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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.37 - CONSIGLIATO SÌ
Una graffiante commedia sexy, tra Perfetti sconosciuti e Woody Allen, diretta e interpretata dalla pluripremiata Olivia Wilde. Espandi ▽
Joe e Angela sono stati molto innamorati, uniti insieme dalla musica: Joe era un pianista di talento, e Angela amava il suo modo di suonare. Ma dopo molti anni di matrimonio il loro rapporto si è logorato, vittima delle frustrazioni artistiche e professionali di lui e della solitudine domestica di lei: al momento più che parlarsi battibeccano, rinfacciandosi le reciproche delusioni. Quando Angela invita a cena i vicini, la spagnola Pina e lo spirituale Hawk, l'obiettivo di Joe è soprattutto quello di chiedere loro di essere meno rumorosi quando fanno l'amore. Ma la cena con Pina e Hawk scompaginerà le carte per tutti, dando luogo ad un gioco di rivelazioni che coinvolgerà ciascuno dei presenti, mettendo a nudo le meschinità e le paure di tutti. Non guasta che fra Pina e Joe, così come fra Hawk e Angela, ci sia una forte attrazione sessuale, che troverà (possibile) riscontro in una proposta di sesso di gruppo.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.25 - CONSIGLIATO SÌ
Un film di impegno civile, asciutto ed essenziale, come non eravamo più abituati a vedere nel nostro cinema.
Drammatico,
Italia,
Brasile 2026.
Durata 104 Minuti.
Il percorso di un uomo che porta dentro di sé la propria zona d'ombra: piegato dalla tortura, parlò denunciando i suoi compagni. Espandi ▽
Buenos Aires, 2008. Dopo trentatré anni, trascorsi in Italia, Mariano Guerra, medico italiano, torna in Argentina per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo sequestrarono, torturarono e resero schiavo durante la dittatura militare. Mariano è uno dei pochi sopravvissuti a quella tragedia e porta con sé un peso che nessuna sentenza può alleggerire. Il ritorno a Buenos Aires lo costringe a confrontarsi con ciò che significa essere rimasto vivo.
Marco Bechis torna al suo Garage Olimpo per raccontare le conseguenze delle barbarie delle dittature sulle persone anche dopo decenni.
Il cuore del film è infatti il rapporto tra la vittima e il suo aguzzino che il regista, padre italiano e madre cilena, conosce bene essendo stato protagonista, nell’aprile del 1977 a Buenos Aires, durante la dittatura militare, di un sequestro da parte della polizia argentina che lo rilasciò quattro mesi dopo. Bechis sposta la sua vicenda personale, già raccontata nello sconvolgente Garage Olimpo, su quella del suo protagonista, Mariano Guerra, che, dopo 33 anni dai fatti passati in Italia, viene convinto a tornare in Argentina per testimoniare contro i suoi aguzzini. Adriano Giannini costruisce il suo personaggio proprio intorno a questo rapporto di sottomissione che è così profondo da portare la vittima a provare una colpevole vergogna anche per le violenze dei suoi carnefici. Marco Bechis riesce a costruire un film di impegno civile, asciutto e essenziale, come non eravamo più abituati a vedere nel nostro cinema. Ma Ritorno a Buenos Aires è anche un teorema sul trauma che resiste e vive nelle vittime per sempre.
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Cinema aderente all'iniziativa Cinema Revolution dal 19 giugno al 20 settembre. Biglietto a €3,50 per tutti i film italiani ed europei. cinemarevolution.it
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.50 - CONSIGLIATO SÌ
Le difficoltà genitoriali legate al mondo della disabilità raccontate con delicatezza e profondità.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 110 Minuti.
