L'inganno

Film 2017 | Drammatico +13 91 min.

Titolo originaleThe Beguiled
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata91 minuti
Al cinema4 sale cinematografiche
Regia diSofia Coppola
AttoriColin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Oona Laurence Angourie Rice, Addison Riecke, Emma Howard, Wayne Pére.
Uscitagiovedì 21 settembre 2017
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,81 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Sofia Coppola. Un film con Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Oona Laurence. Cast completo Titolo originale: The Beguiled. Genere Drammatico - USA, 2017, durata 91 minuti. Uscita cinema giovedì 21 settembre 2017 distribuito da Universal Pictures. Oggi tra i film al cinema in 4 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,81 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'inganno
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Un uomo viene ferito e curato dalle donne di un collegio femminile. Tre di loro si innamorano di lui. Il film è stato premiato al Festival di Cannes. In Italia al Box Office L'inganno ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,9 milioni di euro e 883 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,81/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 2,42
CONSIGLIATO SÌ
Sofia Coppola rivede un grande classico passando da un genere all'altro con acutezza e con una leggerezza accattivante.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 24 maggio 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 24 maggio 2017

In piena Guerra di Secessione, nel profondo Sud, le donne di diverse età che sono rimaste in un internato per ragazze di buona famiglia danno ricovero ad un soldato ferito. Dopo averlo curato e rifocillato costui resta confinato nella sua camera attraendo però, in vario modo e misura, l'attenzione di tutte. La tensione aumenterà mutando profondamente i rapporti tra loro e l'ospite.
Quando Sofia Coppola ha annunciato di aver deciso di realizzare il remake de La notte brava del soldato Jonathan e quando, successivamente, se ne sono viste le prime immagini tutto faceva pensare a una nuova incursione creativamente innovativa in un passato storicamente ormai ben definito dal cinema come accadde per Marie Antoinette.

Spiace quindi un po' dover constatare che, questa volta, il miracolo non si è verificato. Ovviamente non ci troviamo davanti a un brutto film e sarebbe anche poco produttivo andare a indagare su cosa è conservato dell'originale e quanto sia invece stato mutato.

Il problema risiede nella scelta di un soggetto che all'epoca rappresentò un punto fermo nell'ambito di un cinema che rileggeva il passato guardando al presente rimanendo tuttora un film valido nonostante il flop al box office. I tempi sono ovviamente mutati così Sofia Coppola decide di privilegiare, ancora una volta, l'analisi delle reazioni in un microcosmo femminile.
È questo 'ancora una volta' che finisce con l'indebolire l'assunto complessivo. Il caporale McBurney non ha più la valenza simbolica di un corpo (all'epoca quello di un giovane Clint Eastwood) che da oggetto del desiderio viene a configurarsi come oggetto di martirio rimandando a un Cristo crocifisso e deposto. Coppola preferisce indagare sugli sguardi e le posture di donne che hanno interiorizzato le buone maniere e cercano di trasmetterle alle giovani generazioni mentre sotto la pelle e le crinoline covano pulsioni che la società del tempo non può loro riconoscere. Come le vergini suicide, come la regina di Francia... come i personaggi e le storie che ama. Questo non le impedisce di passare da un genere all'altro nell'arco di novanta minuti e di farlo con l'acutezza ma, in questo caso, anche con una leggerezza accattivante. Però si conclude la proiezione con la sensazione che la sceneggiatura, così come l'arto del caporale McBurney, abbia subito un trattamento al contempo suadente ma troppo drastico.

Il remake de La notte brava del soldato Jonathan.
Overview di Marzia Gandolfi

Vitalità di un mito o mancanza di immaginazione del cinema popolare? La mania hollywoodiana di produrre remake è inesauribile. Si comprano i diritti di un successo straniero e lo si ri-gira in inglese con star americane, o più semplicemente si getta un occhio al retrovisore per guardare quello che ha funzionato ieri e si risuona da capo oggi. I risultati sono quasi sempre scadenti ma si sa ogni regola ha la sua eccezione. Ed eccezione è quasi sicuramente il prossimo progetto di Sofia Coppola. Intanto perché non si tratta di riprodurre una formula vincente, ragione d'essere sovente di un remake. Nonostante il suo valore artistico e la presenza di Clint Eastwood, che non attese troppo a contraddire il suo statuto di eroe monolitico e resistente, La notte brava del soldato Jonathan fu di fatto un flop. A guardarlo da vicino, sono altrove le ragioni che muovono la Coppola. Remake del film, il più singolare, di Don Siegel (La notte brava del soldato Jonathan), L'inganno ha davvero tutto per calamitare l'attenzione dell'autrice: il simbolismo esacerbato e le connotazioni psicanalitiche, la cronaca onirica e le reminiscenze di sogni, l'adolescenza evanescente e bionda e il rigorismo morale degli adulti, i fantasmi sfuocati e la memoria plurale del mistero femminile di cui gli uomini non avranno mai la chiave.

