Con lirismo e intelligenza, James Gray dirige un'ode alla fraternità. Con tre attori che ci fanno brillare gli occhi. Drammatico, Thriller - USA2026. Durata 115 Minuti.
Due fratelli rimangono invischiati nel mondo della mafia russa. Espandi ▽
New York, Queens, 1986. Gary e Irwin Pearl sono fratelli che tutto oppone. Il primo senza famiglia, una carriera nella polizia alle spalle e un futuro di guai contro la mafia russa, il secondo sposato con prole, una vita modesta e un futuro sognato per i suoi figli. Forse per questo si lascia trascinare da Gary in un'impresa potenzialmente redditizia di pulizia del canale di Gowanus a Brooklyn. Un gioco da ragazzi ma un semplice malinteso con la mafia russa innesca una terribile catena di eventi.
Torna alle origini del suo cinema James Grey, ai suoi polar sontuosi (Little Odessa, The Yards, I padroni della notte) da qualche parte tra classicismo e modernismo.
Sinuosa critica al capitalismo, Paper Tiger è un'ode alla fraternità - la lealtà è centrale da James Gray - che si inscrive nella continuità dell'opera dell'autore, condensando il suo universo e promettendo uno struggente piacere. Un film pienamente Gray di fucili nella penombra e di inseguimenti in auto come marce funebri. Recensione ❯
La diva Sandra Hüller incontra il cinema brutale di Markus Schleinzer in uno studio antropologico senza compromessi. Drammatico, Austria, Germania2026. Durata 94 Minuti.
All'inizio del XVII secolo, una donna, travestita da soldato, arriva in un villaggio in Germania sostenendo di essere l'erede di una fattoria abbandonata. Espandi ▽
Nella Germania del diciassettesimo secolo, una donna si spaccia per uomo e combatte come soldato nella guerra dei trent'anni. Deposte le armi si presenta in un villaggio protestante per riscuotere un titolo che la rende proprietaria di una fattoria. Ignare di non avere di fronte un uomo, le autorità locali integrano la nuova arrivata nei rigidi costumi e leggi del posto. Non nuova alla reinvenzione di se stessa, Rose si adatta al ruolo di contadina e cerca anche di espandersi, arrivando a prendere in moglie la figlia di un vicino in cambio dello sfruttamento di un terreno. Ma l'inganno precario della donna non può reggere allo scrutinio insistito da parte della comunità.
Sandra Huller, ormai diva poliedrica che sa attraversare ogni genere e latitudine, incontra il cinema linearmente brutale di Markus Schleinzer in uno studio antropologico senza fronzoli e senza compromessi.
Se Angelo era basato su un personaggio realmente vissuto, Rose fa riferimento a casi autentici e documentati di donne che attraverso la storia si fanno passare per uomini, e mescola brillantemente le specificità di genere con un discorso più ampio sull'identità umana e quanto sia malleabile. Recensione ❯
Nel 1985, il tredicenne Vincent affronta primi amori, conflitti familiari e cambiamenti. Scoprirà che dietro l'apparente perfezione della sua famiglia si nasconde una realtà fragile e dolceamara. Espandi ▽
1985, periferia di Parigi. Vincent ha quasi 13 anni. Non è più un bambino ma non è ancora un adulto. A casa ha un rapporto conflittuale con il fratello Arnaud, ribelle, anticonformista e appassionato di musica rock. Il padre Yves cerca di nascondere a tutta la famiglia che ha perso il lavoro mentre la madre Sandrine, una segretaria, cerca di affermarsi nel pioneristico mondo dell'informatica. Vincent scoprirà così che la perfezione apparente, esposta della sua famiglia non è altro che una fragile, dolceamara e attraente illusione.
C'è un'immedesimazione che diventa subito contagiosa; con Juste une illusion i due cineasti non solo ricostruiscono quella fase della loro vita ma soprattutto rivivono quel clima, con l'incanto di un (im)possibile viaggio del tempo.
Si sale e si scende come se ci si trovasse sulle montagne russe e si sentono addosso tutti i brividi dell'adolescenza. Il 2026 non è ancora finito ma Juste une illusion è tra i film imperdibili dell'anno. Recensione ❯
Dhont affronta la mascolinità tossica incarnata dalla guerra. Con grande nitidezza formale ed eleganza stilistica. Drammatico, Guerra - 2026. Durata 120 Minuti.