Il racconto di un conflitto intimo, inevitabile, che mette continuamente in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto. Espandi ▽
Dario è padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, ed ha un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello. Nel crescente legame con il nipote ritrova il figlio che avrebbe voluto avere, e assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un gioco di proiezioni e desideri inespressi che finirà per incrinare l'equilibrio interiore di Dario e travolgere l'intera famiglia.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.80 - CONSIGLIATO SÌ
Dopo la guerra di Troia, Ulisse affronta un pericoloso viaggio di ritorno a Itaca, incontrando lungo il cammino creature come il ciclope Polifemo, le Sirene e Circe. Espandi ▽
Ulisse, eroe degli achei di proteiforme ingegno, ha ideato lo stratagemma del cavallo di Troia per porre fine ai dieci anni di assedio della città e finalmente conquistarla. La vittoria gli permette di partire verso casa, all'isola di Itaca, ma la sua flotta incontra diverse sventure e il suo viaggio lo porta a confrontarsi con minacce sovrannaturali, a visitare l'Ade e a una lunga sosta sull'isola della ninfa Calipso. Nel mentre suo figlio Telemaco cerca di proteggere la madre Penelope e il trono di Itaca dai proci.
L'epica si fa cinema in
Odissea di Christopher Nolan, con impressionanti mezzi produttivi e sforzi tecnici, ma pure con una intelligente e attuale rilettura.
Il film trova non solo messaggi pacifisti ma pure femministi, perché questa è la caduta di una società patriarcale di cui le donne per prime vedono i limiti, ma si tratta di passaggi che pur suonando molto moderni - ma poi nemmeno tanto se si ripensa alle tragedie come Medea - non interrompono mai il flusso del racconto.
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MYMONETRO
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Una favola sul rispetto della terza età e del femminile, mai passivo e sempre seducente.
Drammatico,
Spagna 2025.
Durata 116 Minuti.
Una madre, una figlia, e una scelta che metterà a dura prova il loro rapporto. Espandi ▽
Maria Angeles è un'anziana signora spagnola che vive a Tangeri. In fuga da Franco una grande comunità spagnola si era trasferita lì negli anni Trenta e Maria Angeles è la discendente di quelle famiglie. L'unica figlia, Clara, vive a Madrid con i nipoti. Clara però è divorziata, non riesce a mantenersi con il suo lavoro di infermiera e arriva a Tangeri per vendere la casa in cui vive sua madre, che il padre ha intestato a lei.
Le alternative per Maria Angeles sono due: o andare a vivere a Madrid a casa della figlia o recarsi in una residenza spagnola per anziani. Inizialmente la donna accetta di trasferirsi nella residenza, ma presto fugge da lì per tornare nella sua casa, che è stata svuotata dalla figlia in vista della vendita. Da quel momento Maria Angeles si adopererà per ricostruire la sua vita di prima, e forse anche aprirsi ad una vita nuova e a nuovi incontri.
L'anima del film è Carmen Maura, l'attrice spagnola tanto amata da Almodóvar, che oggi è una splendida ottantenne, e che domina lo schermo per tutta la durata del film.
Calle Malaga è una favola che ha al centro il rispetto verso la terza età e verso un femminile mai passivo e sempre seducente, in qualunque momento della vita.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.85 - CONSIGLIATO SÌ
Una favola gradevole che offre spunti per riflettere sul tema dell'emigrazione.
Commedia,
Francia 2025.
Durata 114 Minuti.
Mantenendo una doppia vita tra la madre algerina e la fidanzata Léa, lo chef Mehdi trova una folle soluzione alle sue bugie. Espandi ▽
Mehdi è un giovane cuoco algerino che sta per rilevare la proprietà di un bistrot a Lione. La sua partner nell'acquisto del locale è Léa, la sua ragazza francese. Ma Mehdi non ha mai parlato dell'esistenza della ragazza alla madre Fatima, che vorrebbe che sposasse un'algerina e ha anche già pronta la candidata ideale. La madre vuole tornare nel suo Paese natale, dunque anche se Léa ha presentato da tempo il fidanzato ai suoi genitori, co-finanziatori del progetto di ristorazione, il ragazzo pensa di potersela cavare nel tenere lontane madre e fidanzata. Ma quando Léa insiste per incontrare Fatima, Mehdi ingaggia la proprietaria di un bar, Souhila, affinché finga di essere sua madre.
