The Shape of Water

Film 2017 | Drammatico +13 119 min.

Titolo originaleThe Shape of Water
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata119 minuti
Regia diGuillermo Del Toro
AttoriSally Hawkins, Michael Shannon (II), Doug Jones, Lauren Lee Smith, Michael Stuhlbarg Octavia Spencer, Richard Jenkins, Nick Searcy, Dru Viergever.
TagDa vedere 2017
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,92 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Guillermo Del Toro. Un film Da vedere 2017 con Sally Hawkins, Michael Shannon (II), Doug Jones, Lauren Lee Smith, Michael Stuhlbarg. Cast completo Titolo originale: The Shape of Water. Genere Drammatico - USA, 2017, durata 119 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,92 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una storia d'amore ambientata negli Stati Uniti durante i primi anni della Guerra Fredda. Il film è stato premiato al Festival di Venezia.

Consigliato assolutamente sì!
3,92/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,83
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'opera dalla portata estetica e morale esemplare che rinnova le affinità tra l'uomo e il mondo marino.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 31 agosto 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 31 agosto 2017

Elisa, giovane donna muta, lavora in un laboratorio scientifico di Baltimora dove gli americani combattono la guerra fredda. Impiegata come donna delle pulizie, Elisa è legata da profonda amicizia a Zelda, collega afroamericana che lotta per i suoi diritti dentro il matrimonio e la società, e Giles, vicino di casa omosessuale, discriminato sul lavoro. Diversi in un mondo di mostri dall'aspetto rassicurante, scoprono che in laboratorio (soprav)vive in cattività una creatura anfibia di grande intelligenza e sensibilità. A rivelarle è Elisa. Condannata al silenzio e alla solitudine, si innamora ricambiata di quel mistero capace di vivere tra acqua e aria. Ma il loro sentimento dovrà presto fare i conti con una gerarchia ostile incarnata dal dispotico Strickland. In piena corsa alle stelle contro i russi, gli Stati Uniti non badano a spese e a crudeltà. Per garantirsi e garantire al suo Paese un futuro stellare, Strickland è deciso a tutto.

È sufficiente osservare l'arte contemporanea per convincersi degli effetti suscitati dalle trasformazioni della vita acquatica sull'ecosistema e di conseguenza sulla vita degli uomini. Da Damien Hirst, che valorizza il corallo minacciato dal riscaldamento degli oceani, a Suzanne Husky e alle sue sirene, il fondo marino ossessiona numerosi artisti.

Se alcuni tra loro sondano quello che si gioca oggi nella profondità dei fondali, altri ci pescano una mitologia ancestrale e una nuova inquietudine. Architetto di incubi, Guillermo del Toro si iscrive nella seconda categoria, rinnovando le affinità, umide e furiose, che gli esseri umani intrattengono con il mondo marino. Sospeso tra nevrosi terrestri (la Guerra Fredda e l'irriducibile paura del diverso) e iridescenze acquatiche, The Shape of Water inventa sotto i nostri occhi un nuovo continente, tra mare e terra, scongiurando l'annegamento con la potenza dei fantasmi.

Proseguendo la sua relazione con lo straordinario, l'autore avanza nella Storia e produce un'articolazione sottile, ma senza gravezza metaforica, tra realtà e doppio fantasmagorico che spiega i suoi oscuri meccanismi. Precipitato in piena Guerra Fredda, il racconto agisce su due livelli, quello della cronaca realista (la violenza della Storia) e quello dell'immaginario mitologico (l'incontro con la straordinaria creatura), e osserva due movimenti, quelli su cui si equilibra tenacemente il cinema dell'autore.

In principio c'è l'aggressione, l'intrusione di un corpo esterno, e poi il gesto espiatorio marcato dall'estromissione della fantasia, dalla sua fuga o dalla sua distruzione nella speranza di rimettere il mondo com'era al debutto. L'azione si situa a Baltimora a metà degli anni Cinquanta dove si soddisfa la paranoia anticomunista del Paese. Al martirio impietoso del mostro si intreccia la rivelazione del suo splendore, alla crudeltà del mondo reale, incarnato dal fanatismo di Strickland, si allaccia la 'mostruosità' di un essere magico che lascia evadere lo spirito romantico della protagonista.

Non è la prima volta che il regista messicano accomoda il racconto onirico al cuore della Storia (Il labirinto del fauno è ambientato nella Spagna franchista), in cui fantasmi infantili e oggettività sinistra si accordano con poesia e pertinenza. Se ieri era un labirinto funebre, oggi è uno specchio d'acqua idillico da cui emerge e in cui immerge un nuovo immaginario, ibridando elementi umani e forme acquatiche.

