Mary Shelley - Un amore immortale

Film 2017 | Drammatico +13 120 min.

Titolo originaleMary Shelley
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata120 minuti
Al cinema10 sale cinematografiche
Regia diHaifaa Al-Mansour
AttoriElle Fanning, Douglas Booth, Tom Sturridge, Bel Powley, Ben Hardy, Maisie Williams Joanne Froggatt, Stephen Dillane, Ciara Charteris, Hugh O'Conor.
Uscitamercoledì 29 agosto 2018
DistribuzioneNotorious Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,89 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Haifaa Al-Mansour. Un film con Elle Fanning, Douglas Booth, Tom Sturridge, Bel Powley, Ben Hardy, Maisie Williams. Cast completo Titolo originale: Mary Shelley. Genere Drammatico - USA, 2017, durata 120 minuti. Uscita cinema mercoledì 29 agosto 2018 distribuito da Notorious Pictures. Oggi tra i film al cinema in 10 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,89 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La relazione sentimentale tra il poeta Shelley e la diciassettenne Mary Wollstonecraft che divenne anche lei una famosa scrittrice. In Italia al Box Office Mary Shelley - Un amore immortale ha incassato 308 mila euro .

Consigliato sì!
2,89/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ
Sulfureo come i suoi poeti, un mélange di fragilità e combattività, di innocenza perseguitata e di furore di vendetta.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 14 dicembre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 14 dicembre 2017

Mary, figlia di un'antesignana del femminismo e di un filosofo, cresce in bellezza e cultura. Appassionata di letteratura gotica e di fantasmi, si rifugia spesso in un cimitero e sogna di scrivere un giorno il suo romanzo. Durante un soggiorno in campagna incontra Percy Shelley, poeta inquieto che la seduce e innamora perdutamente. Sposato con prole, Percy nasconde a Mary la verità. Svelata l'omissione, Mary deve scegliere se vivere o negarsi quell'amore. Il desiderio ha il sopravvento e i due amanti fuggono insieme, trascinandosi dietro la sorella minore di Mary. Tra i tre nasce un singolare ménage che conosce alti e bassi, miseria e nobiltà. Quella predicata ma mai applicata da Lord Byron, celebre e vanesio drammaturgo che li sfida sulla pagina e nella vita. Mary accetta e scrive "Frankenstein", vincendo con la sfida l'eternità.

Non sorprende che la regista saudita Haifaa Al-Mansour abbia realizzato un film su Mary Shelley.

Figlia del filosofo determinista William Godwin e moglie del poeta romantico Percy Shelley, Mary riuscì con un romanzo (il romanzo) a emanciparsi dalle (due) figure tutelari maschili, producendo negli anni opere femministe e progressiste. Dopo aver denunciato il fondamentalismo e la poligamia in Arabia Saudita e aver girato il primo film saudita della storia (La bicicletta verde), Haifaa Al-Mansour prosegue con Mary Shelley la sua ricerca personale sull'esclusione.

Sensibile e in prima linea per la causa femminile, il suo sguardo questa volta si rivolge al passato, in direzione del Vecchio Continente dove pesca una giovane donna e il suo entusiasmo rivoluzionario. Ostinata come e più della protagonista di La bicicletta verde, una ragazzina decisa a guadagnarsi una bicicletta in un paese che impedisce alle donne di condurle, Mary fa altrettanto in un'epoca claustrofobica per il suo genere. In quel mondo oscuro e opprimente Mary trova la sua voce intima e la mette su carta, firmando l'ultimo romanzo gotico e il primo romanzo di science-fiction.
Mary Shelley, sulfureo come i suoi poeti, racconta la vita di una donna emancipata e l'origine di uno straordinario mito letterario. Mito orrorifico e figlio 'mostruoso' di una relazione vulcanica e di un gioco di società. Sopraffatti dalla sublimità dei paesaggi alpini e privati da un temporale ingrato del lor solo piacere, il canottaggio lacustre, l'immaginazione è l'unica risorsa per un gruppo di giovani artisti 'in collera'.

"Ognuno di noi scriverà una storia di fantasmi", propone Lord Byron nella sua villa svizzera a Mary, Percy e John Polidori, scrittore e medico britannico. Se Byron non produce che un embrione di un racconto vampiresco, Shelley, genio poetico ma mediocre narratore, dichiara forfait, Polidori, il migliore tra gli uomini, scrive "Il Vampiro", aprendo la strada a "Dracula" e affini, è Mary a rendere immortale questo 'gothic party', concependo una creatura colossale e instabile, ombra di una scienza arrogante che supponeva di poter dominare la natura. Informata sugli esperimenti di Galvani sulla rianimazione elettrica dei cadaveri e sulle teorie di Erasmus Darwin sull'attivazione della materia inerme, Mary immagina un moderno Prometeo e il mostruoso prodotto del suo genio scientifico.

Sotto il segno di una sutura aberrante, come quella del romanzo, il dramma di Haifaa Al-Mansour è un mélange di fragilità e combattività, di innocenza perseguitata e di furore di vendetta che affonda nella relazione tra Mary e Shelley, nelle sue ossessioni psicologiche, negli intollerabili lutti. Figlia di due figure chiave dell'Illuminismo inglese, di cui condivide le idee rivoluzionarie, Mary Shelley è al cuore di un film teso a celebrare la sua figura e a ribadire il discorso (mai così attuale) della relazione uomo-donna. A incarnarla sullo schermo è la luminosa Elle Fanning, a cui fa corona un cast maschile dall'elasticità fisionomica (e interpretativa) ridotta. È lei il centro di una storia di cui non tarderà a diventare l'oggetto di tutti i desideri. Quello che colpisce di Elle Fanning è l'evidenza del suo 'gioco', l'immediatezza della sua presenza. Lei appartiene a quella categoria di attori che non hanno bisogno di fare quasi nulla per attirare lo sguardo ed è precisamente quello che ha messo in scena Nicolas Winding Refn con The Neon Demon.

