L'albero della vita

Film 2006 | Drammatico +13 96 min.

Titolo originaleThe Fountain
Anno2006
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata96 minuti
Regia diDarren Aronofsky
AttoriHugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Stephen McHattie, Mark Margolis, Fernando Hernandez Sean Patrick Thomas, Cliff Curtis, Donna Murphy, Ethan Suplee, Richard McMillan, Lorne Brass.
Uscitavenerdì 16 marzo 2007
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,50 su 105 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Darren Aronofsky. Un film con Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Stephen McHattie, Mark Margolis, Fernando Hernandez. Cast completo Titolo originale: The Fountain. Genere Drammatico - USA, 2006, durata 96 minuti. Uscita cinema venerdì 16 marzo 2007 distribuito da 20th Century Fox. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,50 su 105 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il viaggio di un uomo, tra storia e fantascienza, per salvare la donna amata. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes. In Italia al Box Office L'albero della vita ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 86,5 mila euro e 54,6 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 1,88
PUBBLICO 3,61
CONSIGLIATO NÌ
Fantasy metafisico per accedere al segreto della vita eterna.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Thomas Creo è rispettivamente un conquistador, uno scienziato e un astronauta che vuole vincere la morte e salvare la donna che ama, Isabel: una scrittrice, una regina, un pensiero fatto albero di vita. Il viaggio epico di Thomas ha inizio nella Spagna del sedicesimo secolo, governata da Isabella e minacciata dal Grande Inquisitore, prosegue nello studio di un biologo del ventunesimo secolo e termina con un esploratore del futuro in viaggio verso Xibalba, una nebulosa lontana. Tre storie, un personaggio e un solo amore per tre periodi temporali che confluiranno davanti all'Albero della Vita, una pianta leggendaria la cui linfa dona a chi la beve la vita eterna.
La ricerca dell'immortalità diventa una corsa contro il tempo per salvare il proprio amore. Ma è la morte l'unica via percorribile per ricongiungersi all'amata. Tutti vorremmo vivere per sempre ma nessuno ha più accesso diretto all'Albero della Vita, così facciamo i conti con la morte, la nostra e quella delle persone care. Darren Aronofsky prova a riflettere su questo desiderio di eternità ideando un racconto decisamente innovativo che attraversa lo spazio e il tempo alla ricerca della Fontana della Giovinezza. L'idea del regista è più magica che religiosa, il Thomas sospeso nella bolla è un mago divinatore che interroga le forze che governano il mondo per salvare chi lo abita. Il suo spirito, innalzato dalla disciplina (quella militare e quella scientifica), è al di sopra del mondo materiale ed esprime una cosmologia fantastica, sostenuta da scenografie ed effetti visivi squisitamente new age.
Per concepire la fountain del titolo originale (la fontana della giovinezza viene intesa come un albero rovesciato), il regista si è ispirato alle culture e alle mitologie che meglio di altre hanno saputo rappresentarla. Combinando la cultura Maya con quella biblica, Aronofsky crea un mondo nuovo, che risulta familiare perché risponde a esigenze conoscitive e classificatorie presenti a tutte le società. Modelli archetipici noti e miti di creazione e di fondazione della realtà condivisi, che soddisfano il bisogno di cercare spiegazioni e di darsi ragione sul bisogno di infinità ed eternità.
Ma L'albero della vita è anche e più semplicemente una storia d'amore, è una dichiarazione di fallibilità, è l'accesso negato al segreto della vita eterna e l'invito a rassegnarsi alla propria natura umana come fa la giovane moglie del protagonista. In tempi in cui si è persa familiarità con la morte, quella privata e non quella rappresentata in diretta (suicidio o esecuzione capitale), il regista statunitense ne affronta il mistero in un'opera controversa, sospesa e confusa tra fantasy e metafisica. Dopo Pi greco - Il teorema del delirio e Requiem for a dream, Aronofsky come Thomas prosegue la sua ricerca del significato ultimo della vita. Fosse anche celato dietro una stella estinta o dentro un amore ostinato.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Un viaggio attraverso i secoli per il nuovo film dello sperimentatore Aronofsky.
Recensione di Luisa Ceretto

