Il film che segna il ritorno di Steven Spielberg al genere dedicato agli UFO. Espandi ▽
Mentre il mondo è sull'orlo del collasso per una serie di crisi geopolitiche, in particolare nella penisola coreana, Daniel Keller è braccato dagli agenti di una misteriosa organizzazione guidata dallo spietato Noah. Vogliono recuperare ciò che lui ha rubato e impedirgli di diffondere le informazioni ottenute grazie alle sue straordinarie capacità informatiche.
Nel frattempo Margaret Fairchild, volto delle previsioni meteo di Kansas City ma aspirante conduttrice, viene avvicinata da un uccellino, un cardinale rosso, e inizia a manifestare inspiegabili capacità linguistiche: prima parla russo, poi coreano, lingue che non ha mai studiato. Soprattutto, riesce a vedere nel cuore delle persone ed empatizzare con loro al punto da convincerle a non ostacolarla. I due sono destinati a incontrarsi, almeno secondo Hugo, che li sostiene insieme a un gruppo di ribelli fuoriusciti dall'agenzia di Noah.
Avvolto in fase promozionale da fitto mistero, Disclosure Day è una sorta di rivisitazione in chiave moderna e thriller di Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Tra le sequenze più sorprendenti spicca una fuga che culmina in uno scontro con un treno e in una sparatoria in movimento, degna di un action coreano. Il ritmo del montaggio, per tutta la parte thriller, conferma che siamo di fronte a un maestro della tensione. Recensione ❯
Il fenomeno globale che ha terrorizzato il web approda al cinema. Espandi ▽
Da qualche parte nella Silicon Valley e negli anni Novanta, Clark aveva una moglie e il sogno di fare l’architetto ma il destino ha scelto altrimenti. Non gli resta che andare in analisi a cercare il ‘colpevole’ dei suoi scacchi. Lo accoglie e lo assiste la dottoressa Mary Kline, un trauma infantile alle spalle e una carriera di analista da ‘audio-cassette’ motivazionali per raggiungere la felicità e gli obiettivi personali. Clark le ascolta, invano, perché la sua vita è inchiodata a uno showroom di mobili che vende alla televisione vestito da pirata. Una notte, per risolvere l’ennesimo blackout, cerca la causa e trova un passaggio per un mondo parallelo. Al di là del muro uno spazio conduce a un altro spazio e poi corridoi infiniti, scale che non portano a niente e oggetti familiari accatastati o seppelliti come dopo un’apocalisse. Clark vuole esplorarlo e Mary finirà per seguirlo. Nel gennaio 2022, Kane Parsons pubblica su YouTube “The Backrooms (Found Footage)” ed è subito horror post-moderno. Ha soltanto sedici anni quando seduto al computer della sua cameretta crea un mondo artificiale, ripetitivo e disincarnato. L’orrore ridotto alla sua essenza: una porta che dobbiamo attraversare. Dietro c’è uno spazio digitale e impersonale, un’architettura mentale del vuoto, con una porta d’entrata e senza via d’uscita. Dietro, la tensione è costante. Il post di Parson provoca uno shock e oltre venticinque milioni di “visualizzazioni”. Più che un film, Backrooms è un’installazione, un’opera d’arte contemporanea fondata sull’incessante ripetizione della stessa cosa: la presenza dell’assenza, più terrificante di qualsiasi mostro. Recensione ❯
Commedia romantica su una piccola bugia, una grande villa italiana e due persone che finiscono per perdersi nel sugo dell'amore. Espandi ▽
Anna è una giovane donna che ha rinunciato al sogno di diventare chef e ora vaga nei suoi vent'anni tra una serie di scelte sbagliate. Quando Anna perde in un colpo solo il lavoro di house-sitter e l'alloggio, un incontro casuale con Matteo, un affascinante italiano che ha una villa vuota in Toscana, la spinge a partire per l'Italia, contro il parere della sua migliore amica sempre sincera, Claire. Ma il piano di Anna di intrufolarsi nella villa di Matteo, senza permesso e solo per una notte, va in pezzi quando la madre di Matteo, Gabriella, si presenta inaspettatamente. Presa dal panico, Anna lascia che Gabriella creda che lei sia la fidanzata di Matteo. Quella piccola bugia diventa però un grande problema quando arriva Michael, il cugino di Matteo, e Anna scopre che il fuoco che si sta accendendo tra di loro potrebbe trasformarsi in un incendio capace di cambiarle la vita. Recensione ❯