Curando il delirio totalitario di Strickland con la grazia liberatrice dell'arte (la creatura di Doug Jones ripara al cinema), del Toro conferisce al suo film una portata estetica e morale esemplare. Per la bellezza che ne deriva, rinviando a una tradizione questa volta cinematografica che si interroga sulla relazione tra orrore e sua rappresentazione (Il mostro della laguna nera). Se gli incubi dell'epoca e i tornadi interiori sono affidati a Michael Shannon, volto roccioso che dissimula la mostruosa nefandezza dei suoi prossimi, Doug Jones incarna il doppio fantastico e compassionevole che 'accompagna' l'eroina sulle note di Glenn Miller.

Alla maniera del suo autore, Elisa si innamora perdutamente del mostro. Perché il fantastico per Guillermo del Toro non serve a esorcizzare le paure ma piuttosto a viverle. È l'ultima espressione di speranza e di terrore dell'uomo. Recuperando le radici creative della serie B e rigenerandole infaticabilmente, l'autore invita lo spettatore a riconsiderare i generi e il loro stile, lo persuade della loro inesauribilità, isolandone i meccanismi fondamentali e trovando la chiave per attivarne gli ingranaggi. Ieri la creatura di Jack Arnold nuotava silenziosa al di sotto dell'eroina, oggi ne abbraccia emersa il corpo. Quello elettrico di Sally Hawkins, determinata a provare che l'amore può essere contagioso e il silenzio una lezione sovversiva.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 4 settembre 2017
IlCirro

Splendido fantasy, in bilico tra romanticismo e thriller. Del Toro gira un film destinato a tutti, forse sacrificando un po' di originalità, ma aprendo le porte all'amore. Una relazione impossibile, tra una ragazza muta e una creatura degli abissi, che sfida la ragione e la spietata logica della Guerra Fredda. Ricchissimo di citazioni che peraltro sono parte della storia, anzi, rappresentano spesso [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 agosto 2017
Peer Gynt

Film iper-romantico di un cinefilo appassionato che parte dal "Mostro della laguna nera" (Jack Arnold, 1954), lo coniuga con "King Kong" (Schoedsack e Cooper, 1933 e remakes) e con "La bella e la bestia" (varie versioni a partire dal Cocteau del 1946), senza dimenticare "E.T.", "Frankenstein", gli horror americani anni '50, il noir anni '40 e probabilmente anche lo spirito dei fumetti della Marvel. [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 1 settembre 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

America, primi anni Sessanta, la Guerra Fredda è calda, una creatura anfibia catturata in Sudamerica viene analizzata in un laboratorio governativo, ma anche i russi sono della partita. E pure un'incantevole e muta donna delle pulizie, Elisa (Sally Hawkins), che conquista il mostro con uova bollite e musica: riuscirà il temibile capo della sorveglianza (Michael Shannon, wow) a non farselo sfuggire? [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 settembre 2017
Cristina Piccino
Il Manifesto

È il cinema invece il riferimento e la materia della narrazione per Guillermo del Toro, The Shape of Water come suggerisce il titolo è un film acquatico, amniotico fino all'ossessione in cui il regista messicano recupera la lezione creativa e (e sovversiva) della serie B per rigenerarla. Omaggio esplicito a Jack Arnold, ma anche a La bella e la bestia o a Et, i «mostri» insomma dell'immaginario, quelli [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 settembre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

È arrivato a Venezia il mostro della laguna verde. Cambia il colore rispetto a quello filmato da Jack Arnold nel 1954 ma la provenienza è la stessa: il Rio delle Amazzoni. Il visionario messicano-hollywoodiano Guillermo del Toro, per la prima volta in concorso a Venezia nonostante in filmografia capolavori del cinema fantastico come Il labirinto del fauno, La spina del diavolo ed Hellboy, prende il [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
domenica 10 settembre 2017
 

Elisa, giovane donna muta, lavora come donna delle pulizie in un laboratorio scientifico di Baltimora, dove gli americani combattono la guerra fredda. È molto amica di Zelda, collega afroamericana che lotta per i suoi diritti, e Giles, vicino di casa [...]

MOSTRA DI VENEZIA
sabato 9 settembre 2017
 

La 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si conclude con la vittoria di The Shape of Water di Guillermo Del Toro, un'opera dalla portata estetica e morale esemplare che rinnova le affinità tra l'uomo e il mondo marino.

winner
leone d'oro
Festival di Venezia
2017
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