Con lirismo e intelligenza, James Gray dirige un'ode alla fraternità. Con tre attori che ci fanno brillare gli occhi. Drammatico, Thriller - USA2026. Durata 115 Minuti.
Due fratelli rimangono invischiati nel mondo della mafia russa. Espandi ▽
New York, Queens, 1986. Gary e Irwin Pearl sono fratelli che tutto oppone. Il primo senza famiglia, una carriera nella polizia alle spalle e un futuro di guai contro la mafia russa, il secondo sposato con prole, una vita modesta e un futuro sognato per i suoi figli. Forse per questo si lascia trascinare da Gary in un'impresa potenzialmente redditizia di pulizia del canale di Gowanus a Brooklyn. Un gioco da ragazzi ma un semplice malinteso con la mafia russa innesca una terribile catena di eventi.
Torna alle origini del suo cinema James Grey, ai suoi polar sontuosi (Little Odessa, The Yards, I padroni della notte) da qualche parte tra classicismo e modernismo.
Sinuosa critica al capitalismo, Paper Tiger è un'ode alla fraternità - la lealtà è centrale da James Gray - che si inscrive nella continuità dell'opera dell'autore, condensando il suo universo e promettendo uno struggente piacere. Un film pienamente Gray di fucili nella penombra e di inseguimenti in auto come marce funebri. Recensione ❯
Un innovativo film d'animazione che ribalta lo zuccheroso mondo delle fiabe parodiandolo con la figura del simpatico orco verde. Espandi ▽
Un orco che rutta e legge le favole seduto sul cesso. Un asino petulante e splendido cantante. Una principessa che va ghiotta di topi arrostiti e ogni tanto gioca come Lara Croft. Una "draghessa" che diventa buona dopo essersi innamorata dell'asinello. Il principe "ufficiale" che ha il petto peloso come una foresta. Recensione ❯
Il ritratto di un maestro le cui sfide ci fanno volare verso mete prima ritenute impensabili. Documentario, Germania, Gran Bretagna2022. Durata 102 Minuti.
Un film che svela l'uomo dietro il mito per celebrarne la vita e l'opera in occasione degli ottant'anni appena compiuti. Espandi ▽
Il ritratto di un maestro del cinema la cui coerenza è rimasta intatta pur nella molteplicità delle scelte espressive. Werner Herzog sostanzialmente è incapace di sognare. Lo sa però fare ad occhi aperti, magari quando si trova a guidare l’auto per diverse ore. E lo sa fare benissimo consentendo a tutti coloro che amano il suo cinema di andare oltre il ‘fatto’ che accade sullo schermo per coglierne il senso in profondità. È questo il leit motiv di tutta la sua filmografia così come emerge da questo percorso volutamente e giustamente cronologico. Herzog si racconta con abbondanza di citazioni e con il desiderio esplicito di tornare a pensare al proprio cinema con una prospettiva si potrebbe dire ‘pacificata’. Se, come afferma Wim Wenders, il Werner giovane non aveva un carattere proprio facile essendo molto determinato e con convinzioni incrollabili quello di oggi guarda al passato non con distacco ma come se lo osservasse dall’alto. D’altronde dichiara di ritenere un’ingiustizia della Natura il fatto che gli esseri umani non abbiano le ali. Ma è il suo cinema che ci fa volare verso mete che ogni volta si spostano oltre il pensabile e si concretizzano ‘nonostante tutto’. Recensione ❯
Da strega a ragazzina, un racconto di formazione che mostra il lato più verista del Miyazaki-pensiero. Animazione, Giappone1989. Durata 102 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Una giovane strega parte a cavallo della sua scopa per un anno di pratica nelle arti magiche. Espandi ▽
Compiuti 13 anni Kiki, una streghetta simpatica e maldestra, parte alla ricerca di una città bagnata dal mare in cui svolgere il suo anno di apprendistato. In compagnia dell'inseparabile gatto nero parlante Jiji, Kiki arriva nella città di Koriko dove inizia a guadagnarsi da vivere facendo consegne a domicilio a cavallo della sua scopa di saggina. Superate le difficoltà iniziali, la giovane strega, grazie ai suoi poteri magici e alla conoscenza di persone che la fanno sentire a casa, riesce a rendersi indipendente. Ma nella vita, si sa, non tutto fila sempre liscio e le sorprese sono dietro l'angolo... Recensione ❯
Due padri di famiglia si scontrano sul tema dell'educazione dei figli. Espandi ▽
L'ingegnere informatico romeno e devoto evangelico Mihai Gheorghiu si trasferisce in Norvegia con la famiglia. L'integrazione con il vicinato e con la scuola sembra procedere nel migliore dei modi ma gli opposti metodi educativi dei padri - conservatore e pater familias Mihai, permissivo e progressista Mats - finiscono per divergere quando le insegnanti notano dei lividi sul corpo della figlia maggiore di Mihai, Elia. Per la legge norvegese scatta immediatamente la denuncia al potente organo per la Protezione dei bambini, che sottrae i figli alla patria potestà di Mihai, sospettandolo di violenze su minori.
