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Francesco PannofinoLa ruvida voce di George54 anni, 14 Novembre 1958 (Scorpione), Pieve di Teco (Italia) |
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dal film Boris - Il Film (2011)
Francesco Pannofino è René Ferretti
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Nato in Liguria da genitori pugliesi, Francesco Pannofino è uno dei più celebri rappresentanti della cosiddetta quinta generazione del doppiaggio italiano, quella attualmente fra le più attive e sviluppatasi durante gli anni Novanta, che annovera anche voci come Luca Ward e Giuppy Izzo. L'estro per l'arte recitativa lo conosce e lo fomenta in adolescenza durante i primi lavori come animatore per le feste e frequentando qualche occasionale palcoscenico con compagnie di non professionisti. Curiosità vuole che a neanche vent'anni, trasferitosi a Roma per frequentare l'università, venga coinvolto nelle indagini del sequestro di Aldo Moro come testimone oculare involontario della strage di Via Fani del 16 marzo 1978. Proprio nella capitale si avvicina per la prima volta al mondo del doppiaggio assieme al fratello Lino (tuttora celebre dialoghista) con la semplice idea di guadagnare qualche soldo e potersi mantenere una carriera d'attore. Le sue esperienze teatrali si formano dapprima al Teatro Stabile di Trieste, dove rimane per un'intera stagione, successivamente nella compagnia di Antonella Steni, grazie alla quale affina tono e impostazione della sua voce tramite esperienze come speaker radiofonico. Lungo tutto il corso degli anni Ottanta porta così avanti entrambi i mestieri: da una parte donando la sua voce ruvida e virile a vari personaggi di film d'azione (come ad esempio Damon Wayans per L'ultimo boyscout o Jean-Claude Van Damme in I nuovi eroi), dall'altro proseguendo con successo la sua attività teatrale, durante la quale lavora per un altro celebre doppiatore italiano, Gigi Angelillo (la voce storica di Zio Paperone nella serie animata Duck Tales e dell'alieno Alf).
La voce, prima di tutto
La virata che lo porta definitivamente a divergere verso la prima delle due carriere avviene in seguito al 1993, quando doppia con straordinario successo Tom Hanks con la petulante voce di Forrest Gump e l'intensa interpretazione nel film Philadelphia di Denzel Washington (attore a cui resta felicemente legato per tutta la futura carriera). Da questo momento diventa uno dei più apprezzati e professionali doppiatori del mondo italiano, divenendo l'inconfondibile voce di alcuni dei divi americani più apprezzati, fra i quali George Clooney, Antonio Banderas, Kevin Spacey e anche William L. Petersen, il Gil Grissom della serie CSI - Scena del crimine. Quando anche le scelte sentimentali sembrano volerlo confinare al solo mondo dei "prestavoce" (si sposa con la doppiatrice di Michelle Pfeiffer ed Emma Thompson, Emanuela Rossi, ed ha con lei un figlio, Andrea), ecco che invece Francesco avvia a metà degli anni Novanta una vera e propria gavetta come attore per cinema e televisione. Ottiene piccoli ma consistenti ruoli nei film di Luciano De Crescenzo (Croce e delizia) e di Aldo, Giovanni e Giacomo (Così è la vita) e nelle principali fiction tv (Una donna per amico 2; Carabinieri; La squadra e Distretto di Polizia 5). Così, mentre ottiene numerosi premi e riconoscimenti per il suo lavoro come doppiatore, riesce anche a conquistarsi una discreta fama come volto versatile quanto i suoi timbri vocali, capace di interpretazioni di drammatica intensità (è il "Riccetto" nel film sui Fatti della banda della Magliana e il Boss dei due mondi Tommaso Buscetta in una fiction dedicata a Giovanni Falcone), così come più brillanti e divertenti (Notturno bus di Davide Marengo e il pazzoide regista René nella sit-com Boris).
Il volto di Francesco
Proprio sul set di questa sit-com sul mondo delle fiction televisive ha rivelato anche un'aspirazione per la poesia, dilettandosi a decantare sue personali composizioni liriche fra il serio e il faceto, in italiano e in dialetto romanesco. I suoi impegni nella stagione 2007-2008 sono tanto attivi nelle consuete interpretazioni vocali quanto nella partecipazione fisica a svariati progetti, da quelli più giovanilisti per il cinema (Lezioni di cioccolato; Questa notte è ancora nostra) a quelli per l'ampia fascia del pubblico televisivo (fra i più rilevanti, è il Gatto nella nuova versione di Pinocchio e ha preso parte ad una fiction in costume su Pompei).
Dopo la divertente parte di Son Sei nella serie televisiva I Cesaroni, Francesco si lascia dirigere da due giovani registi al loro esordio: compare infatti in Diverso da chi? di Umberto Carteni, al fianco dell'ex gieffino tv Luca Argentero e di una scatenata Claudia Gerini, ma soprattutto in L'uomo fiammifero di Marco Chiarini, dove interpreta il simpatico e burbero padre di Simone (Marco Leonzi), costretto fra orti, galline e maiali. È nel cast del film natalizio di Leonardo Pieraccioni, Io & Marilyn e nell'opera prima di Isotta Toso, Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, tratto dall'omonimo e felice romanzo dell'algerino Amara Lakhous. Lo ritroviamo nelle rocambolesche avventure di Maschi contro femmine, ultimo lavoro di Fausto Brizzi, dove interpreta Vittorio, l'infedele marito di Nicoletta (Carla Signoris), che viene sbattuto fuori casa.
