La bicicletta verde

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Un film di Haifaa Al-Mansour. Con Reem Abdullah, Waad Mohammed, Abdullrahman Algohani, Ahd Kame, Sultan Al Assaf Titolo originale Wadjda. Drammatico, durata 100 min. - Arabia Saudita, Germania 2012. - Academy2 uscita giovedì 6 dicembre 2012. MYMONETRO La bicicletta verde * * * - - valutazione media: 3,30 su 26 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,30/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Wadjda è una bambina di 10 anni che vive alla periferia di Riyadh, la capitale Saudita. Nonostante viva in un mondo tradizionalista, Wadjda è una bambina affettuosa, simpatica, intraprendente e decisa a superare i limiti imposti dalla sua cultura.
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primo piano
Una conquista dell'indipendenza dal giudizio altrui che non riesce sempre ad appassionare
Gabriele Niola     * * 1/2 - -

Arabia Saudita, in una scuola rigorosamente solo femminile Wadjda lotta per non soffocare i propri desideri di libertà. In particolare uno di questi riguarda l'acquisto di una bicicletta verde, con la quale potrà essere alla pari del bambino con cui gioca dopo la scuola. La sua famiglia non può permettersela e di certo non vuole che si faccia vedere su un oggetto tradizionalmente riservato agli uomini, così Wadjda comincia a cercare i soldi per conto proprio rendendosi conto ben presto che quasi tutti i metodi per farlo le sono proibiti. L'unica è partecipare ad una gara di Corano della scuola (lei che non eccelle nelle materie religiose), il cui primo premio è in denaro.
Per parlare della vita oggi nel suo paese, degli uomini e delle donne che lo animano e dell'oppressione dell'uomo sull'uomo (o della donna sulla donna), Haifaa Al-Mansour sceglie di rifarsi al modello aulico italiano e raccontare la storia di una bambina, una madre e la ricerca di una bicicletta.
La bicicletta verde del titolo anche in questo caso è simbolo di emancipazione e libertà, l'oggetto che rappresenta una possibile salvezza al sistema al quale altrimenti anche Wadjda sarebbe condannata, come la madre e come le compagne, un sistema fatto di oppressione mentale e personale da parte degli uomini e di gran parte delle altre donne. La conquista dell'oggetto però non passa per l'esplorazione del paesaggio cittadino quanto per un percorso di purificazione e abnegazione, Wadjda diventa così indipendente e libera non per il fatto di andare in bici ma grazie al percorso con il quale arriva a poterla comprare, talmente audace da influire anche sul tradizionalismo subito dalla madre. Una rivoluzione gentile compiuta involontariamente dal solo atto di cercare dei soldi da sola, ottemperando alle regole imposte (la gara di Corano) per scardinarle da dentro.
Haifaa Al-Mansour è la prima vera regista donna di un paese che non ha sale cinematografiche e in cui il cinema si fruisce solo domesticamente, è dunque in sè una figura rivoluzionaria che si oppone ai ruoli cui le donne sono relegate e tale posizione è evidente nella maniera in cui scrive i suoi personaggi. Non solo la protagonista Wadjda ma anche le compagne più adolescenti e più irrequiete, benchè comprimarie, sono accarezzate con tono lieve dalla macchina da presa, scrutate nell'innocenza di gesti minuscoli che portano a condanne spropositate.
Il pregio maggiore di La bicicletta verde è così il saper guardare la realtà e metterla in scena trovando in ogni dettaglio un elemento di oppressione o di ipocrita incongruenza (i tacchi della maestra). Tuttavia, nonostante i più nobili intenti e i più aulici modelli, il film non riesce mai davvero ad appassionare, tocca intellettualmente ma non sentimentalmente. Vittima di un'ideologia inevitabilmente forte e penetrante, è atto d'accusa ma non sempre film, parteggia per i propri eroi ma purtroppo dimentica di scrivergli intorno una storia che ne lasci emergere l'umanità.
Per i temi trattati e il modo di parlare della condizione della donna il film è stato patrocinato da Amnesty Italia.

