Nove Lune e Mezza

Film 2017 | Commedia +13 90 min.

Regia di Michela Andreozzi. Un film con Claudia Gerini, Pasquale Petrolo, Giorgio Pasotti, Michela Andreozzi, Stefano Fresi. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2017, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 12 ottobre 2017 distribuito da Vision Distribution. Oggi tra i film al cinema in 301 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,69 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un viaggio al femminile di 9 lune e mezza alla scoperta degli infiniti modi di essere donne. Nove Lune e Mezza è 5° in classifica al Box Office. domenica 15 ottobre ha incassato € 127.913,00 e registrato 19.337 presenze.

Consigliato nì!
2,69/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,75
PUBBLICO 2,33
CONSIGLIATO NÌ
Un film che si inserisce con grande naturalezza nel filone della commedia ma lo fa con un'originalità del tutto personale.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 10 ottobre 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 10 ottobre 2017

Due donne di oggi, due sorelle, due modi diametralmente opposti di stare al mondo: Livia e Tina entrambe sulla quarantina, tanto unite quanto diverse. Livia è una violoncellista bella e sfrontata, dall'anima rock. Modesta, detta Tina, è un timido vigile urbano che ha messo da parte la laurea per il posto fisso. Entrambe hanno un compagno: Livia convive con Fabio un osteopata dolce e carismatico, Tina con Gianni un collega ordinario e intollerante. Livia difende da sempre la sua posizione di donna che non desidera avere figli, mentre Tina tenta da anni di restare incinta, senza risultato: quando Tina, dopo tanti tentativi inizia a perdere la testa, Livia, consigliata dall'amico ginecologo, l'audace Nicola, decide di portare avanti una gravidanza per lei.

Michela Andreozzi passa con un esito più che positivo dall'altra parte della macchina da presa e dirige un film che si inserisce con grande naturalezza nel filone della commedia (anche degli equivoci) ma lo fa con un'originalità del tutto personale.

Perché parlare di maternità più meno surrogata non è un tema 'da donne' ma sicuramente è importante che una regista donna possa dire la sua in materia.L'art. 12 della legge n. 40 del 2004 afferma che il ricorso a pratiche di surrogazione di maternità è un reato punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino ad un milione di euro. Parlarne riuscendo a sorridere non è certamente facile considerato che l'argomento fa parte di una complessa visione etica e sociale che ha visto svilupparsi dibattiti con schieramentì fieramente contrapposti. Andreozzi ha il pregio di saper gestire i luoghi comuni sui personaggi (il vigile urbano un po' rozzo, il gay un po' isterico ecc.) finalizzandoli a una riflessione più alta. Unica caduta il fratello catecumenale che riflette un punto di vista sulla genitorialità ma lo fa in modo eccessivo da tormentone trasformandosi in un compagnuccio della parrocchietta fuori tempo massimo.
La riflessione comunque non ne viene intaccata perché sembra che la regista e gli sceneggiatori conoscano bene i testi di Zygmunt Baumann che afferma: "Avere figli significa assumersi la responsabilità del benessere di un'altra creatura più debole e indifesa. L'autonomia delle proprie preferenze è destinata a essere compromessa reiteratamente, anno dopo anno, quotidianamente. Si corre il rischio di diventare, orrore degli orrori, 'dipendente'. Avere figli potrebbe comportare l'esigenza di ridurre le proprie ambizioni professionali, di 'sacrificare la carriera', in quanto chi è chiamato a giudicare il rendimento professionale di una persona non vedrebbe di buon occhio il benché minimo segnale di fedeltà separate. E, cosa più dolorosa di tutte, avere figli significa accettare tale dipendenza separatrice di fedeltà per un tempo indefinito, assumere un impegno irrevocabile e a tempo indeterminato, senza alcuna clausola 'fino a ulteriore notifica' annessa; il tipo di obbligo che mal si confà alla politica della vita liquido-moderna e che quasi tutti evitano accuratamente nelle loro altre manifestazioni di vita".

Il film affronta la tematica da una molteplicità di punti di vista e anche se ci si potrebbe aspettare che fosse una sorta di manifesto pro maternità riesce a sfuggire anche a un finale apparentemente obbligato. Perché essere genitori è un compito che ci si deve assumere in piena coscienza senza alcuna superficialità. Sorridere mentre si riflette non può fare che bene.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 12 ottobre 2017
Nino Pellino

 Gradevole pellicola che narra del desiderio della protagonista Tina di poter diventare madre, nonostante che si sovrappongono, da sempre, ostacoli di natura fisica che hanno impedito la realizzazione di questo suo sogno. Diversamente, sua sorella Livia, interpretata dall'ottma attrice Claudia Gerini, invece  è sempre stata riluttante all'idea di avere un figlio, ma sarà [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 ottobre 2017
ELICANN

Se avessi saputo i veri messaggi di questo film non lo avrei visto. Spacciato per un film comico in verità ti obbligano all'ennesima visione-accettazione di una coppia gay con figli adottati, utero in affitto (anche se è velatamente spacciato per gesto generoso di una sorella) con chiari segni di dove si andrà a parare, le mamme sono quelle che ti crescono.

lunedì 16 ottobre 2017
Eva K.

