L'uomo fedele

Film 2018 | Drammatico, Commedia, Sentimentale 75 min.

Titolo originaleL'Homme Fidèle
Titolo internazionaleA Faithful Man
Anno2018
GenereDrammatico, Commedia, Sentimentale
ProduzioneFrancia
Durata75 minuti
Al cinema31 sale cinematografiche
Regia diLouis Garrel
AttoriLaetitia Casta, Lily-Rose Depp, Joseph Engel, Louis Garrel .
Uscitagiovedì 11 aprile 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneEuropictures
MYmonetro 3,35 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Louis Garrel. Un film Da vedere 2018 con Laetitia Casta, Lily-Rose Depp, Joseph Engel, Louis Garrel. Titolo originale: L'Homme Fidèle. Titolo internazionale: A Faithful Man. Genere Drammatico, Commedia, Sentimentale - Francia, 2018, durata 75 minuti. Uscita cinema giovedì 11 aprile 2019 distribuito da Europictures. Oggi tra i film al cinema in 31 sale cinematografiche - MYmonetro 3,35 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La complessa relazione di una coppia, fatta di una grossa separazione ma anche di un finale ricongiungimento. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office L'uomo fedele ha incassato 74,8 mila euro .

Consigliato sì!
3,35/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,19
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
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Un thriller sentimentale dove ogni scena è una sorpresa, che è una storia di oggi e una storia di sempre.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 11 marzo 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 11 marzo 2019

Marianne e Abel si amano e vivono insieme, almeno fino a quando Marianne non lascia Abel perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Marianne lo sposerà presto e lui deve andarsene, in fretta. Abel non oppone resistenza e se ne va come fosse niente ma non è niente. Nove anni dopo, il cuore di Paul si ferma. Abel e Marianne si rivedono al funerale. Gli ex amanti si riavvicinano ma Eve, sorella di Paul, uscita dall'adolescenza e innamorata da sempre dell'amico del fratello, vuole Abel e dichiara guerra a Marianne. A complicare tutto poi c'è Joseph, figlio di Marianne e Paul, appassionato di enigmi polizieschi e convinto che la madre abbia avvelenato il padre.

La densità del nuovo film di Louis Garrel impressiona quanto il suo debutto. Accadono più cose ne L'uomo fedele che in un polpettone di tre ore.

Una donna annuncia al suo compagno una novità in tre tempi: è incinta, non è lui il padre e sta per sposare il padre del suo bambino. Cacciato dal paradiso della prima giovinezza, lui fa la valigia e se ne va senza drammi, pianti, imprecazioni. Ellissi di nove anni. Lui e lei si ritrovano al funerale dell'altro e tornano insieme sotto gli occhi di un'altra che vuole lui. Tre minuti sono passati dall'inizio del film. Un esordio folgorante, una scena di rottura mai vista.

La narrazione procede spedita, intelligentemente sostenuta dalla triplice voce off che ci lascia ascoltare le emozioni profonde dei personaggi e la loro presa di coscienza sulla natura dei propri sentimenti. Poi rallenta, progressivamente, varia il tempo e introduce due variabili al triangolo. Abel vuole riconquistare Marianne, Marianne vuole essere riconquistata ma Ève, sorella di Paul vuole Abel da quando era adolescente. È la guerra eppure tutto resta tranquillo. Perché il seguito avrà lo spirito beffardo del prologo mescolato a un genere a priori incompatibile: il film a suspense hitchcockiano.

Dopo Le deux amis, opera prima che riprendeva la configurazione sentimentale francese per eccellenza, L'uomo fedele contempla il rettangolo: due donne e due uomini, di cui Paul, deceduto e mai mostrato, è presenza costante in ogni discussione. All'equazione si aggiunge l'enfant demiurgo, personaggio centrale e rivelazione capricciosa che scompiglia e sovverte le certezze degli adulti. Manipolatore e visibilmente afflitto, introduce il sospetto e partecipa attivamente a ordinare e risolvere i termini di un'equazione che condurrà all'immagine finale di una famiglia ricomposta.