Nel cuore dell'Inghilterra del XVIII secolo, tra intrighi, potere e follia aristocratica, la famiglia Savage è pronta a tutto pur di sopravvivere... Espandi ▽
Nell'Inghilterra del XVIII secolo, tra una massiccia epidemia di vaiolo e la rivolta giacobita, Sir Chauncey Savage e Lady Savage e sono alla disperata ricerca di una vita migliore, per ridare lustro al nome della loro casata ormai in declino. Recensione ❯
Una commedia che osserva da vicino le trasformazioni sociali e culturali degli ultimi anni. Espandi ▽
Torino, oggi. Giuliano e Laura si trovano in un momento delicato della loro vita: lui ha lasciato il lavoro d'ufficio per dedicarsi allo smart working da casa, lei aspetta il secondo figlio, ed entrambi cercano di vendere un monolocale per comprare un appartamento più grande.Una coppia di amici, Ilaria e Federico, frequentano la loro casa e Ilaria, che lavora presso una casa editrice, fa leggere a Laura un romanzo di cui ha appena acquistato i diritti, che racconta in prima persona una gravidanza.
Smart Working è il secondo film da regista e autore di Svevo Moltrasio, laureato al DAMS ma diventato celebre come youtuber, con i suoi resoconti comici della vita da espatriato a Parigi nella web serie Ritals.
Non c'è niente di particolarmente innovativo in questa storia, ma c'è un lavoro di fino in scrittura e tutto sommato anche in regia: una serie di incastri narrativi interessanti che tiene bene il ritmo di un racconto dai temi attuali, dal furto di identità creativa al lavoro da remoto, con conseguente perdita dello spirito di comunità. Recensione ❯
Niente è sacro. Nessun cliché sopravvive. Ogni limite viene superato. Espandi ▽
Le gesta di Ghostface, assassino seriale mascherato, non accennano a fermarsi, così come la loro trasfigurazione cinematografica nella saga di Horror Movie. Ancora una volta la strada del killer si incrocia con quella di Cindy Campbell, sopravvissuta a molteplici massacri, e con l'immancabile Shorty Meeks, perennemente intontito dall'uso di cannabis. Ma stavolta il pericolo riguarda anche figli, nipoti e nuove generazioni, cresciute nell'ombra di una lunga genealogia di traumi e idiozie. O forse gli assassini sono proprio loro. Recensione ❯
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti, Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico, Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda. Recensione ❯
Dopo aver spezzato il misterioso "Salice dei Desideri" per conquistare il cuore della persona per cui ha una cotta, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che aveva chiesto. Espandi ▽
Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevated horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
Proprio Milk & Serial è l'anello di congiunzione con Obsession dal momento che la dimensione del gioco e dello scherzo iniziale, che poi prende ovviamente altre pieghe, è presente anche in questo lungometraggio che però ha, fin dall'inizio, un tono molto diverso, direi quasi un po' malato. Forse a rispecchiare quella Generazione Z, di cui il regista fa parte, le cui modalità relazionali sono ben rappresentate dal gruppo dei quattro protagonisti, due ragazzi e due ragazzi, che lavorano tutti in un negozio di articoli musicali e che sono così amici da stare insieme anche nel tempo libero. Recensione ❯
Chicche per i fan, un adorabile Grogu e un trionfo di marionette animatronic. Un'opera che funziona. Azione, Avventura, Fantasy - USA2026. Durata 132 Minuti.