Incassi La bicicletta verde
Primo Weekend Italia: € 43.000
Incasso Totale* Italia: € 232.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 6 gennaio 2013
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Premi e nomination La bicicletta verde

premi
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Bicicletta della libertà, verde della speranza

lunedì 17 dicembre 2012 di pepito1948

L'Arabia Saudita è il Paese islamico forse più progredito socialmente ( attesa di vita 73 anni, tasso di alfabetismo 83%), ma tra i più chiusi e rigidi nell'applicazione della religione di Stato e nel perseguire il dissenso in tutte le sue forme. La condizione della donna è particolarmente pesante: relegata in casa nei soliti ruoli domestici, non può uscire se non nei limiti imposti dagli uomini, che si avvalgono del giustificativo islamico (naturalmente interpretato pro domo sua). Il codice penale continua »

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L'eroica semplicità di una ragazzina

giovedì 3 gennaio 2013 di CINEANDRE

"La biciletta verde" ha il pregio di essere un film che si presenta senza particolari pretese intellettuali o di denuncia. Si presenta così come la sua protagonista, in modo semplice. Vuole raccontare una storia, uno spaccato di quotidianità di una ragazza. La protagonista è una vivace, allegra e intelligente ragazzina dell'Arabia Saudita che "desidera" la sua adorata biciletta, vietata alle ragazze dalle leggi maschiliste della tradizione continua »

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Ua bicicletta come emblema di ribellione e libertà

martedì 11 dicembre 2012 di Flyanto

Film in cui una bambina di religione musulmana viene descritta come un'adolescente "ribelle" in quanto  per la sua allegria, la sua ingenuità, la sua gioia di vivere nonchè spensieratezza proprie, del resto, della sua età, va contro corrente e contro la severissima morale imposta dalla società. Tutte le sue giornate si dividono tra la scuola, i giochi e l' amicizia con un suo coetaneo (alquanto disdicevole per la sua religione) inseguendo il suo continua »

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In bici verso il futuro

venerdì 31 agosto 2012 di Peer Gynt

 Film di denuncia dell'oppressiva società maschilista del mondo arabo, diretto da una regista donna che sceglie di mettere in scena quasi esclusivamente personaggi femminili. Quelli maschili sono volutamente lasciati senza spessore, incolori: sono maschi tradizionalisti, per i quali le donne devono restare nello spazio chiuso e senza diritti nel quale sono da sempre state relegate (con la sola eccezione del piccolo compagno di giochi della protagonista, un oppressore in nuce ma, continua »

preside
La voce della donna non deve oltrepassare le porte
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Il preside
"Andate dentro, ci sono gli uomini sul tetto."
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DVD | La bicicletta verde

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 5 giugno 2013

Cover Dvd La bicicletta verde A partire da mercoledì 5 giugno 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La bicicletta verde di Haifaa Al-Mansour con Abdullrahman Algohani, Reem Abdullah, Sultan Al Assaf, Ahd Kame. Distribuito da Eagle Pictures, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1. Su internet bicicletta verde (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film La bicicletta verde

VIDEO | La regista Haifaa Al-Mansour si confessa in un'intervista.

Fare cinema in arabia saudita

giovedì 29 novembre 2012 - Nicoletta Dose

La bicicletta verde, fare cinema in Arabia Saudita La rivoluzione si fa se c'è una ragazza sul sellino. Nella graffiante commedia La bicicletta verde di Haifaa Al-Mansour, primo film diretto da una donna in Arabia Saudita, c'è la voglia di ribellarsi ad un sistema costrittivo che non tiene in considerazione le donne, se non come oggetto da destinare alla vita di casa. Nel film, quando la dolce Wadjda decide di partecipare ad una gara in bicicletta per battere il vicino di casa con il quale ha litigato, le reazioni sono tra le più disparate. Non tutti apprezzeranno lo spirito ribelle della ragazzina.

   

BIZ

La Archibald parla di Wadjda, la sua acquisizione veneziana.

