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martedì 21 maggio 2019

Benedict Cumberbatch

Uno Sherlock Holmes in abiti moderni

Nome: Benedict Timothy Carlton Cumberbatch
42 anni, 19 Luglio 1976 (Cancro), Londra (Gran Bretagna)
occhiello
"Anche un orologio fermo, segna l'ora esatta due volte al giorno"
dal film The Imitation Game (2014) Benedict Cumberbatch  Alan Turing
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Benedict Cumberbatch
Golden Globes 2019
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Patrick Melrose di Edward Berger

SAG Awards 2018
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Sherlock di Paul McGuigan

Razzie Awards 2017
Nomination peggior attore non protagonista per il film Zoolander N°2 di Ben Stiller

Golden Globes 2015
Nomination miglior attore in un film drammatico per il film The Imitation Game di Morten Tyldum

BAFTA 2015
Nomination miglior attore per il film The Imitation Game di Morten Tyldum

Premio Oscar 2015
Nomination miglior attore per il film The Imitation Game di Morten Tyldum

CCTA 2012
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Sherlock di Paul McGuigan

Emmy Awards 2012
Nomination miglior attore miniserie o film tv per il film Sherlock di Paul McGuigan



L'attore presta la sua voce alla tigre Shere Khan in Mowgli - Il figlio della giungla di Andy Serkis. Ora su Netflix.

Benedict Cumberbatch, il ringhio della tigre britannica

venerdì 7 dicembre 2018 - Ilaria Ravarino cinemanews

Benedict Cumberbatch, il ringhio della tigre britannica Al telefono ha una voce calda, profonda, con quell'accento britannico che comunica un senso di composta sicurezza: niente a che vedere con il rantolo ferale del drago Smaug, nulla in comune con il ringhio sospirato di Shere Khan o con il falsetto acido de Il Grinch. Benedict Cumberbatch, quando parla, è Sherlock Holmes. Impossibile, però, fare qualsiasi allusione al celebre ispettore nato dalla penna di Arthur Conan Doyle, che l'attore interpreta dal 2010 per la BBC. Disciplinato come un soldato, nella preparazione come nella promozione dei suoi film, Cumberbatch nelle interviste non ama rivangare il passato. Il suo presente è su Netflix, con il film live action/motion capture Mowgli, di Andy Serkis, nel ruolo della tigre più famosa della letteratura: la Shere Khan de 'Il libro della giungla'. Smaug, il Grinch, Shere Khan. Le piace spaventare i bambini?
In effetti, ormai, alle orecchie di un bambino la mia voce deve sembrare terrificante. Del resto i cattivi sono personaggi importantissimi anche per i più piccoli: lo scopo delle fiabe è quello di mostrare ai bambini i pericoli e le difficoltà che incontreranno nel mondo. E lo fanno sia offrendo loro modelli di buon comportamento, che illustrandogli gli archetipi della malvagità.

In che modo la sua Shere Khan è più vicina a Kipling che a Disney?
Shere Khan è un animale dotato di una sua nobiltà. È una creatura di rara grandezza, è la dominatrice della giungla. Ma è anche una bestia ferita, e perciò vulnerabile, resa tale da un essere umano. Non è un "cattivo" monolitico: è mossa da una motivazione molto forte. Il suo opporsi all'intrusione di un umano nel mondo della giungla risponde a un desiderio di conservazione. Sa che gli umani sono pericolosi, lo ha provato sulla sua pelle: è convinta che uomini e animali non siano, e non saranno mai, compatibili. La sua non è solo rabbia, è anche logica. Solo che alla fine l'ira ha la meglio.

Quali le difficoltà nell'interpretare un simile personaggio?
Senza dubbio rendere realistica l'antropizzazione della tigre. Volevo che Shere Khan fosse un personaggio tridimensionale, sufficientemente carismatico, non amichevole, spaventoso. Anche un filo dark. Nell'interpretarla ho cercato di far prevalere il suo lato bestiale. E poi, naturalmente, è stato impegnativo calibrare la voce sul fisico di una bestia ferita che si muove nella giungla.

Ne L'abominevole sposa Cumberbatch e Freeman abbandonano pc e sms per indossare i caratteristici abiti vittoriani.

Sherlock, il mito tra tradizione e modernità

martedì 12 gennaio 2016 - Pino Farinotti cinemanews

Sherlock, il mito tra tradizione e modernità L'ennesimo capitolo, l'ennesima contaminazione dell'opera di Conan Doyle è questo Sherlock: L'abominevole sposa che presenta come modello Benedict Cumberbatch, un tipo forte. Si può partire da lui: nell'era recente si è fatto notare con due ruoli che hanno lasciato il segno: in Il quinto potere dove dava corpo e volto a Julian Assange il fondatore di WikiLeaks, l'uomo che sconvolse la comunicazione web; e in The Imitation Game nel ruolo di Alan Turing, il matematico che decriptò l'"Enigma", la macchina che conteneva i codici segreti nazisti. A posteriori emerse che Turing aveva abbreviato la guerra di almeno un anno, salvando milioni di persone. Ruoli "informatici" decisivi ed eclatanti dunque. Tutta acqua al mulino della popolarità. Ma c'è molto di più: c'è l'Holmes al quale l'attore ha dato vita nella serie televisiva Sherlock. Una rivisitazione interessante, non c'è dubbio. Ma mi concedo prima una digressione.

