L'albero della vita

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Un film di Darren Aronofsky. Con Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Stephen McHattie, Mark Margolis.
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Titolo originale The Fountain. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 96 min. - USA 2006. - 20th Century Fox uscita venerdì 16 marzo 2007. MYMONETRO L'albero della vita * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 105 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
ruggero giovedì 18 ottobre 2007
allievo di lynch: il film come esperienza onirica Valutazione 4 stelle su cinque
69%
No
31%

Sinceramente non capisco perchè questo film sia stato così ferocemente attaccato dalla critica; sembra quasi che dall'alto del loro piedistallo i critici cinematografici si sentano minacciati e offesi nel profondo se messi di fronte ad un film onirico, allucinatorio, dalla trama criptica e la fotografia ridondante. Si, va riconosciuto che The Fountain è un film pretenzioso ma il concetto di fondo su cui si basa poteva essere trattato solo con presunzione; in questo film, a prescindere dalla tecnica, vi è il riassunto di tutta la filosofia umana: la ricerca spasmodica di comprendere la morte. Di fronte a questo diventa superficiale chiedersi se le sue scelte visive e tecniche siano consone o no, credo che il regista voglia porre l'attenzione semplicemente sulle sensazione che tale ricerca provoca in noi; la potenza delle immagini (come in Requiem For A Dream)serve a creare quella angoscia di fondo nello spettatore, che produce la condizione iniziale per poter vedere un film di Aronofsky: la completa disposizione ad assorbire il messaggio visivo. [+]

[+] perfetto (di simone)
[+] aronofski nuovo kubrik? perchè no? (di marv)
[+] ridondante.. (di rr)
[+] la critica (di chicca)
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marco lunedì 19 marzo 2007
oltre la vita e la morte Valutazione 4 stelle su cinque
62%
No
38%

Oltre la vita e la morte. Un racconto sull'universalità e a-temporalità dell'amore. L'utopia di credere che la morte non sia altro che un'altra malattia da poter curare. Un'ossessione che diventa ragione di vita e che percorre i secoli, fino a raggiungere l'inevitabile soluzione ovvero la caduta delle illusioni e la consapevolezza che la morte è parte indispensabile e indissolubile dell'esistenza di ognuno di noi. La morte come mezzo attraverso cui dar luce a una nuova vita, come unico modo per essere e sentirsi umani. La morte come momento di completamento di noi stessi e del nostro stare al mondo, come dice esplicitamente il personaggio di Izzi, poco prima che il suo tumore al cervello abbia la meglio su tutti gli sforzi del marito Tom Creo. [+]

[+] - (di vinz)
[+] continuo-secondo me: (di vinz)
[+] ... (di david)
[+] attenzione (di ruggero)
[+] vinz, buona questa! (di kaa)
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sandman mercoledì 30 gennaio 2008
l'ombra di kubrick... Valutazione 3 stelle su cinque
73%
No
27%

Un viaggio metafisico dentro le coscienze, dentro la psiche. un percorso gnoseologico che ci trascina in un vortice di dubbi e fa riflettere. Non è un film facile, e va riconosciuto ad Aronofsky il merito di aver raggiunto il suo scopo, quello di straniarci. Tre sono le storie che si intrecciano, una sola la verità. La vita. Al di là della concezione di essere e non essere, Tomas si ricongiunge col tutto, fa pace con l'universo, che sia il suo mondo interiore o quello fisico, e compie un'estrema rinuncia. per amore. Bravissima Rachel Weisz, attrice polivalente che anche stavolta non delude. Insolitamente fragile Huge Jackman, il quale dimostra di poter esprimersi sugli alti livelli di drammaticità già palesati a teatro anche quando recita in un film, seppur di nicchia, come questo. [+]

[+] sandokan (di sandokan)
[+] e' vero, c'è di kubrick nella parte sul futuro (di jayan)
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r. younis domenica 6 marzo 2011
the fountain - l'albero della vita Valutazione 5 stelle su cinque
73%
No
27%

(Leggette il commento solo se avete visto il film). Bisogna essere colti per poter interpretare un tale capolavoro cinematografico che fin da subito si suddivide in tre piani temporali apparentemente diversi ma che descrivono l'elaborazione della morte all'interno di un solo uomo (Thomas Creo). C'è il racconto della moglie (The fountain) di cui Thomas ha l'angosciante incarico di finire, lo zelante monaco che rappresenta il piano riflessivo e la traposizione visiva del subconscio e l'elaborazione della morte dentro Thomas Creo, e quello che concretamente un uomo fa per elaborare la cruda realtà. Infine quel che vediamo noi non è altro che l'elaborazione interna e l'accettazione finale di un uomo che sta per cadere nella disperazione ma che alla fine trova la pace interna rendendosi conto che la morte è ciò che ci rende umani e che la si deve accettare così com'è. [+]