Da sempre attento alle intolleranze e alle contraddizioni in seno alla società, Mungiu abbandona il suo stile ansiogeno con camera a mano per delineare in terra norvegese uno scontro ideologico.
Permettere di usare lo smartphone o YouTube ai minori è un diritto inalienabile o un metodo educativo che lascia a desiderare quanto le punizioni oscurantiste? Questioni etiche su cui Mungiu non si sbilancia, attento a evidenziare le opposte e inconciliabili esasperazioni. Recensione ❯
Il capolavoro assoluto di Stanley Kubrick. Un'opera grandiosa sul tempo, nel tempo. Fantascienza, USA, Gran Bretagna1968. Durata 140 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Alle origini dell'uomo, quando le scimmie erano ancora scimmie, un misterioso monolito compare sulla Terra. Espandi ▽
Alle origini dell'uomo, un monolito compare sulla Terra e attiva l'intelligenza dei primati. 2001. Sulla Luna un monolito lancia un segnale verso il pianeta Giove. Diciotto mesi dopo cinque uomini e il computer di nuova generazione HAL 9000 si dirigono verso il pianeta. L'infallibile computer segnala un guasto ma non risultano anomalie e gli astronauti, arresisi al fatto che HAL ha sbagliato, decidono di disattivarlo. Kubrick sviluppa il suo discorso a partire da un racconto di Clarke: ciò che nel testo è precisa descrizione, nel film diventa suggestione. A partire da una colonna sonora che ha fatto epoca, 2001 è un capolavoro assoluto della storia del cinema, e rappresenta una delle riflessioni più articolate sul rapporto civiltà/tecnologia nonché sul destino dell'umanità. Recensione ❯
Una formidabile occasione di disintossicazione dal rumore e di rimettersi in proporzione rispetto all'immensità del cosmo. Documentario, Francia2025. Durata 95 Minuti.
Un documentario poetico nei boschi, tra animali e suoni ancestrali che trasforma la natura in meditazione su tempo, memoria e vita. Espandi ▽
Un nonno, suo figlio e il figlio del figlio: Michel, Vincent (il regista) e Simon. Tre maschi di età diverse che condividono l’esperienza, più che consapevoli della sua rarità, di osservare da vicinissimo la natura. Rispettandola. Nelle foreste di conifere del dipartimento francese dei Vosgi, come a una base sicura dopo le loro esplorazioni, tornano in una baita di legno illuminata solo da candele. Sospeso tra i codici documentaristici e una sorta di sceneggiatura in cui i dialoghi tra familiari assomigliano a una fiaba sapienziale, Whispers in the Woods è anche una formidabile occasione, che la visione in sala esalta al massimo, di disintossicazione dal rumore, che oggi non è più solo urbano ma ormai invade ogni spazio, anche periferico. Ricco di spunti didattici e pensato, in una schematica tripartizione, come un romanzo di formazione, ricorda anche l’irrilevanza dell’umano (“siamo in ciò che passa”), la continuità di vita e morte, che si riflette nel passaggio di testimone e di saperi tra generazioni ma anche nel ciclo degli esseri viventi, quali le piante. Recensione ❯
Sorogoyen spinge e si diverte ad esplorare la Settima Arte in tutte le sue potenzialità. Un film-mondo sui limiti dell'amore. Drammatico, Spagna2026. Durata 135 Minuti.
