciere (ricordiamo che a Parigi nel 2009 Liam prese a chitarrate Noel, evento che portò il fratello maggiore a sciogliere la band). Recensione ❯
Un illustratore anziano torna a Napoli per badare al nipote e scopre fragilità, ricordi e tensioni tra generazioni diverse. Espandi ▽
Daniele è un anziano illustratore di romanzi, da poco uscito da un ricovero ospedaliero, a cui viene chiesto dalla figlia di occuparsi per tre giorni del nipote di cinque mentre lei e il marito parteciperanno a un convegno. L'uomo si ritrova così a vivere nell'abitazione in cui è cresciuto e in cui avverte ancora la presenza, non sempre benevola, dei familiari. Il rapporto con il bambino sarà gioioso ma anche problematico.
Martone fa proprio il romanzo di Starnone che coglie come occasione per riflettere su di sé e sul proprio cinema.
Ciò che consente la comunicazione tra esterno ed interno può anche divenire ciò che divide. È quanto accade nella vita di ognuno in cui si può restare in contatto senza essere davvero 'vicini'. È ciò che qui si verifica tra genitori e figlio, tra marito e moglie, tra padre e figlia, tra presente e passato. Recensione ❯
Raccontare gli alberi per dimostrare che il connubio tra cinema e scienza merita di essere esplorato. Documentario, Italia, Spagna, Germania2026. Durata 100 Minuti.
Un viaggio poetico nel mondo degli alberi: immagini e suoni raccontano, in modo visionario, vita e morte del regno vegetale da una prospettiva nuova. Espandi ▽
Nell'ottobre del 2018 la tempesta Vaia che ha colpito l'Italia Nord-orientale ha provocato la caduta di milioni di alberi in una sola notte. Il paesaggio che ha lasciato dietro di sé, e di cui il territorio delle Dolomiti porta ancora le tracce, assomiglia a un campo di battaglia al termine di un sanguinoso combattimento, con morti e feriti stesi a terra, sparsi un po' ovunque.
Il documentarista russo Victor Kossakovsky e il biologo e divulgatore scientifico italiano Stefano Mancuso uniscono le forze in Holy Wood Dust per ricordarci che il legno prodotto dalle piante è il materiale più prezioso che abbiamo: il marcatore di quella vita complessa che distingue il nostro pianeta da tutti gli altri pianeti ad oggi conosciuti.
Cambiare prospettiva sugli alberi, spostarli dallo sfondo nel quale tendiamo a relegarli, quasi fossero oggetti, per portarli al centro del nostro orizzonte di pensiero e tornare a riconoscerne l'importanza, è questione di sguardo, dunque il cinema può essere il mezzo giusto per promuovere questo appello. Recensione ❯
Un ritratto intimo di due persone legate dall’amore, dall’ambizione e dalla ricerca dell’impossibile. Documentario, USA, Cina, Nepal2026. Durata 115 Minuti.
Jim Morrison e Hilaree Nelson inseguono il sogno di scalare e sciare la parete nord dell'Everest, sfidando i limiti dell'alpinismo. Espandi ▽
I due sciatori alpinisti Jim Morrison e Hilaree Nelson si sono profondamente innamorati mentre raggiungevano l'apice della loro carriera sportiva. La loro determinazione si è concretizzata in un sogno comune: scalare e sciare lungo la Parete Nord Diretta del Monte Everest, la scalata più difficile e pericolosa della montagna e la discesa sciistica più ambita al mondo. Migliaia di persone hanno raggiunto la vetta della montagna attraverso la cresta sud-orientale del Nepal, ma solo in pochi sono riusciti ad arrivare in cima seguendo questo percorso e nessuno è mai stato in grado di compiere la discesa con gli sci. Già noti per le loro straordinarie imprese in montagna e non estranei al dolore della perdita, Morrison e Nelson puntano tutto su questa sfida ardua. Recensione ❯
Un documentario che racconta il rapporto di Russell Crowe con la musica. Espandi ▽
Celebre come attore di Hollywood dalla fine degli anni '90, Russel Crowe, nato in Australia, a Wellington, nel 1964, si considerata soprattutto un musicista e fin dai primi anni '80 (ma anche prima, quando nel 1970 gli regalarono una chitarra e contemporaneamente mise piede su un set cinematografico) si esibisce come cantante rock. «Tutto comincia con la musica. Qualsiasi cosa io faccia nella mia vita creativa nasce, in realtà, con la musica», dice in apertura di questa autobiografia per immagini: il racconto in parallelo di una doppia carriera, con il rock che assume un valore ben più importante del cinema.
