Monte

Film 2016 | Drammatico +13 110 min.

Titolo originaleMonte
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata110 minuti
Regia diAmir Naderi
AttoriAndrea Sartoretti, Claudia Potenza, Zaccaria Zanghellini, Anna Bonaiuto, Fabrizio Parenti .
Uscitagiovedì 24 novembre 2016
TagDa vedere 2016
DistribuzioneASAP Cinema Network
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,09 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Amir Naderi. Un film Da vedere 2016 con Andrea Sartoretti, Claudia Potenza, Zaccaria Zanghellini, Anna Bonaiuto, Fabrizio Parenti. Titolo originale: Monte. Genere Drammatico - Italia, 2016, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 24 novembre 2016 distribuito da ASAP Cinema Network. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,09 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il regista ha scelto le montagne altoatesine a oltre 2.500 metri d'altezza come location. Le riprese sono durate 4 settimane.

Consigliato sì!
3,09/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,67
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Attraverso uno scrupoloso lavoro sul suono, Naderi narra l'impresa titanica e allegorica di un uomo che cerca di abbattere una montagna a martellate.
Recensione di Gabriele Niola
Recensione di Gabriele Niola

Nell'Italia medioevale una famiglia fatica a sopravvivere in una zona rocciosa all'ombra di un monte che non lascia passare i raggi del sole e rende il terreno praticamente incoltivabile. Si tratta dell'abitazione in cui hanno sempre vissuto da generazioni e, nonostante molti l'abbiano già fatto, il capofamiglia Agostino non intende lasciarla. Trattati come appestati quando si recano nei centri più grandi per vendere senza successo le pessime verdure che coltivano e schifati da tutti perché accusati di portare sfortuna, sembra non esserci salvezza per loro. Almeno fino a che Agostino, che di trasferirsi non vuole saperne, non decide che quel problema che li affligge lui lo distruggerà, che da solo abbatterà la montagna a martellate, non importa quanto ci vorrà.
I film di Amir Naderi vanno guardati con le orecchie spalancate, sono opere audiovisive nel senso completo del termine, lavorano tantissimo sul rumore, scelgono di ossessionare i propri protagonisti (e quindi gli spettatori) con l'invadenza del rumore, anche quando questo prende la forma della musica. Se in opere come Manhattan by Numbers era l'incessante rumore dei vagoni della metropolitana a fare da guida all'impresa matematico urbanistica della protagonista, qui, almeno dalla seconda metà a martellare è un martello. L'impresa titanica e allegorica di un singolo uomo che cerca di abbattere una montagna intera a martellate non è mostrata ma messa in suono. Quindi è la maniera con cui Naderi mixa, cattura e monta il sonoro di due elementi primitivi (testa di martello, roccia del monte) che esprime il cuore ultimo del film.
Girato in Italia con attori italiani, Monte getta le basi per la lotta nella sua prima parte, la più narrativa. Posto nella più disperata delle situazioni il suo protagonista è talmente privo di vie d'uscita da valutare l'idea di abbattere un monte intero. Nella seconda parte invece in una maniera quasi herzoghiana questo proposito prende forma, il film cerca di volare più in alto e di rappresentare l'incredibile volontà di chi non si arrende. Monte, è così un film da inguaribili sognatori ma purtroppo anche da ingenui. Non lo si può infatti promuovere a pieni voti per un'eccessiva ingenuità nella messa in scena (abbastanza precisa nei costumi e nei luoghi ma poi parlata in italiano corrente) e per una prolissità troppo colpevole.
Tuttavia è anche evidente che la testardaggine di Naderi nel proporre la ricorsiva impresa di infrangere un martello contro la pietra irrita fino a che non conquista. Quasi parente alla parodia e all'umoristico per quanto è insistito ed esagerato, l'atto di distruggere la montagna può venire a noia ma alla fine, quando arriva alla sua imprevista conclusione, è effettivamente liberatorio. Ossessionati dal film ci si ritrova pieni di una luce arancio (di cui non ci si era accorti di sentire la mancanza) e improvvisamente colmi di una speranza incredibile, profusa dall'aver assistito e ascoltato il delirio di un uomo che non si lascia abbattere da niente.

Sei d'accordo con Gabriele Niola?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 5 settembre 2016
Peer Gynt

Film che unisce allegoria e astrazione, sospensione e silenzio, un'estenuante fatica fisica e un gesto folle e assurdo. Racconta la storia di Agostino, che vive con la famiglia (moglie e figlio) ai piedi di una grande montagna che gli toglie sempre il sole. Il racconto è ambientato in un medioevo indefinito e in un luogo non meglio specificato (anche se dovremmo essere nel 14.

lunedì 12 settembre 2016
Giulio N.

 Monte è stato presentato fuori concorso alla 73° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, il regista iraniano Amir Naderi filma un'opera dove porta in scena l'ostinata lotta dell'uomo contro la natura. Il film è stato girato in Italia sulle colline dell'Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia con un cast di attori italiani.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Ai piedi di una montagna ignota in un tempo ignoto sopravvivono un uomo, una donna e il loro figlio. L'ombra del monte ostruisce loro la vista e i benefici del sole, mantenendoli in una costante semi oscurità, gelida e impietosa. Potrebbero andarsene altrove come hanno fatto altri abitanti del villaggio, ma Agostino, Nina e Giovanni sono determinati a non darsi per vinti, pretendendo una giustizia [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Un luogo imprecisato dell'Italia, in un anno imprecisato del Medioevo. Agostino e quel che resta della sua famiglia dimorano ai piedi di un monte, che toglie loro la luce e la vita. Angariati dalla gente del villaggio, i poveretti hanno fama di portare jella. Finché l'uomo, con un gesto caparbiamente disperato, non decide di abbattere la montagna a colpi di martello.

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Il silenzio di una valle oscura, la fatica bestiale di coltivare tra rocce e terreno duro, le ore poco luminose del giorno e il buio pericoloso della notte, una famiglia a metà del l4esimo secolo costretta a separarsi per sopravvivere. Austero e chiuso in sé stesso, girato in colori rarefatti vicini a un bianco e nero evocativo di antichità perdute dall'indipendente iraniano newyorkese Amir Naderi, [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 28 ottobre 2016
 

Nell'Italia medioevale una famiglia fatica a sopravvivere in una zona rocciosa all'ombra di un monte che non lascia passare i raggi del sole e rende il terreno praticamente incoltivabile. Si tratta dell'abitazione in cui hanno sempre vissuto da generazioni [...]

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