Il diritto di contare

Film 2017 | Drammatico, +13 127 min.

Regia di Theodore Melfi. Un film Da vedere 2017 con Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst. Cast completo Titolo originale: Hidden Figures. Genere Drammatico, - USA, 2017, durata 127 minuti. Uscita cinema mercoledì 8 marzo 2017 distribuito da 20th Century Fox Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,15 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 14 marzo 2017

La vera storia di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre scienziate afro-americane che hanno rivoluzionato gli studi alla NASA. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 3 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 3 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, In Italia al Box Office Il diritto di contare ha incassato 2,9 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,15/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,05
PUBBLICO 3,39
CONSIGLIATO SÌ
Una parabola di emancipazione femminile che sfoglia una pagina sconosciuta della NASA.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 26 gennaio 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 26 gennaio 2017

Nella Virginia segregazionista degli anni Sessanta, la legge non permette ai neri di vivere insieme ai bianchi. Uffici, toilette, mense, sale d'attesa, bus sono rigorosamente separati. Da una parte ci sono i bianchi, dall'altra ci sono i neri. La NASA, a Langley, non fa eccezione. I neri hanno i loro bagni, relegati in un'aerea dell'edificio lontano da tutto, bevono il loro caffè, sono considerati una forza lavoro flessibile di cui disporre a piacimento e sono disprezzati più o meno sottilmente. Reclutate dalla prestigiosa istituzione, Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson sono la brillante variabile che permette alla NASA di inviare un uomo in orbita e poi sulla Luna. Matematica, supervisore (senza esserlo ufficialmente) di un team di 'calcolatrici' afroamericane e aspirante ingegnere, si battono contro le discriminazioni (sono donne e sono nere), imponendosi poco a poco sull'arroganza di colleghi e superiori. Confinate nell'ala ovest dell'edificio, finiscono per abbattere le barriere razziali con grazia e competenza.

La qualità più grande del film di Theodore Melfi è quella di sfogliare una pagina sconosciuta della NASA. Pagina 'bianca' coniugata fino ad oggi al maschile. Se la storia, il contributo delle scienziate afroamericane alla conquista dello spazio, è una novità, la maniera di raccontarla è convenzionale ma non per questo meno appassionante.

Il diritto di contare mette in scena efficacemente il razzismo e il sessismo ordinario dei bianchi, concentrandosi sui drammi silenziosi che muovono la Storia in avanti. Suscettibile di incontrare il favore di un largo pubblico, Melfi sa bene quando spingere l'emotività dislocando lo sguardo sul romance di Katherine e James, Il diritto di contare segue la storia dell'esplorazione spaziale americana attraverso lo sguardo di tre eroine intelligenti e ostinate che hanno cambiato alla loro maniera il mondo. Hanno doppiato la 'linea del colore', inviato John Glenn in orbita e Neil Armstrong sulla Luna.

A dispetto delle promozioni costantemente negate e all'ombra della supremazia bianca, le ambizioni delle protagoniste trovano respiro e futuro negli Stati Uniti in piena corsa alle stelle contro i russi, in vantaggio con lo Sputnik 1, primo satellite artificiale lanciato in orbita intorno alla Terra. In un'epoca in cui l'IBM è ancora ai primi vagiti, i calcoli necessari all'esplorazione spaziale sono eseguiti manualmente dalle 'colored computers', un team di donne nere che 'contando' aiutano i loro colleghi uomini a scrivere la Storia. Reclutate a buon mercato dalla NASA per volare più forte e più in alto, restano a terra e isolate. Lavoratrici indefesse e visionarie, da cui emerge il prodigio matematico di Katherine Johnson, le protagoniste di Melfi devono provare due volte la propria competenza, messa in discussione dal genere e dal colore della pelle.

Il diritto di contare è una parabola di emancipazione femminile a cui si aggiunge la lotta quotidiana per la riconoscenza dei diritti civili degli afroamericani. Simbolo di questa discriminazione è la toilette. Katherine, promossa a un gruppo di ricerca diretto da Al Harrison (Kevin Costner), deve percorre un chilometro per raggiungere i soli bagni riservati alle donne 'di colore'. Poi qualcosa di straordinario accade negli Stati Uniti che hanno deciso di andare sulla Luna. Le persone cominciano a essere apprezzate in funzione delle loro abilità. Le conoscenze e le attitudini diventano in quegli anni cruciali fattori di uguaglianza e di 'integrazione'.
Il film di Melfi non condanna esplicitamente il razzismo e si accontenta di esporre le ingiustizie e le aberrazioni con le quali si confrontano ogni giorno le persone 'colored'. Permette qualche volta di sorridere delle assurde disuguaglianze, accompagnando Katherine al bagno corrispondente alla sua condizione sociale, Dorothy in una biblioteca riservata ai soli bianchi per prendere 'in prestito' un libro imprescindibile e Mary davanti a un giudice di cui sollecita l'ego per frequentare un corso di ingegneria interdetto ai neri.

Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monáe sono le abbaglianti e determinate pioniere del programma spaziale della NASA che finiscono per imporsi in un ambiente maschile e maschilista. Ad amarle ci pensa il John Glenn di Glen Powell, astronauta charmant e democratico naturale con poco tempo per le gerarchie razziali. A guidarle, sulla luna e in terra, c'è il 'capo gruppo' Al Harrison di Kevin Costner, per cui la missione come il genio non ha colore. Impeccabile nel ruolo del good man e dietro un paio di Clubmaster (gli stessi che indossa in JFK - Un caso ancora aperto), Costner pratica l'understatement masticando la gomma e riducendo la gravità del dramma. È il suo personaggio a servire lo stand up di Katherine Johnson contro la discriminazione e l'ingiustizia tenace. Al suo fianco, in piedi contro il mondo e forte del potere delle cifre, Katherine trova l'equazione per toccare la luna con un dito. Niente calcolo differenziale o integrale invece per il dramma biografico di Theodore Melfi. Ma un'addizione di buoni sentimenti e una moltiplicazione di talenti raggiungono apprezzabilmente il risultato.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 12 marzo 2017
Ilamar

Finalmente un film decente dopo tutte le schifezze delle ultime settimane. Taraji P. Henson è fantastica, ironica, divertente e pungente. Dopo averla vista in serie tv, qui è esplosa in tutta la sua bravura. Grande anche Kevin Kostner. La storia di 3 donne di colore negli anni '50 in america, relegate a ruoli minori, ma che riescono a riscattarsi, a farsi strade a gomitate, fino a [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 11 marzo 2017
Roy Menarini

Sempre di più il cinema sta assumendo il ruolo di autorità discorsiva per fasi della storia del Novecento che necessitano di essere ricordate e divulgate. È davvero sorprendente questa fiducia che la società ha ormai accordato alla settima arte, quella cioè di salvare il pubblico occidentale dal proliferare incontrollato delle false verità, che di volta in volta prendono il nome di fake news, post-verità o, più semplicemente, bufale.

È curioso nel senso che per decenni il cinema è stato il luogo della falsificazione storica, della disinvoltura cronologica, della reinvenzione poetica, quando non addirittura strumento esplicito di propaganda per totalitarismi e dittature.

E invece, proprio quando il mondo è attraversato da tensioni imprevedibili, che pensavamo di aver archiviato da tempo, ora al cinema è richiesto e demandato il ruolo di ricostruzione delle conquiste storiche e di riscatto per biografie nascoste dalle ingiustizie storiografiche. Il preambolo serve a collocare nel giusto contesto un film come Il diritto di contare, che è stato considerato fin troppo buonista, anche se mette in scena con una certa accuratezza e precisione, lo stato di permanente razzismo delle regioni del sud degli Stati Uniti (la Virginia in questo caso) negli anni Sessanta.

Frasi
- Sbavi per questi uomini bianchi?
- Abbiamo gli stessi diritti. Ho il diritto di vedere il fascino in ogni colore.
Dialogo tra Katherine Johnson (Taraji P. Henson) - Mary Jackson (Janelle Monáe)
dal film Il diritto di contare - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 6 marzo 2017
Natalia Aspesi
La Repubblica

Vite cancellate, storie negate alla Storia per secoli, quelle delle donne in un mondo organizzato e scritto dagli uomini: vite segregate, storie di sottomissione e persecuzione, quelle dei neri in un'America dominata e legalizzata dalla supremazia bianca. Donne e nere, doppia separazione, inconsistenza, abbandono e umiliazione. Il senso di colpa o il bisogno di verità, o addirittura la temuta era Trump, [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
giovedì 16 marzo 2017
Andrea Chirichelli

Non cambia il podio della top ten italiana, che vede sempre in testa Kong: Skull Island con 145mila euro davanti a Logan, con 126mila e l'ottimo Il diritto di contare che continua a stupire in positivo, con quasi 90mila euro in cassa.

BOX OFFICE
lunedì 13 marzo 2017
 

Box Office Italia Kong: Skull Island vince il weekend italiano e internazionale. Da noi incassa 1,4 milioni di euro complessivi dal giorno della release, un dato buono ma non eccezionale. Logan - The Wolverine è secondo e arriva ad un totale superiore [...]

BOX OFFICE
giovedì 9 marzo 2017
Andrea Chirichelli

La classifica italiana del giovedì vede pochi cambiamenti in testa, con Logan che viaggia sui 300mila euro e tiene a distanza la coppia italiana formata da Beata ignoranza e Omicidio all'italiana, che dopo una partenza stentata pare inizi ad ingranare [...]

VIDEO
mercoledì 15 febbraio 2017
 

Il Diritto di Contare racconta l'incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afroamericane che - alla NASA - lavorarono ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in [...]

GALLERY
lunedì 30 gennaio 2017
 

Proprio quando era diventata un'abitudine pensare che La La Land avrebbe vinto tutto ai prossimi Oscar, sono arrivati i Sag Awards, i premi del sindacato degli attori, a sparigliare le carte. Hidden Figures di Theodore Melfi, tradotto in Italia con il [...]

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