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domenica 17 gennaio 2021

Hugh Jackman

X-Man

52 anni, 12 Ottobre 1968 (Bilancia), Sydney (Australia)
occhiello
Sono il migliore in quello che faccio ma quello che faccio non è sempre piacevole…
dal film X-Men le origini: Wolverine (2009) Hugh Jackman  Logan; Wolverine
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Hugh Jackman
Golden Globes 2018
Nomination miglior attore in un film brillante per il film The Greatest Showman di Michael Gracey

Critics Choice Award 2013
Nomination miglior attore per il film Les Misérables di Tom Hooper

SAG Awards 2013
Nomination miglior attore per il film Les Misérables di Tom Hooper

Golden Globes 2013
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Les Misérables di Tom Hooper

BAFTA 2013
Nomination miglior attore per il film Les Misérables di Tom Hooper

Premio Oscar 2013
Nomination miglior attore per il film Les Misérables di Tom Hooper

Golden Globes 2013
Premio miglior attore in un film brillante per il film Les Misérables di Tom Hooper

Golden Globes 2002
Nomination miglior attore per il film Kate & Leopold di James Mangold



Hugh Jackman e il regista Gavin Hood parlano di X Men le origini: Wolverine.

Wolverine: un inguaribile eroe

martedì 14 aprile 2009 - Marianna Cappi cinemanews

Wolverine: un inguaribile eroe È uno dei personaggi più misteriosi di casa Marvel. Nato sulle pagine di Hulk, Wolverine ha presto conquistato il suo spazio nella seconda squadra degli X-men e poi in una miniserie a lui espressamente dedicata. Il film lo presenta bambino, nel momento in cui si scopre addosso gli artigli di osso, e lo recupera adulto, impegnato a tenere a bada la sua parte animale per vivere onestamente al fianco dell'amata Kayla. Un sogno impossibile che verrà riconvertito in incubo all'adamantio dal generale Stryker. Del combattimento che Wolverine ingaggia quotidianamente con se stesso, parlano il protagonista Hugh Jackman e il regista Gavin Hood.

È una delle colonne della colonia australiana di Hollywood.

5x1: Hugh Jackman, aussie doc

martedì 13 gennaio 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Hugh Jackman, aussie doc Presenterà la Notte degli Oscar e la scelta è meno azzardata di quel che potrebbe sembrare. Infatti, l'attore australiano Hugh Jackman ha una solida tradizione da presentatore: lo è stato tra i più apprezzati per i Tony Award, l'omologo teatrale del premio cinematografico. Proprio dal teatro, ed esattamente dal musical, arriva la formazione e le prime affermazioni di Jackman. Fu Wolverine, però, a lanciarlo nel grande mondo del cinema: il personaggio degli X-men, a cui sta per tornare in un film completamente dedicato al personaggio dalle lame retrattili, lo lanciò prepotentemente nella Mecca del cinema come uomo in grado di dare spessore al proprio personaggio con una buona dose di atletismo. Così, sbarcato in America, è andato ad ingrossare la pattuglia australiana di Hollywood e ha iniziato ad alternare i ruoli romantici a quelli d'azione. Così arriviamo ad Australia, uno dei fil più attesi dell'anno, che apre il 2009 all'insegna del kolossal romantico. Nelle intenzioni, il "canguro" Baz Luhrmann vuole ripercorrere i passi del film classico, Via col vento su tutti. Qui Jackman ha la possibilità di sfoggiare le sue doti di attore fisico ma anche deliziare il pubblico femminile con una serie di pose da consumato playboy.

Incontro con il regista e i protagonisti del Via col vento australiano.