Ci sono voluti cinque anni al regista di Requiem for a Dream, per dare alla luce la sua nuova creazione. Nella storia del cinema mondiale non mancano esempi eccellenti di opere rimaste troppo a lungo nel cassetto: spesso il tempo di gestazione è dettato da lentezze creative, oppure soltanto da difficoltà produttive. Il rischio di una caduta, di un risultato inferiore alle aspettative è sempre in agguato. È quanto accade a The Fountain, terzo lungometraggio del newyorchese Darren Aronofsky.
La fontana che dà il titolo al film è l'albero della vita, che disperatamente il protagonista maschile cerca di trovare per salvare la donna che ama. Sul piano temporale, la vicenda inizia nel diciassettesimo secolo e ha come protagonista un conquistatore alla ricerca dell'immortalità, che successivamente vediamo nei panni di uno scienziato ai giorni nostri, e infine, è un astronauta del ventiseiesimo secolo.
Un tema affascinante e non privo di spunti interessanti ma che, nelle mani di Aronofsky diventa perlopiù un pretesto per fare uso di effetti speciali, che finiscono col togliere qualsiasi spessore e credibilità alla vicenda e ai suoi personaggi. Il viaggio attraverso i secoli si alterna freneticamente, da un futuro incerto a una Spagna ai tempi dell'Inquisizione, stereotipata e un po' risibile.

Sei d'accordo con Luisa Ceretto?
L'ALBERO DELLA VITA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 6 marzo 2011
R. Y.

(Leggette il commento solo se avete visto il film). Bisogna essere colti per poter interpretare un tale capolavoro cinematografico che fin da subito si suddivide in tre piani temporali apparentemente diversi ma che descrivono l'elaborazione della morte all'interno di un solo uomo (Thomas Creo). C'è il racconto della moglie (The fountain) di cui Thomas ha l'angosciante incarico di finire, lo zelante [...] Vai alla recensione »

domenica 28 settembre 2014
Laurynn

The Fountain – L’Albero della Vita Tomas Creo (Hugh Jackman) è uno scienziato che lavora senza sosta con l’intento di trovare una cura contro il tumore al cervello. Il suo non è uno scopo puramente umanitario; egli agisce fondamentalmente spinto da motivi personali: sua moglie Isabel (Rachel Weisz) è in fin di vita a causa di questa malattia.

sabato 19 ottobre 2013
ShiningEyes

Progetto che nasce nel 2001, “The Fountain”, si rivela essere il film più ambizioso di Aronofsky: sia per i temi trattati e per i numerosi effetti visivi che fanno mettere da parte le tecniche minimaliste del regista. Il film si snoda su tre personaggi(interpretati da un gran Hugh Jackman) di tre epoche differenti, che hanno in comune l’obbiettivo di sconfiggere la morte con tre diversi [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 gennaio 2010
germi86

L'idea doveva essere interessante,ma il risultato non è stato un gran chè..tre storie fra passato-presente-futuro che si alternano e ci raccontano questo misterioso albero della vita e la storia di un amore eterno fra i due protagonisti.

mercoledì 23 febbraio 2011
faby8181

Adoro Aronofsky ma, in questo caso, pur avendo rappresentato momenti profonsissimi dal punto di vista emotivo oltre che visivo ha trascurato un attimino la sceneggiatura...o forse è la storia stessa che ha delle lacune che lo rendono poco comprensibile soprattutto nel finale.

domenica 7 febbraio 2010
ultimoboyscout

Della trilogia inizale di Aronofsky (Pi greco il teorema del delirio e Requiem for a dream) è senza dubbio il meno bello. Molto statico, come tra l'altro è nello stile del regista, con i suoi continui salti spazio-temporali, il film non è mai banale ma certo stufa parecchio. Importante la presenza dell'accoppiata Jackman-Weisz oltre alla fedelissima Ellen Burstyn. Vai alla recensione »

martedì 18 ottobre 2011
Jayan

Un film con grandi pretese di essere un film del genere fantasy-esoterico che esprime concetti molto interessanti, tra cui la reincarnazione, è stato fatto proprio male e crea maggiore confusione nello spettatore che tramite la sua visione vorrebbe comprendere alti concetti filosofici, tra cui, per l'appunto, la reincarnazione. E' un'accozzaglia di idee mal connesse, un film dove [...] Vai alla recensione »

sabato 19 giugno 2010
Jonesilsuonatore

Pieno, corposo, intenso, sensuale, struggente, violento e delicato a un tempo, impeccabile. The fountain, tratto dall’omonimo graphic novel, è il trionfante connubio tra un’efficace idea narrativa e un sapiente uso dei mezzi espressivi. La storia si sviluppa in tre diverse epoche, profondamente lontane tra loro, tra cui un ultraterreno 2463, reso da una grafica ridondante, quasi fumettistica, e un [...] Vai alla recensione »

martedì 16 giugno 2009
Mrwhite

Questo film è come una fuga di Bach..tre voci che si contrappuntano a vicenda e vagano verso l'infinito...

