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martedì 22 ottobre 2019

Gérard Depardieu

Quando si ha le physique du role

70 anni, 27 Dicembre 1948 (Capricorno), Châteauroux (Francia)
occhiello
Mi piace l'odore della terra.
Guardi che quella è me**a secca.

dal film Novecento (1976) Gérard Depardieu  Olmo Dalcò, il figlio di Rosina
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Gérard Depardieu
Cesar 2016
Nomination miglior attore per il film Valley of Love di Guillaume Nicloux

Cesar 2011
Nomination miglior attore per il film Mammuth di Benoît Delépine, Gustave Kervern

Golden Globes 1991
Premio miglior attore per il film Green Card - Matrimonio di convenienza di Peter Weir

Premio Oscar 1991
Nomination miglior attore per il film Cyrano de Bergerac di Jean-Paul Rappeneau

Golden Globes 1991
Nomination miglior attore per il film Green Card - Matrimonio di convenienza di Peter Weir

Festival di Cannes 1990
Premio miglior attore per il film Cyrano de Bergerac di Jean-Paul Rappeneau

Festival di Venezia 1985
Premio premio per il miglior attore per il film Police di Maurice Pialat



Il "gallo" Depardieu fa tappa nella città di Cesare per presentare il nuovo film tratto dal celebre fumetto.

Asterix alle Olimpiadi e... Obelix a Roma

martedì 29 gennaio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Asterix alle Olimpiadi e... Obelix a Roma Era il 1999 quando Gérard Depardieu interpretava per la prima volta il forzuto Obelix in Asterix & Obelix contro Cesare e tre anni dopo tornava a vestirne i panni in Asterix e Obelix: Missione Cleopatra. A distanza di quasi un decennio da quel primo adattamento cinematografico l'attore francese - che dice di assomigliare sempre di più al suo personaggio - è di nuovo Obelix nel kolossal Asterix alle Olimpiadi, incentrato sulla storia d'amore tra il giovane gallo Alafolix e la principessa greca Irina. Stavolta i due eroi della celeberrima serie a fumetti creata da René Goscinny e Albert Uderzo dovranno improvvisarsi atleti visto che la bella principessa ha promesso di sposare il vincitore delle olimpiadi. Una missione apparentemente impossibile per uno come Depardieu, che afferma di praticare esclusivamente lo sport della forchetta, e anche per il suo simpatico personaggio, "dopato" di natura.

Sogno di una notte di mezza età

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,67)
Un film di Daniel Auteuil. Con Sandrine Kiberlain, Adriana Ugarte, Gérard Depardieu, Daniel Auteuil
Genere Commedia, - Francia 2018. Uscita 18/10/2018.

La truffa del secolo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,58)
Un film di Olivier Marchal. Con Benoît Magimel, Gringe, Idir Chender, Laura Smet, Michaël Youn.
continua»

Genere Thriller, - Francia 2017. Uscita 28/06/2018.

L'Amore secondo Isabelle

* * - - -
(mymonetro: 2,40)
Un film di Claire Denis. Con Juliette Binoche, Xavier Beauvois, Philippe Katerine, Josiane Balasko, Sandrine Dumas.
continua»

Genere Commedia, - Francia 2017. Uscita 19/04/2018.

Novecento

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,99)
Un film di Bernardo Bertolucci. Con Gérard Depardieu, Robert De Niro, Burt Lancaster, Sterling Hayden, José Quaglio.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 1976. Uscita 16/04/2018.

Saint Amour

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Benoît Delépine, Gustave Kervern. Con Gérard Depardieu, Benoît Poelvoorde, Vincent Lacoste, Céline Sallette, Gustave Kervern.
continua»

Genere Commedia, - Francia, Belgio 2016. Uscita 27/10/2016.
Filmografia di Gérard Depardieu »

giovedì 17 ottobre 2019 - Le origini di Jesus sono in realtà da rintracciare in uno spettacolo teatrale a cui Turturro aveva preso parte un decennio prima de Il grande Lebowski. Al cinema.