   

Benedict Cumberbatch, con Il quinto potere una popolarità meritata.

Lo sguardo ostinato

martedì 22 ottobre 2013 - Dario Zonta cinemanews

Lo sguardo ostinato Giusto qualche ora fa, eravamo all'anteprima milanese del Il quinto potere, che non è il sequel del capolavoro che fu di Orson Welles ma lo spudorato tentativo di sfruttare quel discorso che dalla carta stampata si è andato evolvendo all'informazione ai tempi di wikileaks. Non senza fatica stavamo cercando di districarci nell'intrigo informativo e informatico scatenato dalle impalpabili "gole profonde" della rete, certo meno affascinanti di quella primigenia che fu in Tutti gli uomini del presidente, quando salta la luce in sala, anzi in tutto il cinema. Eravamo nel mezzo di una scena topica, quella in cui Assange litiga con Schmidt il suo braccio destro, unico compagno di strada nell'avventurosa creazione del sito, mostrando una volta di più il volto schizoide della sua presunta genialità. Il buio in sala, rotto dalle luci di emergenza al neon, è sembrato, ma non lo era, un'ottima trovata di marketing per dare un po' di suspense a un film il cui dinamismo proveniva solamente dai continui sobbalzi della macchina da presa, ingiustificatamente nevrotica. Guadagnata l'uscita, di ritorno a casa, una figura resisteva all'imminente oblio: capelli lunghi grassi e bianchi, occhi sempre gonfi di chi non li stacca mai dallo schermo di un computer, abbigliamento trasandato di chi si veste per caso sempre con le stesse cose, atteggiamento "egotico" tipico di micro-megalomani: Assange in tutte le sue contraddizioni, così come lo descrive il suo amico-nemico Daniel Domscheit-Berg, autore del libro "Inside Wikileaks". Ma più che il personaggio è l'attore che lo interpreta a ergersi sopra tutto: Benedict Cumberbatch, quasi irriconoscibile nel suo essersi messo dentro le scarpe scomode di una delle personalità più ambigue del nostro tempo. Il suo trasformismo, però, non è solo banalmente mimetico, come sarebbe per un attore di scuola americana. Lui, inglese, ci mette ben altro e colora con la sua recitazione sfaccettata tutte le ombre che attraversano il volto di questo uomo in fuga, mosso dal sogno di contrastare il potere occulto in giro per il mondo.

   

Con La Talpa arrivano al Lido gli 007 di Alfredson.

Dalla Svezia con furore

lunedì 5 settembre 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Dalla Svezia con furore Gli 007 svedesi piacciono, eccome, alla Mostra di Venezia. Accolto da un lungo applauso in sala stampa, il regista di Stoccolma Tomas Alfredson e il produttore Tim Bevan hanno portato oggi in concorso Tinker, Taylor, Soldier, Spy (in Italia a gennaio con il titolo La Talpa), che lo sceneggiatore Peter Straughan ha tratto dal romanzo capolavoro sul mondo delle spie di John Le Carré. Già adattato per il piccolo schermo nel 1979 in una miniserie in 7 puntate, La Talpa ha portato al Lido anche un cast di altissimo livello: Colin Firth, John Hurt, Benedict Cumberbatch, Mark Strong e Gary Oldman, che nel film di Alfredson veste i panni del personaggio interpretato trent’anni fa da Alec Guinness nella miniserie tv. «Se Guinness potesse vedere la prova d’attore di Oldman – ha detto il regista – sarebbe il primo a fargli una standing ovation». Continua »

Il Grinch

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,58)
Un film di Peter Candeland, Yarrow Cheney, Matthew O'Callaghan, Raymond S. Persi, Scott Mosier. Con Alessandro Gassmann, Benedict Cumberbatch, Rashida Jones, Cameron Seely, Pharrell Williams.
continua»

Genere Animazione, - USA 2018. Uscita 29/11/2018.

Avengers: Infinity War

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,59)
Un film di Joe Russo, Anthony Russo. Con Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Scarlett Johansson.
continua»

Genere Azione, - USA 2018. Uscita 25/04/2018.

Thor: Ragnarok

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,53)
Un film di Taika Waititi. Con Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Cate Blanchett, Idris Elba, Jeff Goldblum.
continua»

Genere Azione, - USA 2017. Uscita 25/10/2017.

Walk With Me - Il potere del Mindfulness

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Marc Francis, Max Pugh. Con Benedict Cumberbatch
Genere Documentario, - USA 2017. Uscita 12/09/2017.

Naples '44

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,92)
Un film di Francesco Patierno. Con Benedict Cumberbatch, Adriano Giannini, Alan Arkin, Ernest Borgnine, Keenan Wynn
Genere Documentario, - Italia 2016. Uscita 15/12/2016.
Filmografia di Benedict Cumberbatch »
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