Chiuso in un collegio per fanciulle, sprofondato nel Sud degli Stati Uniti e dentro la Guerra di Secessione, L'inganno implode la frustrazione e l'isteria di nove donne sudiste di età differenti attraverso l'intrusione di un caporale nordista ferito a una gamba e immobile sul letto.

Come ne Le vergini suicide, il film di Siegel (rin)chiude un gruppo di donne in un interno su uno sfondo storico preciso e di un preciso momento di squilibrio. Là gli anni Settanta, qui la guerra civile, un tempo dove il vecchio, che rifiuta di lasciare il passo, è minacciato dal nuovo. Là le sollecitazioni libertarie dell'era psichedelica, qui la spinta di emancipazione del Nord incarnata nel corpo virile di un soldato. Soldato che diventa oggetto di desiderio e di contesa in un mondo separato in cui ogni sessualità è repressa. A cambiare sono il gesto e la vittima. Se ne Le vergini suicide le sorelle Lisbon si uccidono per sfuggire il supplizio della perfezione, frustando l'esaltazione puberale dei compagni di gioco, ne L'inganno le dee si fanno accessibili e riaccendono la fiamma (e l'appetito) del guerriero spenta in battaglia. Se il primo, ancora, esplorava la libido maschile che s'infiammava nel ricordo 'immobile' intorno al vuoto ontologico causato dal suicidio di cinque sorelle, il secondo indaga la pulsione erotica femminile in faccia all'immobilità maschile.
Le emozioni suicidate si convertono in desiderio incontrollato e permettono a Sofia Coppola di avanzare nella sua ricerca sul coriaceo mistero femminile. La versione di Siegel tradisce in questo senso una certa misoginia. La dimora sinistra, satura di nevrosi, desideri e gelosie che volgono rapidamente in drammi, è a immagine di una donna unica e inevitabilmente mostruosa. Fragilità e purezza (Elizabeth Hartman), calcolo e ipocrisia (Geraldine Page), tentazione e sfrontatezza (Jo Ann Harris), Siegel incarna tre stagioni diverse del femminile e tre maniere differenti di approcciare il sesso e il sentimento.