L'Australia romantica, magica e selvaggia di Baz Luhrmann

venerdì 5 dicembre 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

L'Australia romantica, magica e selvaggia di Baz Luhrmann Arrivano a Roma Baz Luhrmann, Nicole Kidman e Hugh Jackman per promuovere Australia, un melodramma ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale che affronta il problema delle generazioni rubate. Attraverso la figura di Nullah il regista fa luce su tutti quei bambini "mezzosangue" nati da relazioni tra bianchi e aborigeni che venivano deportati in colonie - una sorta di campi di rieducazione - per essere preparati alla loro nuova vita nella società dei bianchi. A segnare la relazione tra il piccolo Nullah e la Lady Sarah Ashley di Nicole Kidman è una canzone occidentale, quella "Over the Rainbow" cantata da Judy Garland ne Il mago di Oz. "La scelta della canzone è dovuta al fatto che al centro della storia c'è un personaggio che deve intraprendere un percorso personale" ha rivelato Luhrmann. "Prima di essere un aborigeno Nullah è anzitutto un bambino e volevamo prendere un pezzetto della mitologia occidentale per mescolarla a quella degli aborigeni. Nelle due mitologie prevale sempre l'elemento umano che è quello che le unisce. Inoltre, come Il mago di Oz, Australia è ambientato in una terra particolare, con personaggi strani e misteriosi. Si tratta anche di una canzone che rappresenta un sogno, il sogno che la protagonista porta avanti in un paese misterioso, alla fine dell'arcobaleno".

Mister Link

Mister Link

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,60)
Un film di Chris Butler (III). Con Zoe Saldana, Hugh Jackman, Timothy Olyphant, Emma Thompson, Zach Galifianakis.
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Genere Animazione, - USA 2019. Uscita 17/09/2020.
The Front Runner - Il Vizio del Potere

The Front Runner - Il Vizio del Potere

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,77)
Un film di Jason Reitman. Con Hugh Jackman, Vera Farmiga, J.K. Simmons, Sara Paxton, Molly Ephraim.
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Genere Biografico, - USA 2018. Uscita 21/02/2019.
The Greatest Showman

The Greatest Showman

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,68)
Un film di Michael Gracey. Con Hugh Jackman, Michelle Williams, Zac Efron, Rebecca Ferguson, Zendaya.
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Genere Musical, - USA 2017. Uscita 25/12/2017.
Logan - The Wolverine

Logan - The Wolverine

* * * - -
(mymonetro: 3,40)
Un film di James Mangold. Con Hugh Jackman, Patrick Stewart, Richard E. Grant, Boyd Holbrook, Stephen Merchant.
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Genere Azione, - USA 2017. Uscita 01/03/2017. 14
Eddie the Eagle - Il coraggio della follia

Eddie the Eagle - Il coraggio della follia

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,69)
Un film di Dexter Fletcher. Con Taron Egerton, Hugh Jackman, Christopher Walken, Keith Allen, Jim Broadbent.
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Genere Biografico, - Gran Bretagna, USA, Germania 2016. Uscita 02/06/2016.
Filmografia di Hugh Jackman »

lunedì 11 gennaio 2021 - La mini-serie con Dominic West, appena andata in onda su Rai3, offre l'occasione per riflettere sull'opera e le sue trasposizioni. Di Pino Farinotti.

I Miserabili, il romanzo di Hugo e i suoi numerosi adattamenti

Pino Farinotti cinemanews

I Miserabili, il romanzo di Hugo e i suoi numerosi adattamenti I Miserabili: Rai 3 lo ha trasmesso in due serate, in un’edizione che rispetta il romanzo di Hugo, diretta da Tom Shankland, protagonista Dominic West. Film e libro possono attivare un ragionamento sul loro rapporto.

"I miserabili" è un’opera monumento. C'è persino un dato, che anche se non è ufficiale, è comunque probante. Lo si deve a una fondazione intitolata a Lev Tolstoj che, in occasione della celebrazione della morte dello scrittore (1910), dopo una ricerca articolata, ha decretato che i “Magnifici sette” della letteratura universale sono: Dante, Shakespeare, Cervantes, Goethe, Hugo, Tolstoj, Joyce.  Citando le opere: Divina commedia, Amleto, Don Chisciotte, I dolori del giovane Werther, I miserabili, Guerra e pace, L’Ulisse. La selezione è certo benemerita, e coraggiosa, si presta a larghi dibattiti, perché non è facile assumersi responsabilità così assolute. Ma non c’è dubbio che quei nomi e quei titoli siano largamente condivisibili. Il romanzo di Hugo contiene tutta l’umanità possibile. Il contesto storico e politico, le differenze sociali, la fede e la ragione, le diverse forme dell’amore, l’impegno doloroso, l’onestà e il pregiudizio, il potere opprimente, la legge ingiusta, il destino. E naturalmente, la cifra di scrittura del capolavoro.
Era inevitabile che il cinema fagocitasse "I miserabili".

