Il potere del cane

Film 2021 | Drammatico, +13 125 min.

Titolo originaleThe Power of the Dog
Anno2021
GenereDrammatico,
ProduzioneNuova Zelanda, Australia
Durata125 minuti
Al cinema6 sale cinematografiche
Regia diJane Campion
AttoriBenedict Cumberbatch, Genevieve Lemon, Jesse Plemons, Kodi Smit-McPhee, Ken Radley Kirsten Dunst, Thomasin McKenzie, Keith Carradine, Frances Conroy, Adam Beach, Peter Carroll, Karl Willetts.
Uscitamercoledì 17 novembre 2021
TagDa vedere 2021
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,00 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jane Campion. Un film Da vedere 2021 con Benedict Cumberbatch, Genevieve Lemon, Jesse Plemons, Kodi Smit-McPhee, Ken Radley. Cast completo Titolo originale: The Power of the Dog. Genere Drammatico, - Nuova Zelanda, Australia, 2021, durata 125 minuti. Uscita cinema mercoledì 17 novembre 2021 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 6 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,00 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una coppia di fratelli che possiede un grande ranch nel Montana si affronta quando uno di loro si sposa. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, In Italia al Box Office Il potere del cane ha incassato 884 .

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,32
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO SÌ
La Campion rende sensuale ogni cosa su cui si posa anche se questa volta si ferma ad un passo dalla cima.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 2 settembre 2021
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 2 settembre 2021

Montana, 1925. I fratelli Burbanks, Phil e George, sono gli eredi di un grande ranch di famiglia, che mandano avanti occupandosi quotidianamente dello spostamento mandrie, dell'essicazione delle pelli e dell'addestramento degli uomini di fatica. Mentre George è un uomo sensibile e desidera una famiglia, Phil è un bullo patentato e omofobo, ossessionato dal mito del suo mentore Bronco Henri. Quando George prende in sposa la giovane vedova Rose e la porta al ranch, Phil prende di mira la donna e suo figlio Peter e non smette di tormentarli.

Del romanzo di Thomas Savage, pubblicato la prima volta alla fine degli anni Sessanta, la Campion restituisce appieno i principali elementi naturali: l'effetto immersivo, amplificato dal mezzo cinematografico, e l'elemento dell'isolamento, che è in ogni piega del racconto e dei personaggi, e che assume visivamente una concretezza quasi palpabile.

Nella sua Nuova Zelanda la regista trova l'America rocciosa e occidentale della metà degli anni Venti, in una valle sterminata e deserta, in cui lo sguardo può spaziare a trencentosessanta gradi (eppure bisogna avere qualcosa di speciale in esso per cogliere il profilo del cane con la mascella aperta nel grande massiccio che funge da fondale al palcoscenico del ranch e da finale di percorso).

Agli interpreti principali, invece, tocca il compito di tenere insieme ed esprimere, col corpo prima che con le parole, la psicologia travagliata di tre personaggi tragicamente imprigionati in un ruolo, un'epoca, un genere. E se il rumoroso, puzzolente, tossico Phil di Cumberbatch è il più centrale del gruppo e nell'inquadratura, manifesto troppo facile della regola per cui le persone che sono state danneggiate non possono che a loro volta danneggiare, è al modo in cui Kristen Dunst amplifica la piccola Rose del romanzo facendone un'icona di malinconia che guardiamo più volentieri, così come alla delicatezza del personaggio di George (Jesse Plemons), che con pudore e timore non guarda ciò che non vuol vedere.

È un peccato allora che il film stenti ad arrivare al punto; che lo sguardo della Campion, che rende sensuale ogni cosa su cui si posa, resti bloccato su immagini già note, figure poco figurate (la castrazione di massa degli animali, il branco), attese che girano su loro stesse, non sufficientemente ricompensate dal colpo di coda del finale. La sua incursione sulla brokeback mountain si ferma a un passo dalla cima, lasciandoci il desiderio del panorama che avremmo potuto vedere e non abbiamo visto.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 20 novembre 2021
goldy

Il rischio è proprio  quello espresso da  Flaw 54 :una noia mortale. In realtà  basta essere un attimo avvertiti che non ci si trova di fronte ai soliti clichè propri del western. La regista,  che non americana, affronta problemi di comportamenti e relazioni   tra comunità  di mandriani abituati a una vita in solitudine  che nessuno  [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 novembre 2021
Flaw54

Film di una monotonia e di una banalità sconcertanti Attori fuori parte, recitazione ai limiti del ridicolo, una Kirsten Dunst irriconoscibile sotto tutti i punti di vista! La Campion ci propone silenzi e momenti di staticità senza senso: forse un tentativo vano di imitare Sergio Leone? Talvolta ho immaginato che arrivasse Clint Eastwoodcon l'immancabile sigaro in bocca e i suoi pregevoli [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 novembre 2021
Emanuele 1968