Prima Guerra Mondiale. Un gruppo di soldati belgi parte per il fronte, con l'obiettivo di sconfiggere l'esercito tedesco. Sono giovani(ssimi) e forti, e molti di loro saranno morti prima della fine del conflitto, ma al momento cantano una canzone che li invita a mantenere sempre il sorriso. Fra loro ci sono Pierre, un contadino prestato al rifornimento di munizioni per i soldati in prima linea; Jacobs, che è appena diventato padre ma non ha potuto veder nascere suo figlio; Stevens, che dopo la prima carneficina capisce l'orrore della loro missione; e Francis, un soldato riformato figlio di un sarto, che allestisce spettacoli di intrattenimento per le truppe (tra)vestendosi da donna.
Fra Pierre e Francis nascerà un sentimento fortissimo che si contrapporrà alla violenza efferata di quella guerra sporca consumata in mezzo al fango e ai cadaveri di una generazione di giovani uomini mandati al macello.
Il regista mette in correlazione profonda l'omosessualità dei suoi due protagonisti con la mascolinità tossica incarnata dalla guerra, che tuttavia qui è anche battaglia di difesa e dà ragione (in parte) allo spirito patriottico che i superiori cercano di instillare nelle truppe. Dhont racconta questa storia a doppio registro - intimo e politico - con una nitidezza formale e una eleganza stilistica che riflettono la sua capacità di sintesi e il suo rifiuto di indugiare sulle scene Recensione ❯
Un innovativo film d'animazione che ribalta lo zuccheroso mondo delle fiabe parodiandolo con la figura del simpatico orco verde. Espandi ▽
Un orco che rutta e legge le favole seduto sul cesso. Un asino petulante e splendido cantante. Una principessa che va ghiotta di topi arrostiti e ogni tanto gioca come Lara Croft. Una "draghessa" che diventa buona dopo essersi innamorata dell'asinello. Il principe "ufficiale" che ha il petto peloso come una foresta. Recensione ❯
Nanni Moretti torna a parlare d'amore, desiderio e solitudine con uno sguardo ampio e partecipe, invitandoci a comprendere i suoi personaggi senza giudicarli. Drammatico, Italia2026. Durata 103 Minuti.
Una storia d'amore tratta da uno dei racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Espandi ▽
Oslo, Matteo sta per avere un figlio da una giovane compagna. Greta, in India, decide di lasciare chi le ha appena fatto pubblicamente una proposta di matrimonio. I due si incontreranno sette anni dopo mentre lei si è appena sposata e lui sta giocando a tennis con il fratello. Lui non riuscirà a dimenticarla sperando di poterla incontrare di nuovo. Accadrà e sarà l'inizio di un complesso rapporto.
Nanni Moretti torna a prendere ispirazione da un libro di Eshkol Nevo per indagare nei sentimenti con sguardo ampio e atteggiamento partecipe.
In questa occasione il punto di partenza non è stato un romanzo ma una raccolta di racconti da cui Nanni, insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella, ha preso talvolta l'intero plot di base, talaltra una situazione o un'immagine. Riuscendo nella non facile impresa di trasferire, da un contesto israeliano in cui lo scrittore inserisce le sue storie, a tutt'altra temperie culturale mettendone in luce l'universalità degli assunti di base. Recensione ❯
Un uomo è costretto a ripensare alla sua vita dopo la scoperta di avere un figlio. Espandi ▽
Un film drammatico che segue un ex promotore di feste underground di New York, ormai in declino, la cui vita viene stravolta quando è costretto a prendersi cura di un figlio che non sapeva di avere. Recensione ❯
Quando il regista Alessandro Blasetti (che qui si presenta anche come interprete) annuncia che gli occorre un'attrice bambina "bellissima", una torma di mamme romane si riversa su Cinecittà proponendo la propria figliolanza. Espandi ▽
Quando il regista Alessandro Blasetti (che qui si presenta anche come interprete) annuncia che gli occorre un'attrice bambina "bellissima", una torma di mamme romane si riversa su Cinecittà proponendo la propria figliolanza. Tra di esse, Maddalena Cecconi, che però si lascia invischiare tra scrocconi e traffichini, con il risultato di passare attraverso una serie di umiliazioni (per lei e la sua piccolina). La bambina vince la parte, ma la madre, ormai disincantata, rifiuta. Non è forse il miglior film di Visconti, ma certo è tra i memorabili per via della prestazione di Anna Magnani, summa di ogni madre umiliata e offesa, italiana e non. Recensione ❯
Un film brutale ed originale che continua a colpire ancora oggi per la sua violenza e le scene splatter. Animazione, Azione, Drammatico - Giappone1986. Durata 110 Minuti.