Spezie e bugie - La cucina di Mehdi cavalca il filone spesso esplorato dal cinema internazionale del contrasto fra immigrati che vogliono rimanere ancorati alle loro tradizioni e i loro figli che cercano invece di inserirsi nella società che li ospita. l'interpretazione della grande attrice palestinese Hiam Abbass a rubare la scena nei panni di Souhila, così come è una gioia vederla divertirsi a fare la danza del ventre e a comportarsi da svitata, lei di solito così grave e composta.
Il film è una favola gradevole che offre spunti interessanti sul tema dell'emigrazione e dell'inserimento sociale di tradizioni cultuali diverse, ma cade spesso nei cliché del genere.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.04 - CONSIGLIATO SÌ
Ghost story e love story che prende la forma di un rituale doloroso di rara eleganza.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 120 Minuti.
L'ultima opera firmata da Bernardo Bertolucci, autore del soggetto e della sceneggiatura. Espandi ▽
Leo fa il produttore musicale e vive a Londra. Il suo progetto più importante lo vede collaborare con Ava, cantante e icona che si era ritirata dalle scene ma che lui ha saputo convincere a tornare per un nuovo album, sul quale i due lavorano dall'appartamento dell'uomo. A fargli visita c'è spesso anche Anne, infermiera a domicilio a cui si è rivolto per un mal di schiena debilitante. La frequentazione con la ragazza diventa però sentimentale oltre che professionale, e tra i due si fa strada un rapporto ambiguo che è ulteriormente complicato dal bisogno che Leo sviluppa per i farmaci antidolorifici prescritti da Anne.
Tutto girato dentro un singolo appartamento, il nuovo film di Andrea Pallaoro è insieme ghost story e love story, prendendo la forma di un rituale doloroso ma di rara eleganza. Quella tra Leo e Anne è la più recente di una serie di connessioni spezzate che hanno segnato finora il cinema di Pallaoro, visto l'ultima volta in Monica e prima ancora in Hannah, interamente costruito sul volto di Charlotte Rampling.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.24 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera efficace che, nella cifra del grottesco, crea un ribaltamento. E va dritto al cuore delle cose.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 88 Minuti.
Paolo confessa l'omicidio della moglie ma nessuno lo arresta: tra burocrazia e assurdo, resta intrappolato in un paradosso kafkiano senza redenzione. Espandi ▽
Paolo Marra ha ucciso sua moglie, senza un perché. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole pagare, scontare la pena, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio. L'uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi.
Nell'interessante percorso di Roberto De Paolis Maino di osservazione della realtà, dopo Cuori puri e Princess, ecco Serpenti solo apparentemente slegato dal mondo reale ma che, proprio nella cifra del grottesco, crea un ribaltamento profondo che va al cuore delle cose. Merito sicuramente della sceneggiatura, scritta dai Fratelli D'Innocenzo insieme al regista, che costruisce sapientemente l'assurdità della vicenda.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.50 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera - a tratti brutale - sulla rivolta araba del '36. Un film di ampio respiro, dalla natura corale e capace di abbracciare molti punti di vista.
Drammatico,
Guerra,
Storico -
Regno Unito,
Qatar 2025.
Durata 119 Minuti.
Un dramma storico ambientato nel 1936 durante la rivolta palestinese contro il dominio coloniale britannico. Espandi ▽
A Gerusalemme, nell'epoca del Mandato britannico della Palestina, il giovane Yusuf lavora come autista per il facoltoso Amir Atef e sua moglie, la giornalista Khuloud. Punto di contatto tra gli ambienti altolocati cittadini e la realtà rurale del paese, il giovane proviene dal villaggio di Al-Basma, dove cova la ribellione contadina nei confronti dei coloni ebrei, che prendono sempre più il controllo dei territori, e della repressione militare britannica, rappresentata dal capitano Wingate.
Dopo la notizia della spartizione del paese tra ebrei e arabi, nel 1937, il conflitto esplode nel villaggio e coinvolge la famiglia di Yusuf e quella della giovane vedova Rabab, la quale a sua volta ha una figlia e dei genitori anziani di cui preoccuparsi.