Strepitoso Benedict Cumberbatch, anche tutto il resto, veramente un bel lavoro. Personalmente un film curioso, quasi un mix di thriller drammatico soft ambientato nel far west, geniale anche nel trailer,  forse l'unico neo è che potrebbe passare un messaggio del tipo " il cane e un agnello e viceversa "

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 22 novembre 2021
Alessandra De Luca
Ciak

Montana, 1925. Phil Burbank, ricco cowboy dalla raffinata cultura classica, ma omofobo e di indole crudele, gestisce il ranch piu` grande di tutta la vallata assieme al fratello George, impacciato e di buon cuore. Quando quest'ultimo sposa la giovane vedova Rose, che va a vivere al ranch con Peter, il figlio adolescente e introverso, Phil da` inizio a un'implacabile guerra psicologica contro la donna, [...] Vai alla recensione »

sabato 20 novembre 2021
Claudio Fraccari
La Voce di Mantova

Nel Montana degli anni Venti, i fratelli Burbanks gestiscono il ranch di famiglia. Se George è azzimato e pacioso, Phil mostra atteggiamenti rudi, provocatori, aggressivi. Ne fa le spese la vedova Rose, che George decide di sposare, e il figlio adolescente di lei, l'effeminato Peter. Poche parole dolorose incrinano il troppo silenzio; e non c'è quiete per nessuno dei personaggi, oberati da fardelli [...] Vai alla recensione »

sabato 20 novembre 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Noi ci arrabattiamo per sapere "cosa vorrà dire?", gli americani ne ricavano titoli di romanzo. Questo "Potere del cane" lo ha scritto Thomas Savage nel 1967, è un western ambientato nel Montana, anni 20 del Novecento. Don Winslow scrive il suo nel 2005, sul narcotraffico. Entrambi fanno riferimento alla Bibbia: "salva l' anima dalla spada, salva il cuore dal potere del cane" ( a Winslow chiesero se [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 novembre 2021
Bilge Ebiri
Vulture

Erano dodici anni che Jane Campion non faceva un film. E la sua mancanza si è sentita. Nell'adattamento del romanzo di Thomas Savage punta Film l'obiettivo sul selvaggio west e il risultato è maestoso e devastante. I fratelli allevatori Phil e George (Benedict Cumberbatch e Jesse Plemons) finiscono nella locanda gestita da una giovane vedova, Rose (Kirsten Dunst), con il figlio adolescente Peter (Kodi [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 novembre 2021
Stefano Giani
Il Giornale

I fratelli Phil e George non potrebbero essere più diversi. Spaccone, bullo e autoritario il primo, sensibile e desideroso di costruire una famiglia il secondo. E nel ranch del Montana anni Venti l' equilibrio va in tilt proprio quando George sposa la vedova Rose e Phil stuzzica la donna, deridendone pure il figlio Peter, un altro con qualche turba alle spalle, visto che gioca con l' hula hoop e plasma [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 novembre 2021
Emiliano Morreale
La Repubblica

Montana 1925, atmosfere quasi western e toni da tragedia greca. La sensibile Rose (Kirsten Dunst), vedova, è ora moglie di George, un uomo mite e premuroso (Jesse Plemons): due personaggi quasi fuori posto in quelle terre rudi. Ancor più lo è il figlio adolescente della donna, Peter (Kodi Smitt-McPhee), avuto dal matrimonio precedente. Il fratello di George (Benedict Cumberbatch) è invece un macho [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 novembre 2021
Fulvia Caprara
La Stampa

Spogliarsi dell' aura aristocratica da interprete skakespeariano, esprimere il più insopportabile maschilismo, rinunciare al piglio cavalleresco e alla classica ironia britannica per assumere i modi ruvidi e aggressivi di un bovaro del Montana. E poi rivelare, in pochi gesti, il segreto alla base di tutto, la non accettazione di sé e delle proprie tensioni omosessuali.

mercoledì 17 novembre 2021
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Erano 12 anni che Jane Campion non realizzava un film. Fatta eccezione per la serie Top of the Lake, il suo ultimo film prima di Il potere del cane è stato Bright Star. Da Henry James (Ritratto di signora), alle figure degli scrittori Janet Frame (Un angelo alla mia tavola) e John Keats (Bright Star), il cinema di Jane Campion si confronta stavolta con il romanzo di Thomas Savage, pubblicato nel 1967 [...] Vai alla recensione »

martedì 16 novembre 2021
Roberto Manassero
Film TV

In Il potere del cane, romanzo di Thomas Savage del 1967 pubblicato per la prima volta in Italia nel 2017, ci sono un mondo selvaggio in via di civilizzazione (il Montana del 1924), una famiglia di ricchi allevatori legata alle proprie terre, una donna che in quel mondo vi arriva da estranea, come sposa novella con un figlio al seguito, e due uomini che in forme diverse attraggono la donna.

