La forma dell'acqua - The Shape of Water

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Un film di Guillermo Del Toro. Con Sally Hawkins, Michael Shannon (II), Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg.
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Titolo originale The Shape of Water. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 119 min. - USA 2017. - 20th Century Fox uscita mercoledý 14 febbraio 2018. MYMONETRO La forma dell'acqua - The Shape of Water * * * 1/2 - valutazione media: 3,77 su 154 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
eugenio lunedý 15 gennaio 2018
la bella e la bestia durante la guerra fredda Valutazione 4 stelle su cinque
73%
No
28%

Stupore, bellezza, orrore e una forte componente drammatica su cui vince l’amore tra diversi, tra ultimi e diversi; così si può riassumere in poche paroleShape of Water, vincitore del Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia quest’anno.
Un film originale, visivamente potente ed emozionalmente legato alle vecchie favole dark del “mostro della laguna nera” cui il regista, Guillermo Del Toro, volutamente si ispira.
Siamo nella Baltimora della metà degli anni cinquanta in piena Guerra Fredda. In un laboratorio scientifico lavora Elisa (Sally Hawkins) con l’afroamericana Zelda (impegnata nei diritti delle donne contro la discriminazione razziale), come donna delle pulizie. [+]

[+] condivido ogni parola. (di giuliacanova)
[+] lo struggimento d'amore e libertÓ tra diversi (di antoniomontefalcone)
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writer58 martedý 27 febbraio 2018
πάντα ῥεῖ Valutazione 3 stelle su cinque
80%
No
20%

"The shape of water" è un'opera che si presta a molteplici piani di lettura, anche se  giocata essenzialmente su due aspetti fondanti: una dimensione "realistica" che racconta una vicenda di solidarietà tra esclusi nell'America degli anni '50, durante il periodo paranoico e normativo della guerra fredda e una dimensione simbolica e immaginaria basata sull'irruzione di un archetipo fantastico e mitologico capace di trascendere i confini, di avvicinare mondi diversi, di fonderli nella comunione dei sentimenti.
Queste due articolazioni del racconto dovrebbero presentare un punto di unione, un fattore precipitante, l'amore tra Elisa, giovane donna affetta da mutismo che lavora come addetta alle pulizie in un laboratorio scientifico-militare di Baltimora e una creatura singolare, un uomo-pesce trasportato in segreto dall'Amazzonia. [+]

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dahlia lunedý 19 febbraio 2018
un buco... nell'acqua? Valutazione 2 stelle su cinque
72%
No
28%

Film esteticamente molto suggestivo. Tecnicamente la forte personalità nonché la professionalità di Del Toro sono evidenti, ma purtroppo per fare di un film un grande film la componente tecnica deve essere supportata da una trama altrettanto solida.
Nonostante io continuassi a ripetermi: "è una fiaba, non deve essere per forza credibile", già nella prima parte del film ho percepito una forte superficialità nella trama: la protagonista vede il ''mostro'' ed ha una sorta di colpo di fulmine... "è una fiaba" okey, ma ciò a mio avviso non giustifica questo innamoramento repentino e trattato con superficialità. [+]

[+] non sono d'accordo (di nevira)
[+] contenuto mediocre con ottima tecnica (di marcobrenni)
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vanessa zarastro sabato 17 febbraio 2018
un film cinefilo Valutazione 4 stelle su cinque
66%
No
34%

Shape of Water è una favola fantasy in versione grottesca che narra la storia d’amore tra diversi. Siamo a Baltimora nel 1962 in un laboratorio, bunker governativo segreto. Sembrerebbe di conoscere già la storia della “bella e della bestia” ma Del Toro la racconta in un suo modo, con un omaggio al cinema stesso. Sally Hawkins è bravissima nell’interpretare Elisa, una giovane donna delle pulizie muta, una trovatella abbandonata da piccola e cresciuta in orfanatrofio. Lui è un uomo-anfibio, uno strano essere trovato in un fiume in Amazzonia che gli scienziati americani degli anni ’60 pensano di utilizzare per il lancio nello spazio dopo che i Russi avevano manato in orbita la cagnetta Laika. [+]

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nargilla lunedý 19 febbraio 2018
tecnicamente impeccabile ma dal contenuto mediocre Valutazione 2 stelle su cinque
65%
No
35%

Per quanto negli ultimi anni abbia imparato a fidarmi sempre meno del giudizio dell’Academy, 13 nomination agli Oscar non passano di certo inosservate. Eppure, una motivazione a tutta questa generica esaltazione fatico a trovarla. 
Il film è un prodotto discreto magistralmente impacchettato in una componente tecnica di notevole spessore. La fotografia e la scenografia ci regalano un’estetica che impatta con audace violenza sullo spettatore, lasciandolo attonito di fronte a colori sgargianti sfumati da giochi di ombre e davanti a micro (e macro) cosmi ricostruiti minuziosamente. Il contenuto, però, non risulta all’altezza di tutto ciò che lo circonda. [+]

[+] acqua scenderÓ.. (di francesco2)
[+] tecnica senza contenuto (di marcobrenni)
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freerider lunedý 5 marzo 2018
molto astuto per essere una favoletta educativa... Valutazione 2 stelle su cinque
81%
No
19%

Ed è così che un’Academy sempre più influenzata da logiche diplomatiche che ben poco hanno a che fare con il valore intrinseco dei film candidati premia come miglior film la favoletta “educativa” dell'astuto Guillermo Del Toro, che riesce persino a battere un altro film da sfondamento premeditato come Tre Manifesti ad Ebbing, Missouri.
 