Sorogoyen dirige il suo personale Effetto notte, affrontando una relazione padre-figlia molto tesa e dai problemi passati irrisolti. Espandi ▽
Esteban Martinez è un regista spagnolo 56enne premio Oscar, da tempo trasferitosi negli Stati Uniti. Dopo molti anni di assenza Esteban torna in patria per girare il suo nuovo film e affida alla figlia di primo letto, la trentenne Emilia, un ruolo centrale. Lei accetta con riserva: suo padre ha lasciato lei e la madre molto tempo prima scomparendo dalla loro vita, dopo aver fatto subire a entrambe le sue intemperanze dovute all'alcool e alla droga. Del resto anche il film che Esteban vuole girare è una storia di tradimenti e di abbandoni: potrebbe diventare il pretesto affinché padre e figlia ritrovino il dialogo perduto?
El Ser Querido è l'ultima regia di Rodrigo Sorogoyen, la punta più alta della Nueva Ola iberica, ed è un film-mondo, perché racchiude in sé la visione artistica del regista a tutto tondo. Il regista si diverte ad esplorare la Settima Arte in tutte le sue potenzialità, giocando con i colori e i suoni (o la loro assenza), con i fiumi di parole sovrapposte e i silenzi vertiginosi, con i formati, le musiche che esplodono in scene mirate, i primissimi piani degli attori e i virtuosismi cinematografici
Esteban ed Emilia si colpiscono duro e si sfiorano con pudore, fanno (e si fanno) male senza volerlo, non sanno come riparare i danni inferti e subìti. Perché il tema centrale di El Ser Querido è la realizzazione che esistono punti di non ritorno, e che l'amore può non bastare a offrire, e a chiedere, perdono e accettazione. Recensione ❯
Esilarante e raggelante. Il film più politico di un cineasta che non smette di superarsi. Commedia, Drammatico - Regno Unito, USA2026. Durata 118 Minuti.
1973, alla vigilia del golpe contro Allende, due agenti CIA, Chris e Lee, si trovano sull'Isola di Pasqua tra segreti, tensioni e verità in bilico. Espandi ▽
Santiago del Cile, 1973. Alla vigilia del golpe militare che rovescerà il governo democratico uccidendo il presidente socialista Allende, due uomini della CIA, il cinico Chris e il più giovane Lee, si recano sull’Isola di Pasqua per trascorrere qualche giorno da turisti. Chris ha problemi di memoria, qualche rimpianto, una strana compassione per le falene e la tentazione di smettere una buona volta di mentire. Lee lo accompagna e lo sorveglia, gravato da un compito doloroso. Intanto, il fatto che Chris voglia scrivere le sue memorie preoccupa il loro capo MJ al punto da fargli prendere un aereo per gestire la situazione di persona. Drammaturgo prima e poi sceneggiatore d’eccezione, irlandese come Beckett, McDonagh è al momento uno dei più ispirati cantori cinematografici dell’irrazionalità dell’esistenza, per di più capace di non rinunciare in alcun modo allo spettacolo e all’intrattenimento, e anzi sempre più maturo nella combinazione dei due elementi. Wild Horse Nine è un apologo tragico e politico (il più politico dei film di McDonagh) sul mondo in cui viviamo. Recensione ❯
Il secondo film in lingua francese di Farhadi dopo Il passato. Espandi ▽
Il senzatetto Adam sventa un furto in metropolitana e viene ricompensato con l'offerta di fare l'assistente domiciliare a una scrittrice, Sylvie, la quale, in cerca di ispirazione, spia tre persone che lavorano in uno studio di registrazione collocato nello stabile di fronte. Quando Adam entrerà in possesso del manoscritto inizierà a spiarle a sua volta. Farhadi torna a girare in Francia ispirandosi a un Maestro del cinema: Krzysztof Kieslowski.