lunedì 18 luglio 2011
marcobrenni

Sono d'accordo con molti altri che ne hanno lodato le immagini straordinarie (soprattutto quelle dell'inizio). Quanto al suo complesso, lo trovo inutilmente lungo, anzi lunghissimo (!!), eccessivamente ambizioso, al limite velleitario, laddove cerca di coniugare il sacro (la Natura o "Dio") col profano. Questi continui salti tra la mistica più eterea e la quotidianità più banale mi hanno decisamente [...] Vai alla recensione »

sabato 19 giugno 2010
Jonesilsuonatore

Pieno, corposo, intenso, sensuale, struggente, violento e delicato a un tempo, impeccabile. The fountain, tratto dall’omonimo graphic novel, è il trionfante connubio tra un’efficace idea narrativa e un sapiente uso dei mezzi espressivi. La storia si sviluppa in tre diverse epoche, profondamente lontane tra loro, tra cui un ultraterreno 2463, reso da una grafica ridondante, quasi fumettistica, e un [...] Vai alla recensione »

martedì 4 maggio 2010
Dario J. A.

Accade che ogni tanto qualcuno ci faccia prendere una boccata d'aria, infatti non capita spesso che le pellicole mettano alla prova la nostra capacità di aspettarsi ciò che sta per accadere. In questo film viene sviluppata un'idea di vita e di morte tra il romanticismo e l'illusionismo. Non a caso, la riduzione ai minimi termini della cosiddetta "trama" e l'uso ripetuto di allegorie e immagini surreali [...] Vai alla recensione »

sabato 23 ottobre 2010
sherine

tre stelle son poche per questo bellissimo film

domenica 20 giugno 2010
Simonadm87

Pieno, corposo, intenso, sensuale, struggente, violento e delicato a un tempo, impeccabile. The fountain, tratto dall’omonimo graphic novel, è il trionfante connubio tra un’efficace idea narrativa e un sapiente uso dei mezzi espressivi. La storia si sviluppa in tre diverse epoche, profondamente lontane tra loro, tra cui un ultraterreno 2463, reso da una grafica ridondante, quasi [...] Vai alla recensione »

Frasi
I nostri corpi sono prigioni per le nostre anime. Il sangue e la pelle non sono che le sbarre del nostro confino. Ma non dovete temere. La carne è destinata a decomporsi. La morte trasforma tutto in cenere e, così facendo, libera l'anima dal suo carceriere.
Il grande inquisitore Silecio (Stephen McHattie)
dal film L'albero della vita - a cura di Pierpaolo Gismondi
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luca Castelli
Il Mucchio

Quando uno spettatore entra in un cinema per vedere un film di Darren Aronofsky sa benissimo due cose. Che capirà molto poco della trama (vedi Pi - Il teorema del delirio) e che si troverà di fronte a qualcosa di scioccante, violento, tendenzialmente distruttivo e depressivo (vedi Requiem Far A Dream). In L'albero della vita, seppur senza toccare gli estremi dei film precedenti, valgono entrambi i [...] Vai alla recensione »

Marco Bertolino
Nick

Un uomo calvo, con gli occhi chiusi, è sospeso in aria con le gambe incrociate all'interno di una grande bolla, accanto a un albero antico: è l'incipit di. The Fountain, l'ultima fatica di quel Darren Aronofsky poco noto al grande pubblico ma capace di regalare pellicole di culto come PI greco - Il teorema del delirio (1998) e Requiem for a Dream (2006).