Pietra miliare del mondo anime datato 1986. Espandi ▽
In un mondo post-apocalittico, devastato da un conflitto nucleare, il guerriero Ken della Divina Scuola di arti marziali di Okuto si vede sfidare dall'ex amico Shin, maestro della rivale Sacra Scuola di Nanto. Shin si dichiara innamorato di Julia, la fidanzata di Ken, e dopo aver sconfitto quest'ultimo la porta via con sé. Ken però sopravvive e un anno dopo vaga in cerca di vendetta sia contro Shin sia contro i propri fratelli maggiori Jagger e Raoul che lo hanno tradito. Più di ogni altra cosa Ken vuole ricongiungersi all'amata Julia, e tenterà di farlo con l'aiuto di Rei, un altro combattente di Nanto, e di una coppia di bambini salvati da un gruppo di predoni.
Ciò che ancora stupisce del film a quasi quarant'anni di distanza è proprio il suo aspetto così cruento e splatter: il sangue schizza ovunque, i muscoli vengono squarciati, gli organi interni scoppiano come conseguenza delle tecniche speciali usate da Ken e dagli altri maestri di combattimento (da qui nasce la battuta-tormentone del protagonista, "Sei già morto", pronunciata ai suoi nemici dopo averli colpiti in punti letali, nell'attesa che i loro corpi esplodano nel giro di qualche secondo).
È indubbio che la brutalità di questo anime sia il suo punto di forza e ne abbia ispirato altri successivi, estendendo la propria area d'influenza anche al cinema e al videogame. Recensione ❯
Il ritratto di un maestro le cui sfide ci fanno volare verso mete prima ritenute impensabili. Documentario, Germania, Gran Bretagna2022. Durata 102 Minuti.
Un film che svela l'uomo dietro il mito per celebrarne la vita e l'opera in occasione degli ottant'anni appena compiuti. Espandi ▽
Il ritratto di un maestro del cinema la cui coerenza è rimasta intatta pur nella molteplicità delle scelte espressive. Werner Herzog sostanzialmente è incapace di sognare. Lo sa però fare ad occhi aperti, magari quando si trova a guidare l’auto per diverse ore. E lo sa fare benissimo consentendo a tutti coloro che amano il suo cinema di andare oltre il ‘fatto’ che accade sullo schermo per coglierne il senso in profondità. È questo il leit motiv di tutta la sua filmografia così come emerge da questo percorso volutamente e giustamente cronologico. Herzog si racconta con abbondanza di citazioni e con il desiderio esplicito di tornare a pensare al proprio cinema con una prospettiva si potrebbe dire ‘pacificata’. Se, come afferma Wim Wenders, il Werner giovane non aveva un carattere proprio facile essendo molto determinato e con convinzioni incrollabili quello di oggi guarda al passato non con distacco ma come se lo osservasse dall’alto. D’altronde dichiara di ritenere un’ingiustizia della Natura il fatto che gli esseri umani non abbiano le ali. Ma è il suo cinema che ci fa volare verso mete che ogni volta si spostano oltre il pensabile e si concretizzano ‘nonostante tutto’. Recensione ❯
Una scatenata e surreale commedia sentimentale che raccoglie il meglio dell'eredità della commedia all'italiana. Commedia, Italia2026. Durata 120 Minuti.
Cecilia (Valentina Lodovini), determinata e appassionata, due figli a carico e tre relazioni fallite alle spalle. Per fronteggiare un'improvvisa situazione di crisi chiede aiuto agli uomini della sua vita: Christophe (Valerio Mastandrea), il suo primo grande amore e padre della sua figlia maggiore, regista teatrale che vive nel ricordo della sua sfolgorante carriera. Guido (Leonardo Lidi), padre del suo secondo figlio, ex manager promettente, che ha deciso di dare una svolta alla sua vita diventando un rider. E, infine, Tony (Michele Riondino), sedicente manager musicale, ma l'unico che l'ha sposata... per poi lasciarla per un'altra.
Questa strana e scomposta famiglia "aumentata" si ritrova a convivere sotto lo stesso tetto e a tentare un' improbabile impresa per salvare la situazione, da cui però ognuno cerca di trarre un proprio vantaggio a scapito degli altri, sebbene tra loro si amino.