Il film è un monumento che l'attore ha eretto a sé stesso. Concepito come un classico documentario televisivo, il film nasce dal desiderio del suo autore di ribadire a tutti che, prima di ogni altra, lui è e si percepisce un musicista.
Il diretto interessato forse se ne avrebbe a male, ma anche dopo la visione di questo film resta migliore come attore che come rocker. In fondo, la cosa che in What Love Builds gli riesce meglio è proprio mettere in scena la migliore versione di sé stesso. Recensione ❯
Ambientato anni dopo la caduta di Saddam e l'ascesa dell'ISIS, il film segue una cecchina curdo-norvegese che torna in guerra per vendetta e per salvare la sorella prigioniera a Mosul. Espandi ▽
Mosul, 2014. Vyan è una giovane donna curda emigrata con la famiglia in Norvegia. Insieme alla sorella minore e ai genitori decide di visitare il Kurdistan appena prima che l'Isis ne assuma il controllo. I fondamentalisti uccidono padre e madre e rapiscono le due figlie, mettendole in vendita come spose. Vyan, che ha perso i contatti con la sorella, riesce a sfuggire al proprio marito violento e si imbatte in una squadra di combattenti Peshmerga, le forze armate del Kurdistan iracheno, che è tutta al femminile, e che con l'aiuto dei Caschi Blu delle Nazioni Unite cerca di contrastare la dominazione dell'Isis.
Col tempo Vyan diventa una cecchina eccezionale e sulla sua testa viene posta una taglia da un milione di dollari. Le autorità norvegesi vorrebbero che cambiasse nome e identità per proteggerla, ma lei rifiuta perché teme così di perdere definitivamente le tracce della sorella. La sua missione è infatti quella di ritrovarla e sottrarla al matrimonio che ha contratto forzatamente con un combattente svedese dell'Isis. Questo significa dover tornare nel Kurdistan, a suo rischio e pericolo.
Mustafa mescola femminismo, action movie e rivendicazione identitaria in modo caotico e pretestuoso, rivelando ad ogni passo non necessariamente una malafede, ma un artificio e un'agenda ideologica che si abbina a un'inclinazione per il mercato internazionale più commerciale. Recensione ❯
Una rilettura dell'Unione Sovietica degli anni Settanta attraverso archivi italiani, che restituiscono un ritratto immersivo della società nell'era brezneviana. Espandi ▽
Una rilettura inedita dell'Unione Sovietica attraverso materiali d'archivio italiani, restituendo un ritratto visivo e immersivo dei territori sovietici all'inizio degli anni Settanta, in piena epoca brezneviana. Recensione ❯
Un uomo di fede combatte la criminalità di Manhattan e sfida un boss mafioso, cercando di salvare una giovane donna tra pericolo e redenzione. Espandi ▽
In una Manhattan degli anni novanta sotto lo stretto controllo delle organizzazioni mafiose, Father Joe è un prete compassionevole dalla doppia vita: oltre a guidare i fedeli che lo seguono per la messa, va in giro per New York come vigilante colpendo i magazzini e i laboratori per la fabbricazione della droga e convincendo i gangster, sotto ricatto di un misterioso veleno, a espiare le proprie colpe frequentando la sua chiesa. Veterano del Vietnam e con una storia tragica alle spalle, Joe fa di tutto per difendere i più giovani ma dopo aver causato danni per milioni di dollari al traffico degli stupefacenti, dovrà vedersela con l'anziano boss locale della mala.
Benché diretto da Barthélémy Grossmann, Father Joe è opera emblematica della tarda carriera di Luc Besson, che tramite la sua famigerata EuropaCorp scrive e produce un action movie all'antica, derivativo e consumabile soltanto sotto stretta indicazione di non prenderlo troppo sul serio. Recensione ❯
Un documentario per ribadire il rifiuto di separare l'arte dalla vita, la politica dalla lotta. Espandi ▽
Primavera 1991: la vita queer è nuovamente sotto attacco in Gran Bretagna e il regista Derek Jarman sta adattando Edward II di Christopher Marlowe in un film di protesta radicale. Attraverso straordinarie immagini inedite girate da Seamus McGarvey sul set di Jarman, Queer Edward II racconta il rifiuto di separare l'arte dalla vita, la politica dalla lotta. Recensione ❯
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