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sabato 23 gennaio 2021

Rade Serbedzija

Il piccolo grande croato

74 anni, 27 Luglio 1946 (Leone), Bunic kraj Korenice (Croazia)
occhiello
Bello quel cappotto
dal film Batman Begins (2005) Rade Serbedzija  Il barbone
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Rade Serbedzija
Roma Film Festival 2007
Premio miglior interpretazione maschile per il film Fugitive Pieces di Jeremy Podeswa

Festival di Venezia 1994
Premio premio pasinetti per l'attore per il film Prima della pioggia di Milcho Manchevski



Finché c'è prosecco c'è speranza

Finché c'è prosecco c'è speranza

* * * - -
(mymonetro: 3,34)
Un film di Antonio Padovan. Con Giuseppe Battiston, Teco Celio, Liz Solari, Roberto Citran, Silvia D'Amico.
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Genere Noir, - Italia 2017. Uscita 31/10/2017.
Hercules - La leggenda ha inizio

Hercules - La leggenda ha inizio

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,64)
Un film di Renny Harlin. Con Kellan Lutz, Scott Adkins, Liam McIntyre, Liam Garrigan, Roxanne McKee.
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Genere Azione, - USA 2014. Uscita 30/01/2014.
Taken 2 - La vendetta

Taken 2 - La vendetta

* * - - -
(mymonetro: 2,24)
Un film di Olivier Megaton. Con Liam Neeson, Maggie Grace, Famke Janssen, Rade Serbedzija, Leland Orser.
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Genere Azione, - Francia 2012. Uscita 11/10/2012.
Io sono Li

Io sono Li

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,64)
Un film di Andrea Segre. Con Zhao Tao, Rade Serbedzija, Marco Paolini, Roberto Citran, Giuseppe Battiston.
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Genere Drammatico, - Francia, Italia 2011. Uscita 23/09/2011.
Harry Potter e i doni della morte - Parte II

Harry Potter e i doni della morte - Parte II

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,66)
Un film di David Yates. Con Emma Watson, Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Helena Bonham Carter, Bonnie Wright.
continua»

Genere Fantastico, - USA, Gran Bretagna 2011. Uscita 13/07/2011.
Filmografia di Rade Serbedzija »

giovedì 7 gennaio 2021 - Oltre 50 titoli da vedere in streaming dal 21 al 30 gennaio. 
SCEGLI UN ACCREDITO. 

32. Trieste Film Festival - Il programma completo della nuova edizione su MYmovies

a cura della redazione cinemanews

32. Trieste Film Festival - Il programma completo della nuova edizione su MYmovies Appuntamento dal 21 al 30 gennaio con il 32. Trieste Film Festival: diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, che pur in una nuova formula imposta dall’emergenza sanitaria Covid-19 (gli oltre 50 titoli in programma si potranno vedere online su MYmovies) non rinuncia alla sua storica “missione”: che è, sì, quello di portare in Italia il meglio del cinema dell’Europa centro orientale, ma anche – basti pensare alle recenti edizioni dedicate al Muro di Berlino e alla riunificazione della Germania – tenere viva, proprio attraverso il cinema, la memoria delle pagine più importanti della storia di questa parte di (vecchio) continente.

Non stupisce, dunque, che questa edizione avrebbe dovuto avere il proprio fulcro nel ricordo del trentennale delle guerre balcaniche (1991/2021): «Il focus sul trentennale delle guerre balcaniche (1991/2021) è un progetto a cui stavamo lavorando da anni – spiegano i direttori artistici. La pandemia ci ha costretti a posticiparlo, perché di molti dei film che avremmo voluto proporre esistono soltanto le copie in 35mm, impossibili da “proiettare” in un festival online. L’appuntamento è dunque rimandato (speriamo già in primavera), ma ci sembrava doveroso che a un anniversario così importante fossero dedicati due momenti “simbolici” come l’apertura e la chiusura».

SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO

Se ad aprire il festival sarà Underground, Palma d’oro a Cannes nel 1995, la favola anarchica e surreale con cui Emir Kusturica “reinventò” col suo stile debordante la dissoluzione della Jugoslavia, a chiuderlo ci sarà un altro grande film, Lo sguardo di Ulisse di Theo Angelopoulos, vincitore del Grand Prix in quella stessa edizione. Due film che non si potrebbero immaginare più diversi, “come dire – per usare un’espressione coniata all’epoca dal critico cinematografico Morando Morandini – l’Odissea e l’Iliade di questa fine di secolo”.