In fondo a volte è complicato capire la differenza tra Inferno e Paradiso. Recensione ❯
Un dramma ambientato nella comunità circassa del New Jersey. Espandi ▽
A Newark, nel New Jersey, l'adolescente Temir cresce con il padre Azik, cuoco nel ristorante gestito dalla sorella Zalya, nella comunità degli immigrati circassici, regione caucasica della Russia. Temir è un promettente campione di lotta libera e assiste tra l'ammirazione e la vergogna alle intemperanze del genitore. Sperando di far ottenere al padre un nuovo lavoro più ambizioso, Temir scatenerà in buona fede una catena di eventi che porteranno a una inevitabile tragedia.
Kantemir Balagov, promessa del cinema russo, gira il suo primo film internazionale, dopo aver lasciato il suo Paese in seguito all'invasione dell'Ucraina.
Balagov ha un talento innato per il cinema, usa gli spazi, i suoni, il fuoricampo per costruire sequenze dilatate che portano il peso dello spazio e del tempo occupati e vissuti dai suoi personaggi. Il suo film è fatto di gesti, contatti, corpi, anche cibo. Non un film perfetto, purtroppo, ma nonostante tutto un grande film. Recensione ❯
Uno scambio di anime e corpi che nasconde una parabola universale e senza tempo, semplice e insieme spettacolare. Animazione, Giappone2016. Durata 106 Minuti.
Mitsuha e Taki sono due adolescenti che vivono in due parti molto diverse del Giappone. I loro sogni li avvicineranno. Espandi ▽
Film d'animazione che ruota intorno a due personaggi: Mitsuha, una studentessa delle superiori che vive in una cittadina di montagna con la sorellina, la nonna e il padre (anche se quest'ultimo è spesso fuori casa per via del suo lavoro come sindaco); e Taki, anche lui studente, che vive nel centro di Tokyo e svolge un lavoro part-time in un ristorante italiano. Un giorno, Mitsuha ha un sogno in cui lei è un ragazzo che vive a Tokyo. Taki fa anche lui un sogno in cui è una studentessa di un liceo femminile in un paese di montagna che non ha mai visto. Quale sarà il segreto che si cela dietro questi sogni? Recensione ❯
Da strega a ragazzina, un racconto di formazione che mostra il lato più verista del Miyazaki-pensiero. Animazione, Giappone1989. Durata 102 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Una giovane strega parte a cavallo della sua scopa per un anno di pratica nelle arti magiche. Espandi ▽
Compiuti 13 anni Kiki, una streghetta simpatica e maldestra, parte alla ricerca di una città bagnata dal mare in cui svolgere il suo anno di apprendistato. In compagnia dell'inseparabile gatto nero parlante Jiji, Kiki arriva nella città di Koriko dove inizia a guadagnarsi da vivere facendo consegne a domicilio a cavallo della sua scopa di saggina. Superate le difficoltà iniziali, la giovane strega, grazie ai suoi poteri magici e alla conoscenza di persone che la fanno sentire a casa, riesce a rendersi indipendente. Ma nella vita, si sa, non tutto fila sempre liscio e le sorprese sono dietro l'angolo... Recensione ❯
Due padri di famiglia si scontrano sul tema dell'educazione dei figli. Espandi ▽
L'ingegnere informatico romeno e devoto evangelico Mihai Gheorghiu si trasferisce in Norvegia con la famiglia. L'integrazione con il vicinato e con la scuola sembra procedere nel migliore dei modi ma gli opposti metodi educativi dei padri - conservatore e pater familias Mihai, permissivo e progressista Mats - finiscono per divergere quando le insegnanti notano dei lividi sul corpo della figlia maggiore di Mihai, Elia. Per la legge norvegese scatta immediatamente la denuncia al potente organo per la Protezione dei bambini, che sottrae i figli alla patria potestà di Mihai, sospettandolo di violenze su minori.
Da sempre attento alle intolleranze e alle contraddizioni in seno alla società, Mungiu abbandona il suo stile ansiogeno con camera a mano per delineare in terra norvegese uno scontro ideologico.
Permettere di usare lo smartphone o YouTube ai minori è un diritto inalienabile o un metodo educativo che lascia a desiderare quanto le punizioni oscurantiste? Questioni etiche su cui Mungiu non si sbilancia, attento a evidenziare le opposte e inconciliabili esasperazioni. Recensione ❯
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