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

La «prima», alla Mostra di Venezia, dove era in gara, ha portato fortuna a L'albero della vita, The Fountain, elaborato e affascinante lavoro sulla spiritualità di Darren Aronofsky, laico genietto creativo di Brooklyn, che scandalizzò metà del Lido per le sue domande e le sue risposte a proposito di vita eterna, di viaggi avanti e indietro nel tempo e negli spazi, e di dove sgorghi, esattamente, la [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

La vita, la morte, l'amore, la ricerca dell'immortalità, i Maya, frati, operazioni al cervello delle scimmie, il cielo e la Terra. E poi un conquistador spagnolo del XVI secolo, uno scienziato nella nostra epoca, un astronauta nel XXIV secolo: è vero, è come dire "brevi cenni sull'universo". Ma è anche inevitabile, perché The Fountain - L'Albero della Vita, terzo lungometraggio di Darren Aronofsky, [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

L'amore, la morte e l'eternità che si lascia inseguire ma non acciuffare. È un tema forte della fantasy con tanto di anello simbolico, un viaggio epico e una ricerca ancora più difficile della questua del Santo Graal. L'oggetto del desiderio è il secondo albero più famoso della Bibbia: quello della vita che aveva il suo posto nell'Eden così come il fusto, i rami e le mele della conoscenza sotto le [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Alla ricerca dell'albero della vita si muovono invece i tre eroi, in tre epoche diverse (il '500, oggi, e il 26esimo secolo) di The Fountain, diretto da Darresi Aronofsky che, dal film di esordio Pi greco, ha esibito la sua vocazione a un cinema spiritualista che pensa la scienza, la matematica e la medicina, come «sistema» del trascendente. Tre diversi Tommy, un guerriero, uno scienziato e un astronauta, [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Un conquistador spagnolo (con un forte feeling per la sua regina, Isabella) va in terra Maya alla ricerca dell'Albero della Vita. Contemporaneamente, uno scienziato dei nostri giorni ricerca spasmodicamente una cura per la moglie molto amata, ammalata di cancro. E contemporaneamente, un saggio del futuro cerca di raggiungere la dimensione spazio-temporale nella quale passato e presente, regno dei vivi [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

Tommy Creo è uno scienziato che ha ingaggiato una gara con il tempo per trovare una cura per la moglie amatissima e colpita da un cancro. Tomas è un conquistador spagnolo che, nel 1500, cerca la Fontana della giovinezza per salvare da pericoli mortali la sua venerata signora. Tom è invece un uomo del futuro (secolo ventiseiesimo) che cerca di ricongiungersi alla sua lei grazie all'albero della vita. [...] Vai alla recensione »

Philip French
The Observer

Il terzo film scritto e diretto da Darren Aronofsky fa segnare una brutta battuta d'arresto nella sempiterna ricerca dell'immortalità. Questo film confuso e praticamente indescrivibile impiega Hugh Jackman in tre ruoli: quello di un conquistador nel Messico del sedicesimo secolo, quello di uno scienziato statunitense che vive ai giorni nostri e si chiama Tommy Creo (come criogenia, capito?) e quello [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

La fontana del titolo è la famosa fontana della giovinezza, che Tom (l'attore Hugh Jackman) cerca, in veste di conquistador nella Spagna del XVI secolo per proteggere la sua Regina, di scienziato contemporaneo per guarire dal cancro la moglie, di astronauta del XXVI secolo per ricongiungersi al la sposa morta (sempre la bella Rachel Weisz). A pretendere l'immortalità paiono essere soprattutto i giovani, [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

The Fountain in Italia è diventato il sottotitolo. Il titolo è L'albero della vita, omonimo di un film di mezzo secolo fa di Edward Dmytryk. E forse non è un caso l'appaiamento: anche il film allora era velleitario, costò molto e incassò poco; ma il fiasco di Dmytryk non lasciò «vedove», salvo il produttore. Invece Aronovsky ha i suoi devoti nella critica.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

In The Fountain dell'americano Darren Aronofsky con Hush Jackman e Rachel Weisz c'è di tutto, in un pastrocchio barocco sul tema dell'immortalità, sull'Albero della Vita che sconfigge la morte. Un esploratore spagnolo cinquecentesco, un neurochirurgo ricercatore contemporaneo, un uomo del XXVI secolo (attore sempre Jack-man) cercano l'Albero che potrà conservare in vita la donna amata; ma soltanto [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
L'Espresso