Nel remake saranno Nicole Kidman, Kirsten Dunst ed Elle Fanning a figurare le passioni violente intorno al maschile di tre donne costrette dal corsetto e dalle prescrizioni sociali. Adattamento di un romanzo di Thomas Cullinan ("The Beguiled"), L'inganno contiene tutte le ossessioni dell'autrice americana allacciate a un genere per lei ancora inesplorato: il thriller (psicologico). È forse prematuro parlare di una possibile 'opera somma' della Coppola ma L'inganno sembra davvero concentrare tutte le proposizioni teoriche del suo cinema fino all'incontro tra un uomo maturo sul filo dell'understatement e una giovane donna all'alba della vita. Immovable object sigillato nella sua bolla di narcisismo o parcheggiato da qualche parte di nessun posto, Bill Murray (Lost in Translation) e Stephen Dorff (Somewhere) cedono davanti alla quieta ma irreprimibile forza di quella piccola bionda sensuale (rispettivamente Scarlett Johansson e Elle Fanning) che increspa per sempre i loro volti immoti.
Previsto in sala a settembre, L'inganno si muove sullo sfondo della Guerra Civile ma ripiega in uno spazio domestico asfissiante e ossessivo, auscultando il meccanismo del desiderio. Il ruolo di John McBurney, il bel soldato al centro di tutti i desideri che finirà intrappolato e distrutto dai propri appetiti lascivi, passa a Colin Farrell, la cui irishness, incisa sul bicipite, risveglierà la cupidigia e capitolerà direttrici, assistenti e studentesse. Ieri a interpretarlo era Clint Eastwood, contre-emploi da Don Siegel dentro un film gotico che concilia immagini fumose e irruenti irruzioni di flashback, brusche alterazioni di tono e dissolvenze simboliche e folgoranti. Un film sulla scoperta della sessualità in un contesto puritano e un'incursione unica di Don Siegel nel cinema europeo, nelle sua sensibilità, negli universi chiusi di Bergman riempiti di frustrazioni sessuali e disturbi ossessivi. Se l'asse principale del film resta la relazione tra il caporale e le 'pensionanti', Siegel non lascia cadere la tela di fondo, che conserva e impiega astutamente per intensificare l'ostilità del mondo fuori e il comportamento manipolativo e seduttivo dei suoi personaggi. Dissimulati dietro le voci off e nei flashback subliminali, il film cova la pedofilia (il bacio del debutto), la crudeltà gratuita, l'incesto, il razzismo latente e reciproco, interrogando i limiti morali e indagando il femminile e la sua versatilità. Dal nero e dalle tenebre (esistenziali), Siegel e il direttore della fotografia Bruce Surtees osano fino il manierismo pittorico, convertendo il corpo erotico di Eastwood in corpo martirizzato in una deposizione del Cristo dalla croce. Se non fosse stato per quel suo aspetto hollywoodiano, parte integrante dell'estro sovversivo dell'autore, La notte brava del soldato Jonathan avrebbe potuto iscriversi nei film della New Hollywood. Perché alla ricchezza emozionale e tematica (schiavitù, desiderio di proprietà, violenza, inquietudine giovanile, sessualità femminile), aggiunge una sottigliezza, un dosaggio dei dialoghi, una direzione degli attori, una gestione della censura che fanno di questo film un'opera (politica) intramontabile.
A tutte queste ragioni si somma oggi l'entusiasmo delle prime immagini del remake di L'inganno di Sofia Coppola. Autrice sensibile, capace di convertire un soggetto qualunque in oggetto generazionale, la Coppola può riuscire a riformulare il capolavoro di Don Siegel e ad affrancarsene, combinando le sue ossessioni d'artista con le singolarità delle sue realizzazioni. Per l'occasione, Sofia Coppola ritrova Kirsten Dunst (Le vergini suicide, Marie Antoinette) e Elle Fanning (Somewhere), collabora per la prima volta con Nicole Kidman e punta su Angourie Rice (The Nice Guys), adolescente bionda dal fisico 'coppoliano' che raggiunge un cast stellare e riprende le fila del tema imprescindibile della sua filmografia: l'adolescenza (eterna) col suo indicibile sentimento di isolamento, l'assillo della noia, la spensieratezza del consumo, le spirali d'abbandono, i pallori vaghi, il quotidiano etereo, la vita dissipata. Dopo aver escluso la pretesa di 'giustezza' storica, assumendo uno sguardo propriamente 'revisionista' sulla Storia di Francia (Marie Antoinette), staremo a vedere se sotto la crinolina ottocentesca del suo secondo film in costume, la Coppola mediti di nuovo l'audace anacronismo. Se dislocherà daccapo gli echi del mondo attuale e le personali inquietudini in un diciannovesimo secolo di cui l'alterità storica resta vuota e astratta come la Francia roc(k)ocò di Marie Antoinette e il soffuso Japan pop di Lost in Translation.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 24 settembre 2017
Ruger357MgM

Senza scomodare rip Don Siegel e direi pure Peppino Rotunno,la cui esemplare fotografia nei chiaroscuri,nulla ha a che vedere con la sfocata,fumosa, claustrofobica immagine della pur capace figlia d'arte,possiamo dirci soddisfatti di questa didascalica e femminile operazione.Partendo dalla scusa della guerra di secessione che già offrì al soldato jonathan/Clint l'opportunità [...] Vai alla recensione »

sabato 23 settembre 2017
samanta

Il film basato su un romanzo, è sostanzialmente il remake del film "La notta brava del soldato Jonathan" (titolo orribile: in originale si intitolava the Beguiled come il film di Coppola) il film del 1971 era diretto da Don Siegel. La trama nellle sue linee essenziali è la stessa: il caporale nordista John (Colin Farrell, nel precedente film  Clint Eastwood) viene trovato [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 ottobre 2017
Eva K.

