The Great

Film 2020 | Drammatico

Regia di Matt Shakman, Colin Bucksey, Ben Chessell, Geeta Patel. Una serie Da vedere 2020 con Sacha Dhawan, Elle Fanning, Phoebe Fox, Nicholas Hoult, Charity Wakefield. Cast completo Genere Drammatico - Australia, Gran Bretagna, 2020, Valutazione: 4,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. STAGIONI: 1 - EPISODI: 10

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L'ascesa della sovrana che nel XVIII sec. cambiò per sempre il volto della monarchia russa.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 4,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Humour nerissimo e spirito iconoclasta. Una serie scatenata che riscrive la Storia e (s)travolge i dogmi del dramma in costume.
Recensione di Andrea Fornasiero
mercoledì 17 giugno 2020
Recensione di Andrea Fornasiero
mercoledì 17 giugno 2020

La giovane Caterina viene data in sposa allo Zar Pietro, figlio di Pietro il Grande, ed è convinta di dare il via a un nuova luminosa era in Russia, portando con sé le idee dell'illuminismo. Si trova però di fronte a una corte ancora medievale, dove il potere del sovrano è assoluto e applicato senza controllo. Un tripudio di soprusi, fornicazioni ed esecuzioni caratterizzano la vita di corte e infrangono i sogni riformatori e romantici di Caterina. Affiancata da una nobildonna decaduta e ridotta a serva, la giovane decide che deve comunque cambiare le cose e trama per arrivare al potere, ma la sua inesperienza la porta a commettere diversi errori...

Fantasiosa riscrittura della giovinezza di Caterina la Grande, The Great porta in Tv lo spirito iconoclasta dello sceneggiatore di La favorita, che qui si scatena con molti oltraggiosi anacronismi.

Il più evidente è il gran numero di neri presenti alla corte dello Zar, ma non mancano battute che sono pensate per il sollazzo del pubblico moderno e quasi insensate nel contesto d'epoca. Per esempio un ambasciatore svedese rimane incantato da un coro e gli viene detto che è quello delle bambine di Chernobyl. L'ambasciatore risponde che brillano, cosa che al pubblico moderno fa subito pensare alle radiazioni della nota tragedia. E non è che un esempio: lo humour è spesso nerissimo e sempre incalzante, con scambi veramente acidi in particolare sulla condizione femminile. Per esempio Caterina chiede alla sua serva come ha passato la serata e lei risponde "ho evitato uno stupro e tu?" al che Caterina risponde "lo stesso" e poi aggiunge che se mai qualcuno inventerà qualcosa di più semplice dei bottoni le donne saranno nei guai.

Freddure agghiaccianti che sono però condotte con un ritmo rapido come quello di Armando Iannucci (infatti la cosa più vicina a The Great dopo La favorita, è Morto Stalin se ne fa un altro) e soprattutto con un talento comico davvero sorprendente da parte di Elle Fanning.

Più consueto il ruolo dello sfacciato per Nicolas Hoult, che si era fatto notare nella serie Skins e che qui si scatena con commenti sopra le righe da "maschio tossico". Per esempio dice di un reduce cieco che non potrà più godere della visione di una bella donna, ma che d'altra parte ora potrà anche far sesso con una brutta donna ed essere contento. Il suo Zar Pietro è una liberissima fusione di Pietro II e III e dunque una invenzione, ma non importa perché The Great lo dichiara nel titolo di tutti gli episodi di essere una storia solo occasionalmente vera.

Si gode di ogni esagerazione rispetto alla storia, dal giocoso gusto per lo shock rispetto alla spesso ingessata e polverosa tradizione dei drammi in costume. Quella di Tony McNamara è la ribellione di un australiano ai dogmi del period drama britannico.

Se in La favorita non c'era spazio per gli slanci ideali e tutto arrivava presto al gioco al massacro, in The Great invece la comicità deriva dalle speranze continuamente e spesso assurdamente frustrate di Caterina. Lei dice che questa è la Russia e il progetto rivoluzionario deve puntare in alto, ma la sua serva le risponde che proprio perché è la Russia già la promessa di non essere stuprati, di non vedere i figli uccisi e di avere ogni tanto il pane, sarebbe sufficiente.

La buona fede di Caterina è cruciale per tenere in piedi un racconto di dieci episodi, basato su una pièce teatrale del 2008 e che McNamara sarebbe propenso a continuare per ulteriori stagioni. Anche non succedesse comunque non è un problema, il finale di The Great è sospeso, ma chiude la maturazione di Caterina, costretta infine a scegliere tra l'amore e la ragione di Stato.

Meritano un plauso anche i brani più o meno punk scelti per i titoli di coda di ogni episodio, perfettamente appropriati allo spirito corrosivo della serie. Soprattutto però sono impeccabili i valori produttivi nelle aree caratteristiche dal period drama, come costumi e trucco e parrucco. Solo in quella scenografia così perfetta, può funzionare il gioco di continuo dileggio di un mondo che non abbiamo nessuna ragione di rimpiangere.

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TRAILER
giovedì 7 maggio 2020
 

Regia di Matt Shakman, Colin Bucksey, Ben Chessell. Una serie con Sacha Dhawan, Elle Fanning, Phoebe Fox, Nicholas Hoult, Charity Wakefield. Guarda il trailer »

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