venerdì 17 settembre 2021
Joe Morgenstern
Wall Street Journal

Il primo film di Jane Campion dal 2009 (Bright star) ha diviso il pubblico. Per alcuni la storia con Benedict Cumberbatch nei panni di un cow boy cattivo e tormentato nel Montana d'inizio novecento è estremamente interessante, raccontata in modo impeccabile e splendidamente fotografata: un dramma con la statura della tragedia greca. Anche per me il film è estremamente interessante, realizzato in modo [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 settembre 2021
Raffaella Giancristofaro
Duels.it

Si è fatta attendere a lungo, l'attesa è stata premiata: dopo Ritratto di signora (1996) e Holy Smoke (1999) Jane Campion è tornata in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. A dodici anni dall'uscita di Bright Star e a quattro dalla seconda stagione della serie Top of the Lake, dopo una lunga pausa in Australia e il tentativo di adattare per il grande schermo I lanciafiamme di Rachel Kushner, [...] Vai alla recensione »

martedì 7 settembre 2021
Mariuccia Ciotta
Film TV

Nel suo corto pandemico per Netflix, Penelope (serie Homemade), Gyllenhaal metteva in scena la scomparsa di una moglie e l'effetto di essa su un uomo. Per l'esordio nel lungo, l'attrice riparte da quel vuoto, raccontandone l'intorno: come è successo che Leda (che incontriamo, 48enne, in vacanza in Grecia) ha cercato per sé una vita che non fosse, non solo, di madre e di moglie? Lo si scopre nei flashback [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 settembre 2021
Daria Pomponio
Quinlan

"Il filo spinato e le donne sono i principali strumenti di civilizzazione", così diceva il personaggio interpretato da Jeff Bridges in I cancelli del cielo, western sontuoso e maledetto, firmato da Michael Cimino nel 1980, ma se è Jane Campion ad approcciarsi al genere americano per eccellenza, non potranno che essere una donna e il suo pianoforte a tentare l'impresa.

venerdì 3 settembre 2021
Massimo Lastrucci
Cineforum

Dodici anni sono passati dall'ultima avventura cinematografica di Jane Campion (per noi in lizza nell'ipotetica gara della più importante regista di tutti i tempi), quel delizioso Bright Star da tanti troppo snobbato. E dopo una parentesi televisiva con le due serie thriller di Top of the Lake (2017-2019) ritorna ora grazie anche al supporto distributivo di Netflix.

venerdì 3 settembre 2021
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Non altrettanto, in un Concorso finora decisamente gratificante, si può dire del ritorno alla regia di Jane Campion con "The power of dog", tratto dall'omonimo romanzo di Thomas Savage. Qui siamo nel Montana di primo Novecento, dove il rozzo allevatore Phil Burbank (il sempre bravo Benedict Cumberbatch) semina il terrore nella vallata. Quando il fratello sposa un'alcolizzata (Kirsten Dust), che ha [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 settembre 2021
Giulia Diamante Genovese
Close-up

Jane Campion è stata la prima regista donna a vincere la Palma d'Oro al Festival di Cannes del 1993 e ora, quasi tre decadi dopo, punta al leone della Mostra del Cinema di Venezia dato che, a nostro avviso, The Power of the Dog, in Concorso in questa 78° edizione, avrebbe tutte le carte in regole per convincere i giurati - compresa l'autrice rivelazione Chloé Zhao, vincitrice con Nomadland lo scorso [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 settembre 2021
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

Arrivata all'ottavo lungometraggio in trentadue anni, Jane Campion porta in gara a Venezia 78 The Power of the Dog, adattamento del romanzo di Thomas Savage che conferma l'antica regola che c'è sempre un western nella carriera di un regista. Con un'operazione che svela a tratti la sua dimensione programmatica, molto di pensiero e poco di pancia, l'autrice neozelandese fa del western un laboratorio [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 settembre 2021
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

A 75 anni compiuti, Paul Schrader è uno dei più "giovani" registi americani in circolazione. Per spirito, intendo. Nella sua curiosa carriera, di sceneggiatore prima e regista poi, ha conosciuti enormi successi e sonori tracolli; certo non poteva mancare in concorso alla Mostra il suo nuovo film, "Il collezionista di carte", che esce in contemporanea nelle sale italiane.

NEWS
NETFLIX
venerdì 5 novembre 2021
 

Regia di Jane Campion. Un film con Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst, Jesse Plemons, Thomasin McKenzie, Keith Carradine. In cinema selezionati a novembre e su Netflix dal 1° dicembre. Guarda il trailer »

PREMI
sabato 11 settembre 2021
 

La regista si è aggiudicata il riconoscimento per la Miglior Regia. Vai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 2 settembre 2021
Marianna Cappi

La Campion rende sensuale ogni cosa su cui si posa ma ci lascia col desiderio di ciò che poteva essere e non è. In concorso. Vai all'articolo »

NETFLIX
venerdì 27 agosto 2021
 

Regia di Jane Campion. Un film con Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst. In concorso alla Mostra del cinema di Venezia, a novembre al cinema e dal 1° dicembre su Netflix.  Guarda il trailer »

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Festival di Venezia
2021
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