In una narrativa di ampio respiro, dalla natura corale e capace di abbracciare punti di vista multipli, Jacir lascia in realtà da parte la presenza ebrea per concentrarsi sulla disastrosa responsabilità britannica, che tra il lavoro della Commissione Peel e la violenta repressione sul campo dei ribelli indirizzò tutti gli eventi successivi.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.25 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Tra cronaca e storia, la rievocazione sentita dello storico sciopero che nel 1975 fermò l'Islanda.
Documentario,
Islanda,
USA 2024.
Durata 70 Minuti.
La straordinaria storia vera del giorno che cambiò il destino delle donne in islanda e nel mondo. Espandi ▽
L'Islanda dei primi anni Settanta somiglia a molti altri Paesi europei, quanto a indipendenza femminile: le donne non possono aspirare a ricoprire alcuni ruoli professionali, né avere un conto in banca o un'istruzione superiore. Insomma niente a cui dedicarsi che non sia un'occupazione subalterna, la cura della casa, dei figli e di sé stesse (per non sfigurare e perciò "deludere" compagni e mariti). Ma in questo clima conservatore si agitano, un po' ovunque nel mondo, diversi movimenti che chiedono pari opportunità. Come quello delle Redstockings, nato a New York nel 1969, e di lì a poco le istanze femministe inonderanno le piazze.
Consapevoli del fatto che le proteste contano ma non sempre sono immediatamente risolutive, molti gruppi femminili, di Reykjavík ma anche delle zone più rurali, si mobilitano. Prima per informare e portare all'attenzione pubblica questa mancanza di parità, anche con atti eclatanti e chiedendo l'aiuto di alcuni media, poi per organizzare uno sciopero con l'obiettivo di paralizzare completamente il Paese per un giorno intero, il 24 ottobre 1975. Forse con l'evidenza della "forza lavoro" mancante gli uomini capiranno. Sarà un enorme successo, con un'adesione al novanta per cento, e un campanello d'allarme che fortunatamente verrà percepito da tutta la società.
Nel 2025, a mezzo secolo da quel giorno fatidico, alcune delle protagoniste ricordano e testimoniano lo sforzo comune per arrivare a un atto dimostrativo che ha avuto solo effetti positivi: oggi in Islanda, il Paese più avanzato in termini di parità di genere, le donne sono al 48% in parlamento. Tra le interpellate dal film, anche il capo di Stato Vigdís Finnbogadóttir, eletta nel 1980.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.39 - CONSIGLIATO SÌ
Un road movie che riesce a raccontare un'Italia vera con una sua energia lenta e sul finale commovente.
Drammatico,
Italia,
Germania 2025.
Durata 100 Minuti.
Nel Veneto rurale, due amici di bevute inseguono la leggenda di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio. Con loro un giovane architetto in cerca di sé. Espandi ▽
Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all’arrivo dall’Argentina. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio.
Le città di pianura è l’opera seconda del regista e sceneggiatore Francesco Sossai: un road movie sbullonato con per improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta. Il film riesce a raccontare un’Italia vera, lontana dai riflettori e dai set delle commedie mutuate dall’estero. Trova una sua energia laconica che cresce lentamente e alla fine commuove, perché forse il segreto del mondo – o almeno di una vita alternativa a quella frenetica e arrivista di oggi - Dori e Carlobianchi l’hanno scoperto davvero.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.49 - CONSIGLIATO SÌ
La storia dell'influente chef, scrittore e giornalista statunitense di viaggi Anthony Bourdain. Espandi ▽
1975. Tony è uno studente diciannovenne iscritto al Vassar College che sogna di diventare uno scrittore e concorre per una borsa di studio che finanzi lo sviluppo di un suo primo, ipotetico romanzo.Non vince la borsa di studio e decide di partire per Provincetown, la cittadina balneare di Cape Cod dove la sua Nancy si è trasferita per l'estate, convinto di poterla conquistare. A Provincetown Tony trova lavoro come lavapiatti presso un fast food di pesce capitanato da Ciro, un individuo latinoamericano bizzarro ma generoso. Sarà questa la sua improbabile introduzione al mondo dell'alta cucina che lo renderà celebre nel mondo.
