Non si sono ancora spente le polemiche sui Golden Globe dopo che all’inizio di quest’anno è emerso che nessuno degli oltre 80 membri della Hollywood Foreign Press Association era nero. L’organizzazione, fondata nel 1943 e composta da giornalisti professionisti di diverse nazionalità che lavorano principalmente negli Stati Uniti ma collaborano anche all’estero, è stata infatti accusata di “comportamento discriminatorio, mancanza di professionalità, scorrettezza etica e presunta corruzione finanziaria” e nel maggio scorso anche Scarlett Johansson ha rincarato la dose aggiungendo di che è sessista. La HFPA è corsa così ai ripari e ha allargato il numero dei suoi componenti aggiungendone 21. Ma la NBC, che ogni anno mandava in onda la cerimonia, quest’anno non lo farà in segno di protesta. Così, della premiazione della 79° edizione dei Golden Globe che si svolgerà il prossimo 9 gennaio 2022, non è stata ancora definita la location. In più, malgrado le regole siano state riviste, c’è l’ipotetico rischio che qualcuno dei nominati possa ritirarsi
Tra i candidati annunciati oggi dalla nuova Presidente della HFPA Helen Hoehne che ha sottolineato che negli ultimi otto mesi l’organizzazione ha lavorato a un nuovo codice di condotta e a creare nuove regole e da Snoop Dogg, c’è anche È stata la mano di Dio. Il film di Paolo Sorrentino potrebbe così seguire il fortunato percorso di La grande bellezza che si era aggiudicato nel 2014 il Golden Globe come miglior film straniero prima di vincere l’Oscar. Oggi, come allora, la cinquina di cui fa parte è di fuoco. Allora l’aveva spuntata su Kechiche (La vita di Adele), Miyazaki (Si alza il vento), Vinterberg (Il sospetto) e Farhadi (Il passato). Stavolta se la deve vedere ancora con il regista iraniano (Un eroe), Almodóvar (Madres paralelas), Kuosmanen (Scompartimento n. 6) e Hamaguchi (Drive My Car). Tra le candidature però c’è anche un altro po’ d’Italia nel cartoon Pixar Luca in nomination come miglior film d’animazione.
Ci si aspettava un trionfo di West Side Story, ma i film con più nomination sono invece Belfast e Il potere del cane, con sette a testa. Il musical di Spielberg si ferma a quattro assieme a Don’t Look Up, Licorice Pizza e King Richard. Tra gli attori ce ne sono tre al primo film: i due protagonisti di Licorice Pizza Alana Haim e Cooper Hoffman e Rachel Zegler che interpreta il ruolo di María in West Side Story. Nella categoria miglior attore non protagonista, ce ne sono due di Belfast, Jamie Dornan e Ciarán Hinds. Tra le prove più intense di quest’anno, si punta su Andrew Garfield (Tick, Tick…Boom!), Kodi Smit-McPhee (Il potere del cane) e, per quanto riguarda le serie tv, Brian Cox (Succession), Lee Jung-jae (Squid Game) e Kate Winslet (Omicidio a Easttown). Ma i pronostici sono fatti per essere smentiti. Ed è proprio Succession la serie in testa alle nomination con cinque, seguita da The Morning Show e Ted Lasso che già aveva trionfato lo scorso 19 settembre agli Emmy. Il grandissimo successo di Netflix di quest’anno, Squid Game, si ferma invece a tre. Chissà però se per i premiati della cerimonia del 9 gennaio si aprirà poi la strada degli Academy Awards come è spesso avvenuto in passato o se le accuse sulla Hollywood Foreign Press Association hanno lasciato il segno.