Il 2011 si rivela un altro anno felice per la carriera attoriale di Pannofino. Esce infatti nelle sale Boris - Il Film, trasposizione cinematografica dell'omonima serie tv di successo, ed è protagonista, accanto ad Enrico Brignano, della commedia Faccio un salto all'Avana. Nel 2012 torna in Poker Generation e nel film sul precariato Workers - Pronti a tutto di Lorenzo Vignolo, e nel 2013 è nel film di Eduardo Tartaglia Sono un pirata, sono un signore.
Manny cambia voce, arriva il nuovo personaggio di Capitan Sbudella e si riconfermano la simpatia di Sid e la sensibilità di Diego. Un mammuth, un bradipo e una tigre in lotta contro la deriva dei continenti (causata dallo sfortunato Scrat) e uno scimmione che fa il pirata in mare aperto. A Lipari, in occasione dell’annuale convention della 20th Century Fox, è stato presentato in anteprima nazionale L’era glaciale 4 in 3D. A introdurre il film sono intervenuti quattro dei doppiatori principali: Pino Insegno che dà la voce a Diego, la tigre dai denti a sciabola, Claudio Bisio, il bradipo Sid e due new entry, Francesco Pannofino nei panni di Capitan Sbudella e Filippo Timi all’esordio come doppiatore di Manny il mammuth (negli episodi precedenti doppiato da Leo Gullotta). Il film, già record di incassi nei trentaquattro paesi in cui è uscito lo scorso fine settimana (80 milioni di dollari in 72 ore), sarà distribuito nelle sale italiane il 28 settembre.
Cuba, nel bene e nel male. A 24 ore esatte dal quinto congresso del Partito comunista cubano, portatore di dolorose riforme economiche e politiche, un film italiano si affaccia quasi per caso sull’isola caraibica, esotico e controverso palcoscenico dell’ultima commedia targata Medusa, Faccio un salto all’Avana, in sala dal 22 aprile. «Siamo stati sull’isola poco tempo e non possiamo arrogarci il diritto di raccontarla – mette le mani avanti in conferenza stampa il regista Dario Baldi, lucida testa da documentarista prestata al cinema d’intrattenimento – Non basterebbe una vita per farlo. Per certe cose abbiamo sofferto, per esempio il caldo e il cibo, ma ci tengo a dire che Cuba è un posto meraviglioso, stupendo, cui sono molto affezionato». Il film, precisano il regista e i suoi interpreti Enrico Brignano, Aurora Cossio e Francesco Pannofino, non pretende di raccontare l’isola: «È una commedia leggera ma fuori dai cliché», dice Baldi, «un film romantico che parla d’amore per un fratello e per una vita diversa», si accoda Brignano. Ma Cuba non è fatta per rimanere sullo sfondo. Si affaccia con tutte le sue luci e ombre nei racconti piccoli dei protagonisti, Brignano che non riesce a girare una scena «perché c’era una fogna a cielo aperto, e la gente del posto neanche ci faceva caso», Pannofino che parla di un paese «strano, fermo nel tempo, con macchine anni ‘50 e gente allegra che ride nonostante la situazione», il regista che ricorda fiero la sua troupe di 80 cubani e 20 italiani, e la Cossio, che dice involontariamente la cosa più illuminante sugli squilibri dell’isola: «Non è vero che abbiamo avuto problemi con il cibo: ogni sera dopo le riprese andavamo a mangiare pesce crudo in un ottimo sushi bar. Era del figlio di Castro, mi pare».
“Dopo Lo Squalo un altro gigante del cinema”, annuncia la locandina. Chi è? È il pesce rosso più famoso d’Italia e si chiama Boris. Secondo il regista René Ferretti porta fortuna, ed è per questo che lo vuole sempre con sé, a casa e sul set. Dopo aver visto il film possiamo assicurare che è vero. Il balzo di Boris dalla boccia televisiva all’acquario del cinema ne preserva la natura e il colore, per la gioia dei fan della prima ora, ma lo rende anche perfettamente godibile per chi non conosce la serie, evitando di parlare esclusivamente il gergo degli iniziati. Storia tragicomica di un regista a cui viene sistematicamente impedito di fare un lavoro di qualità, Boris parla del nostro cinema e del nostro paese con il sorriso sulle labbra e la morte nel cuore, ma anche un po’ viceversa.
La conferenza stampa romana è stata interrotta e animata ad un certo punto da una manifestazione di precari, che allo slogan di “Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta” hanno annunciato che scenderanno in piazza il prossimo 9 aprile per affermare che la precarietà del lavoro e di vita è cosa insostenibile e che la parte dello stagista schiavo non è una parte che nessuno desideri interpretare a lungo. Gli autori del film, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, e tutti gli attori presenti hanno subito solidarizzato con i manifestanti.
Sei puntate, in onda da domenica 13 dicembre in prima serata, vedranno il ritorno di Sebastiano Somma nei panni dell'avvocato Rocco Tasca, per la quarta stagione di Un caso di coscienza.
La regia è ancora e sempre di Luigi Perelli, noto per aver firmato cinque edizioni della Piovra e tre di Sospetti, con lo stesso Somma, mentre le sceneggiature sono firmate da Andrea Purgatori, Laura Ippoliti, Antonella Grassi, Jim Carrington e Andrea Leoni.
La quarta serie di questo italianissimo legal-drama, che si ispira alla cronaca di attualità macchiata di ingiustizie sociali e dunque tinta di denuncia (malasanità, bullismo, morti bianche) riconferma gli interpreti precedenti -Loredana Cannata, Barbara Livi, Francesco Pannofino, Stephan Danailov- e si arricchisce del bel volto di Vanessa Gravina e delle interpretazioni dei nuovi villains Imma Piro e Giorgio Lupano.
La conferenza stampa di presentazione, a viale Mazzini, illustra gli elementi di continuità e quelli di novità.
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