Matt Johnson sceglie di uscire dai canoni standard del biopic agiografico e racconta il suo protagonista attraverso una costruzione altrettanto (deliberatamente) sconclusionata e caotica, come se il film stesso fosse in preda allo sturm und drang e alla confusone esistenziale di Tony.
Il regista fa di Bourdain una sorta di Martin Eden, e del suo film un'ode stravagante a tutte le persone fuori dal comune, nonché al bisogno di ognuno di noi di essere visto e riconosciuto nella propria irrinunciabile individualità.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.75 - CONSIGLIATO SÌ
Un vecchio albero racconta cosa accade intorno a lui. Espandi ▽
2020. Un neuroscienziato proveniente da Hong Kong giunge come visiting professor in un'università della Germania. La sua specializzazione consiste nello studiare la mente dei neonati. Qui inizia un esperimento sul grande albero mentre il Covid si diffonde.
1908. Sempre nello stesso ateneo assistiamo alla non facile ammissione alla facoltà di Botanica della prima ragazza. La stessa trova un impiego come assistente presso un fotografo e scopre tutte le potenzialità del mestiere.
1972. Due giovani studenti iniziano una relazione che vede al centro la cura e lo studio delle reazioni di un geranio a quanto gli accade intorno.
Ildikó Enyedi dà nuovamente prova della sua originalità affrontando un tema insolito sul quale innesta riflessioni sul ruolo dell'essere umano nel contesto della Natura. Non si presentava come semplice l'impresa di relazionare esseri umani con il mondo vegetale ma la regista ungherese c'è riuscita affrontando anche i mutamenti nella relazione maschio femmina nel corso del tempo.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.41 - CONSIGLIATO SÌ
L'intelligenza artificiale come strumento per lenire i nostri problemi.
Un'opera sul nostro immediato futuro.
Drammatico,
Giappone 2026.
Durata 126 Minuti.
Un film futuristico, dove il figlio di una coppia è un robot. Espandi ▽
In un futuro prossimo, a Yokohama, la coppia dei Komoto, che ha tragicamente perso il figlio di sette anni Kakeru, decide di avvalersi di REbirth, un programma pensato per le famiglie nella loro situazione: riceveranno in prova gratuita un androide guidato dall'intelligenza artificiale, con le fattezze e i ricordi di Kakeru. Il padre Kensuke è inizialmente scettico, laddove la madre Otone si affeziona istantaneamente al nuovo Kakeru, scegliendo di vivere nell'autosuggestione. Finché una visita della madre e della sorella non riportano Otone alla realtà.
Universalmente riconosciuto come uno dei principali cantori della realtà famigliare e del rapporto tra legami ereditati e invece scelti, in
Sheep in the Box Hirokazu Kore-eda si muove su un terreno noto.
Quella del regista è una visione ottimista e niente affatto luddista, in linea con il positivismo di una filmografia che, anche quando si è soffermata su eventi scabrosi e su sdrucciolevoli limiti etici, ha saputo proporre una via di uscita, un accettabile compromesso per affrontare l'esistenza quotidiana. Il film non fa eccezione e va letto in questo senso, anche quando la nostra sete di eccessi e verità rivelate, di polarizzazioni e sensazionalismi, resta inesorabilmente inappagata.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.31 - CONSIGLIATO SÌ
Un adolescente in cerca di senso all'interno di un mondo programmaticamente
insensato.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 107 Minuti.
Un film che esplora la ricerca di sé, il distacco e il desiderio di libertà tipici dell'adolescenza. Espandi ▽
Ketticè è l'opera seconda del neotrentenne Giovanni Tortorici, componente della factory di Luca Guadagnino da quando ha lavorato con lui alla serie We Are Who We Are, e se il suo film d'esordio, Diciannove, illustrava la quotidianità scomposta di un, appunto, diciannovenne alle prese con l'ingresso nel mondo adulto, Ketticè regredisce nel tempo verso la piena adolescenza, in una Palermo dove piccola e grande borghesia si incontrano sulle strade della bamba (Ketty ha uno zio in galera per mafia, Giulio una nonna che cita il Gattopardo e una ex che riabilita Mussolini, considerandosi un'intellettuale perché legge libri e vede un sacco di documentari).
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