Il Mandaloriano e Grogu intraprendono la loro missione più emozionante di sempre. Espandi ▽
Il mandaloriano Din Djarin è al lavoro per la Nuova Repubblica e dà la caccia agli uomini dell'Impero rifugiatisi sull'orlo più esterno della Galassia. Al suo fianco c'è il piccolo Grogu, il bambino appartenente alla stessa specie dell'anziano Yoda e già capace di usare la forza ma non ancora di parlare. Al mandaloriano viene affidato un incarico insidioso: aiutare due gemelli Hutt a recuperare il figlio di Jabba, ostaggio su un pianeta dove i gladiatori si battono nelle arene. Se riuscirà nell'impresa, al mandolariano saranno rivelati il nascondiglio e la vera identità di un pericoloso latitante dell'impero, ma ci si può davvero fidare dei malavitosi Hutt?
Star Wars - The Mandalorian and Grogu è come un lungo episodio della prima stagione della serie The Mandalorian, dove invece la brevità era un punto di forza. Ci sono però molte chicche per i fan e Grogu rimane una delle creature più adorabili dello schermo, grande o piccolo che sia.
Alla domanda se il film possa essere il punto di ripartenza della saga di Star Wars la risposta sarà necessariamente un no, ma non importa. Il film è soprattutto un omaggio e un coronamento alla serie Tv che, nella prima stagione in particolare, è stata una delle cose migliori del franchise in tempi recenti. Recensione ❯
Un adattamento che lavora sull'effetto nostalgia e sulle fragilità del maschio contemporaneo. Azione, Avventura, Drammatico - USA2026. Durata 140 Minuti.
Un nuovo live action ispirato alla famosa linea di giocattoli della Mattel di He-Man e I dominatori dell'Universo. Espandi ▽
Il fiorente regno di Eternia custodisce nel castello di Greyskull un potere illimitato: una spada in grado di trasformare il suo possessore in un dio. Quando il malvagio Skeletor invade il regno per impossessarsene, dalla distruzione riesce a salvarsi soltanto il giovane principe Adam, catapultato sulla Terra insieme all’arma. Anni dopo Adam vive come un ragazzo qualunque, confuso, incapace di trovare il proprio posto nel mondo e quasi inconsapevole della sua origine. Ritrovare la spada significherà allora recuperare non solo il legame con Eternia, ma anche un’identità perduta. Come rendere credibile nel 2026 un eroe seminudo che brandisce una spada magica gridando slogan motivazionali? La risposta di Travis Knight consiste nel non provarci nemmeno. Fin dalle prime sequenze il film sceglie la via dell’autoironia e della consapevolezza camp, trasformando il materiale originario in un gigantesco commento nostalgico sulla difficoltà di crescere.
L’elemento più interessante di Masters of the Universe è infatti proprio il modo in cui affronta la propria ragion d’essere: non un film per bambini contemporanei, ma un film rivolto a coloro che erano bambini quarant’anni fa. Il risultato finale rimane discontinuo, sospeso tra ironia, nostalgia e necessità industriali, ma possiede almeno una qualità rara: comprende perfettamente l’assurdità della propria esistenza. E invece di nasconderla la utilizza come principale risorsa narrativa. Forse non basta per trasformare He-Man in un grande fantasy contemporaneo. Ma basta per renderlo qualcosa di più interessante di quanto ci si potesse aspettare: un film su adulti che continuano a cercare, dentro vecchi giocattoli, una versione più semplice di sé stessi. Recensione ❯
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestly faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale. Recensione ❯
Dopo il suo primo film in lingua inglese, La stanza accanto, il regista premio Oscar Pedro Almodóvar torna in Spagna per raccontare una storia sull'elaborazione del lutto e i ritmi frenetici della vita. Espandi ▽
Raul è un regista sulla cinquantina che da cinque anni non riesce a girare un film per mancanza di ispirazione. Comincia a scrivere una nuova sceneggiatura proprio quando Monica, la sua prima lettrice, al suo fianco da vent'anni, si licenzia per raggiungere la compagna in grande difficoltà, e lo affida alle cure amorevoli di Santi, il compagno di Raul di 15 anni più giovane.
