Un thriller adrenalinico firmato dal regista Shane Black. Espandi ▽
Parker è un ladro esperto che mette a segno un colpo spettacolare assieme alla sua banda. Al suo interno c'è però una traditrice, Zen, che per non dividere il bottino con gli altri fa subito fuori tutti i componenti del gruppo; tutti tranne lo stesso Parker il quale si salva miracolosamente. Zen è legata all'associazione criminale The Outfit, e Parker incrocerà di nuovo la sua strada, meditando vendetta. Prima, però, dovrà allearsi di nuovo proprio con lei per rubare una reliquia dal valore miliardario, in uno scenario reso ancor più intricato da doppiogiochismi, boss mafiosi, dittatori sudamericani, e tante uccisioni e sparatorie.
Il ritmo forsennato e l'eccesso di situazioni, scontri, personaggi, finiscono per disperdere la tensione narrativa; e nemmeno la carta dell'ironia riesce a imprimere una direzione chiara e convinta.
In questo scenario così sovraccarico e privo di una direzione chiara, lo stesso Mark Wahlberg nei panni di Parker non dà l'impressione di crederci molto; ci prova leggermente di più Rosa Salazar. Recensione ❯
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Il film tratto dall'omonima serie di bestseller scritta da Camilla Läckberg. Espandi ▽
Willy ha dieci anni, gli occhiali, una passione per i supereroi dei fumetti, un'aria da nerd che gli regala non pochi problemi con i bulli, e il sogno di diventare un giorno un poliziotto. Willy ha anche un fratellino in arrivo, dal quale non sa cosa aspettarsi. Sul piccolo Charlie, che riposa nella sua culla da neonato, si deposita una polvere stellare che gli lascia in dono una varietà di superpoteri.
Dalla fortunata incursione della giallista svedese Camilla Läckberg nei territori del racconto per l'infanzia nasce il (primo?) film dedicato a Super Charlie, bebé prodigioso circondato da una famiglia che lo ama ma che fatica a stare al passo con la sua velocità e la sua intelligenza.
Stratificato, dotato di un umorismo arguto e al passo con i tempi, il film prende di mira i difetti degli adulti tra le pieghe del testo, mentre mette in scena in primo piano un'avventura a misura di bambino. Recensione ❯
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Alle soglie dei 60 anni, i Blur si ritrovano in studio per registrare un album e preparare un tour, che potrebbe essere l'ultimo. Espandi ▽
Dalle session di registrazione in campagna dell’album "The Ballad of Darren” alle esibizioni a Wembley, la macchina da presa indaga la dimensione privata e pubblica del gruppo inglese, evidenziando le fragilità e i nuovi equilibri nelle vite di Damon Albarn e soci. Considerato anche il titolo scelto era prevedibile che Blur: To the End trattasse del tempo che scorre e della caducità delle rock band. E così è, esplicitamente e da subito, come mette in chiaro la sequenza di apertura, con un Damon Albarn che guida nelle campagne del Devonshire affermando che “Il tempo non è infinito”. La regia di Toby L non esita a scrutare negli angoli della psiche di Albarn e soci, che si mettono a nudo di fronte alla macchina da presa. In particolare, proprio il frontman, alle prese con i postumi di una complicata separazione sentimentale, appare vulnerabile come mai prima d’ora. Lacrime e nostalgia, quindi, sensibilità e fragilità, come detta l’agenda emotional della nostra contemporaneità e come impone lo status da midlife crisis dei protagonisti, che hanno tutti superato il mezzo secolo di vita. Recensione ❯
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A Kabul un comandante decide di collaborare con i talebani per salvare una giovane umanitaria franco-afghana. Espandi ▽
Kabul, 15 agosto 2021. Mentre le truppe americane si preparano a lasciare il territorio, i Talebani prendono d'assalto la capitale e si impadroniscono del potere. In mezzo al caos, il comandante Mohamed Bida e i suoi uomini garantiscono la sicurezza dell'ambasciata di Francia, ancora aperta. Intrappolato, il comandante Bida decide di negoziare con i Talebani per organizzare un convoglio della disperazione con l'aiuto di Eva, una giovane umanitaria franco-afghana. Ha così inizio una corsa contro il tempo per portare gli evacuati all'aeroporto e fuggire dall'inferno di Kabul prima che sia troppo tardi. Recensione ❯
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Tornato nella casa dove la sua famiglia è stata brutalmente assassinata, "l'uomo che rifiuta di morire" (Jorma Tommila) la smantella, la carica su un camion ed è determinato a ricostruirla in un luogo sicuro in loro onore. Quando il comandante dell'Armata Rossa che ha ucciso la sua famiglia (Stephen Lang) torna deciso a portare a termine il lavoro, ha inizio una lotta all'ultimo sangue. Recensione ❯
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Un eccentrico vincitore della lotteria che vive da solo su un'isola remota cerca di realizzare le sue fantasie invitando i suoi musicisti preferiti a esibirsi a casa sua. Recensione ❯
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Un pilota è incaricato di trasportare un agente federale e il suo prigioniero al processo. Espandi ▽
Winston, ex-contabile della potente famiglia criminale dei Moretti, si è rifugiato al motel Igloo in Alaska dopo essere diventato informatore di giustizia. Lì viene rintracciato e arrestato dal maresciallo dell'aeronautica Madolyn Harris che viene incaricata di scortarlo da Anchorage a New York per farlo testimoniare contro i suoi ex-datori di lavori. Noleggia così un piccolo aereo. Durante il viaggio Winston nota che sotto il sedile di fronte a lui c'è la licenza di Darryl, ma la fotografia è diversa. Cerca di avvertire Madolyn ma lei non può sentirlo perché indossa le cuffie. Ben presto però Darryl rivela la sua vera identità di sicario.