Attraverso il bambino, che come gli adulti ha tanto da dire e da nascondere, Louis Garrel esplora la relazione genitore-figlio, i legami di sangue e quelli elettivi. Col tema della filiazione, il figlio di Philippe Garrel si iscrive nella storia del cinema e si diverte a evocare, per poi dirottare, tutti i padri della Nouvelle Vague, da Truffaut (Domicile conjugal) a Chabrol (La femme infidèle). La fedeltà del titolo è da intendersi anche in senso artistico. Louis Garrel assume l'eredità materiale e affettiva della celebre onda senza caricare il film del suo peso. Fedele ma leggero fa fruttare la lezione dei padri e sposta più in là il movimento sentimentale.

Come Doinel, Garrel si declina di film in film (era Abel anche in Le deux amis), riarrangiando la sintassi amorosa e i fondamentali del cinema francese. Date le figure très usées, Louis Garrel e Jean-Claude Carrière scrivono un 'thriller sentimentale' che non alza mai i toni e dove ogni scena è una sorpresa. I personaggi patiscono il proprio dolore senza reagire mai come lo spettatore si aspetta. Come se una forza più grande tenesse dritta la barra della loro vita e li puntellasse a quei nomi archetipici: Abel, Marianne, Ève.

Nell'universo garelliano ci si lascia come ci si ama, senza strepiti né singulti. Se i personaggi sono tristi, le loro lacrime sono discrete, quasi impercettibili. Se le donne non sono mai vittime dell'indecisione o della passività maschile, che al contrario orchestrano, gli uomini sono sempre innamorati delle donne e fedeli a una sola. Sono le donne a possedere l'alcova, a provocare l'azione, a dichiarare guerra, a decidere. Abel è un amante passivo, né attore né agente, che preferisce assecondare l'incostanza femminile piuttosto che scegliere. Voce off, racconto al passato prossimo, dolcevita, minigonna, Tour Eiffel, Parigi deserta, refrain di Philippe Sarde già inteso altrove, tutto nel film è (fintamente) desueto, una maschera che nasconde il nostro presente e la brutalità delle emozioni. L'uomo fedele è una storia di oggi e una storia di sempre. È il mai due senza senza tre o magari quattro, e non saranno certo Jules e Jim a smentirlo.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 15 aprile 2019
Clod

il vagheggiato riferimento alla nouvelle vague non è improprio, ma solo perchè avrebbe avuto un minimo significato solo se fosse stato girato sessanta anni fà: ora non è altro che una convenzionale commediola "alla francese". L'unica nota è un movimento di macchiana particolarmente infelice nella sequenza d'apertura.

Frasi
Vorrei stare con Abel. In fondo tu non lo ami. Quindi ti chiedo. Lascialo a me.
Una frase di Eve (Lily-Rose Depp)
dal film L'uomo fedele - a cura di MYmovies.it
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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 18 aprile 2019
Valeria Castaldi
Cult Week

Dopo Les deux amis (2015) Louis Garrel torna alla regia e per il suo secondo film, L'homme fidèle, sceglie di mettersi al centro di un triangolo amoroso, forse dopo l'imprinting attoriale in The dreamers (2003) del maestro Bernardo Bertolucci. Ma da quei tempi la crescita della maturità artistica è evidente: infatti il film è un'ottima commedia che nasce dall'incontro tra il regista-protagonista, già [...] Vai alla recensione »

martedì 16 aprile 2019
Grazia Paganelli
Duels.it

Un inizio che sfugge per tornare a ricomporsi pezzo dopo pezzo lungo tutto il film. Un uomo sta uscendo di casa ma la sua compagna lo ferma per parlargli. Deve dirgli che tra loro è finita, che lei è incinta e il padre è il suo miglior amico, Paul, che sposerà entro poche settimane. Un dialogo breve, che prelude a un cambiamento drastico e che pone il racconto in un contesto già avviato.