Il regista Darren Aronofsky, 38 anni, nato a Brooklyn, specializzato a Harvard, autore di due film già molto premiati, barba, baffi e una larga faccia da slavo, legato all'attrice Rachel Weisz, ha fondato una società di produzione e l'ha chiamata Protozoa Pictures, ha lanciato una società d'animazione, l'ha chiamata Amoeba Proteus, ha ideato un personaggio e l'ha chiamato Tomas Creo.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Lo scienziato Tom cerca disperatamente una cura per il cancro che vuole portargli via l'amatissima moglie. Nel tentativo attraversa le epoche, ricorrendo volta a volta agli antichi scritti (è un conquistador del XVI secolo), alla medicina (le scene che si svolgono ai nostri giorni), al sogno (le sequenze psichedeliche ambientate nel 2500). Variamente accolto all'ultima Mostra di Venezia, L'albero della [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Tre personaggi, interpretati da Hugh Jackman, rappresentano lo stesso uomo che nel corso dei secoli va alla ricerca dell'immortalità, d'un modo per salvare la donna amata: un esploratore spagnolo del Cinquecento al servizio della bella regina di Spagna, un giovane medico contemporaneo alla ricerca d'una nuova cura per il tumore al cervello che uccide l'amatissima moglie, un uomo del futuro che nel [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Piacerà ai giovani, ai fricchettoni e ai fans di un cineclub immaginifico e sperimentale. The Fountain del giovane americano Darren Aronofsky, per la prima volta alle prese con un budget industriale, ha tutte le qualità per stare a un festival e, soprattutto, per selezionare le future platee paganti: raccontando la ciclica odissea attraverso le età del mondo di un baldo innamorato che vuole salvare [...] Vai alla recensione »

Federico Gironi
Rumore

Passato, presente e futuro che s'intersecano stravolgendo la linearità ma rispettando una qualche forma di consequenzialità. Spiritualismo new age, metempsicosi e momenti di transustanziazione pagana. L'amore che lotta per la vita (dell'amata/o e di se stesso) ma che supera i confini della morte. Ci si chiede con quale criterio Darren Aronofsky abbia ragionato su questi elementi prima e li abbia cercati [...] Vai alla recensione »

Giulia D'Agnolo Vallan
Ciak

Uno dei film più facili da detestare dell'anno: pretenzioso, incomprensibile, privo di humour, denso di paccottiglia misticoide. Eppure, il mélo storico/spaziate di Darren Aronofsky è anche uno dei più ipnotici e affascinanti. Come gli altri due film del regista newyorkese è un gesto di ambizione visionaria raro nel cinema americano di oggi, un viaggio multidimensionale che deve molto al surrealismo, [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Ogni concorso cinematografico nasconde sempre qualche sorpresa. The Fountain è la sorpresa di Venezia 63. Solo che è una pessima sorpresa: Darren Aronofsky, il regista, aveva firmato nel 2000 un bellissimo film, Requiem for a Dream, e in molti attendevamo con curiosità il suo nuovo lavoro. The Fountain, quindi, è una delusione doppia, tripla, multipla.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Quello che fa diffidare subito, oltre al curriculum di Aronofsky, è il trittico di passato, presente e futuro dove si muove un unico personaggio, prima conquistador, poi scienziato, infine astronauta, alle prese con la Fontana della giovinezza. Sono gli ingredienti del peggiore dei polpettoni. In effetti, in un tripudio di luci dorate e notti profonde, Hugh Jackman cerca soluzioni ai suoi problemi [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Avvenire

Spasmodicamente atteso da cinque anni dopo Requiem for a Dream, Darren Aronofsky mette in scena l'eterna ossessione dell'uomo: la conquista dell'immortalità. Il punto di partenza è estremamente affascinante, ma oltremodo rischioso. E infatti. Alla ricerca dell'albero della vita eterna un medico, deciso a strappare sua moglie alla morte, viaggia attraverso tre epoche storiche - Sedicesimo, Ventunesimo [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

I segni erano nefasti. Brad Pitt preferì girare Troy, Cate Blanchett disse "no, grazie", George Clooney, Mel Gibson e Russell Crowe erano affaccendati altrove, i produttori ritirarono i finanziamenti. Darren Aronofsky avrebbe fatto meglio a prenderli sul serio, chiudendo a doppia mandata il copione nel cassetto. Magari, tornando ai film messi insieme con una buona idea e una manciata di denari (com'erano [...] Vai alla recensione »

NEWS
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lunedì 19 marzo 2007
Claudia Resta

Come hai scelto di lavorare con Darren Aronofsky? Anche se era già il mio compagno, la mia partecipazione è stata un'idea di Hugh Jackman: Darren inizialmente non mi voleva nel cast. Lo abbiamo portato a cena e, insieme ad Hugh, l'ho convinto a prendere [...]

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