Il respiro da B-movie, teso ed efficace, anima il sesto film da regista di Mel Gibson, realizzato a nove anni dal bellico La battaglia di Hacksaw Ridge. Flight Risk concentra gran parte della vicenda quasi tutta sul volo con soli tre personaggi ad alta quota.
Ma è Mark Wahlberg la vera sorpresa. Perfido, senza scrupoli, gioca con la morte ad alta quota come se quel viaggio fosse una sfida alla roulette russa. Qui è in uno dei rarissimi ruoli negativi della sua carriera. Recensione ❯
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Dal romanzo Mia sorella mi rompe le balle di Damiano e Margherita Tercon. Espandi ▽
Irene sta per comprare un appartamento a Roma con il suo compagno, ma viene richiamata nella sua città natale, Rimini, per occuparsi del fratello maggiore Omar. Sua madre deve partire per approfondire delle analisi mediche, suo padre l'accompagnerà e occorre prendersi cura di un fratello autistico che ha sogni ambiziosi. Per realizzarli la sorella prova a fargli un "corso intensivo per diventare adulti" che include la scelta di salire o meno sul palco di un talent show a esibirsi e coronare così il desiderio di una vita. Nel frattempo, grazie a Omar, sarà la stessa Irene a capire molto di se stessa e di cosa voglia veramente dalla vita.
È una tenera commedia di formazione emotiva a due teste, il film che segna il debutto alla regia dell'attrice Greta Scarano. Nel suo La vita da grandi mette tutto il suo cuore, la dolcezza e quell'approccio irriverente al mondo che restituisce sullo schermo attraverso la figura di Irene, interpretata al meglio da Matilda De Angelis. Folgorata dal libro di Damiano e Margherita Tercon (i Terconauti) "Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale", Scarano firma una commedia garbata che parla di sogni, legami familiari, inclusione, ma anche chiassose cene familiari davanti al televisore, tra racconti, incomprensioni e recriminazioni. Al suo debutto nel lungometraggio la neoregista dimostra di avere già uno stile definito e di non aver paura di osare una storia e un tema su cui era facile schiantarsi, sprofondando nella retorica o nel ricatto morale. Più vicino alla commedia di formazione che al dramma esistenzialista, l'opera fluisce con un buon ritmo senza mai dimenticare il binomio efficace di cuore e umorismo, profondità e leggerezza. Recensione ❯
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Un film divertente - con qualche gag di troppo - e adatto a tutta la famiglia. Animazione, Avventura - USA, Canada, Gran Bretagna2024. Durata 91 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Porky e Daffy si lanciano in una corsa per salvare il mondo, garantendo tutte le divertenti gag e le caratteristiche immagini animate che hanno reso i Looney Tunes così iconici e amati. Espandi ▽
Dick the Pig e Daffy Duck sono amici intimi fin da bambini e sono stati insieme nella buona e nella cattiva sorte. Ma ora devono affrontare la sfida più grande. Qualcosa si è schiantato contro la loro casa e da allora si è formato un enorme buco nel soffitto.
E poi c'è la strana melma che hanno scoperto. In ogni caso è chiaro: servono soldi, urgentemente e in misura considerevole. Non solo devono riparare il danno, ma devono anche trattare con un'ispettrice che insiste affinché tutti i difetti vengano eliminati, altrimenti la casa verrà confiscata. Decidono di trovarsi un lavoro ma ogni volta tutto va storto e vengono licenziati. Quando incontrano Petunia Pig, lei trova loro un lavoro presso la fabbrica di gomme da masticare ma proprio con quelle ha inizio quella che potrebbe essere un'invasione da parte degli alieni.