lunedì 15 aprile 2019
Benedetta Bragadini
Rolling Stone

Se non è una cosa a tre Louis Garrel non si presenta nemmeno. Scherzi a parte, L'uomo fedele, il suo secondo film da regista, nelle mani sbagliate avrebbe potuto diventare una caricatura di se stesso. Voglio dire, c'è qualcosa di più francese di una commedia romantica sull'infedeltà? E invece Garrel punta tutto sull'amore e non sul sesso, ha il tocco delicato, l'ironia leggera e un talento per la direzione [...] Vai alla recensione »

sabato 13 aprile 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Figlio d'arte, il padre è il regista Philippe Garrel, il nonno era l'attore Maurice Garrel. Attrice anche la mamma Brigitte Sy, attrice la sorella Esther Garrel. Pure Jean-Pierre Léaud come padrino di battesimo. Louis Garrel ha una carriera tracciata: debuttò a sei anni nel film diretto dal genitore "Les Baisers de secours". La tradizione familiare si intreccia con la noia e la rarefazione dei film [...] Vai alla recensione »

sabato 13 aprile 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Succinto, ironico, svariante "L'uomo fedele" non potrebbe essere stato scritto, diretto, ambientato e recitato in nessun altro luogo al mondo che in Francia, anzi a Parigi. Un film, insomma, che può essere amato e odiato allo stesso modo perché impregnato dalla prima all'ultima sequenza dello spirito che ha reso immortali i leader della Nouvelle Vague come Truffaut e Chabrol e per l'occasione si è [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 aprile 2019
Théo Ribeton
Les Inrockuptibles

Louis Garrel ha 35 anni, ma sembra presente da sempre nel panorama cinematografico francese. Non è così vecchio eppure ha fatto tanta strada. Soprattutto su di lui si è stagliata l'ombra di un padre (Philippe) che l'ha fatto recitare spesso nei suoi film e che ha incarnato l'educazione sentimentale e cinefila di un'intera generazione, al punto che raccogliere la sua eredità è un rompicapo.

venerdì 12 aprile 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Abel e Marianne si amano e convivono. Un giorno lei gli comunica di essere incinta del suo migliore amico, Paul. Abel non fa una piega: fa i suoi bagagli e lascia l'appartamento. Alcuni anni dopo Paul muore, Abel e Marianne si ritrovano al funerale, e riprendono da dove si erano lasciati. Ma dietro l'angolo ci sono "nuove" persone che non la pensano come loro.

venerdì 12 aprile 2019
Daniela Ceselli
Left

L'uomo fedele, presentato in anteprima al Rendez-vous, è il nuovo film diretto e interpretato dall'attore francese Louis Garrel, figlio del noto Philippe: fascino d'oltralpe, eleganza arruffata, ascendenza Nouvelle Vague, patrimonio genetico corredato di storie intimiste e amori sofferti, esordio con Bertolucci in The Dreamers. Nei primissimi minuti della vicenda, il protagonista apprende dalla donna, [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 aprile 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Abel (Louis Garrel) sta con Marianne (Laetitia Casta), ma Marianne aspetta un figlio da Paul, il migliore amico di Abel. I due si separano e si ritrovano anni dopo ai funerali di Paul (che non vediamo mai). Tornano insieme, ma spunta anche Eve, sorella di Paul, innamorata da sempre di Abel: e stavolta è lui a lasciare Marianne. In mezzo a questo traffico amoroso, c'è anche Joseph, il figlio di Marianne, [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 aprile 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Strana fedeltà quella che si considera vera quando dice apertamente che sarà... infedele. Abbandonato da Marianne (una Casta matura fuori dai vezzi della maturità) che gli preferisce il suo migliore amico, Abel (Garrel ragazzone) esce di scena, ma rientra nove anni dopo quando lei resta vedova, e tuttavia nel ritrovato amore si ficca la post adolescente Eve (la Lily-Rose figlia di Johnny Depp).

giovedì 11 aprile 2019
Beatrice Fiorentino
Il Manifesto

Lui, lei, l'altra, il fantasma dell'altro. E un bambino. È il più classico e al tempo stesso insolito dei triangoli amorosi, quello messo in scena da Louis Garrel al suo secondo lungometraggio L'uomo fedele. Marianne (Laetitia Casta) e Abel (lo stesso Garrel) abitano insieme da tre anni quando lei lo mette al corrente di essere incinta di Paul, l'altro, il migliore amico di Abel, con cui lei intrattiene [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 aprile 2019
Fulvia Caprara
La Stampa

È figlio dell'attrice Brigitte Sy e del regista Philippe, tra gli ultimi eredi della Nouvelle Vague. È cresciuto in una casa piena di donne forti e autori celebri. Fin da giovanissimo ha visto film giusti e ascoltato discorsi interessanti. Dando un'occhiata alla lista delle sue compagne, da Valeria Bruni Tedeschi a Laetitia Casta, non si può negare che sia fortunato in amore.