Sofia Coppola, ad oggi, rappresenta senza dubbio la regista per eccellenza.  Ha il coraggio e la capacità di raccontare - e lo sa fare con un'eleganza tangibile - il genere a cui appartiene, senza rinneggarne le fragilità, il desiderio talvolta represso e controllato, gli istinti più bassi, la rabbia, le scompostezze e l'umanità.

venerdì 13 ottobre 2017
tmpsvita

 Sofia Coppola ripropone, questa volta dal punto di vista femminile, il classico di Don Siegel con protagonista il grande Clint Eastwood (che non ho ancora visto). Anche in questo caso il cast è d'eccezione con delle attrici (Nicole Kidman, Kristen Dunst, Elle Fanning) e un attore (Colin Farrell) qualitativamente notevoli. Per quanto mi riguarda, "L'inganno" è [...] Vai alla recensione »

sabato 30 settembre 2017
maumauroma

Nel 1864 in Virginia, durante la guerrra civile statunitense, un soldato nordista, rimasto ferito in battaglia , viene accolto e curato da un gruppo di donne di eta' diverse, nella loro dimora , una sorta di collegio, dove si studiano lingue e si impara l'arte del cucito e delle buone maniere, diretto da una rigida istitutrice. La permanenza di un soldato "nemico", unico [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 novembre 2017
martinside

Non esistono bene e male, buoni o cattivi, nemici. E nemmeno ruoli o comportamenti più da donna o più da uomo quando si tratta di proteggere sé stessi e la nostra "tribù" dal pericolo. Sofia Coppola con una trama del tutto banale realizza un film che ci tiene incollati allo schermo. Ritmo ottimo, bravi attori, in primis Kidman e Dunst, ma anche le ragazzine che non sono mai falsamente infantili.

martedì 3 ottobre 2017
Luca Scialo

Sofia Coppola torna dove tutto è cominciato. Una casa candida con giardino intorno, al riparo da un mondo in delirio. Allora erano gli anni '90 e le tentazioni pericolose di un mondo post-moderno. Ora è la guerra di secessione. Anche le protagoniste sono le stesse: donne illibate, agnelli da proteggere dai lupi del mondo esterno. Ma se ne Il giardino delle vergini suicide, quelle [...] Vai alla recensione »

martedì 26 settembre 2017
Flyanto

 Presentato e premiato quest'anno all'ultimo Festival del Cinema a Cannes, "L'Inganno" è l'ultimo film di Sofia Coppola, ora presente nelle sale cinematografiche italiane. La vicenda è ambientata nelle terre del profondo Sud degli Stati Uniti ai tempi della Guerra di Secessione e, più precisamente, in un prestigioso collegio per ragazze di [...] Vai alla recensione »

domenica 24 settembre 2017
maka80

Come si riesca a fare un film decisamente lento e ridondante nonostante un cast stellare ma soprattutto di attori decisamente sempre sul pezzo, non è facile ma Sofia Coppola può tentate di spiegarcelo.La trama è interessante e l'idea di mostrare il caos sessuale, il profondo turbamento che può creare un uomo affascinante in un nido di donne in attesa, come sospese nel tempo, è certamente una buona [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 settembre 2017
kimkiduk

Avevo detto a vedere la Coppola MAI PIU' ed invece, soprattutto a causa della presenza della Kidman e di un trailer non male, sono andato nuovamente a vedere un suo film. Ridico mai più con assoluta convinzione. Un film pessimo, brutto, orrendo, inutile, dove non esiste una trama, una spiegazione dei fatti, dei perchè. Non esiste niente.

martedì 26 settembre 2017
udiego

Film che a parte un buon esercizio di stile non regala troppo allo spettatore. Buona l'atmosfera e più che postiva la messa in scena. Male la sceneggiatura che viene bocciata su tutta la linea. Personaggi non ben caratterizzati, sviluppo della vicenda mediocre ed abbastanza monotono. Opera poco convincetne.

domenica 24 settembre 2017
Eccome!