Jesus Rolls, Turturro libera il suo personaggio dalla tirannia del cameo

Tommaso Tocci cinemanews

Jesus Rolls, Turturro libera il suo personaggio dalla tirannia del cameo Certi film sono così legati al loro status di cult leggendario, così famosi per una o più delle loro componenti, che è difficile ricordare come si presentassero al loro debutto, non ancora celebrati dalla storia e non ancora spezzettati in una serie di momenti iconici. Il grande Lebowski è uno di questi film, e per giunta uno che ebbe all'inizio vita difficile, per poi lentamente elevarsi a simbolo degli anni Novanta e diventare uno dei picchi - se non il picco assoluto - nella variegata filmografia dei fratelli Coen. E quando parte l'elenco delle cose che lo rendono speciale, dai tappeti ai maglioni, dal Vietnam ai cowboy, dai White Russian al bowling, si arriva sempre molto velocemente a Jesus Quintana. L'uscita di Jesus Rolls, in cui John Turturro si "riprende" il suo personaggio per liberarlo dalla tirannia del cameo originale, ripropone la questione della vera paternità della creazione del 1998, al tempo stesso uno dei molti personaggi secondari memorabili dell'universo dei Coen e una singolare creazione che deve parecchio a Turturro. Ispirato a un personaggio di uno spettacolo teatrale a cui l'attore aveva preso parte un decennio prima di ritrovarsi sul set di Lebowski, il bowler latino e (forse) pedofilo dalla tuta viola è in scena per pochi minuti ma rimane un bozzetto da antologia, nato dalla fantasia di chi si sente libero di sperimentare e dalla precisione di chi sa di poter esagerare in una parte troppo piccola per venire a noia.

Turturro si presentò sul set con mille idee, dall'unghia del mignolo dipinta alla "leccata" alla palla da bowling, dal sublime gesto della lucidatura fino alla danza al rallentatore ispirata a Mohammed Alì. E anche le battute, diventate tutte di culto, sono impreziosite dal suo accento cubano nonostante rimangano fedeli al copione originale dei due fratelli registi.

Accumulate l'una sull'altra, tali idee lasciarono stupito l'attore stesso quando gli capitò di vedere il prodotto finito per la prima volta, in un misto di divertimento e imbarazzo. Il rapporto professionale e personale che lo lega ai Coen è alla base della sua caratterizzazione giocosa, di grana grossa ma in fondo temeraria. E i registi, che in un paio di giorni di riprese gli accordarono più tempo in scaletta di quanto strettamente necessario, di certo lo sapevano.

È bizzarro che dentro al completo attillato di Jesus (che per ammissione di Turturro già da solo costringe il corpo a muoversi in modo diverso) ci sia anche qualcosa del suo lavoro su Primo Levi per La tregua, che aveva lasciato l'attore più magro del solito e che contribuì a formare la plasticità barocca di questo campione di bowling. Viene da lontano, Jesus Quintana, dalla vita al teatro al cinema, fino all'immaginario collettivo. E ora a quel cinema ritorna, nel suo strike più impensabile. Da anni Turturro parla delle sue idee per rivisitare il personaggio, a volte per scherzo, a volte per affetto, altre volte come a esorcizzare l'eredità di una creazione estemporanea in cui non avrebbe mai pensato di sentirsi imprigionato per due decenni.

È forse appropriato che, finalmente realtà, quel ritorno sia ancora spurio, assurdo come l'intuizione di un momento, e si innesti su un altro progetto di Turturro, che da anni cercava di rifare I santissimi di Bertrand Blier e che all'improvviso è stato folgorato dall'immagine di Jesus Quintana nel ruolo di Jean Claude, criminale scavezzacollo interpretato da Gerard Depardieu. E così vent'anni dopo Jesus Quintana esce di prigione, creazione mobile sempre più grande delle parti che lo reclamano, ma mai grande abbastanza per essere personaggio da capo a piedi, e trova un'altra storia a cui prestare le sue lunghe scarpe viola.

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