giovedì 11 aprile 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Marianne mette alla porta Abel. In fondo ha tre notizie bomba. È incinta, il figlio non è suo e intende sposarne il padre. Abel se ne va ma, dopo nove anni, l'amico che gli ha rubato moglie e vita muore. Al funerale rivede Marianne e incontra Eve - sorella di Paul e da sempre innamorata di lui - ora finalmente adulta. Avvincente triangolo che in realtà è un rettangolo con due donne e due uomini in [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 aprile 2019
Nicola Rossello
Cineforum

Il prologo del film possiede la grazia arguta e un po' desueta di quei cortometraggi con cui, sul finire degli anni Cinquanta, Truffaut e compagni andavano facendosi le ossa (penso, ad esempio, a Charlotte et son Jules di Godard). Abel vive con Marianne, la donna che ama. Lei gli annuncia di aspettare un bambino, non da lui ma dal suo amico Paul, con il quale ha deciso di convolare a nozze.

mercoledì 10 aprile 2019
Raffaele Meale
Quinlan

Marianne e Abel si amano e vivono insieme, almeno fino a quando Marianne non lascia Abel perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Marianne lo sposerà presto e lui deve andarsene, in fretta. Abel non oppone resistenza e se ne va come fosse niente ma non è niente. Nove anni dopo, il cuore di Paul si ferma. Abel e Marianne si rivedono al funerale.

martedì 9 aprile 2019
Maria Sole Colombo
Film TV

Louis Garrel è fedele: al suo personaggio abulico e impacciato, già vertice smussato di un altro triangolo amoroso nell'esordio Les deux amis, con un nome proprio - Abel - che resiste film dopo film a svariate traversie sentimentali, come un novello Antoine Doinel. Ma soprattutto è fedele allo spirito del tempo che aleggia intorno al Maggio francese, che Garrel figlio respira da bambino nei lavori [...] Vai alla recensione »

martedì 9 aprile 2019
Giulia Lucchini
La Rivista del Cinematografo

Dal classico ménage à trois Louis Garrel si apre a nuove forme nella sua opera seconda. Abbandonato il triangolo di Les Deux Amis, l'attore francese, figlio d'arte, consacrato al pubblico dal compianto Bernardo Bertolucci, aggiunge l'amore filiale e non solo (due donne e due uomini, di cui uno non si vede mai sullo schermo) in questa commedia leggera che parte con un incipit che è già una fine.

venerdì 5 aprile 2019
Fabiana Proietti
Sentieri Selvaggi

Una rapida panoramica che dal cielo al tramonto si inabissa dentro uno dei tanti appartamenti dai tetti d'ardesia dello skyline parigino. La Tour Eiffel è solo una fugace apparizione, la traccia truffautiana messa lì unicamente a dettare le coordinate entro cui leggere questo breve e lieve pamphlet sull'amore, la coppia, il diventare padri e famiglie.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
mercoledì 10 aprile 2019
A cura della redazione

Marianne e Abel vivono insieme, fino a quando Marianne non lascia Abel perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Nove anni dopo, il cuore di Paul si ferma. Abel e Marianne si riavvicinano ma Eve, sorella di Paul innamorata da sempre [...]

GUARDA L'INIZIO
martedì 9 aprile 2019
 

Otto anni dopo essersi lasciati, Abel e Marianne si ritrovano al funerale di Paul, il miglior amico di lui. Questo tragico evento si rivela in realtà di buon auspicio: Abel e Marianne tornano insieme.

TRAILER
lunedì 18 marzo 2019
 

Marianne e Abel si amano e vivono insieme, almeno fino a quando Marianne non lascia Abel perché aspetta un figlio da Paul, il miglior amico di Abel. Marianne lo sposerà presto e lui deve andarsene, in fretta.

POSTER
giovedì 7 marzo 2019
 

Otto anni dopo essersi lasciati, Abel e Marianne si ritrovano al funerale di Paul, il miglior amico di lui. Questo tragico evento si rivela in realtà di buon auspicio: Abel e Marianne tornano insieme. Così facendo, però, suscitano la gelosia di Joseph, [...]

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