Asghar Farhadi si confronta in questa occasione con una storia che inizialmente voleva ambientare a New York ma che in realtà necessitava del respiro di una capitale europea. È quindi tornato a Parigi anche perché la fonte di ispirazione dichiarata è Breve film sull'amore, film che espandeva il Decalogo 6. Là si trattava di un ragazzo che spiava, dalla sua camera in subaffitto, un'impiegata postale che, una volta incontrata, lo avrebbe umiliato spingendolo a tentare il suicidio. Recensione ❯
Il film non è fedele al racconto di Stoker come il titolo lascia supporre. È comunque la storia di un giovane archivista inglese che si reca in Transi... Espandi ▽
Nel 1480 Vlad Drakul, feroce paladino dell'Europa cristiana contro i turchi invasori, maledice Dio e diventa un vampiro dopo che sua moglie muore suicida, credendo che lui sia morto in battaglia. Nel 1897 a Londra Dracula vede in Mina Murray la reincarnazione della consorte e per amore si rifiuta di farne una sua simile, ma lei, innamorata, beve il suo sangue. In Romania i due si riuniscono. Ridotto a un mostro, Dracula le chiede di dargli pace. Recensione ❯
Quando un affermato dirigente d'azienda, si ritrova sotto assedio a causa delle crescenti pressioni aziendali, il crollo della sua vita, meticolosamente ordinata, precipita verso la violenza. Espandi ▽
Russia. In una città di provincia vivono Gleb, dirigente di successo, la bella moglie Galina e il figlio adolescente. Tutto scorre in una fredda tranquillità anche se l'inizio della guerra con l'Ucraina inizia a far sentire i suoi contraccolpi sull'attività aziendale. Fino a quando Gleb fa una scoperta che cambia il suo modo di rapportarsi con la realtà.
Zvyagintsev torna a leggere la società russa focalizzandosi su un microcosmo che diventa sensore di quanto lo circonda. La Russia contemporanea può essere portata sullo schermo in vari modi. Il regista ci dichiara così la propria idea di cinema: un'arte che prende le mosse da microstorie, magari già esplorate innumerevoli volte, per indagarle con uno sguardo distante che, proprio perché è tale, si fa estremamente lucido.
Il cinema di Zvyaginstev, proprio grazie alle sue scelte estetiche, riesce ad essere molto più 'politico' di altri. Recensione ❯
Si cammina sui soffitti, si sprofonda in un asfalto che assorbe i corpi come una palude, si salta ad altezza di grattacieli. Ma tutto è possibile in una realtà che tale non è. Espandi ▽
Un mondo che sembra reale ed è invece solo un paravento per nascondere la realtà vera. Seguendo un tatuaggio sulla spalla di una ragazza l'hacker Neo scopre che la cosiddetta 'realtà' è solo un impulso elettrico fornito al cervello degli umani da un'intelligenza artificiale. La Terra era sopravvissuta alla catastrofe ma l'umanità ha avuto bisogno delle macchine per sopravvivere. E queste hanno vinto. Ma le macchine necessitano degli uomini e della loro energia. L'illusione in cui li fanno vivere è finalizzata a 'coltivarli' meglio. Nessuno è a conoscenza del tempo che è passato da quando il neurosimulatore ha assegnato una data fittizia al tempo. Recensione ❯
Ambientato all'apice della Guerra Fredda, il film racconta il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, giornalista e pilota di rally. Espandi ▽
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l'autoesilio negli Stati Uniti e l'attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l'uomo e la Storia.
Se Roberto Rossellini ci aveva fatto sperimentare quasi in maniera diretta e immersiva il senso di distruzione materiale e morale della nazione tedesca in Germania anno zero con una prospettiva dal basso, Pawel Pawlikowski muta il punto di vista offrendoci una lettura anch'essa di considerevole spessore. Recensione ❯
Il film è liberamente ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore Premio Strega Nicola Lagioia. Espandi ▽
In una Roma di periferia, Luca ha ventitré anni ma è ancora alle prese con la scuola serale per prendere il diploma, oltre ad aiutare il padre accompagnandolo sul furgone con cui lavora. Tra la ricerca di un impiego più solido e la reticenza allo studio, il giovane non ha ancora chiaro cosa fare della sua vita anche se pianifica il futuro con la fidanzata Marta Gaia, che è di casa nell'appartamento in cui Luca vive con i genitori. Bisognoso di soldi, una nuova conoscenza lo introduce a un giro di feste altolocate che sembrano promettere guadagno con poco sforzo, ma le circostanze trasformeranno la storia in insensata tragedia.
Un delitto atroce che aveva fatto scalpore nel 2016 riaffiora nella quinta opera di Edoardo Gabbriellini, attore poi diventato regista che qui adatta l'omonimo romanzo-inchiesta di Nicola Lagioia. Il regista tratta la storia senza scabrosi sensazionalismi.
Se il film ci risparmia la violenza più efferata, attraverso dialoghi del genere ci mette comunque di fronte a una realtà estesa fatta di connessioni sociali recise, e di giovani adulti privi di qualunque rete di supporto che rifiutano sia lo studio che il lavoro. Recensione ❯
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