Tormentato
Inserto opportuno. Il rapporto fra cinema e letteratura è sempre stato stretto e tormentato. Stretto perché non c’è romanzo, salvo rare eccezioni, che non abbia avuto la sua brava versione cinematografica, tormentato perché le due discipline hanno regole molto diverse.
Al romanzo appartengono profondità, introspezione, verità; al cinema spettacolo e happy end. Il lieto fine ha spesso stravolto i contenuti dei romanzi. E vale una verità impietosa: non esistono libri tratti da film ma solo film tratti da libri. Salvo qualche trascurabile anomalia.
Si tratta di accettare due termini: licenza e contaminazione. Il cinema ha tutti i diritti alla licenza, la letteratura avrebbe tutti i diritti alla salvaguardia della propria identità ed è un’equazione di non facile soluzione. E infatti, raramente è stata risolta.
Acquisendo i romanzi, il cinema li ha adattati, contaminati, violentati, assassinati. Qualche volta li ha rispettati. I termini sono: filologia, riguardo artistico, lesa maestà.
Fra gli infiniti “Miserabili” alcuni titoli sono ricordabili, per autori e interpreti. L’edizione del 1933 di Raymond Bernard, con Harry Baur e Charles Vanel. I Miserabili italiano, di Riccardo Freda, con Gino Cervi, del 1947; il film del 1952, di Lewis Milestone con Michael Rennie; la versione del 1958 di Jean-Paul Le Chanois, con Jean Gabin. Ed essendoci Gabin, quel “Miserabili” non può che fare testo. E ancora, l’edizione di Claude Lelouch, con Jean-Paul Belmondo, del 1995. Questi titoli sono stati sostanzialmente, rispettosi del master letterario.

 
Rispettato
Ma non sempre Hugo è stato rispettato. Dubito che il grande romanziere avrebbe condiviso la versione musicale del 2012, diretto da Tom Hooper, sentendo le sue parole cantate dall’australiano Hugh Jackman (!).
Sono invece sicuro che non avrebbe tollerato la rimozione di Monsieur Gillenormand, un vecchio bonapartista che ha combattuto a Waterloo. Per quel personaggio Hugo si era ispirato a suo padre Léopold-Sigismond, che aveva prestato servizio in Spagna sotto un Bonaparte, Giuseppe, fratello dell'imperatore. A Waterloo non c'era, era troppo vecchio, ed era stato il più grande dolore della sua vita. Hugo aveva cercato di ripagare il padre attraverso Gillenormand. No, lo scrittore non avrebbe perdonato.

Ma c’è di più. Nel 2005 il regista Ladj Ly ha presentato a Cannes il suo documentario 365 Jours à Clichy-Montfermeil, ispirato ai disordini di strada di Parigi di quell’anno. Nel 2019 ha ripreso quella vicenda e l’ha trasformata in un film... I miserabili (guarda la video recensione). Racconta dell’agente Ruiz che prende servizio nel quartiere di Montfermeil, periferia parigina brulicante di tensioni fra gang locali e forze dell’ordine. Ma cosa c’entra Hugo? C’entra che “Miserabili” è un marchio eroico, trasversale nel tempo, è marketing e business, è nella memoria del pubblico, è un indiscutibile vantaggio. È il solito, triste trucco.

A chiudere. Se tu autore ci credi, crea un’opera tua, con un titolo tuo, senza furti o furbate. Giocatela. Non approfittare del talento, del prestigio, e dello sforzo altrui.

   

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