Annoia un po'. Forse perché l'ho visto in lingua originale e non ho colto tutto, ma a me è sembrato noioso. Non fa paura, non fa emozionare, non fa niente. Il film scorre via come se le immagini fossero tutte e sole le belle cartoline riprese dalla regista. Ogni scena sembra un dipinto, ma non si partecipa a niente di niente. La trama è la seguente: una donna autoritaria [...] Vai alla recensione »

domenica 24 settembre 2017
vanessa zarastro

The Beguiled, il titolo originale del film è un remake di La notte brava del soldato Jonathan di Don Siegel del 1971, con Clint Eastwood e Geraldine Page, tratto, a sua volta, dal romanzo A Painted Devil di Thomas P. Cullinan del 1966. Siamo durante la guerra di Secessione nel 1864 in un collegio gestito da Miss Martha in Virginia, nel Sud degli attuali US.

giovedì 28 settembre 2017
MassimilianoGalloAg

In un periodo storico ricco di spunti e con un cast di questa portata è a dir poco imbarazzante aver proposto una "scenetta" scarna, tediosa e povera di contenuti. Il dramma è riuscire a tenere gli occhi aperti per 91 minuti. L'unico vero inganno è dato dalle aspettative riposte in una Regista come Sofia Coppola  che ha dato prova di grande talento in altri [...] Vai alla recensione »

domenica 24 settembre 2017
ROBERT EROICA

Nel profondo dei boschi della Virginia si annidano le streghe. Il terzo anno della guerra di Secessione porta per un soldato nordista una strana morte, fuori dal campo di battaglia. E il remake del capolavoro di Siegel, “The Beguiled” ramifica il desiderio di un gruppo di donne verso la fuga e il sesso. Ma se nel 1971 Clint Eastwood era l’oggetto conteso di una società in profonda [...] Vai alla recensione »

domenica 1 ottobre 2017
ralphscott

Aspettative disattese. Una seconda parte abbastanza coinvolgente non basta a riscattare una prima soporifera,buia e asfittica. All'opera tutta nuociono scelte registiche molto discutibili: inquadrature statiche degli esterni,colonnati e giardino antistante. La fissità della camera di ripresa riconduce ai registi del muto,ma nel loro caso l'inquadratura era obbligata.

lunedì 25 settembre 2017
elpiezo

 Durante la guerra di secessione, un caporale dell'esercito nordista ferito ad una gamba verrà ospitato in un internato per ragazze di buona famiglia. La sua presenza sconvolgerà in breve tempo la vita di tutte le fanciulle presenti. Remake del celebre “La notte brava dl soldato Jonathan (con un giovane Clint Eastwood), l'Inganno inscena un profondo ritratto psicologico, [...] Vai alla recensione »

domenica 29 ottobre 2017
Emanuele 1968

Belli gli abiti, niente luce e telefoni auto aerei ecc, e lui se l'è cercata.  Fuori dal cinema parecchi visi dubbiosi e delusi, non capisco neppure il titolo, film un po cosi.

lunedì 2 ottobre 2017
salvusss

Film sconsigliatissimo, senza trama, senza storia, assolutamente da non vedere se non si vogliono spendere soldi inutili. Molto amareggiato mi dispiace per la nostra connazionale (coppola) che dirigeva il film, ma per quanto mi riguarda un film inutile.

giovedì 16 novembre 2017
spaziani

Non dico nulla. Vedetelo. !

sabato 4 novembre 2017
Maria F.

In qualsiasi film trovo sempre un elemento che possa salvare l'opera. Qui  é stato  impossibile.  Il film é di una noia mortale. Non  propone una storia il cui contenuto possa essere non dico avvincente ma nemmeno coerente. Io giudico questo film un vero disastro, come si dice in gergo? un flop.   

mercoledì 25 ottobre 2017
xxx

Visione piacevole, non un capolavoro intendiamoci, film discreto.

FOCUS
FOCUS
giovedì 28 settembre 2017
Jacopo Barbero, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Scrivere di Sofia Coppola e del suo cinema non è mai impresa facile. Figlia d'arte, la regista è riuscita ad affermarsi e persino a radunare un cospicuo gruppo estimatori delle sue opere e un consistente palmares: Lost in Translation, dramma agrodolce, vinse addirittura l'Oscar per la sceneggiatura e Somewhere ha ottenuto un Leone d'Oro tra i più discussi e discutibili di sempre. Quello della Coppola è un cinema estenuante e ripetitivo, capace di descrivere minuziosamente la noia che pervade la vita dell'aristocrazia hollywoodiana.

Tra i tanti, Bling Ring ci regalava una straordinaria rappresentazione della Città delle stelle, in cui un gruppo di ragazzi diveniva il paradigma di un'intera generazione. Era un film notevolissimo, capace di una sottile analisi sociale, portata avanti quasi esclusivamente con la forza delle immagini: il guardaroba di Lindsay Lohan valeva più di mille parole.