[+] oh santo cielo. (di lollixo)
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laurynn domenica 28 settembre 2014
i tre livelli narrativi Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

The Fountain – L’Albero della Vita

Tomas Creo (Hugh Jackman) è uno scienziato che lavora senza sosta con l’intento di trovare una cura contro il tumore al cervello. [+]

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paride86 martedì 20 gennaio 2009
ambizioso ma iniquo Valutazione 2 stelle su cinque
63%
No
38%

"L'albero della vita" si svolge su tre piani distaccati e paralleli: un oncologo in cerca di nuove soluzioni curative, un conquistador spagnolo in missione in America Latina e un uomo del futuro che conduce alcuni esperimenti. Tutte le storie hanno come denominatore comune il voler salvare la propria donna; per il resto il collegamento tra i vari piani è piuttosto sconnesso e oscuro. Aronofsky, come ne "Il teorema del delirio", mischia molto confusamente elementi pagani, cristiani e zen, tutto in un unico calderone che vorrebbe avere un profondo significato metafisico sulla ricerca della vita eterna, e invece risulta soltanto un'accozzaglia di riferimenti estranei l'uno all'altro, mescolati senza coerenza e senza cultura. [+]

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joannes martedì 3 aprile 2007
il segreto della vita eterna Valutazione 5 stelle su cinque
63%
No
38%

Il film è bipartito in due fasi il presente dove il protagonista vive la sua storia d'amore tormentata dalla paura di perdere ciò che al mondo è di più caro la sua consorte vittima di un male incurabile che piano piano la sta portando via.La vita presente è il tumore ,il medico ricercatore innamorato sperimenta su una scimmia un fantasmagorico preparato preso da una mitica corteccia nelle ande maya(forse è l'albero della vita) capace di far curare il male tornando il cervello ad una situazione primaria,questo farmaco attacca il male adagiagiandosi molecolarmente al tumore,ossia ritornare ad uno sato incosciente ma questo sembra rendere piu giovane e vitale l'organismo della scimmia ma non curarlo e perciò non applicabile ,e non lo sperimenterà alla donna che alla finne morrà anche se in pace con se stessa,percio il segreto della vita eterna è regredire ad uno stato di primaria incoscienza. [+]

[+] ahinoi! (di flavia)
[+] forse.. (di kaa)
[+] ma il tuo pusher? (di autostart)
[+] per flavia... (di autostart)
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shiningeyes sabato 19 ottobre 2013
provare a vincere la morte! Valutazione 4 stelle su cinque
0%
No
0%

Progetto che nasce nel 2001, “The Fountain”, si rivela essere il film più ambizioso di Aronofsky: sia per i temi trattati e per i numerosi effetti visivi che fanno mettere da parte le tecniche minimaliste del regista. Il film si snoda su tre personaggi(interpretati da un gran Hugh Jackman) di tre epoche differenti, che hanno in comune l’obbiettivo di sconfiggere la morte con tre diversi metodi che si collegano ad altre tematiche: la sconfinata fede in Dio del conquistador letterario, la razionalità scientifica del ricercatore Thomas e la meditazione del monaco. Il tutto gira nel biblico “Albero della vita”, che rappresenta la vittoria e resa alla morte e di come l’amore sia l’unica cosa che sopravvive in eterno e quindi, unico vincitore della morte. [+]

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piernelweb domenica 20 gennaio 2008
fluttuazioni sconnesse Valutazione 2 stelle su cinque
43%
No
57%

Aronofsky coltivava questo progetto da diverso tempo (impraticabile senza un adeguato budget), ma le major cinematografiche erano incerte perchè lo giudicavano azzardato e lo additavano come un possibile fiasco. Alla fine i produttori si sono decisi, ma il fiasco di pubblico e critica è puntualmente arrivato. Il film è troppo ambizioso e la sua struttura che suddivide temporalmente in tre epoche distanti la storia di un'eterno amore tra Tom e Izzi finisce per risultare sconessa e visivamente inconciliante. Le fluttuazioni spaziali di matrice new age del protagonista sono spesso imbarazzanti e finiscono per svilire l'impegno del regista nella sua personale indagine sull'ossessione umana del mito dell'immortalità. [+]

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