La ragazza con la bicicletta

giovedì 20 settembre 2012 - Robert Bernocchi

È stata una delle migliori scoperte di Venezia e una pellicola che ha rapidamente ricevuto grandi consensi, sia al Lido che successivamente a Toronto, dove ha trovato un distributore americano, la Sony Pictures Classics. Si tratta di Wadjda, primo film a essere girato interamente in Arabia Saudita, peraltro da una donna, Haifaa Al-Mansour, che descrive in maniera efficace la situazione femminile del Paese, con una storia solo apparentemente semplice. continua »

   

Al mercato di Venezia, ottime vendite per Wadjda.

Dall'Arabia Saudita al mondo

lunedì 3 settembre 2012 - Robert Bernocchi

È stato uno dei titoli che hanno ottenuto i maggiori consensi a Venezia. E lo potrà vedere anche il pubblico italiano. A2, nuova società di distribuzione cinematografica, insieme alla Archibald di Vania Protti Traxler (alla Mostra di Venezia col film di Ulrich Seidl Paradies Glaube), ha acquistato il film Wadjda, opera prima della regista saudita Haifaa Al Mansour, in concorso nella sezione Orizzonti e candidato al Premio De Laurentiis. La giovane protagonista del film Waad Mohamed desidera una bicicletta, ma la madre è contraria perché le biciclette sono considerate pericolose per la virtù delle ragazze. continua »

   

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

Wadjda ha 10 anni e uno sogno nel cassetto: la magnifica bicicletta verde del negozio accanto per gareggiare coll'amico coetaneo Abdullah. Peccato le sia vietato, essendo una cittadina dell'Arabia Saudita che, oggi come allora, mantiene la condizione femminile a un livello di segregazione e sudditanza. Il "fuoco sacro" della bambina però non conosce ostacoli né regole, portandola diritta al suo obiettivo, con la sorprendente complicità della madre. Presentata a Venezia 2012 in Orizzonti, la delicata e divertente "commedia-in-favola" La bicicletta verde sarà ricordata quale il primo film diretto da una donna saudita. »

Storia di Wadjda piccola ribelle saudita in bicicletta

di Roberto Nepoti La Repubblica

Wadjda ha dieci anni e vive alla periferia di Riyad, capitale dell'Arabia Sudita. Un tantino ribelle, la bambina non si sottomette all'amichetto Abdullah, col quale gioca dopo la scuola: per stargli alla pari, anzi, decide di procurarsi una bella bicicletta verde con cui batteria in velocità. Sua madre, però è contraria: perché nel loro Paese anche una bici, in mano a una creatura di sesso femminile, è avvertita come un minaccioso sintomo di emancipazione. Allora Wadjda decide che si procurerà da sola i mezzi necessari; ma l'unica via sembra vincere una gara di Corano che mette in palio un premio in denaro. »

La bicicletta, un fresco simbolo di libertà

di Alessandra Levantesi La Stampa

Considerate le gravi forme di discriminazione alle quali è soggetta la donna nei paesi arabi wahhabiti, un film girato a Riyad a firma di una regista del gentil sesso è già di per sé una notizia; se poi aggiungiamo che si tratta di una piccola storia di emancipazione femminile, l'interesse aumenta. E, tuttavia, ancor più importante è che la saudita Haifaa Al Mansour abbia esordito (grazie anche al Torino Film Lab tra l'altro) con una commedia assai graziosa e accattivante. Wadjda è una ragazzina di Riyad che mal sopporta le costrizioni del mondo in cui vive. »

Una bici ti libererà

di Gabriella Gallozzi L'Unità

A Venezia 2012 è stato un po' il caso del festival, passato nella sezione orizzonti. La bicicletta verde, infatti,oltre che un piccolo grande film è anche una sorta di manifesto contro l'oppressione delle donne, tanto da aver ottenuto il sostegno di Amnesty International. Si tratta, infatti, della prima pellicola girata da una regista in Arabia Saudita, paese dove le donne non hanno diritto al voto, né alla patente e dove persino il cinema è bandito: le sale sono proibite ed i film si vedono solo a casa. »

La bicicletta verde | Indice

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