Il 2017 è l'anno di una nuova sfida: L'Inganno (guarda la video recensione), remake de La notte brava del soldato Jonathan di Don Siegel, con Clint Eastwood (1971). Immagini splendide come sempre, grazie anche alla superba fotografia del Philippe Le Sourd (The Grandmaster), musiche sottili e vagamente inquietanti. Le premesse sembrerebbero buone, ma ciò nonostante rimangono dei dubbi sull'opera, sul prodotto finale. Innanzitutto la scelta del cast: Colin Farrell non ha nemmeno una stilla del carisma e della potenza che vantava l'Eastwood dei tempi d'oro; la furia del personaggio, che emerge nella seconda parte del film, avrebbe necessitato un interprete decisamente più espressivo, in grado di comunicare davvero la rabbia e la repressione di cui si parla.

FOCUS
sabato 23 settembre 2017
Roy Menarini

Anche se il confronto tra un virile regista di simpatie poco "correct" come Don Siegel (La notte brava del soldato Jonathan) e l'apparentemente dolce, elegante Sofia Coppola (che ha diretto la nuova versione cinematografica del romanzo di Thomas P. Cullinan) viene spontaneo, nulla sarebbe più sbagliato di questa facile contrapposizione. Anzitutto, le sotterranee perplessità intorno al premio per la Miglior Regia che Sofia Coppola ha ottenuto a Cannes 2017 sono fuori luogo.

La regia, dimensione estetica spesso fraintesa, necessita talvolta di premi tecnici, e non è difficile immaginare che l'autrice americana abbia ottenuto l'alloro per il lavoro sull'immagine costruito insieme al grande direttore della fotografia Philippe Le Sourd.

L'inganno (guarda la video recensione), infatti, è stato girato con una macchina da presa Arricam a 35 mm, quindi in pellicola. Certo, anche il digitale avrebbe catturato la luce a bassissima intensità delle candele che, insieme alla luce naturale, donano la (scarsa) visibilità agli interni del set, ma non avrebbe avuto la medesima restituzione della materia, delle stoffe, della natura e delle ombre, materiali espressivi indispensabili al film. Coppola, poggiando su questo apriori tecnico ha poi costruito un racconto coerente - da lei stessa sceneggiato - enfatizzando proprio questo elemento di immersione nel realismo del periodo, aiutata anche da uno dei sound design più vividi di questi anni.

Frasi
Forse il nemico non è ciò che credevamo.
Una frase di Miss Martha (Nicole Kidman)
dal film L'inganno - a cura di MYmovies.it
- Che cosa vorresti di più al mondo?
- Essere portata lontana da qui...
Dialogo tra Caporale McBurney (Colin Farrell) - Edwina (Kirsten Dunst)
dal film L'inganno - a cura di MYmovies.it
La presenza del caporale McBurney è stata una grande lezione per noi...
Una frase di Miss Martha (Nicole Kidman)
dal film L'inganno - a cura di MYmovies.it
Ti chiediamo di proteggere questa scuola e ti preghiamo di tenerci lontane dal male durante la notte...
Una frase di Miss Martha (Nicole Kidman)
dal film L'inganno - a cura di MYmovies.it
- Siete un ospite tutt'altro che gradito e non è nostra intenzione intrattenervi.
- Scoprirete che mi diverto con poco.
- Non resterete abbastanza a lungo...
Dialogo tra Miss Martha (Nicole Kidman) - Caporale McBurney (Colin Farrell)
dal film L'inganno - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 21 settembre 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Non stupisce che il soggetto di The Beguiled, il romanzo di Thomas Cullinan pubblicato nel 1966 e già portato sullo schermo nel 1971 da Don Siegel, si offrisse a Sofia Coppola come una tentazione. Alla regista del Giardino delle vergini suicide e di Marie Antoinette sarà apparso in perfetta sintonia con la sua poetica, centrata su personaggi femminili malinconici e afflitti da spleen, il microcosmo [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 settembre 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