Qui sta quello che costituisce un po' il problema di un film peraltro divertente e adatto a tutta la famiglia. Dilatare in 90 minuti le sintesi spesso fulminanti del passato non è un'impresa facile. Ci si sono messi in undici sul versante della sceneggiatura e questo un po' si sente nella sovrabbondanza di gag che in più di un'occasione esplodono come le bolle delle gomme da masticare che stanno al centro dell'azione ma senza poi amalgamarsi con il contesto. Recensione ❯
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Un atto d'amore per il cinema analogico, per il fantastico su pellicola come non se ne vedevano da tempo. Avventura, Fantasy - USA2025. Durata 96 Minuti.
Una giovane ragazza che scappa di casa, impara a comunicare con una specie animale apparentemente poco socievole, conosciuta come Ochi. Espandi ▽
In un piccolo villaggio della fittizia isola di Carpathia il tempo sembra essersi fermato e la vita scorre seguendo ancora ritmi rurali, disturbati solo da qualche automobile. Sull'isola vivono gli ochi, una specie di primati dal pelo bluastro e capace di comunicare con versi dalla strana musicalità. Gli uomini li cacciano da sempre e l'attuale capo dei cacciatori è Maxim, il padre di Yuri, una ragazzina introversa che si sfoga solo ascoltando la musica black metal degli Hell Throne. Quando trova un cucciolo ferito di ochi decide di accudirlo di nascosto e poi di aiutarlo a tornare a casa e ritrovare sua madre. Lungo il cammino realizzerà di saper comunicare con lui e ritroverà a sua volta la madre, che si era separata dal marito dopo una orrenda lite. Maxim si metterà però sulle tracce della figlia, insieme ad alcuni cacciatori bambini, tra cui Dasha, il fratello adottivo di Yuri.
Una fiaba realizzata con la magia vintage di un cinema dagli effetti speciali in larghissima parte analogici: animatronic, pittura matte e pupazzi. Straordinario il lavoro anche sulla colonna sonora, peccato il racconto sia a tratti stereotipato e a tratti stridente. Se il film non riesce a essere coerente nella scrittura, è però perfetto nella realizzazione artigianale, sia per la meravigliosa animazione degli ochi, sia per il lavoro sui set. Uno sforzo produttivo davvero meticoloso, un atto d'amore per il cinema analogico, per il fantastico su pellicola come non se ne vedevano da tempo, che avrebbe meritato una narrazione più solida, ma che rimane encomiabile Recensione ❯
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Tratto dalla storia vera di Mathyas Lefebure. Espandi ▽
Mathyas, giovane agente pubblicitario di Montréal, ha lasciato il suo Paese e il suo lavoro per seguire il desiderio di vivere una vita a stretto contatto con la natura. Da un po' di tempo si è così trasferito in Provenza e ha deciso di non tornare a casa: il suo sogno, nonostante i problemi di cuore, è diventare pastore e gestire un gregge in montagna. L'incontro con la giovane impiegata Élise, che dopo una lunga corrispondenza deciderà anche lei di lasciare tutto, porterà Mathyas a vivere con maggiore consapevolezza la sua esperienza e confrontare i suoi sogni romantici con una dura realtà.
Dopo l'allegoria politica di Antigone, Sophie Deraspe adatta il romanzo autobiografico del vero Mathyas Lefebure, "D'où viens-tu, berger?", e si confronta con i limiti della condizione umana di fronte all'indifferenza (e alla bellezza) della natura.