Alla proiezione di Underground sarà inoltre legato uno dei due tradizionali premi assegnati dal Trieste Film Festival, l’Eastern Star Award: nato per segnalare le personalità del mondo del cinema che con la loro carriera hanno gettato un ponte tra l’Est e l’Ovest (nell’albo d’oro Irène Jacob, Monica Bellucci, Milcho Manchevski, Rade Šerbedžija, Kasia Smutniak), il premio va quest’anno a Miki Manojlovi?, un grande interprete che si è imposto grazie al sodalizio con Kusturica (oltre a Underground ricordiamo Papà… è in viaggio di affari e Gatto nero, gatto bianco) per poi superare i confini della Jugoslavia lavorando con registi come François Ozon (Amanti criminali), Giuliano Montaldo (I demoni di San Pietroburgo), Sam Garbarski (Irina Palm, che gli vale la candidatura all’European Film Award).

Il Cinema Warrior Award, istituito per premiare l'ostinazione, il sacrificio e la follia di chi “combatte” per il cinema, va invece all’Associazione U.N.I.T.A., per il suo impegno nella promozione del mestiere dell’attore nel panorama artistico, culturale e sociale italiano, con particolare attenzione alle questioni di genere e con un codice etico che ne garantisce serietà, professionalità e una centralità di temi quali l’etica del lavoro, la sostenibilità, l’accoglienza e l’inclusività.
Nucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari.

Tredici i titoli del Concorso lungometraggi (in giuria la regista Adina Pintilie, la produttrice Ewa Puszczy?ska, il programmer e critico cinematografico Paolo Bertolin). 
Due storie di paternità messa a dura prova da un contesto che rende difficile (ma non impossibile) assolvere al proprio ruolo di genitore: se il protagonista di Father di Srdan Golubovi? (Premio del pubblico nella sezione Panorama dell’ultima Berlinale) si scontra con la corruzione dei servizi sociali nella Serbia di oggi, quello di Andromeda Galaxy di More Raça è disposto a tutto pur di lasciare il Kosovo per garantire alla figlia un futuro migliore in Germania. Tra Kosovo e Germania si muove anche Exil di Visar Morina, visto al Sundance, che attraverso la storia di un ingegnere farmaceutico discriminato per ragioni etniche si interroga – per dirla con il regista – su “un occidente arrogante nei confronti di chi proviene da Paesi economicamente deboli”. 

Tra Polonia e Irlanda è ambientato invece I Never Cry di Piotr Domalewski, sguardo realistico sulle difficoltà che affrontano le famiglie separate dall’emigrazione, e di immigrazione si parla anche nel bulgaro Fear di Ivaylo Hristov, dramma che vira in commedia (dell’assurdo) su una donna pronta a mettersi contro l’intero villaggio per ospitare un migrante. Dall’Europa di oggi a quella dell’immediato dopoguerra con A Frenchman di Andrej Smirnov, la Mosca del 1957 vista con gli occhi di un ragazzo francese, figlio di un ufficiale arrestato negli anni 30, e In the Dusk di Šar?nas Bartas, selezionato al Festival di Cannes e presentato in prima mondiale a San Sebastian: il romanzo di formazione di un diciannovenne sullo sfondo della Resistenza lituana contro l’occupazione sovietica dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Dalla Grecia arriva Pari di Siamak Etemadi, una madre iraniana per le strade di Atene alla ricerca del figlio studente, di cui non ha più notizie; tutt’altro tono, dalla Romania, nella commedia satirica The Campaign di Marian Cri?an, un politico in odor di corruzione a caccia di voti per un seggio a Strasburgo, e nel serbo My Morning Laughter di Marko ?or?evi? prende le mosse da uno spunto autobiografico per raccontare il coming of age fuori tempo massimo di un trentenne. 

E ancora, due dei film più sorprendenti della scorsa stagione: il polacco Sweat di Magnus von Horn, anche questo selezionato a Cannes, tre giorni nella vita di una “fitness-influencer” che da star di instagram diventa vittima di uno stalker, e il georgiano Beginning di Dea Kulumbegashvili, selezionato a Cannes e vincitore a San Sebastian, storia di una donna, Yana, moglie del leader di una comunità di Testimoni di Geova attaccata da un gruppo estremista. Per finire, Faruk Lon?arevi?, che in So She Doesn’t Live si ispira al più efferato caso di omicidio della Bosnia post-bellica per raccontare un mondo ancora brutale.