Precipitata in un dramma in costume e lacrime, Elle Fanning fugge il respiro irrisolto del film come i capelli biondi la sua silhouette di bambola. In una condizione di passività storica, trova una linea di fuga e va più lontano del film che la contiene e di una società inventata dagli uomini per gli uomini. La sua Mary Shelley frantuma i corsetti dell'immaginario, scoprendo in sé un abisso di oscurità a cui attingere per disegnare la sua creatura. Più a suo agio a oriente del cinema, Haifaa Al-Mansour ha tuttavia il merito di aver scelto un'interprete capace di un'articolazione moderna di Mary Shelley, incoraggiando ancora una volta il diritto alla differenza e all'ottimismo. Ottimismo riservato per il momento agli spettatori e interdetto alle donne (saudite) che non hanno altra prospettiva che (soprav)vivere in un regno che produce dieci milioni di barili di petrolio al giorno e un film per secolo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 2 settembre 2018
Suckitandsee17

Su questo film ho letto commenti completamente contrastanti su chi lo ha amato e chi lo ha odiato: io sono nel primo gruppo ed ammetto che mi ha sorpreso particolarmente in positivo. La Fanning mi ha convinto in positivo nella sua interpretazione della Shelley, molto più degli altri attori. La storia raccontata è fedele alla biografia della scrittrice: ci vengono mostrati infatti gli [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 settembre 2018
Flyanto

 “Mary Shelley – Un Amore Immortale” della regista saudita Haifaa Al-Mansour racconta la storia d’amore tra l’autrice del celeberrimo “Frankenstein” ed il noto poeta Percy Shelley: un amore molto intenso e travagliato per il carattere tormentato dell’uomo che costrinse la giovanissima donna a lasciare la casa del padre (non contento in quanto Shelley [...] Vai alla recensione »

domenica 2 settembre 2018
lucano11

la regia rende molto bene la mentalità del tempo,la cultura della fine settecento e il tentativo di "ribellione"dei poeti del tempo. spesso la ribellione confusa con il facciamo quel che ci pare. Il film è avvincente anche se a tratti lento ma che comunque ti affascina. la storia ben condotta anche se romanzata molto bella la fotografia,se conosci schelley e le sue opere [...] Vai alla recensione »

domenica 9 settembre 2018
algernon

lunedì 3 settembre 2018
Juri Moretti

Una storia d’amore che lega Mary e Shelley per poi scrivere il loro romanzo più famoso ovvero quello di Frankenstein, dove Mary prima però dovrà difendere il suo lavoro da scrittrice e la propria identità.

Frasi
Povero uccello in gabbia!
Chi, dalla vostra gabbia angusta, trasforma questa musica affinché possa calmare i possenti cuori che ti hanno imprigionato.
Se non fossero sordi nei confronti di quella dolce melodia.
Questa canzone sarà la tua rosa i cui pallidi petali sono morti, in realtà..
mio adorato usignolo!
Una frase di Percy Shelley (Douglas Booth)
dal film Mary Shelley - Un amore immortale - a cura di Helenie
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 26 agosto 2018
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Mary Wollstonecraft God-win ha vent'anni quando, nel 1817, termina Frankenstein: or, The Modem Prometheus, pubblicato anonimo l'anno dopo. Nonostante l'età, ha già molto vissuto. Figlia di William Godwin, politico repubblicano e filosofo tardo-illuminista, e di Mary Wollstonecraft, filosofa e protofemminista - morta quando lei aveva dieci giorni -, nel 1814 Mary ha lasciato la casa del padre, fuggendo [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 settembre 2018
Daniela Ceselli
Left

Mary Shelley è il secondo lavoro di Haifaa al-Mansour; prima regista saudita candidata ai Bafta e prima selezionata del suo paese agli Oscar con La bicicletta verde, il film precedente, in cui già emergeva il desiderio di raccontare il desiderio di emancipazione femminile in una società conservatrice, patriarcale, chiusa nei rituali e nell'ortodossia.

venerdì 31 agosto 2018
Sara Del Corona
Marie Claire

La prima edizione di Frankenstein, anno 1818, era anonima, con una prefazione del marito di Mary, il poeta Percy B. Shelley: nessuno avrebbe pubblicato un simile romanzo firmato da una donna. Ed è stato solo uno degli intoppi lungo la strada per l'emancipazione di una delle più grandi scrittrici di tutti i tempi. Da Marie Claire, settembre 2018

martedì 28 agosto 2018
Valeria Vignale
Tu Style

Tutti conoscono Frankenstein, non tutti l'autrice che lo scrisse a 17 anni a inizio 800. Mary Shelley ha il merito di raccontare l'adolescenza ribelle, l'amore per il poeta (e marito) Percy Shelley, la morte di una figlia, la delusione e la solitudine che hanno fatto di Frankenstein un alter ego (o quasi) e un "mostro" umanissimo. Regia e punto di vista femminile di Haifaa al-Mansour.

mercoledì 29 agosto 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Bisticciano continuamente i giovani Mary e Percy, neanche fossero Sandra e Raimondo. Litigano, si riprendono, si amano, si dividono, si rimettono insieme e, tra una schermaglia e l'altra, scrivono. Lei, addirittura, è Mary Shelley, l'autrice di Frankenstein (ideato nella villa di un Lord Byron con rimmel) e questo dovrebbe essere un biopic sulla sua vita.

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