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Philadelphia
Un film di Jonathan Demme.
Con Tom Hanks, Denzel Washington, Jason Robards, Antonio Banderas, Joanne Woodward.
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Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 119 min.
- USA 1993.
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premi nomination |
Premio Oscar 2 4 |
Golden Globes 2 1 |
Festival di Berlino 1 0 |
Dramma su una tematica importante
mercoledì 4 giugno 2008
di pap
La rappresentazione di un cocente dramma su una problematica di grande attualità.Film commuovente che induce ad una grande riflessione.Questo grazie anche alla splendida interpetazione di attori di grande livello:da T.Hanks(che vinse l'Oscar come miglior attore),un avvocato che raggiunto l'apice della sua carriera viene ingiustamente licenziato perche malato di AIDS e muove una causa contro i capi della sua ex-società per difendere i propri diritti,a D.Washington,anch'egli avvocato che dopo alcune continua » |
Philadelphia
martedì 28 luglio 2009
di Adriano Sgarrino
Paese di prod.: USA Anno: 1993 di: Jonathan Demme con: Tom Hanks, Denzel Washington, Jason Robards, Antonio Banderas, Mary Steenburgen, Joanne Woodward. Nella Philadelphia degli anni '90 Andrew Beckett (Hanks) è un giovane e promettentissimo avvocato gay, che improvvisamente viene licenziato dall'eminente studio legale presso cui lavora. Secondo i suoi principali, Andrew è colpevole di avere smarrito un indispensabile fascicolo nell'immediata vigilia di un'udienza importante; a parere di Andrew, continua » |
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| Joe Miller (Denzel Washington) | |
| Spiegamelo come se avessi soltanto quattro anni. | |
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| Adrew (Tm Hanks) | |
| Aver fede significa credere in qualcosa che non siamo in grado di provare. | |
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| Joe Miller (Denzel Washington) | |
| Voglio dirti una cosa, Andrew. Quando ti educano come hanno educato me e la maggior parte della gente in questo paese ti assicuro che nessuno ti viene a parlare di omosessualità oppure come dite voi stile di vita alternativo. Da bambino ti insegnano che i finocchi sono strani, i finocchi sono buffi, i finocchi si vestono come la madre, che hanno paura di battersi, che sono... sono un pericolo per i bambini, e che vogliono solamente entrarti nei pantaloni. Questo riassume più o meno il pensiero generale, se vuoi proprio sapere la verità. | |
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DVD | PhiladelphiaUscita in DVD
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Disponibile on line da mercoledì 5 gennaio 1994
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CELEBRITIES | Figura anticonvenzionale dentro e fuori Hollywood, Demme si trasforma in continuazione girando un film diverso dall'altro.Il presente continuo di jonathan demme
giovedì 20 novembre 2008 - Marianna Cappi
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di Irene Bignardi La Repubblica
Gli adulti (e i cinefili) non piangono, dice una regola non scritta: per cui adulti (e cinefili) si asciugano furtivamente le lacrime all’uscita da certi film, come se le emozioni che il cinema scatena non fossero ammissibili. Per tacere dei critici, che tendono a vedere l’abbandono alle emozioni come un pericoloso attentato alla loro obiettività. Uno dei vantaggi di essere un critico-donna, però, è il diritto alle lacrime. E penso che Philadelphia sia un film che, senza esercitare un ricatto emotivo e senza eccedere sul pedale della pietà, muove inevitabilmente alla commozione, e per delle ottime ragioni - che sono ragioni al negativo. » |
La pietà ai tempi dell’AIDS
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
In attesa del pezzo pregiato della collezione, Schindler’s List, che sta per uscire, il cinema angloarnericano del drappello dell’Oscar prosegue la sua marcia trionfale. E un momento magico per la produzione di lingua inglese. Parlo, naturalmente, di America oggi di Altman, di Carlito’s Way, di Quel che resta del giorno, di Nel nome del padre, di L’età dell’innocenza, ma anche nei loro limiti di Il fuggitivo, di Nel centro del mirino, dell’imminente Il rapporto Pelican... In questo gruppo di vincenti, bizzarramente perché in genere trovo detestabili i film su malati e malattie, uno degli esempi più riusciti mi sembra Philadelphia, brillante conferma di un talento raffinato e delicato come quello di Jonathan Demme. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Il cinema di genere e il cinema d'autore si incontrano e si attraversano di continuo, in Philadelphia. Ora il ritmo è quello del film "processuale", fatto di confronti forti tra avvocato e testimone, avvocato e avvocato, avvocato e giudice. Ora, invece, i tempi si distendono, l’ aula del tribunale viene dimenticata, nessun colpo di scena è più atteso: tutto si gioca attorno ai sentimenti, alla voglia di vita e alla incalzante prospettiva di morte. Jonathan Demme passa da un tipo di cinema all'altro senza difficoltà, e senza lasciar cadere la tensione narrativa. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Il fim di Jonathan Demme sdoganò per il grande pubblico argomenti tabù come l’omosessualità legata alla devastante e traumatica esperienza dell’Aids. Certo che questo film, con il suo slancio civile ed umano, con il suo racconto aperto e senza morallsmi, con la prestazione appassionata di celebri attori, tra cui Tom Hanks che vinse l’Oscar, Denzel Washington, Antonio Banderas e il compianto Jason Robards, è stato benemerito per la battaglia contro i pregiudizi. Raccontando con molta semplicità la storia di un giovane, brillante avvocato gay che viene improvvisamente licenziato dall’importante studio in cui lavora sotto la falsa causa di inadempienza professionale, mentre la vera ragione è che è malato di Aids. » |
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