| Titolo originale | Kuolleet Lehdet |
| Titolo internazionale | Fallen Leaves |
| Anno | 2023 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Finlandia |
| Durata | 81 minuti |
| Regia di | Aki Kaurismäki |
| Attori | Alma Pöysti, Jussi Vatanen, Janne Hyytiäinen, Nuppu Koivu, Martti Suosalo Alina Tomnikov, Sakari Kuosmanen, Sherwan Haji, Maria Heiskanen, Matti Onnismaa, Eero Ritala, Simon Al-Bazoon, Lauri Untamo, Mikko Mykkänen, Olli Varja, Mitja Tuurala, Misha Jaari, Karar Al-Bazoon, Erkki Astala, Jari Tuomola, Antti Määttänen. |
| Uscita | giovedì 21 dicembre 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,84 su 40 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 14 dicembre 2023
Due persone sole che si incontrano per caso nella notte di Helsinki mentre sono alla ricerca del primo amore della loro vita. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, ha ottenuto 5 candidature agli European Film Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, ha ottenuto 1 candidatura a British Independent, a National Board, ha vinto un premio ai NSFC Awards, a Cahiers du Cinéma, In Italia al Box Office Foglie al vento ha incassato 1,5 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nella notte di Helsinki si incontrano due solitudini, quella di un operaio meccanico e di una cassiera di supermercato. Entrambi hanno il desiderio di conoscersi meglio ma un numero di telefono scritto su un foglietto viene perduto e quindi l'incontro viene rinviato mentre la loro situazione sul versante sociale non sta affatto migliorando. Soprattutto per lui che non riesce a smettere di bere alcolici.
Aki Kaurismaki chiude con questo film una quadrilogia sul lavoro iniziata nel lontano 1986 con Ombre in paradiso in cui il netturbino Nikander e la cassiera di supermercato Llona non ottenevano l'ascesa sociale sperata.
Si era poi passati ad Ariel che a sua volta non raggiungeva gli obiettivi auspicati per concludere con La fiammiferaia in cui Iris, operaia in una fabbrica di fiammiferi, finiva con l'avvelenare coloro che causavano la sua infelicità.
Sembrava dovesse trattarsi di un percorso ormai concluso nel 1989. Invece, trentaquattro anni dopo, la situazione sociale (finlandese e purtroppo non solo) richiede di tornare sul tema. I due protagonisti appartengono con pieno diritto alla galleria di personaggi che il regista ci ha fatto incontrare nel corso degli anni con la loro malinconia profonda, con dei nodi nell'animo difficili da districare ma anche, o forse proprio per questo, con il desiderio di avere qualcuno che comprenda non tanto le loro parole quanto i loro silenzi.
Ci si innamora questa volta ma non c'è, nascosto dietro le spalle, l'inganno come in Le luci della sera. C'è invece il bisogno di uscire dal grigiore di una società sempre più ripiegata su sé stessa e incapace di guardare oltre. Pronta a licenziare chi si porta a casa dal lavoro un prodotto ormai scaduto che finirebbe nella pattumiera come chi, essendosi ferito sul lavoro, viene a sua volta licenziato con il pretesto del consumo di alcol. Su questo argomento Kaurismaki, che non ha mai nascosto la sua passione per i superalcolici, torna più volte quasi volesse mettere in guardia da quello che si sta trasformando da piacere, seppure eccessivo, in doloroso segnale di un vuoto esistenziale.
Intorno ai due protagonisti (e all'amico di lui che tiene molto a che le sue esibizioni al karaoke vengano apprezzate nella giusta misura) c'è un mondo o, meglio, c'è un'Europa che deve, dopo oltre 70 anni tornare a confrontarsi con la guerra. Ogni volta che la protagonista accende la radio le notizie riguardano l'Ucraina e, in particolare, Mariupol e i bombardamenti sugli obiettivi civili.
Kaurismaki insiste volutamente su questo elemento così come, in precedenza, aveva trattato il tema dell'immigrazione. Lo fa sempre con quell'elevato grado di astrazione che costringe chi guarda a interrogarsi mentre si cerca anche di strappargli un sorriso. Come nel commento di uno spettatore all'uscita di un cinema d'essai o grazie ad alcune situazioni in cui si sfiora il mélo con l'ausilio di una compilation di canzoni (ivi compresa quella che dà il titolo al film) che hanno testi di un'infinita tristezza. I fan di Kaurismaki poi non avranno potuto dimenticare la cagnolina Laika. Ora lei non c'è più ma l'amore di Aki per i cani rimane e qui ce n'è la prova.
La vicenda narrata in” Foglie al vento” di Aki Kaurismäki è ambientata in Finlandia e nel presente, dato che sono numerosi i riferimenti alla guerra in Ucraina, che giungono via radio. Secondo le rappresentazioni più comuni, la Finlandia è uno degli Stati più ricchi del mondo che gode della più alta qualità della vita, vantando un sistema educativo all’avanguardia e una vocazione alla pace.
Aki Kaurismaki torna a Cannes dopo più di dieci anni e lo fa con una storia piccolissima su come l'amore possa salvare e dare un senso alla nostra vita. In soli 81 minuti condensa poesia e disperazione con un alto tasso di cinematografia. La radio parla solo della situazione politica, dei morti che la guerra in Ucraina sta facendo e della tragedia di Mariupol.