La sceneggiatura vede protagonista Elsa, una regista che dopo due film "di culto" (ma non di cassetta) decide finalmente di tornare a scrivere un copione, attingendo alle vite del suo giovane compagno Beau (da Bonifacio, ovvero colui che fa del bene, in una sovrapposizione del buono col bello) e delle uniche due amiche: Patricia, sposata con un uomo che (forse) la tradisce ma che lei non si decide a lasciare, e Natalia, che vive una situazione drammatica con il figlio. Ma anche Raul, mentre costruisce la sua storia, pesca a piene mani dalla realtà quotidiana e dagli affetti che lo circondano, e questo è pericoloso.
Almodóvar è come solito magnifico nel contrapporre spazi, musiche (hitchcockiane) e tinte a scopo narrativo (qui dominano il rosso e l'azzurro, e in coppie alternate il verde e il giallo) e i suoi personaggi sono come sempre una segnaletica vivente del mood del loro autore, in questo caso il disagio. Ma il film raffigura un'impasse creativa impantanandosi in una messinscena che risulta asfittica. Recensione ❯
Prevedibile commedia romantica, accompagnata da una regia che asseconda con grazia le evoluzioni romantiche dei protagonisti. Commedia, Italia2026. Durata 97 Minuti.
La storia di un avvocato che organizza una vendetta sentimentale dopo essere stato lasciato, coinvolgendo una donna in guai legali. Espandi ▽
L’avvocato Lino Attanasio è convinto di avere una vita perfetta: la bella moglie Grazia, la figlia Aurora, una carriera di successo in cui è riuscito a vincere tutte le cause. Ma Grazia si innamora del cuoco VIP Paolo, e Lino si ritrova accampato a casa del suo migliore amico, il poliziotto Tommy. Lino vuole riprendersi Grazia e cerca ogni informazione contro il rivale e Tommy, grazie al suo mestiere, scopre che Paolo è un dongiovanni. Dunque quando Sofia, una insegnante di lingue che sta per passare dalle supplenze all’incarico di ruolo, chiede all’avvocato aiuto per fare causa all’ex fidanzato che la accusa di stalkeraggio, Lino coglie la palla al balzo: difenderà Sofia gratis se lei farà cadere in tentazione Paolo. Chiude il cerchio Matilde, l’amica informatica coinquilina di Sofia, che scoprirà di avere molto – forse troppo – in comune con Tommy. Innamorarsi e altre pessime idee è la più prevedibile delle commedie romantiche e riprende il format dell’unione di forze fra due ex che compiono insieme una vendetta contro chi li ha abbandonati, perché anche Sofia è stata lasciata, nel suo caso con un post it. Lo svolgimento della trama è quanto di più prevedibile e la regia di Simone Aleandri segue i cliché delle commedie romantiche italiane degli ultimi vent’anni, compresi il product placement e la musica sparata a palla ad ogni piè sospinto, ma asseconda con una certa grazia le evoluzioni romantiche della coppia centrale. Recensione ❯
Basato su eventi reali, un film che racconta la condizione femminile in Afghanistan. Espandi ▽
Naru è l'unica operatrice televisiva afghana. I suoi colleghi e superiori sono tutti uomini, ma a lei non importa, sa di essere brava nel suo lavoro. Subisce la discriminazione in una società che considera le donne come subalterne. Siamo a Kabul, poco prima del ritorno al potere dei talebani. Naru si scontrerà persino con il noto giornalista d'inchiesta di Kabul News per cui si troverà a fare da operatrice. Ma saprà scalfire le sue diffidenze.
Funziona la prospettiva adottata: una volta tanto non è l'occhio occidentale a narrare una storia afghana, ma una regista afghana direttamente, e la differenza si avverte in ogni singola inquadratura e in ogni singolo dettaglio.
Una commedia all'inizio brillante che si tinge di fosco man mano che avanza la narrazione trasformandosi in un dramma politico e sociale senza scampo. Recensione ❯