La grande sensibilità di Deraspe, che ha scritto il film con lo stesso Lafebure, consiste soprattutto nel lasciare ai personaggi il tempo e lo spazio (tanto spazio, nelle splendide e selvagge alture della Provenza) di accettare i cambiamenti. Recensione ❯
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Il film esplora la relazione tra tre ventenni. Espandi ▽
Anthony Chen si sofferma nuovamente su relazioni interrotte e complicate, su psicologie fragili e incastri che danno vita a un puzzle difforme e irregolare. Il lavoro di cesello nella costruzione psicologica di Nana, Haofeng e Xiao, tuttavia, lascia spazio troppo presto ad arnesi classici del mestiere di regista, strumenti con cui è difficile lavorare di fino. Si tratta di una scelta, secondo cui Chen adotta un approccio semplice, che non lascia spazio all’immaginazione, per raccontare il vissuto dei suoi tre protagonisti. Ma resta da capire fin dove si spinga il lato volontario di questa e dove invece la situazione sfugga al controllo di Chen per sfociare nel didascalico, senza ombreggiature o ellissi che inducano lo spettatore alla suggestione. Ogni metafora è esplicitata, una autoevidenza che lascia interdetti e incappa troppo spesso nella rivisitazione di luoghi comuni consunti da romance segnato dal destino e incompatibile con la gioia. Solo Zhou Dongyu, regina delle nevi dal doppio volto di guida turistica ottimista e tormentato vertice di un triangolo amoroso, si eleva rispetto alla sceneggiatura, con un’altra memorabile interpretazione. Recensione ❯
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Leone (Nicolas Maupas) è il fidanzato perfetto: gentile, educato, rispettoso. È stato il primo della classe a scuola e lo è anche ora che studia Filosofia all'università. Espandi ▽
Fin dai tempi del liceo il 22enne Leone, laureando in filosofia, è innamorato di Carola, che invece non se lo fila per niente, ma non disdegna di chiedergli continuamente favori: l'ultimo dei quali costa a Leone una condanna ai lavori socialmente utili, ed è lì il ragazzo che incontra Flor, un'attivista fricchettona che lo prende in simpatia. Riuscirà Leone a far onore al suo nome, o rimarrà il gattino spaventato di cui Carola si è approfittata per anni, e che sembra chiedere sempre "scusate se esisto"?
L'amore, in teoria è una commedia romantica di impianto tradizionale ma con uno spin contemporaneo, anche perché alla fine (e giustamente solo alla fine) la parabola di Leone si collega esplicitamente a quella della sua generazione.
Siamo di fronte ad una commedia che, senza inutili vezzi autoriali, mostra "la giusta cura" verso il suo genere: buona scrittura, una regia che non si perde in lungaggini ma presta attenzione ai dettagli, un montaggio (di Luca Angeleri) che dà ritmo alla narrazione, e una direzione degli attori che armonizza il cast e tira fuori il meglio da ognuno. Recensione ❯
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Un doc che ci fa entrare all'interno di un cerchio magico, invitandoci a compartecipare dell'allegria contagiosa dei tre protagonisti. Documentario, Italia2025. Durata 100 Minuti.
Un documentario che racconta l'amicizia tra Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè. Espandi ▽
Nel 2014 Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri, amici e collaboratori artistici fin dagli anni Novanta, fondano il gruppo che porta i loro tre cognomi e incidono l'album "Il padrone della festa", lanciandosi poi in un tour europeo. Le registrazioni del megaconcerto di Napoli e quello al PalaLottomatica di Roma del gruppo Fabi Silvestri Gazzé diventeranno un doppio album live nel 2015. A un decennio di distanza, il 6 luglio 2024, il supergruppo ha riportato il concertone al Circo Massimo in una reunion subito sold out.
Ma Fabi Silvestri Gazzé - Un passo alla volta, diretto da Francesco Cordio, è più di un concert movie: è la storia dell'amicizia trentennale fra tre musicisti molto diversi per indole e ispirazione ma uniti da un comune sentire e un affetto profondo, nonché dalla capacità di stimolarsi a vicenda a creare divertendosi.
Nel ricreare quel mitico concerto del 2014, Fabi Silvestri Gazzé si sono preoccupati di "rispettarne la magia", e di fatto l'hanno ricreata, restituendo Un passo alla volta i brani più amati dal pubblico nella loro (quasi) integrità, e interamente nella loro energia. Recensione ❯
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Da diversi anni, il "Killer Heart Eyes" semina il terrore a San Valentino, perseguitando e uccidendo coppie innamorate. Quest'anno, nessuna coppia è al sicuro...... Espandi ▽
Un serial killer che indossa una maschera con gli occhi a forma di cuore, da un paio d'anni colpisce uccidendo nel giorno di San Valentino svariate coppie di innamorati. Ally lavora nel campo della pubblicità, è single ed è alle prese con una campagna pubblicitaria che riflette la sua disillusione nei confronti del romanticismo e perciò non funziona. La sua capa Crystal le affianca così l'affascinante single Jay, maestro nel campo, e tra i due nasce un rapporto conflittuale.
Mentre una scia di sangue li segue, Jay e Ally lottano disperatamente per la vita e nel frattempo si conoscono sempre meglio. Ma l'assassino non molla la presa nemmeno quando i due si trovano nella stazione di polizia con Jay sospettato d'essere il colpevole.
Vivace incrocio tra commedia sentimentale e slasher, il film usa a profusione i luoghi comuni e gli stilemi di entrambi i generi, puntando soprattutto sulla riuscita alchimia tra i due protagonisti che, anche grazie all'ottima prova di Mason Gooding e Olivia Holt, si presentano come personaggi simpatici e ben caratterizzati, di cui è interessante seguire le vicende. Recensione ❯
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