No, non è un film da cinema. Non da sala. Il soggetto non è originale, la regia fin troppo acerba, gli attori e le attrici più televisivi che cinematografici. Un pò demodè, un pò scontato, un pò affrettato. Le commedie di queste genere vengono meglio agli americani. No ci sono spunti nè riflessivi, nè divertenti.

venerdì 13 ottobre 2017
nubletta

esilarante commedia italiana,un cast di attori davvero bravi,ognuno perfetto nel suo ruolo..finalmente dopo tanto ho avuto il piacere di rivedere una commedia nostrana con temi delicati ma attuali affrontati al meglio,con leggerezza e naturalezza senza mai essere pesante o volgare. E' stata davvero bravissima la Gerini nel suo ruolo..una pellicola divertente,fresca,nuova,leggera ma con tanto sentimento..all [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
giovedì 12 ottobre 2017
 

Due donne di oggi, due sorelle, due modi diametralmente opposti di stare al mondo: Livia e Tina, entrambe sulla quarantina, tanto unite quanto diverse. Entrambe hanno un compagno. Livia difende da sempre la sua posizione di donna che non desidera avere figli, mentre Tina tenta da anni di restare incinta, senza risultato: quando Tina, dopo tanti tentativi inizia a perdere la testa, Livia, consigliata dall'amico ginecologo, l'audace Nicola, decide di portare avanti una gravidanza per lei. Nei successivi nove mesi, Livia dovrà nascondere la pancia crescente, mentre Tina fingerà di essere incinta, dando vita a una serie di situazioni tragicomiche che coinvolgeranno anche la famiglia di origine.

In Nove lune e mezza, Michela Andreozzi passa con un esito più che positivo dall'altra parte della macchina da presa e dirige un film che si inserisce con grande naturalezza nel filone della commedia (anche degli equivoci) ma lo fa con un'originalità del tutto personale.

In occasione dell'uscita del film al cinema, Alessandra Vitali intervista la regista (e interprete) Michela Andreozzi e la coppia di protagonisti maschili, Lillo e Giorgio Pasotti. Tre diverse voci per raccontare la genesi del film, il background dei personaggi e l'importanza di una regia al femminile nell'Italia (del cinema) di oggi.

Frasi
- Comunque io la voglia di birra non l'ho mai sentita...
- L'ho letto!
- Dove, nella biografia di Vasco Rossi?!
Dialogo tra Livia (Claudia Gerini) - Tina (Michela Andreozzi)
dal film Nove Lune e Mezza - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 13 ottobre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Livia (Claudia Gerini) è una disinibita violoncellista ostinata nel non volere figli mentre Modestina (Michela Andreozzi) un vigile urbano in disperata ricerca di rimanere incinta. Sono due sorelle romane complici di una fecondazione assistita all'italiana, ovvero innocua e umanissima nelle intenzioni ma comunque truffaldina agli occhi dello Stato. Il piano è semplice: la violoncellista partorirà al [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 ottobre 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Passabile commedia dell'esordiente Michela Andreozzi, che dirige se stessa nel ruolo della vigilessa Tina, compagna del collega Gianni (Lilla Petalo). Poveretta, non riesce ad avere figli. Così, su consiglio dell'amico ginecologo, chissà perché gay, Nicola (Stefano Fresi), si rivolge alla sorella violoncellista Livia (Claudia Gerini), in flirt con l'osteopata Fabio (Giorgio Pasotti), perché porti avanti [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 ottobre 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

C'è la coppia sposata di gay uomini con figli non ridicolizzata e non idealizzata. Ci sono le due sorelle, una che vuole figli ma non riesce ad averne e una che può ma non vuole, con tanti rospi reciproci trattati con il giusto mix di buonismo e cattivismo. C'è il terzo, il fratello neocatecumenale irritante, irriducibile nelle sue convinzioni oscurantiste, che i genitori comunisti si disperano ("ma [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 ottobre 2017
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

"La femmina senza figli è una femmina a metà". Quale immensa menzogna si è nei secoli trasmessa, eppure quante lacrime continuano a spargersi a causa della feroce sentenza. Ne sa qualcosa Tina (Andreozzi, brava), vigilessa in astinenza da pargoli impediti dalla natura, al contrario della procace sorella violoncellista (Gerini, fulgida) che i figlioli aborre mentre potrebbe naturalmente procrearne. Vai alla recensione »

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