Capolavoro? Film del tutto sincero? Intanto diciamo che La forma dell’acqua partiva già sulla carta con uno sfacciato vantaggio strategico in termini di tematiche imperanti da cui oggi non si sfugge: la protagonista è diversamente abile ed è oggetto di attenzioni indesiderate da parte del superiore, la collega di colore subisce battute razziste ed è afflitta da un marito maschilista, il vicino di casa è gay, discriminato sul lavoro e infelice sentimentalmente, il cattivone invece è un arrogante e violento molestatore maschio, bianco, etero, anti-comunista (anche questo naturalmente è un difetto) con tendenze fedifraghe, insomma, quale migliore schieramento di forze per mettere pubblico e giurie con le spalle al muro?
 
Il prodotto è tecnicamente buono anche se non particolarmente nuovo, anzi, c’è molto di già visto sia a livello di immagine che di dinamica narrativa e il lascito finale della pellicola, dopo tanti illustri predecessori, risulta ormai innocuo. [+]

[+] favola-polpettone da blockbuster (di marcobrenni)
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maopar domenica 25 febbraio 2018
la forma dell'acqua nel contenitore di del toro... Valutazione 3 stelle su cinque
57%
No
43%

 Tecnicamente nulla da dire ..anzi !  Considero “tecnico”  tutto ..  sceneggiatura bravura degli attori, non solo fotografia ,  riprese  e  ambientazione…    già   dalla prima sequenza,  si percepisce che il regista vuole dare  un  messaggio , con  una surreale sequenza che , considerando  il titolo , sicuramente avrà a che fare con il mondo acquatico..   il “quotidiano” si intreccia con lo  “straordinario”..  prende struttura una fantastica favola d’amore.. superando le diversità  con la  più spontanea   accettazione dell’altro. [+]

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peergynt giovedý 31 agosto 2017
poesia e amore in un fumettone anni '50 Valutazione 2 stelle su cinque
56%
No
44%

Film iper-romantico di un cinefilo appassionato che parte dal "Mostro della laguna nera" (Jack Arnold, 1954), lo coniuga con "King Kong" (Schoedsack e Cooper, 1933 e remakes) e con "La bella e la bestia" (varie versioni a partire dal Cocteau del 1946), senza dimenticare "E.T.", "Frankenstein", gli horror americani anni '50, il noir anni '40 e probabilmente anche lo spirito dei fumetti della Marvel. Capace di costruire la sua storia e di mostrarla con uno stile rotondo e avvolgente (solito ampio uso della steadycam), Del Toro dimostra di essere un autore, con uno stile riconoscibile, ma ci consegna anche un film che del giÓ visto fa la sua bandiera e che si dimostra narrativamente tutto prevedibile. [+]

[+] condivido (di deadman)
[+] mi ripeto.. (di francesco2)
[+] ed aggiungo... (di francesco2)
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fedeslevin martedý 20 febbraio 2018
la forma dell'amore. Valutazione 4 stelle su cinque
65%
No
35%

Elisa, muta inserviente di un laboratorio di ricerca di Baltimora nel pieno della Guerra Fredda, è sola al mondo. Trascorre le sue monotone giornate scandite dall'alienante susseguirsi di gesti automatizzati, tipici di chi aspetta qualcosa per dare un senso alla propria esistenza. Con lei altri due personaggi, un vecchio artista omosessuale in decadenza e una collega di colore dalla vita matrimoniale spenta, completano il quadretto di emarginati dal cuore sensibile della narrazione. Dall'altra parte, un sadico direttore del progetto segreto, un "vincente", un superuomo che legge "pensare positivo" e si nutre di apparenza come tutta l'America di quegli anni. [+]

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samanta martedý 20 febbraio 2018
una fantasia zoppicante Valutazione 3 stelle su cinque
63%
No
38%

Guillermo del Toro è un regista che sebbene non giovanissimo solo nell'ultimi 12  anni ha riscosso i favori di Hollywood (Il labirinto del fauno del e la trilogia dell'Hobbit). In questo film si lancia in una storia fantastica in un certo senso simile a "La bella e la bestia". La protagonista Elisa muta, donna ormai matura e bruttina (interpretata dall'attrice inglese Sally Hawkins) lavora come donna delle pulizie in un centro sperimentale americano segretissimo, dove viene custodita una creatura anfibia un pò uomo e un pò pesce alto almeno due metri. Viene sottoposto a crudeli esperimenti dal cattivo Strickland capo della sicurezza che lo ha catturato in Amazzonia. [+]

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