All'origine c'è un romanzo di Thomas P. Cullinan già tradotto sullo schermo nel 1971 da Don Siegel, protagonista Clint Eastwood. Accolto freddamente in Usa da critica e pubblico, The Beguiled (La notte brava del soldato Jonathan) è stato rivalutato nel tempo a film di culto, grazie soprattutto all'entusiasmo degli scribi francesi. Realizzandone il remake (L'inganno), Sofia Coppola si è addentrata dunque [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 settembre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Virginia, 1864: quando il conflitto nazionale sta per finire perché la Guerra Civile in America è agli sgoccioli, ecco scatenarsi un conflitto sessuale causato dall'arrivo di un soldato nordista ferito presso un collegio femminile di signore e signorine sudiste isolate, ben abbottonate e anche leggermente represse. Lui, riprese le forze, proverà a manipolarle a suo piacimento.

giovedì 21 settembre 2017
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Non è un remake, non è un remake. Abilmente diffuso prima dell'uscita di L'inganno - nell'originale The Beguiled - il disclaimer e, in effetti, una buona ricetta per avvicinarsi al nuovo film di Sofia Coppola, premio per la regia al di Cannes e un discreto successo art house alla sua uscita americana. Non bisogna necessariamente cercare di ignorare che, nel 1971, Don Siegel ha tratto dal romanzo di [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 settembre 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Non un remake del cult di Don Siegel "La notta brava del soldato Jonathan" (1971, flop d'incassi), che sdoganò Eastwood dalla immobile durezza del "pugno di dollari", ma una rivisitazione del romanzo di Cullinan secondo il vocabolario dei perturbanti femminili: mistero, soccorso, sensualità, gelosia, sottomissione, sacrificio, emancipazione. Per la Coppola il ferito della guerra di Secessione, accolto [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 settembre 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Guerra Civile. In un collegio femminile sono rimaste la direttrice, una prof e cinque allieve. Un microcosmo turbato dall'arrivo di un caporale nordista ferito. Le donne si prenderanno cura di lui. Anche troppo. Qualcuno, magari, ricorderà il precedente La notte brava del soldato Jonathan. Questo è il remake, un thriller psicologico che la Coppola dirige con bravura, senza salire in cattedra, ma lasciando [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
martedì 5 settembre 2017
 

In piena Guerra di Secessione, nel profondo Sud, le donne di diverse età che sono rimaste in un internato per ragazze di buona famiglia danno ricovero ad un soldato ferito. Dopo averlo curato e rifocillato costui resta confinato nella sua camera attraendo [...]

LIBRI
lunedì 4 settembre 2017
 

Da questo romanzo è stato tratto il nuovo, attesissimo film di Sofia Coppola con Nicole Kidman, Colin Farrell, Kirsten Dunst e Elle Fanning. Dopo il successo all'ultimo Festival di Cannes, il film L'inganno (guarda la video recensione) sarà in tutte [...]

GALLERY
giovedì 25 maggio 2017
 

Ancora Nicole Kidman. Ancora Elle Fanning. Ancora uno spettacolo di colori e di bellezza sul red carpet di Cannes, questa volta per la presentazione del nuovo film di Sofia Coppola, L'inganno, rivisitazione di un grande classico come La notte brava del [...]

CANNES FILM FESTIVAL
lunedì 15 maggio 2017
 

Già con le star presenti nella Giuria del 70esimo Festival di Cannes si potrebbe esaurire il capitolo: Jessica Chastain, Will Smith, il Presidente Pedro Almodovar, Uma Thurman a Un Certain Regard per citarne alcune.

TRAILER
giovedì 20 aprile 2017
 

In un collegio femminile nello stato di Virginia alcune giovani donne vivono protette dal mondo esterno fino a quando un soldato ferito viene trovato nei paragggi e condotto al riparo. La casa è così inebriata da una forte tensione sessuale da cui nascono [...]

TRAILER
giovedì 9 febbraio 2017
 

Il film è il remake dell'omonimo lavoro (1971) di Don Siegel, interpretato da Clint Eastwood e basato sul romanzo di Thomas P. Cullinan. Un soldato ferito viene ospitato e curato all'interno di un collegio femminile: la direttrice, un'insegnante [...]

TRAILER
giovedì 9 febbraio 2017
 

Il remake del film omonimo (1971) di Don Siegel, interpretato da Clint Eastwood e basato sul romanzo di Thomas P. Cullinan. Un soldato ferito viene ospitato e curato all'interno di un collegio femminile: la direttrice, un'insegnante e una giovane si [...]

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miglior regia
Festival di Cannes
2017
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