Evento speciale fuori concorso, dall’Azerbaigian, In Between Dying di Hilal Baydarov (presente anche nel concorso documentari col suo Nails in My Brain),  viaggio nella consapevolezza interiore che guarda al cinema di Bresson

Dieci i titoli del Concorso documentari (in giuria la regista Eszter Hajdú, la direttrice del Biografilm Festival Leena Pasanen e la direttrice della scuola ZeLIG di Bolzano Heidi Gronauer). Acas?, My Home di Radu Ciorniciuc, premiato al Sundance, è la storia di una famiglia che per decenni ha vissuto nell’area disabitata e incolta del Delta di Bucarest, un bacino idrico abbandonato alla periferia della metropoli, finché la trasformazione della zona in parco nazionale pubblico non la costringe a trasferirsi in città. E i “luoghi di famiglia” sono al centro anche di Nails in My Brain dell’azero Hilal Baydarov,  viaggio tra le rovine di una casa d'infanzia, dove ogni porta pericolante si apre sul passato, in una riflessione sulla memoria – e sul cinema – che è eterno ritorno sulle stesse domande, gli stessi ricordi, gli stessi chiodi fissi; e di Blockade di Hakob Melkonyan, che attraverso la storia di una famiglia del suo villaggio natale racconta il conflitto del Nagorno-Karabakh. 

Due film dalla Croazia: Landscape Zero di Bruno Pavi?, che ci porta su una striscia di costa devastata da un insediamento industriale per riflettere sulla relazione tra uomo, natura e cultura; e Once Upon a Youth di Ivan Ramljak, ritratto di una generazione perduta, quella gioventù della fine degli anni Novanta in cerca di una (nuova) identità dopo la devastazione della guerra. Dalla Russia Town of Glory di Dmitrij Bogolyubov, girato nel corso di tre anni a El’nja, città-simbolo della propaganda di ieri e di oggi, e la Russia è al centro anche del tedesco Garage People di Natal’ja Jefimkina, il garage come (ultimo) rifugio dell’individualità. 

Dall’Austria, Please Hold the Line di Pavel Cuzuioc è uno sguardo feroce e pieno di humour che, attraverso il lavoro di alcuni tecnici delle comunicazioni in Moldavia, Romania, Ucraina e Bulgaria, riflette sulle contraddizioni di una società sempre più “connessa” in regioni lacerate dai nazionalismi. Il confronto tra un figlio che sta diventando padre – lo stesso regista Andrei D?sc?lescu – e un padre che si è fatto monaco è al centro del rumeno Holy Father. In ultimo, il lituano Gentle Warriors di Marija Stonyt?, dove l’indipendenza di tre giovani donne passa dal servizio di leva volontario e dall’addestramento in una base militare tra 600 commilitoni.

Sedici i titoli del Concorso cortometraggi (in giuria la direttrice artistica della Cinéfondation del Festival di Cannes Dimitra Karya, la produttrice Andrijana Sofrani? Šu?ur e la giornalista Alessandra De Luca): l’Italia è rappresentata da Illusione di Lorenzo Quagliozzi e La tecnica di Clemente De Muro e Davide Mardegan (CRIC).

Due nuove sezioni integrano l’impianto tradizionale dei concorsi: Fuori dagli sche(r)mi e Wild Roses: Registe in Europa. 

Promossa in collaborazione con Sky Arte, che premierà uno dei film della sezione attraverso l’acquisizione e la diffusione sul canale, Art&Sound propone quest’anno cinque titoli in anteprima che esplorano i più diversi ambiti artistici.

Confermata anche quest’anno inoltre la formula del Premio Corso Salani 2021 (in giuria la produttrice Donatella Palermo, la critica cinematografica Grazia Paganelli e il filmmaker Carlo Michele Schirinzi), che presenta cinque film italiani completati nel corso del 2020 e ancora in attesa di distribuzione: la dotazione del Premio (2mila euro) va intesa quindi come incentivo alla diffusione nelle sale del film vincitore. Immutato il profilo della selezione: opere indipendenti, non inquadrabili facilmente in generi o formati e per questo innovative, nello spirito del cinema di Corso Salani. I titoli: Divinazioni di Leandro Picarella, Libro di Giona di Zlatolin Donchev, Samp di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, I Tuffatori di Daniele Babbo, Ultimina di Jacopo Quadri e Vera de verdad di Beniamino Catena.

 

   

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